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Follari Ruggero II Capua


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Ciao a tutti..vi posto i miei ultimi arrivi..due follari di Ruggero II° zecca di Capua abbastanza rari 1ca4f7f62994fba0a071e78e95d281ea.jpg6643b41ffb400e9f41773e42f1db80bf.jpg..saluti Eliodoro

 

Edited by Caio Ottavio
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Salve @eliodoro, bellissime monete, molto rare tra l'altro, che apprezzo davvero molto. Complimenti! :clapping:

La seconda tipologia mi è capitata di vederla in giro più spesso rispetto alla prima. Penso che con le classificazioni sarai già a buon punto, ma se hai delle note o curiosità da chiedere o da esporci su questi due esemplari, non esitare: mi piacerebbe approfondire al riguardo.   

Provo a presentare qualche appunto, soprattutto per chi non ha familiarità con queste monetine.

La prima è un follaro capuano per Ruggero II Re di Sicilia coniato tra il 1134 ed il 1135.

Al D/ Busto frontale nimbato di Santo Stefano. Ai lati, ST - S sormontate da trattini di abbreviazione.

Al R/ Croce accantonata da quattro globetti inscritta in un circolo lineare. Intorno, R O R X (abbreviazione per ROgerius ReX) inframmezzate da quattro crocette.

Rif.: CNI XVIII, p. 249, n° 6 -7; Travaini MIN, n° 201; MEC 14, n° 185 - 187.

Edited by Caio Ottavio
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Effettivamente anch'io penso che il primo sia più raro del secondo...che non avevo visto prima..in asta sono andati invenduti. .per cui ho fatto questo sacrificio [emoji38]

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La seconda invece è sempre un follaro, anonimo però, perché non reca indicazione del nome del Re. Comunque, recenti studi condotti in primis dalla Travaini hanno consentito di fissare in modo definitivo anche questo pezzo al periodo di Ruggero II. In particolare, la presente moneta sarebbe stata emessa dopo il 1139, allorché la città ribelle di Capua di riappacificò con il sovrano normanno. In tal modo, come Ruggero aveva concesso a Bari, altra città ribelle riappacificata, di coniare il follaro anonimo con la sola indicazione di San Nicola, così anche a Capua il Re concedette un simile privilegio. E stiamo parlando proprio di questo follaro, intenzionalmente anonimo appunto, ma con le iniziali e la raffigurazione di Santo Stefano. Quindi tale esemplare commemora un evento storico importante per il periodo nel Regno di Sicilia.

Al D/ figura stante di Santo Stefano. Sul lato sinistro, S - S/T.

Al R/ crescente lunare sormontato da croce e circondato da sei stelle.

Rif.: CNI XVIII, p. 249, n° 3 - 5; Travaini, MIN, n° 208; MEC 14, n° 192.

 

Hai fatto benissimo a prenderle entrambe, poi come vedi su queste monetine (che piacciono molto agli appassionati di questo periodo ed anche della tipologia) c'è sempre qualcosa da dire e da scoprire. ;) Lascio la parola anche agli altri: leggeremo così qualche piacevole approfondimento.

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Da un punto di vista storico,  le monete, come ben detto in altri post, sono successive al 1130 e, quindi, "nazionali", essendo già fondato il Regno di Sicilia, che riuniva, più o meno, quei territori che hanno costituito prima il Regno di Napoli e poi, il Regno delle Due Sicilie.

Alla formazione del Regno di Sicilia, si opposero soprattutto Roberto II di Capua e Rainulfo di Alife, ispirati da Papa  Onorio II  che non vedeva di buon occhio Ruggero, ma il condottiero normanno ne uscì vincitore.

Papa Onorio II, pertanto, fu costretto a riconoscerlo Duca di Puglia a Benevento.

Ruggero II appoggiò, alla morte di Onorio II, l'Antipapa Anacleto II, e fu incoronato a Palermo il 25 dicembre del 1130 Re di Sicilia, dei Ducati di Puglia e Calabria e del Principato di Capua.

@incuso..ho visto che, nei cataloghi, mancano entrambe le  monete..se vuoi puoi aggiungerle...

saluti eliodoro

statue03.JPG

Edited by eliodoro
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Ruggero, inoltre, emise anche leggi che, volgarmente,erano dette Constitutiones, poi raccolte dal nipote Federico II.

Tali Constitutiones erano molto simili alle leggi romane.

La piaga dei falsari di monete era presente anche in epoca normanna, per cui  Ruggero dispose la pena di morte tanto per  coloro che falsificavano le monete, quanto per quelli che le ricevevano scientemente ( De Cudentibus Monetam Adulterinam".
Vennero puniti anche i tosatori con la legge ventiduesima " De Rasione Monetae".

 

Edited by eliodoro
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Grazie @eliodoro per questi tuoi interventi: in questo modo inquadriamo ed apprezziamo ancora meglio le monete da te postate.

Ne approfitto per fare qualche integrazione. Le Constitutiones di Ruggero II a cui fai riferimento sarebbero le cosiddette Assise di Ariano, emanate durante un'assemblea dei notabili del Regno svoltasi nel castello dell'omonima cittadina nel luglio del 1140. Il Re, visto che da circa dieci anni si trovava a capo della nuova istituzione monarchica dell'Italia meridionale, voleva dare un'impronta legislativa valida per tutto il suo Regno: rispettando le diversità di ogni comunità che viveva all'interno del Regno (troviamo bizantini, longobardi, normanni, franchi, musulmani etc.), i diversi gruppi dovevano però dimostrare assoluta fedeltà al sovrano e dovevano riconoscerne l'autorità suprema, se vogliamo dovevano concedere a Ruggero un potere molto accentrato. I nobili, logicamente, cercarono di difendere i propri privilegi e le prerogative, anche amministrative, che derivavano dai loro incarichi e titoli e per questo molti criticarono e si opposero apertamente alle innovazioni legislative di Ruggero II che, per esteso, si occupavano non solo di politica e di assetto regnicolo, ma anche del regolamento della vita quotidiana dei suoi nuovi sudditi. Si potrebbe approfondire anche il discorso del rapporto tra Re e feudatari all'indomani dell'emanazione delle Assise: esso non fu molto disteso, neanche sotto i regni dei suoi successori. E' verissimo anche che le Assise del 1140 ebbero un notevole influsso sulle successive Constitutiones (queste sì che vanno chiamate con tale termine) di Federico II, così come si mostrano in debito con il codice legislativo bizantino, in particolare con il Codice giustinianeo. Altro provvedimento importantissimo che riguarda la monetazione del Regno di Sicilia in quel tempo contenuto nel testo delle Assise riguarda la sostituzione del vecchio circolante (chiamato "ramesine" nei documenti pugliesi) e l'introduzione dei follari in rame di modulo ridotto (sulla falsariga di quelli qui da te presentati, per intenderci) e di un nominale dal valore maggiore: il ducale (o ducato). Il ducale (fig. 1) era la prima vera moneta regnicola dell'Italia meridionale: consisteva in uno scifato d'argento dal peso teorico (ma in realtà il Re le coniò di peso calante) di 2,50 grammi e dal titolo di 500 - 550 millesimi. Il titolo di metallo prezioso non era molto alto, il che suscitò delle perplessità nei sudditi, soprattutto pugliesi, che dovevano fare uso di dette nuove monete. E non avevano torto: tra peso e titolo calanti, il ducale non doveva essere una moneta molto appetibile per l'epoca.

image00095[1].jpg

Fig. 1: Un ducale di Ruggero II del 1140. Zecca di Palermo (2,22 g.). Ex NAC 81, lotto 95. Spahr n° 72; MEC 14, n° 212.

Al D/ troviamo il busto frontale di Cristo nimbato, nella classica posa bizantina del Pantocratore (d'altronde, la moneta era un richiamo totale al mondo bizantino: era uno scifato, quindi una moneta scodellata, così come si realizzavano a Bisanzio ed inoltre l'iconografia ricalcava quella in uso sulle monete bizantine, anche nella raffigurazione dei sovrani). Al R/, invece, compare il Re Ruggero con gli attributi del potere affiancato da suo figlio (ne legittimava quindi la successione).

Fondamentale per avvicinarci agli avvenimenti storici (ma anche numismatici) che si registrarono durante e dopo le Assise di Ariano nel Regno di Sicilia risulta la cronaca di Falcone di Benevento, anche se questa potrebbe presentarsi ai lettori una fonte di parte, in quanto il suo compilatore era apertamente ostile alla politica (anche monetaria) di Re Ruggero. Resta, però, l'unica testimonianza che tratta nel dettaglio il periodo e la questione dell'opera legislativa di questo monarca.

Edited by Caio Ottavio
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