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agrippa

Charles II

Risposte migliori

agrippa

d/ CHARLES°II°D°DE°MANTOV°1655

r/ °LIARD°/°DE°/°FRANC°C°/ A sopra i tre fiordalisi.

Ho capito che trattasi del principe Francese della casa Gonzaga_Nevers Duca di Mantova dal 1637 al 1665 ma per il resto sono nel buio.

Qualcuno per cortesia potrebbe decrittarmi il Rovescio ?

Grazie

post-42-1165592913_thumb.jpg

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simone

Ciao Agrippa,

la moneta è una feudale francese: si tratta di un liard emesso per la contea di Nevers e Rethel (Francia), quindi non dovrebbe aver circolato a Mantova (pur essendo stata emessa dallo stesso sovrano).

I gigli (e non fiordalisi) sono un omaggio alla casa dei Borbone, regnante a quei tempi in Francia.

Il conio imita i liard di Luigi XIV (il re sole), che nel 1655 era il re di Francia.

Il valore è alto:

B: 50 euro

MB: 100 euro

BB: 200 euro

SPL e FDC non sono indicati.

:)

Modificato da simone

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simone

Qualche altra informazione:

- Carlo II ha emesso la moneta da 1 liard solo nel 1655;

- la cittadina di Nevers è oggi gemellata con Mantova :)

- questo è il palazzo di Nevers in cui risiedeva Carlo II:

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/83/Ducal.JPG

Modificato da simone

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bavastro

ciao agrippa,

sul rovescio

"Liard"

è il nome del taglio e siccome era adottato anche nei paesi Bassi Austriaci (Belgio) era meglio precisare con "FRANC".

La "C" dopo il punto potrebbe indicare Charleville capitale del principato di Arches dove doveva circolare la moneta. La città è stata fondata dal padre Carlo I Gonzaga, per questo si chiama così.

Si trova al confine col Belgio, nelle Ardenne e la "A" tra i gigli potrebbe indicare Ardenne o Arches.

Attendiamo contributi da iscritti più preparati.

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simone

In effetti la moneta potrebbe essere di Arches, perchè Carlo Gonzaga, come duca di Nevers era Carlo IV, mentre come duca di Arches era Carlo II.

Ma rimane il fatto che il Krause la cataloga tra le monete di Nevers.

Ora faccio qualche altro controllo.

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Paolino67

D/ CHARLES II D DE MANTOV 1655 (esiste anche il millesimo 1656)

Nel campo: busto giovanile coronato del duca volto a d. corazzato e paludato, con lunghi capelli ondulati che ricadono sulle spalle.

R/ Senza leggenda nel giro

Nel campo: la scritta LIARD DE FRANC C A disposta su quattro righe, sotto la quale, in b. sono i tre gigli di Francia.

Metallo: Rame

Peso gr. 2,90-3,17

Diametro 22,5 mm

Riferimenti: Magnaguti VII 1957, 859; Poey d'Avant III, 6197

La moneta, come tutte le altre battute in Francia dai Gonzaga-Nevers, è della zecca di Charleville.

Carlo II Gonzaga-Nevers è stato IX duca di Mantova e VII duca del Monferrato dal 1647 al 1665, nonchè III duca di Nevers e III duca di Rethel fino al 1659 (data della vendita dei ducati al cardinale Mazzarino), e III principe di Arches fino al 1665. I territori francesi di Nevers, Rethel ed Arches erano stati portati in dote da Enrichetta di Cleves, sposa di Ludovico Gonzaga, figlio di Federico II, V marchese e poi I duca di Mantova. Con Ludovico si inaugurò quindi il filone francese dei Gonzaga-Nevers, che proseguì col figlio Carlo (fondatore di Charleville nel 1606). All' approssimarsi dell'estinzione del ramo principale dei Gonzaga di Mantova, la successione dinastica fu affidata dall'ultimo duca Vincenzo II a Carlo Gonzaga-Nevers. La successione fu osteggiata dall'Impero, che inviò un esercito di lanzichenecchi che saccheggiarono brutalmente Mantova nel 1630, dopo un assedio durato quasi un anno. Le successive azioni diplomatiche consentirono a Carlo I di insediarsi nel ducato mantovano, però ormai ridotto allo stremo delle forze. Carlo si adoperò per risollevare il ducato, ma alla sua morte la successione spettò al nipote Carlo II, che essendo minorenne lasciò per 10 anni la reggenza alla madre Maria Gonzaga. Carlo II, debole e di scarsa esperienza politica, scialaquò buona parte del patrimonio di famiglia, svendendo pure parte dei territori francesi al cardinale Mazzarino. Alla sua morte, avvenuta a soli 36 anni nel 1665, il ducato venne retto per 4 anni dalla moglie Isabella Clara, in attesa della maggiore età del figlio Ferdinando Carlo, che si rivelò ancora più inetto e debole del padre, portando il Ducato alla definitiva fine.

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agrippa

Grazie Amici

Non ho parole....

Ringrazio Voi e il Forum Lamoneta per le opportunità di CONOSCENZA NUMISMATICA che ogni giorno mi date.

Agrì

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