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Risposte migliori

eracle62

Ricordiamo anche che S.Ambrogio non volle accettare all'inizio l'incarico, ma per una serie di combinazioni e segni premonitori fu costretto...

La vita è alla fine fatta di tante casualità.. 

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dabbene
Supporter

Ma la tematica della Conferenza è molto sulle iconografie di Sant'Ambrogio, cerchiamo di vederne qualcuna partendo da quella anche in Locandina e che potrebbe rappresentare il probabile ritratto del Santo.

Si trova in un mosaico nel sacello di San Vittore ( circa 378 ) annesso alla Basilica del Santo.

Sant'Ambrogio mosaico.jpg

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dabbene
Supporter

L'arte lo rappresenta spesso, potremmo trovarne tanti, anzi spero nel vostro aiuto, qui è ritratto in un quadro in un momento simbolico quando assolve Teodosio dopo l'episodio di Tessalonica.

Certamente poi ci sono rappresentazioni che si avvicinano di più a quelle monetarie prima di arrivare a quelle sulle monete stesse….

Ambrogio 2.jpg

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eracle62

La pittura ha sempre giocato un ruolo fondamentale, gli incisori erano alcuni artisti di spessore, altri non potevano certo esimersi dal vivere gli aspetti culturali del periodo.

Sempre e comunque linguaggi espressivi..

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dabbene
Supporter

E con questa immagine di un bassorilievo del quattrocento si entra in un qualcosa che ci porta già a delle riflessioni iconografiche, che ne dite ? E accostamenti con le nostre monete ?

Ambrogio bassorilievo.jpg

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Sirlad
5 ore fa, eracle62 dice:

La pittura ha sempre giocato un ruolo fondamentale, gli incisori erano alcuni artisti di spessore, altri non potevano certo esimersi dal vivere gli aspetti culturali del periodo.

Sempre e comunque linguaggi espressivi..

Esattamente..., la nostra cara numismatica deve essere vista in un contesto multidisciplinare, come una forma espressiva che si inserisce in un quadro ampio e articolato.

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eracle62

Bravissimo Luca questa è la lettura..e il concetto vero, la polivalenza applicata a questa scienza così magicamente unica.. 

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ilvio

Sono confuso riguardo il restauro della nostra palma Milanese, permettetemi la piccola polemica nata su quelle vere piantate in piazza duomo, che forse nessuno si era accorto del filo conduttore con quella di rame restaurata . A questo punto mi chiedo come mai e in che modo scomodare i "ragazzi di Venaria" piuttosto che tirare in ballo la nostra facoltà di architettura o Brera che sia? Penso che la avrebbe fatta risultare ancora più Milanese questo restauro e magari anche più economica dal punto di vista dei costi.

A buon intenditor....

 

 

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dabbene
Supporter
1 ora fa, ilvio dice:

Sono confuso riguardo il restauro della nostra palma Milanese, permettetemi la piccola polemica nata su quelle vere piantate in piazza duomo, che forse nessuno si era accorto del filo conduttore con quella di rame restaurata emoji3.png. A questo punto mi chiedo come mai e in che modo scomodare i "ragazzi di Venaria" piuttosto che tirare in ballo la nostra facoltà di architettura o Brera che sia? Penso che la avrebbe fatta risultare ancora più Milanese questo restauro e magari anche più economica dal punto di vista dei costi.

A buon intenditor....

 

 

Si, in effetti il filo e il collegamento storico tra le palme c'era eccome, rimane il dubbio se ne erano a effettiva conoscenza ...

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King John
Supporter
14 ore fa, Sirlad dice:

Esattamente..., la nostra cara numismatica deve essere vista in un contesto multidisciplinare, come una forma espressiva che si inserisce in un quadro ampio e articolato.

E' proprio questo che ci distingue dai semplici raccoglitori: il numismatico è una testa pensante che parte dallo studio delle monete per studiare un intero periodo. Potremmo dire che il numismatico si serve delle monete che colleziona per pagare il transito ad un Caronte immaginario verso epoche lontane...

Charon.jpg

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dabbene
Supporter

Vorrei appunto vedere le connessioni che possono esserci tra arte e monete, un confronto può esserci tra il bassorilievo del 400 e questo grosso da 8 denari di epoca antecedente da Varesi 69, c'è una grossa differenza almeno, ma certo si può entrare di più sulle riflessioni iconografiche e ritengo anche simboliche...

Ambrogio bassorilievo.jpg

Ambrosino Varesi 69.jpg

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dabbene
Supporter

Incominciamo col dire che in moneta e' benedicente, nel bassorilievo ha lo staffile in mano, la figura di Ambrogio assume due differenti ruoli 

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King John
Supporter

Alcune informazioni sullo staffile di Sant'Ambrogio tratte da internet

La prima iconografia di S. Ambrogio con in mano lo staffile compare su un bassorilievo del secolo XI, che si trova nell’atrio della basilica di S. Ambrogio. Un secolo dopo troviamo la stessa iconografia nei rilievi che ornano la Porta Romana dopo la ricostruzione di Milano seguente la rovina del Barbarossa.

Lo scultore si deve essere ispirato al Discorso contro Aussenzio: Ambrogio si riallaccia alla cacciata dai mercanti dal tempio e contrappone Gesù che li cacciò con il flagello a Mercurino che vuole allontanare dalla Chiesa i fedeli “con la scure”; perché “il Signore, indotto dal rispetto della casa di Dio, allontana i sacrileghi con il flagello, il malvagio invece perseguita le persone devote”.

Gli episodi leggendari che riguardano lo staffile di Ambrogio sono numerosi. Appena giunto a Milano come magistrato, Ambrogio volle conoscere il boia Ursone che, armato di una speciale frusta con molte strisce di pelle, estorceva le confessioni agli imputati. Ambrogio licenziò subito Ursone e si fece consegnare lo staffile; quando poi fu nominato vescovo per volontà popolare, per dimostrare la sua indegnità volle ripristinare l’uso delle inique frustate, ma al primo condannato che sottopose successe che lo staffile si rifiutasse di funzionare (Comoletti, Milano misteriosa).

Il canonico Torre ci racconta un altro episodio: l’imperatore Corrado ebbe l’ardire di spodestare l’arcivescovo Ariberto d’Intimiano e di sostituirlo con un canonico della cattedrale. Un giorno l’usurpatore stava sedendosi sulla cattedra di S. Ambrogio ad Nemus quando “si scorse in un baleno vestirsi il cielo a bruno, livrea di cordoglio, cingersi di tumide nubi, quasi preparando lacrime, muggire i tuoni, scintillare fulmini, ed in mezzo a così funesti apparati comparire Ambrogio con acciaio feritore in pugno, alla cui tragica scena aspettando tutti un fine di morte, riempitisi i cuori di freddo timore con una fuga generale, resesi imperfetta ogni temeraria azione di Corrado forzato a confessare per vero arcivescovo il maltrattato Intimiano”.

La stessa frusta funzionò egregiamente ancora qualche secolo dopo, il 21 febbraio 1339, quando Luchino Visconti vinse a Parabiago il cugino Lodrisio, a capo di truppe tedesche. I Milanesi scorsero in Luchino il difensore delle libertà cittadine e in Lodrisio un bandito venduto agli stranieri. Dalla parte di Luchino stava schierato nientemeno che S. Ambrogio che, secondo il racconto di Galvano Fiamma, apparve “in bianche vesti e con in mano il flagello, colpendo i nemici che si erano impadroniti della vittoria”. Grazie al suo intervento “essi persero le forze e furono sconfitti. In città si fece allora una processione del clero e dei religiosi che si snodò sino a S. Ambrogio”. A partire da questo momento cambia l’iconografia di S. Ambrogio: si muove a cavallo come gli altri cavalieri; al posto della spada usa il flagello e diventa il protettore dei Visconti.

In una nicchia della scomparsa chiesa di S. Maria alla Rosa (via Spadari) si trovava una statua lignea del santo patrono. Un giorno, durante la Repubblica Cisalpina, si sparse la voce che S. Ambrogio incalzava con lo staffile i giacobini come un tempo aveva scacciato gli ariani. La statua venne allora imprigionata nelle soffitte del Castello e fu liberata solo dopo la restaurazione dagli austriaci.

ambrogio_romana_small.jpg

ambrogio_staffile.jpg

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dabbene
Supporter

Ottimo intervento @King John, hai centrato il punto direi sulla trasformazione di Sant’Ambrogio iconografica ma conseguentemente anche di ruolo e compito, certo la tematica e’ vasta e molto si può dire ancora chi vuole dire la sua ?

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dabbene
Supporter

Il grosso illustrato e' la prima immagine di Sant'Ambrogio sulle monete milanesi, c'è un richiamo alle precedenti monete bizantine e alle monete veneziane, i grossi matapan.

Siamo passati dall'epoca imperiale a quella comunale, questa rappresentazione e' figlia di questo periodo, dove i Santi locali sono i rappresentanti non solo religiosi ma anche del potere cittadino e diventano di fatto i loro simboli.

Quante riflessioni può portare un evento che diventa di fatto discussione su simboli così importanti e significativi....se poi pensiamo che Sant'Ambrogio esce di scena definitivamente sulle monete solo con un progetto di Maria Teresa...si può dire tranquillamente che altro c'è da dire ...

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dabbene
Supporter

Ma Sant'Ambrogio sulle monete come immagine non si impose subito, fu abbinato e in lizza con altri rappresentanti, altri due Santi storici e venerati a Milano, San Gervasio e San Protasio.

In questa moneta, che è Milano in tutto e per tutto, avviene il momento della scelta, ci sono entrambi i due Santi e Sant'Ambrogio, d'ora innanzi la scelta come simbolo ricadrà su Sant'Ambrogio, ma certamente questo grosso di Giovanni Visconti di Nac 68, è Sant'Ambrogio ma qualcosa di più, è la storia di Milano….

E quindi vedete come un Evento possa diventare, volendo, discussione, testimonianza, racconto, rappresentare in fondo la storia di Milano, essere parte di un processo divulgativo come proposito e fine...

San Gervasio nac 68.jpg

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dabbene
Supporter

Con Luchino e Giovanni Visconti l'iconografia cambia di Sant'Ambrogio, diventa piccolo quadro con la legenda come cornice, è indubbiamente lui il protagonista in questo mezzo fiorino d'oro con in più il prestigioso abbinamento della M gotica.

Oltre alla rappresentanza religiosa ora è il portatore dell'identità civile e politica della città.

mezzo fiorino.jpg

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