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giacutuli

La pre riforma monetaria di Costantino

Risposte migliori

giacutuli

Oggi vorrei fare un po di chiarezza sulla tanta confusione di monete attorno al 315d.C, molti studi, ricerce e pubblicazioni (RIC, ANS...) svolti dagli inizi '900 oggi risultano non completi e in parte errati nel catalogare diverse monete di quell'epoca.
Vorrei iniziare dalla riforma monetaria di Diocleziano (295d.C) egli riformò il sistema economico pubblicando nel 301 un editto dei prezzi e del valore che dovevano avere principali prodotti e materie prime, la moneta di base fu chiamata DENARIO (bronzo 1,64gr), i suoi multipli erano ANTONINIANO (bronzo 3,89gr). Ebbero vita 2 nuove monete "argentatus" (misture con argento tra 5/10%) chiamate FOLLIS (15,58gr) e il MEZZO FOLLIS (7,79gr). Piu grande valore era l'ARGENTEO (in sostituzione dell'Antoniniano in argento di Caracalla) (ar1,94gr) e infine l'AUREO (au3,89gr). Queste monete ebbero corso legale fino al 324d.C con la riforma ufficale di Costantino.
Ed eccoci alla riforma di Costantino, anche se molti anni prima si fecero dei test di monete, ma ne parlero dopo. 
La riforma cambio di molto i rapporti e i nomi dati alle monete. La piccolina in bronzo chiamata FOLLIS passo a (ae3,41gr) il MEZZO FOLLIS passo a (ae1,70gr). Le monete in argento furono due il MILIARENSE (ar4,54gr) e la SILIQUA (ar3,41gr). Le monete in oro furono ben 3: il SOLIDO (au4,54gr) il SEMISSE (au2,27gr) e il TRIENS (au1,51gr).
Questo il corso legale dal 295d.C al 346d.C.
-------
Ma!!! Qualcosa non torna in riferimento alle 9 monete commemorative emesse nel 317/318d.C da Costantino (e non Licinio come in tanti eroneamente riportano), nei primi del '900 molti studiosi non sanno che nome dare a queste monete e vennero siglate come "FOLLIS (la grande 3,2gr) E MEZZE FOLLIS le piccole (1,70gr)". Ehhhhhhh come fai a chiamare queste monete con un nome che arrivò solo nel 324d.C ovvero 6 anni dopo la coniazione!?!?!? Che pasticcio hanno combinato gli studiosi!?!?!? In pratica dettero i nomi dei bronzei legali di Diocleziano ma il peso e le misure erano TOTALMENTE diversi..., ma non ha senso dare un nome ad una moneta che ha un'identità diversa, questo mio parere!!!...e discutibile.
E quindi vi è un vuoto che va proprio dal 312 al 320circa e dove molto piu avanti si scopre che Costantino fece una pre riforma monetaria con dei test riducendo i rapporti su molte monete.
Alcuni pubblicarono le ricerche svolte assegnando "FOLLIS" ma alcuni studiosi capirono che qualcosa non quadrava. Ed ecco che arriva il nome di una moneta sperimentale di quegli anni di Costantino detta NUMMUS Costantinus (e che poi fu ripreso il nome ed ebbe corso legale con la riforma del 346d.C di Costanzo II (figlio di Costantino) ma con rapporti leggermente allegeriti di argento!!!! E quindi queste commemorative appartengono ad una moneta sperimentale di Costantino e contenevano circa un 10% di argento)??? Forse, si! ma ATTENZIONE questa mistura fu riservata solo ed esclusivamente nella zecca di Roma e non le altre 5 zecche e solo ed esclusivamente alle 3 grandi con rovescio (imperatori divinizzati seduti), e non alle piccole.
Questo passo di storia ci conferma come Costantino sia stato un vero innovatore dell'impero d'occidente con le varie 
rivoluzioni politiche, finanziarie, religiose, monetarie, militari...  appunto "C IL GRANDE" talmente grande che volle imporre, dopo la sconfitta di Licinio nel 324d.C, e quindi unico imperatore pure a tutto l'impero d'oriente le sue idee (e chi si metteva contro veniva ucciso come il suo primo figlio Crispo nel 326 (figlio della prima moglie Minervina) e la sua stessa seconda moglie Fausta, giustiziata).
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Da qualche anno, ...tanti, cerco di risolvere questo passaggio molto importante e ricchissimo di storia, che nome dare alle 9 commemorative di Costantino "FOLLIS e MEZZI FOLLIS" come sarebbe giusto chiamarli visto che rientrano nel corso legale di Dioclezioano ma dovrebbero essere di peso e diametro MOLTISSIMO superiore oppure li chiamiamo FOLLIS Costantinus in fase beta??? E le tre grandi possiamo chiamarli FOLLIS ARGENTEO COSTANTINUS (rif: RIC VII roma 104/105/106)???.

NOTA: Per me queste "commem coins" sarebbe corretto chiamarli "NUMMUS CENTENIONALIS ARGENTEO COSTANTINUS" e risponderebbero a tutti i dubbi e studi effettuati, ed anche visibili in soli 3 musei, purtroppo nessun museo italiano che io sappia presenta "al pubblico" questa moneta; ovvero una bronzo con circa 5/10% di argento del diametro tra i 18/20mm e dal peso ca di 3,24gr appunto 1/100 di libbra. E sarebbe appunto la sperimentazione usata per le tre commemorative di Costantino divenuta poi reale con l'emissione del figlio Costanzo II nel 346d.C.  
Accetto qualsiasi commento!
saluti, gianni

Modificato da giacutuli

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Illyricum65

Non so se ti possa essere d'aiuto ma nella zecca di Londra per i bronzi lo schema osservato nel Clooke/Toone è questo:

479194003_schemaLondinium.thumb.JPG.07fb9a2ef6259e517492cf308a90cb3d.JPG

Toone giustamente chiama le monete ottenute dopo le varie riduzioni "nummus" per distinguerle dai veri e propri "follis" di epoca tetrarchica.

Non vi sono analisi chimico-fisiche sulle percentuali dei vari elementi nelle leghe componenti.

Ciao

Illyricum

;)

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giacutuli
Uhmmm, e quindi bisognerebbe chiamarli nei "cataloghi" non follis ma NUMMUS COSTANTINUS anche se il vero nome NUMMUS ufficiale viene fuori solo nel 349.
Il problema è che nessuno pubblica i risultati delle analisi sulle misture usate, le analisi sono state fatte e sono tutt'ora fatte non da autorità ufficiali ma da privati collezionisti. Va detto che oro e argento del tardo periodo imperiale non sono uguali a quelli del primo periodo e neanche a quelli repubblicani, nessuna moneta è puro gold o silver, le percentuali vennero ridotti drasticamente arrivando anche sotto i 700 per il gold e sotto i 500 per gli argenti, ma vi sono anche monete spacciate per "silver" composte sotto i 250. Molti studi e ricerche svolte anche da privati sottolineano che questi fuori serie NUMMUS (periodo 315d.C) contengono una percentuale che varia dal 5 al 10% di argento.
-----
Adesso pongo la domanda: è corretto chiamare FOLLIS delle monete coniate nel 318d.C quando in linea legale in quegli anni il FOLLIS doveva pesare circa 15.58grammi e che invece ne pesa soli 3.25grammi circa? Andrebbe fatta la correzione almeno sulle edizioni digitali, ovviamente impossibile farle sul cartaceo di RIC...ANS...GIGANTE...ALFA... ed altre centinaia in altre lingue sparse nel mondo???

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Poemenius

Certamente ci sono problemi metrologici e problemi legati alla nomenclatura numismatica.... Per fare un esempio scontato ma sempre valido, vi ricordo che la siliqua non è mai stata una moneta... Se non da cento anni a questa parte... La siliqua era una unità di peso, poi che ai numismatici moderni faccia piacere chiamare così una monetina d'argento è tutt'altra cosa... Sul follis e sul nummo nemmeno mi esprimo perché dovrei solo citare Carlà.... Ecco, su questo uso dei nomi ci tengo sia sempre chiaro che sono quasi tutte convenzioni moderne... Solo pochissime monete del tardo antico avevano i nomi che usano oggi i numismatic i... Se il tentativo è quello di fare chiarezza, mi pare giusto partire bene... Chiamiamola con il loro nome se noto dalle fonti, o piuttosto chiamiamoli radiati, laureati etc... Altrimenti rimaniamo alla numismatica novecentesca... 

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Poemenius

Ps... Sono un rompiballe... Lo so... Scusate.. :)

Ma se tentiamo di fare chiarezza usando una terminologia non chiara, costruiamo un castello con fondamenta di carta

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WilliamB
5 ore fa, Poemenius dice:

Certamente ci sono problemi metrologici e problemi legati alla nomenclatura numismatica.... Per fare un esempio scontato ma sempre valido, vi ricordo che la siliqua non è mai stata una moneta... Se non da cento anni a questa parte... La siliqua era una unità di peso, poi che ai numismatici moderni faccia piacere chiamare così una monetina d'argento è tutt'altra cosa... Sul follis e sul nummo nemmeno mi esprimo perché dovrei solo citare Carlà.... Ecco, su questo uso dei nomi ci tengo sia sempre chiaro che sono quasi tutte convenzioni moderne... Solo pochissime monete del tardo antico avevano i nomi che usano oggi i numismatic i... Se il tentativo è quello di fare chiarezza, mi pare giusto partire bene... Chiamiamola con il loro nome se noto dalle fonti, o piuttosto chiamiamoli radiati, laureati etc... Altrimenti rimaniamo alla numismatica novecentesca... 

Piccola curiosità. Sappiamo come, queste piccole monetine d'argento, venissero chiamate all'epoca?

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Poemenius

No... Mi pare esista qualche riferimento generico e nulla più... Probabilmente erano considerati per il valore che avevano in denari di conto... Forse in qualche momento furono chiamati argentei o nummi argentei o argentei minuti ma bene non sappiamo... La siliqua invece è sempre citata come misura di peso e nello specifico dell'oro 

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WilliamB
8 minuti fa, Poemenius dice:

No... Mi pare esista qualche riferimento generico e nulla più... Probabilmente erano considerati per il valore che avevano in denari di conto... Forse in qualche momento furono chiamati argentei o nummi argentei o argentei minuti ma bene non sappiamo... La siliqua invece è sempre citata come misura di peso e nello specifico dell'oro 

La ringrazio! Se solo avessimo la macchina del tempo .. :spiteful:

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WilliamB
2 minuti fa, Poemenius dice:

Magari

Ti prego usa il "tu" 

Se il tema ti interessa leggi Carlà. Si trova libero su academia

TI ringrazio! :)

Questa sera cerco il testo su academia!

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Nikko

È un argomento del quale in passato abbiamo dibattuto spesso. 

Qualche spunto interessante qui:

https://www.lamoneta.it/topic/55817-sulla-fallita-riforma-monetaria-di-licinio-dellanno-321/?tab=comments#comment-581539

Modificato da Nikko
  • Grazie 1

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Gallienus

Alcuni anni fa mi avevano proposto di presentare il tema come argomento per un Ph.D. A me non sembrava una buona idea: avevo la sensazione che mi sarei cacciato in un ginepraio dal quale sarebbe stato impossibile riemergere... sono tuttora di quell'opinione: o si va giù di fantasia - come infatti fa qualcuno - o non vi sono vie d'uscita praticabili. Da Caracalla in poi il sistema monetario romano si perde nelle nebbie del tempo.

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