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Legio II Italica

Roma e la Persia

Risposte migliori

Legio II Italica

La storia di Roma presenta spesso dei fatti poco chiari per noi moderni , dovuti principalmente alla perdita degli Atti del Senato che in antico erano a disposizione , per consultazione , degli uomini importanti della classe imperiale , ma anche degli storici che spesso erano Senatori loro stessi oppure legati tramite parentele o amicizie a questa veneranda istituzione dello Stato romano .

Anche tutte le opere storiche che furono scritte specialmente tra la fine della Repubblica e il periodo imperiale presentano per noi moderni in linea di massima dei frammenti , degli spaccati , della realta' del passato , frammenti comunque importanti anche se spesso incompleti , poche opere storiche ci sono giunte integre , comunque limitate nel tempo e alla vita dello storico , inoltre non tutti gli storici furono di alto livello o imparziali nel raccontare la storia presente o passata , alcuni ripresero semplicemente gli scritti storici di quelli vissuti prima di loro e ne proseguirono l' opera tramandandoci in tal modo fatti a loro attuali ma potenzialmente anche manipolati ; fu proprio questa triste perdita di documenti senatoriali e storici che non ci consentono oggi di avere una visione completa e sicura del passato di Roma ; compito degli storici moderni e' quello di ricostruire il piu' fedelmente possibile tutta la storia di Roma basandosi su quanto ci e' giunto dal passato principalmente tramite i testi antichi e l' archeologia , intendendo con archeologia tutte le cose tangibili disponibili , cioe' : monete , epigrafi , monumenti e reperti vari , forse anche le tradizioni orali che andrebbero pero' dimostrate .

Questo preambolo per giungere all' argomento del Post del quale conosciamo molto , ma non i motivi per cui Roma non riusci mai a superare l' ostacolo persiano che impediva ai Romani di seguire la via tracciata da Alessandro .

Uno dei fatti storici forse piu' oscuri della storia di Roma e' il motivo che indusse i Romani a fermarsi , per la parte orientale dell' Impero e nel momento della massima espansione in questo settore , sulle rive del Tigri e dell' Eufrate senza seguire le orme del grande macedone Alessandro che apri' la via per giungere fino ai confini dell' India , perche' Roma non pote' ripercorrere quella strada pur avendone tutte le potenzialita' militari ben superiori a quelle del macedone ?

L' altra frontiera strategica del nord est europeo avrebbe una spiegazione logica affinche' non fosse superata ed ampliata , indipendentemente dalla famosa disfatta di Quintilio Varo , in realta' non c'era nulla da conquistare nella selvaggia Germania Magna se non foreste , pianure , acquitrini e popoli semi selvaggi , nessuna ricchezza su cui gettarsi che avrebbe dato un senso pratico alla conquista , tutto , se non una forma di prestigio per la armi romane , ma in effetti ne valeva la pena imbarcarsi in una conquista , in teoria possibile , senza avere un riscontro economico incentivo principale di ogni guerra di conquista ? Forse no , non ne valeva la pena , penso' Augusto e i suoi successori , se non per motivi di sicurezza dei confini gallici e dei balcani , nel cui caso sarebbe stata necessaria una pronta e severa risposta militare come in effetti avvenne in frequentissimi casi durante il periodo imperiale .

Il discorso fatto sulla Germania non vale pero' per la Persia , territorio ricco di storia e di popoli abituati alla ricchezza piu' raffinata derivante principalmente dai ricchi traffici e commerci con il lontano Oriente della Cina e dell' India ; cosa impedi' ai Romani di ripercorrere la via tracciata da Alessandro ? I Persiani erano gia' stati confitti diverse volte dai Greci nel corso della storia , perche' non riusci in modo definitivo anche ai Romani i quali disponevano di eserciti altamente organizzati ed efficienti ? Le sole armi dei Persiani tra cui la cavalleria catafratta non basta a spiegare le sconfitte subite e quindi il motivo che impedi' a Roma di arrivare nell' estremo oriente .

Effettivamente ci furono diversi tentativi in cui Roma tento' di violare il territorio persiano per recarsi in Oriente via terra , a cominciare da Licinio Lucullo che conquisto' l' Armenia anticamera della Persia , passando da Pompeo , da Crasso , da Antonio e se fosse sopravvissuto alla congiura , da Cesare che pare avesse predisposto 12 Legioni piu' gli Ausiliari per l' invasione della Persia , fino ad arrivare a Traiano e Settimio Severo , gli ultimi Imperatori che tentarono di sfondare definitivamente il blocco persiano verso la via delle Indie , in seguito furono solo risposte militari .

A questo punto sorgono alcune riflessioni , Alessandro fu anche fortunato , oltre che abile , nel compiere la sua memorabile impresa considerando che al suo seguito disponeva al massimo , secondo le fonti , di soli 48.000 fanti e 6.000 cavalieri , ma secondo altri storici del periodo anche meno soldati e meno cavalleria , contro un esercito persiano numericamente enorme , anche se differenziato etnicamente ; eppure Alessandro riusci' nell' impresa anche se la sua avventura rimase solo una escursione militare non una conquista territoriale ; perche' invece non riusci ai Romani con il suo esercito altamente specializzato ? Forse Cesare aveva compreso bene che per invadere la Persia avrebbe avuto bisogno di un esercito numericamente imponente , composto da circa 140.000 unita' di fanti l' equivalente circa di 12 Legioni piu' Ausiliari , appoggiati da una consistente cavalleria e condotto da lui stesso ; con un esercito inferiore non avrebbe portato a termine una conquista , cosa indispensabile per aprire una via sicura e stabile con la Cina e l' India , ma avrebbe solo ripetuto quello che fece Alessandro cioe' una vittoriosa escursione militare ma senza conquista stabile , stabilita' che sarebbe derivata solo ponendo presidi militari stabili lasciati lungo la via delle Indie e per questo occorreva un esercito numericamente imponente .

Concludendo , il sogno di Cesare non si realizzo' per il motivo che tutti conosciamo e in seguito Roma non fu piu' in grado di ritentare l' impresa preparata da Cesare , ci furono tentativi piu' che altro di risposta militare , ma il sogno di Cesare rimase tale e raggiungere il lontano Oriente via terra piu' breve rimase per sempre una chimera ; ci furono contatti commerciali via mare , ma la distanza e i pericoli della lunga navigazione non permisero scambi commerciali stabili e frequenti , solo la conquista della Persia lo avrebbe permesso .

In foto un Cammeo di Alessandro , il percorso seguito da Alessandro fino ai confini dell' India , una moneta d' Oro di Tolomeo , un Generale di Alessandro , con al rovescio Alessandro che guida un carro tirato da elefanti simbolo dell' India e un' altra con al dritto Alessandro e una Vittoria alata al rovescio .

Cammeo con Alessandro.jpg

Territori invasi da Alessandro.jpg

Moneta aurea di Tolomeo un Genarale di Alessandro con al rovescio Alessandro trainato da elefanti dell' India.jpg

Moneta aurea di Alessandro.jpg

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Matteo91

Interessante discussione.

Non ho conoscenze in questo periodo, ma propongo comunque qualche riflessione.

Credo che un'espansione di questo tipo avrebbe anche potuto determinare un decentramento di potere e di forze militari verso Oriente, destabilizzando ulteriormente le aree più occidentali dell'impero. 

In ambito economico si parla di economie di scala quando la crescita dimensionale comporta benefici economici. Quando però la crescita dimensionale è eccessiva si parla anche di diseconomia di scala che, al contrario, comportano svantaggi economici. Non è difficile ipotizzare che anche dal punto di vista amministrativo un impero tanto vasto potesse richiedere sforzi eccessivi, perfino superiori ai vantaggi ottenuti.

E' vero anche che Roma non ebbe intensi rapporti diretti con l'estremo Oriente, anche se sono noti ritrovamenti di monete romane in India (in oro e usate a "peso", naturalmente), in Sri Lanka (in bronzo) e perfino in Cina (in questo caso non ricordo il materiale). Nulla che possa testimoniare intensi traffici diretti, ma qualche contatto probabilmente sì. Del resto la moneta d'oro poteva circolare per lunghe distanza, passando per le mani di popoli differenti senza che l'emittente avesse contatti diretti con l'utilizzatore finale.

Mi pare però di ricordare anche di numerosi emissari cinesi arrivati fino a Roma. Cito da Wikipedia:

Lo storico romano Floro descrive la visita di numerosi emissari, tra cui i Seri (cinesi o centro asiatici) al primo imperatore romano Augusto, che regnò tra il 27 ed il 14 a.C.:

«Anche il resto delle nazioni del mondo non soggette al dominio imperiale furono sensibili alla sua grandezza, e guardavano con ammirazione al popolo romano, il grande conquistatore delle nazioni. Per cui anche Sciti e Sarmati mandarono inviati a stringere amicizia con Roma. Anche i Seri giunsero, e gli indiani che abitavano sotto il sole verticale, portando come doni pietre preziose e perle ed elefanti, e parlarono del lungo viaggio che avevano intrapreso, e che dissero che gli aveva richiesto quattro anni. In realtà bastava guardarne la carnagione per capire che facevano parte di un modo diverso dal nostro»

("Cathay and the way thither", Henry Yule)
Nel 97 il generale cinese Ban Chao mandò un inviato a Roma, Gan Ying.

Seguirono numerose ambasciate romane in Cina a partire dal 166, ufficialmente registrate nelle cronache cinesi.

La Persia credo ricoprisse un ruolo decisamente lucrativo quale intermediario tra le due potenze. Forse proprio la difesa di questo ruolo impedì maggiori contatti diretti tra le due potenze.

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Legio II Italica
 

Interessante discussione.

Non ho conoscenze in questo periodo, ma propongo comunque qualche riflessione.

Credo che un'espansione di questo tipo avrebbe anche potuto determinare un decentramento di potere e di forze militari verso Oriente, destabilizzando ulteriormente le aree più occidentali dell'impero. 

In ambito economico si parla di economie di scala quando la crescita dimensionale comporta benefici economici. Quando però la crescita dimensionale è eccessiva si parla anche di diseconomia di scala che, al contrario, comportano svantaggi economici. Non è difficile ipotizzare che anche dal punto di vista amministrativo un impero tanto vasto potesse richiedere sforzi eccessivi, perfino superiori ai vantaggi ottenuti.

E' vero anche che Roma non ebbe intensi rapporti diretti con l'estremo Oriente, anche se sono noti ritrovamenti di monete romane in India (in oro e usate a "peso", naturalmente), in Sri Lanka (in bronzo) e perfino in Cina (in questo caso non ricordo il materiale). Nulla che possa testimoniare intensi traffici diretti, ma qualche contatto probabilmente sì. Del resto la moneta d'oro poteva circolare per lunghe distanza, passando per le mani di popoli differenti senza che l'emittente avesse contatti diretti con l'utilizzatore finale.

Mi pare però di ricordare anche di numerosi emissari cinesi arrivati fino a Roma. Cito da Wikipedia:

Lo storico romano Floro descrive la visita di numerosi emissari, tra cui i Seri (cinesi o centro asiatici) al primo imperatore romano Augusto, che regnò tra il 27 ed il 14 a.C.:

«Anche il resto delle nazioni del mondo non soggette al dominio imperiale furono sensibili alla sua grandezza, e guardavano con ammirazione al popolo romano, il grande conquistatore delle nazioni. Per cui anche Sciti e Sarmati mandarono inviati a stringere amicizia con Roma. Anche i Seri giunsero, e gli indiani che abitavano sotto il sole verticale, portando come doni pietre preziose e perle ed elefanti, e parlarono del lungo viaggio che avevano intrapreso, e che dissero che gli aveva richiesto quattro anni. In realtà bastava guardarne la carnagione per capire che facevano parte di un modo diverso dal nostro»

("Cathay and the way thither", Henry Yule)
Nel 97 il generale cinese Ban Chao mandò un inviato a Roma, Gan Ying.

Seguirono numerose ambasciate romane in Cina a partire dal 166, ufficialmente registrate nelle cronache cinesi.

La Persia credo ricoprisse un ruolo decisamente lucrativo quale intermediario tra le due potenze. Forse proprio la difesa di questo ruolo impedì maggiori contatti diretti tra le due potenze.

Ciao @Matteo91 e grazie per il tuo intervento .

Quanto scrivi lo ritengo importante e competente , contrariamente a quello che affermi , cioe' di non avere conoscenze per questo periodo storico . Teoricamente e' possibile che se Roma fosse arrivata piu' facilmente e rapidamente via terra piuttosto che via mare , con relativi tempi lunghissimi e molto insicuri , avrebbe in un certo senso indebolito militarmente ed economicamente la parte occidentale dell' Impero per proteggere le enormi distanze che intercorrevano tra Roma e l' India ; anche se cio' non fosse palesemente avvenuto , l' Oriente dell' Impero si sarebbe certamente avvantaggiato maggiormente rispetto alla parte occidentale se non altro per le minori distanze  , in pratica e' quello che avvenne con Costantino quando trasferi' la capitale e tutto cio' che questo cambiamento comportava anche economicamente , a Bisanzio e che da allora permise alla parte orientale di sopravvivere all' occidente .

Modificato da Legio II Italica

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Legio II Italica

L' ultimo vero tentativo di aprire a Roma la via delle Indie fu quello intrapreso da Traiano nel 117 , tentativo mirato e preparato proprio per questo scopo , come al tempo di Cesare : arrivare in India per aprire un canale diretto , piu' sicuro e soprattutto stabile via terra , ma una rivolta degli Ebrei in Cirenaica costrinse l' Imperatore a distogliere parte dell' esercito per accorrere in quel settore ; si ripeteva piu' o meno quello che successe ad Augusto con Quintilio Varo in Germania con la rivolta di Arminio , a Tiberio sempre in Germania con la rivolta in Pannonia , che si ripete' anche con Marco Aurelio sempre in Germania con la rivolta di Avidio Cassio , in tutti questi casi importanti , le rivolte , volute di proposito o casuali , impedirono a Roma di conquistare definitivamente la Germania e la Persia i due grandi blocchi strategici che si opposero al sogno di un Impero universale di Roma , il caso volle cosi' .

Ma torniamo da Traiano in Persia , piu' esattamente a Ctesifonte , la capitale appena conquistata , repressa la rivolta giudea , Traiano si rese conto che sarebbe stato gia' difficile tenere militarmente la Mesopotamia , quindi da grande militare , diplomatico ed amministratore qual' era , rinuncio' a proseguire oltre verso l' India e questa decisione fu per lui molto sofferta , anche per l' eta' e la malattia che si gia' manifestava ; decise quindi sfruttando le divisioni all' interno della Persia appena sconfitta , di incoronare Re dei Parti uno dei principi persiani , Partamaspate diventando in tal modo un Re cliente di Roma , l' evento fu anche immortalato su monete , ma il vero motivo e scopo della spedizione partica di Traiano rimase incompiuto e mai piu' apertamente tentato , fu per Traiano l' unico fallimento militare .

TRAIANO , RIC667.jpg

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