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angel

La Madonna del rosario e alcune medaglie che la rappresentano

Risposte migliori

angel

Nel Martirologio Romano alla voce “Memoria della beata Maria Vergine del Rosario” si legge: in questo giorno (7 ottobre nota delle scrivente) con la preghiera del Rosario[1] o corona mariana si invoca la protezione della santa Madre di Dio per meditare sui misteri di Cristo, sotto la guida di Lei, che fu associata in modo tutto speciale all’incarnazione, passione e risurrezione del Figlio di Dio.

L'origine della Madonna del Rosario è attribuita all'apparizione di Maria a san Domenico di Guzman[2] (Caleruega, Burgos 1170 circa - Bologna 1221) – foto 1 – , nel 1208 a Prouille, allora composta da qualche abitazione e da una cappella che trasformò nel primo convento da lui fondato; un’altra versione la fa risalire al 1212 quando sempre san Domenico di Guzman, durante la sua permanenza a Tolosa, pregò la Vergine Maria per sapere come combattere l’eresia albigese e Lei gli consegnò il Rosario. Quindi il culto verso la Vergine del rosario è molto antico e risale al XIII secolo, epoca dell’istituzione dei domenicani che furono i maggiori propagatori.

Il 7 ottobre 1571 a Lepanto, nel corso della guerra di Cipro, ci fu uno scontro navale tra le flotte musulmane dell'Impero ottomano e quelle cristiane (federate sotto le insegne pontificie) della Lega Santa che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, dell'Impero spagnolo con il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia, dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana, del Ducato di Urbino, della Repubblica di Lucca, del Ducato di Ferrara e del Ducato di Mantova. Questa fu la quarta battaglia, in ordine di tempo, detta anche battaglia delle Echinadi o Curzolari, nonché la maggiore, e si concluse con la vittoria della flotta cristiana sui turchi musulmani; l’annuncio della vittoria giunse a Roma 23 giorni dopo. La vittoria fu attribuita all’intercessione della Vergine Maria e a seguito di ciò il papa Pio V (oggi san Pio V, al secolo Antonio (in religione Michele) Ghislieri, Bosco Marengo (AL), 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572), istituì la festa di Santa Maria della Vittoria e il 7 ottobre del 1572 venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto. Pio V consacrò la vittoria ottenuta «...per intercessione dell'augusta Madre del Salvatore, Maria», intitolando il giorno 7 ottobre a «Nostra Signora della Vittoria», successivamente rinominata da papa Gregorio XIII (al secolo Ugo Boncompagni, Bologna, 7 gennaio 1502 – Roma, 10 aprile 1585) in «Nostra Signora del Rosario».

Da allora in poi si utilizzò ufficialmente anche il titolo di Auxilium Christianorum, titolo che non sembra doversi attribuire direttamente al Pontefice, ma ai reduci vittoriosi, che ritornando dalla guerra passarono per Loreto a ringraziare la Madonna: i forzati che erano stati messi ai banchi dei remi furono liberati e, sbarcati a Porto Recanati, salirono in processione alla Santa Casa, dove offrirono le loro catene alla Madonna; con esse furono costruite le cancellate poste agli altari delle cappelle. Lo stendardo della flotta fu donato alla chiesa di Maria Vergine a Gaeta.

La ricorrenza della Madonna del Rosario fu poi spostata alla prima domenica di ottobre, e dal 1913 dal papa Pio X (dal 1954 san Pio X, al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto, Riese (TV), 2 giugno 1835 – Roma, 20 agosto 1914) è stata rispostata al 7 ottobre.

Il culto per il Rosario ebbe un’ulteriore diffusione dopo le apparizioni di Lourdes del 1858, dove la Vergine raccomandò la pratica di questa devozione.

Alla Madonna del Rosario sono intitolati numerosi istituti, chiese e congregazioni cattoliche, essendo una delle tradizionali e più celebri e importanti raffigurazioni nelle quali la Chiesa cattolica venera Maria, Madre di Gesù.

La Madonna del Rosario, ebbe nei secoli una vasta gamma di raffigurazioni artistiche, quadri, affreschi, statue: è rappresentata con una veste azzurra e una corona del Rosario tra le mani – foto 2 – , la cui iconografia è ripresa da quella più antica della “Madonna della cintola”; di solito è raffigurata seduta in trono con il Bambino in braccio, in atto di mostrare o dare la corona del rosario – foto 3 e 4 –; la più conosciuta è quella in cui la corona viene data a Santa Caterina da Siena e a San Domenico di Guzman, inginocchiati ai lati del trono – foto 5 –, come nella Madonna di Pompei – foto 6, 7, 8 –, venerata nella basilica di Pompei (NA) – città la cui patrona è proprio la Madonna del Rosario – e in cui si conserva una tela attribuita alla scuola di Luca Giordano, di non eccelso valore artistico e restaurata, ma di notevolissimo valore spirituale e taumaturgico poiché oggetto di culto molto intenso e diffuso, con pellegrinaggi che si concentrano durante le due suppliche: l'8 maggio (l'8 maggio 1876 ebbe inizio la costruzione della basilica) e la prima domenica di ottobre.

Il quadro dono di suor Maria Concetta De Litala all’avvocato Bartolo Longo (Latiano (BR), 11 febbraio 1841 – Torre Annunziata (NA), 5 ottobre 1926) – foto 6 – , il 13 novembre 1875, fu trasportato su un carro di letame a Pompei. L’uomo, inviato in quella località dalla contessa Marianna Farnararo vedova De Fusco come amministratore di alcune sue proprietà, si era riavvicinato alla fede cristiana cattolica dopo essere stato attratto dall’anticlericalismo e dallo spiritismo. Il quadro fu inizialmente esposto nella chiesa parrocchiale ma subito iniziarono a manifestarsi grazie e miracoli per intercessione della Madonna, a tal punto che si rese necessario costruire una chiesa più grande e su consiglio del vescovo di Nola, Bartolo Longo iniziò il 9 maggio 1876 la costruzione del Santuario, che terminò nel 1887. Il quadro della Madonna, dopo essere stato opportunamente restaurato, venne sistemato su uno splendido trono; l’immagine poi venne anche incoronata con un diadema d’oro, ornato da più di 700 pietre preziose, benedetto da papa Leone XIII.

La costruzione venne finanziata da innumerevoli offerte di denaro, proveniente dalle tante Associazioni del Rosario sparse in tutta Italia: in breve divenne un centro di grande spiritualità, elevato al grado di Santuario e di Basilica Pontificia.

Bartolo Longo istituì anche un orfanotrofio femminile, un istituto per i figli dei carcerati e divenne promotore del periodico «Il Rosario e la Nuova Pompei», che ancora oggi si stampa.

Nel 1893 Bartolo Longo offrì a papa Leone XIII la proprietà del Santuario con tutte le opere pompeiane e, qualche anno più tardi, rinunciò anche all’amministrazione che il Pontefice gli aveva lasciato.

 

 

[1] Il rosario è una preghiera devozionale e contemplativa a carattere litanico tipica della Chiesa cattolica; materialmente il rosario cattolico è una cordicella circolare costellata da 50 grani divisi in 5 gruppi di 10 da un grano diverso e dalla quale pende una serie di tre grani, un grano separatore e un crocifisso. Al crocifisso si recita il Credo, al grano separatore il Padre Nostro, ai tre grani tre Ave Maria (una per ognuna delle tre virtù teologali, la Fede, la Speranza e la Carità) e scorrendo i grani separatori il Padre Nostro, una dossologia, la recita e la meditazione su un episodio saliente della vita di Gesù e di Maria, detti "misteri" del rosario, e il Gloria, e scorrendo quelli in 10 l'Ave Maria. La recita completa consiste in 200 Ave Maria raggruppate in quattro serie, chiamate corone e contemplanti i “misteri; fu il papa Giovanni Paolo II (al secolo Karol Józef Wojtyła, Wadowice,18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005 - oggi san Giovanni Paolo II) che nel 2002 aggiunse, con la Lettera apostolica «Rosarium Virginis Mariae», i cinque misteri luminosi (o della Luce), da recitarsi facoltativamente il giovedì, in luogo dei misteri gaudiosi e contemplanti 1) il battesimo di Gesù nel fiume Giordano, 2) le nozze di Cana, 3) l'annuncio del Regno di Dio, 4) la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, 5) l'istituzione dell'Eucaristia, ai quindici misteri tradizionali (cinque della Gioia o gaudiosi, cinque del Dolore o dolorosi, cinque della Gloria o gloriosi) Nella forma tradizionale, si recita ogni giorno una corona meditandone i misteri: la prima comprende i misteri gaudiosi (o della gioia), contemplati il lunedì e il giovedì; la seconda i misteri dolorosi (o del dolore), il martedì e il venerdì; la terza i misteri gloriosi (o della gloria), il mercoledì, il sabato e la domenica. Nella forma tradizionale, si recita ogni giorno una corona meditandone i misteri seguendo la seguente cadenza: Misteri gaudiosi (o della gioia) - da recitarsi il lunedì e il giovedì oppure il lunedì e il sabato - e comprendenti 1) l'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele a Maria Vergine, 2) la visita di Maria Vergine a Santa Elisabetta, 3) la nascita di Gesù, 4) la presentazione di Gesù al Tempio, 5) il ritrovamento di Gesù al Tempio; Misteri dolorosi (o del dolore) - da recitarsi il martedì e il venerdì - e comprendenti 1) l'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi, 2) la flagellazione di Gesù alla colonna 3) l'incoronazione di spine, 4) Gesù è caricato della Croce, 5) la crocifissione e la morte di Gesù; Misteri gloriosi (o della gloria) - da recitarsi il mercoledì, il sabato e la domenica oppure il mercoledì e la domenica - e comprendenti 1) la risurrezione di Gesù, 2) l'ascensione di Gesù al Cielo, 3) la discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo, 4) l'assunzione di Maria Vergine al Cielo, 5) l'incoronazione di Maria Vergine. I misteri gaudiosi (o della gioia) si contemplano il lunedì e il sabato - in quanto è accettabile l'idea di non recitare i misteri gloriosi due giorni di seguito, facendo però restare il sabato, come da tradizione, un giorno a forte carattere mariano -, i misteri dolorosi sempre il martedì e il venerdì, i misteri gloriosi il mercoledì e la domenica, mentre il giovedì è dedicato ai misteri luminosi (invece che a quelli gaudiosi).

Il primo documento ufficiale della Chiesa cattolica relativo alla preghiera del rosario risale al secolo XV: papa Sisto IV (al secolo Francesco della Rovere, Pecorile (SV) 21 luglio 1414 – Roma, 12 agosto 1484) con la bolla “Ea quae ex fidelium” del 12 maggio 1479 affermò che la pratica del Rosario era anticamente diffusa nelle diverse parti del mondo, e caduta in disuso, era stata di recente ripristinata.

[2] San Domenico di Guzman (Caleruega, Burgos 1170 circa - Bologna 1221), teologo spagnolo, fondatore dell'ordine cattolico dei frati domenicani, studiò teologia e filosofia all'Università di Palencia e intorno al 1196 divenne canonico della cattedrale di Osma, in Castiglia. Nel 1203 accompagnò Diego de Azevedo, vescovo di Osma, in missione religiosa a Roma, e sulla via del ritorno in Spagna rimase colpito dagli abusi del clero e dalla diffusione dell'eresia albigese in Linguadoca, che contrastò. Ottenuta una sede e una chiesa a Prouille, presso Tolosa, Domenico e alcuni suoi compagni condussero una vita di penitenza, studio e preghiera, istituendo nel 1208 un convento femminile e ricevendo nel 1215 l'approvazione ecclesiastica all'istituzione dell'ordine dei frati domenicani. Quattro anni dopo il riconoscimento dell'ordine, fondò sei conventi in Lombardia, quattro in Francia, tre fra la Toscana e Roma, quattro in Provenza e due in Spagna. Morì durante una campagna missionaria a Bologna nel 1221 e venne canonizzato nel 1234.

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giancarlone

Dopo la interessante descrizione storico-religiosa di ANGEL, aggiungo qualche medaglia della Madonna del rosario che ho in collezione.

Medaglia cuoriforme del XVI secolo con la Madonna e Gesù bambino con la corona del rosario,  al R/. S. Domenico nella mano destra un libro e a sinistra tre gigli.

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giancarlone

Altra bella, importante e grossa medaglia REGINA DEL SACRO ROSARIO del 1700, ottone mm. 40 e mm. 44,5 senza appiccagnolo

Invito gli amici a leggere e sintonizzarsi con l'Autore nella lettura della rappresentazione

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D/.  In alto REGINA DEL SACRO ROSARIO, Madonna aureolata con Gesù bambino con corona,  a sinistra S. TOMMASO D'AQUINO con sole raggito sul petto, sotto sempre a sinistra primo piano di S. DOMENICO di Guzman e in basso 3 gigli, a destra frate S. VINCENZO FERRERI con le ali e adestra S. CATERINA DA SIENA

R/.  BEATA VERGINE MARIA  S. MONTE ROSARIO . ORDINE DEI PREDICATORI ( Ordine dei predicatori DOMENICANI per contrastare le dottrine eretiche )

Modificato da giancarlone
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borghobaffo
9 ore fa, giancarlone dice:

Dopo la interessante descrizione storico-religiosa di ANGEL, aggiungo qualche medaglia della Madonna del rosario che ho in collezione.

Medaglia cuoriforme del XVI secolo con la Madonna e Gesù bambino con la corona del rosario,  al R/. S. Domenico nella mano destra un libro e a sinistra tre gigli.

114.jpg.37a2056abf597ff9507fcc7b783a6cde.jpg

Caro Giancarlone a mio parere è del XVII sec. (prima metà), di produzione romana. Ciao  Borgho.

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giancarlone

Piccola medaglia con la MADONNA DEL ROSARIO e Gesù bambino sopra le nuvole, al R/. SAN DOMENICO con tre gigli nella mano sinistra.

Bronzo, diametro mm.15

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miroita

Medaglia in bronzo  cuoriforme - gr. 0,98 - mm. 15,08 x 18,43

D/ Madonna del Rosario con il Bambino  

R/ San Domenico in Soriano

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giancarlone

Altra grossa medaglia REGINA DEL SANTO ROSARIO,   R/. SAN DOMENICO di GUZMAN e SAN VINCENZO FERRER

Bronzo, mm. 44,5

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Modificato da giancarlone
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giancarlone

Stessa medaglia della precedente, ma argento dorato

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giancarlone

BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO e al R/. SAN DOMENICO DI GUZMAN

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giancarlone

BEATA VERGINE MARIA DEL SS. ROSARIO, al R/. SANTISSIMO SACRAMENTO con al centro OSTENSORIO LOMBARDO raggiato.

L'Ostensorio lombardo si presenta come un tempietto con colonnine e cupoletta.

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giancarlone

Altra medaglia simile alla precedente

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giancarlone

Bella medaglia seicentesca con la MADONNA DEL ROSARIO e al R/. SAN DOMENICO DI GUZMAN con la croce nella destra e i gigli nella sinistra.

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giancarlone

Altra grossa e bella medaglia della BEATA VERGINE DEL SANTISSIMO ROSARIO, R/.  Ostensorio lombardo

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giancarlone

BEATA VERGINE DEL ROSARIO  R/. S. DOMENICO DI GUZMAN

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