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Illyricum65

Macrino e i ritratti

Risposte migliori

Illyricum65

Buongiorno,

ecco un altro spunto di discussione.

MACRINO

macrinus_cm.256x0-is-pid10027.jpg.12b0961fa08dbe5708950ce98323f4f2.jpgThe-Rule-of-the-Roman-Empire-Under-Macrinus.jpg.02dcfd9cebe32f4777acbe2f3ac49415.jpg

Marcus Opellius Severus Macrinus Augustus

Marcus Opellius Severus Macrinus Augustus (165 ? – 218) noto semplicemente come Macrino fu imperatore dall’aprile 217 all’8 giugno dell’anno seguente assieme al figlio Diadumenianus.  Di origini berbere (nacque nella Mauretania Caesarensis) e nato da famiglia dell’ordine conquistò negli anni buona fama come avvocato e sotto Settimio Severo divenne un burocrate. Alla morte di Settimio, servì Caracalla come Prefetto Pretorio; successivamente tramò contro lo stesso imperatore.                                                        

Nella primavera del 217 Caracalla si trovava nelle province orientali per organizzare una campagna contro i Parthi e Macrinus lo accompagnava come componente dello staff imperiale. Mentre si trovava in visita al tempio della Luna presso il sito della battaglia di Carrhae, accompagnato dalla Guardia Imperiale, Caracalla fu ucciso da Marziale, un soldato secondo alcuni al soldo di Macrino, secondo altri (Erodiano) per vendicare un fratello fatto uccidere dall’Imperatore e infine (Cassio Dione) per vendicare il fatto di non esser stato promosso a centurione. Dopo l’assassinio, quale fosse la causa, Marziale fu ucciso da un arciere. Le truppe offrirono il trono all’altro Prefetto Pretorio, Coclatinio Avvento, che però rifiutò. Dopo tre giorni, visto il rifiuto di Coclatinio, fu offerta la porpora a Macrino che, fingendo dolore per la morte di Caracalla, accettò. Fu il primo imperatore eletto senza esser stato prima membro del Senato. Nominò Cesare su figlio Diadumeniano e si fregiò anche del titolo di Severo ma non avendo alcun legame con la famiglia ciò suscitò la derisione da parte di tutti. Scrisse al Senato, promettendo sottomissione e rispetto. Per ottenere il favore dell’esercito inviò a Roma le ceneri di Caracalla (ma di notte e senza cerimonie solenni). Ridusse tasse imposte da Caracalla, esiliò i favoriti del precedente imperatore e impose suoi fidati nei posti di potere.

Ad oriente, alla notizia della morte di Caracalla, i Parthi ripresero i territori inizialmente persi. Intimorito, Macrino cercò di ottenere una pace con il denaro: perse tutti i prigionieri, rese quelli parti, il bottino finora conquistato e versò ben duecento milioni di sesterzi. Lo stesso fece con gli Armeni, rendendo il bottino e assegnando al re armeno una rendita annua. Nel frattempo Macrino vedeva crescere il malcontento da parte delle truppe, motivato da una sua imperizia militare al comando e da una ricerca esagerata della disciplina. Nel frattempo Giulia Maesa, sorella di Giulia Domna madre di Caracalla e le figlie Giulia Soemia Bassiana e Giulia Mamaea, furono estromesse dal palazzo imperiale e invitate a tornare in Siria. Queste iniziarono a tramare contro il nuovo Imperatore:  Giulia Maesa distribuì le ricchezze del Tempio di Elios alla legione di stanza vicino ad Emesa per portarla dalla parte di Vario Avito Bassiano ovvero Eliogabalo, sacerdote di Elios. Quindi fece entrare quest’ultimo nel campo legionario di Raphanea vestito con gli abiti indossati da giovane da Caracalla (16 maggio): i soldati della Legio III Gallica colpiti dalla somiglianza lo acclamarono Imperatore col nome di Marco Aurelio Antonino (218). Messo a conoscenza dell’accaduto Macrino inviò a Emesa Ulpius Iulianus ma i soldati si ammutinarono, uccisero il prefetto e appoggiarono Eliogabalo; l’imperatore offrì un donativo alla Legio II Parthica e la inviò ad Emesa per sconfiggere la III Gallica, ma invano, Anzi, ciò che rimase della Legio II Parthica passò dalla parte di Eliogabalo. Macrino fuggì, nominando Augusto in sua vece il figlio. Nei pressi di Antiochia le due fazioni si scontrarono militarmente mentre Macrino fuggiva nel tentativo di arrivare a Roma e il figlio Diadumeniano tentava di rifugiarsi presso la corte del Re partico Arthabanus IV. La vittoria arrise alle truppe di Eliogabalo; Macrino fu catturato e giustiziato in Cappadocia e il figlio, catturato a Zeugma, fu giustiziato. Calava il sipario su questa dinastia che resse l’Impero per quattordici mesi.    

  

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Illyricum65

Questa scheda biografica fa da prologo alla discussione vera e propria che nasce da alcune considerazioni effettuate dopo un recente acquisto.

Ho avuto modo di acquisire ultimamente un denario frammentario (un vero peccato perché con buoni dettagli) ad un prezzo  da… “pizza quattro stagioni”. Di basso valore numismatico per la sua lacunosità, mi consente però di inserire nei vassoi il ritratto di questo imperatore di secondo piano (il gesto più saliente alla fine fu l’aver ordito e concretizzato l’uccisione di Caracalla) senza svenarmi o togliere fondi per esemplari più calzanti i miei interessi collezionsitici.

958459247_macrinodiritto.JPG.69f6b64d64e65582641dbebbdc324e7f.JPG1795638297_macrinorovescio.JPG.f12d44c19e28f0243d7d73eb4595efc1.JPG

IMP C M OPEL SEV MACRINVS AVG, busto laureate e corazzato, rivolto a destra / FELICITAS TEMPORVM, Felicitas stante sinistra, reggente caduceus nella mano destra, scettro nella sinistra.
RIC IV 59; BMCRE pg. 496; RSC 15a.

Siamo quindi in presenza di uno dei due imperatori che non soggiornarono mai, in quanto tali, a Roma. E’ il primo, in quanto stessa sorte toccherà in seguito a Massimino Trace. Come abbiamo visto in apertura la sua fisionomia era caratterizzata da una barba riccia.

Se andiamo a confrontare i ritratti della statuaria con quelli numismatici notiamo che esistono due tipi di ritratti sulle monete: uno con barba corta e abbastanza curata (giovanile?) e uno con barba fluente (più senile?). Di seguito alcuni esemplari presi a caso e ordinati cronologicamente.

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April - December 217

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April - December 217

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July 217 - March 218   

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July 217 - March 218   

1267118823_RIC198.jpg.f45d45f0c05eb591219c7a01d2606137.jpg

July 217 - March 218   

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July 217 - March 218   

Non vi è alcuna possibilità di collocare l’emissione rispetto alla ritrattistica: i due tipi sono mescolati senza distinzione cronologica. Inoltre i 14 mesi di regno non consentono di ipotizzare una variazione del ritratto dovuta ad un evidente e progressivo invecchiamento. Si potrebbe supporre che la barba lunga fosse specifica dei ritratti più tardi (che ne so, sul campo di battaglia magari si radeva di meno) ma questa caratteristica è presente anche nei periodi iniziali (aprile-dicembre 217).

Ma la riflessione di fondo è la seguente.

Macrinus non è mai stato a Roma da Imperatore. Quindi come si è giunti a raggiungere un’effige imperiale? Forse la barba corta è più idealizzata e meno personale mentre quella con la barba lunga è più realistica se prestiamo fede alla statuaria ma allora la domanda è: chi ha scolpito le statue? Tra l’esercito vi erano dei scultori? Lo dubito… forse veniva demandato il lavoro ad artigiani locali di provata bravura? Forse, come ho letto da qualche parte, venivano create delle piccole statue (figuline?) con il volto del regnante e queste inviate alla zecca di Roma per la coniare monete (e magari creare statue per esporle al popolo nei luoghi pubblici per rendere note le fattezze dell’Imperatore)?

Una situazione simile la osserviamo anche nel già citato Massimino I il Trace e il suo ritratto che da abbastanza idealizzato passa nel tempo a quello più caratteristico… e in questo caso la distanza geografica è minore.   In estrema sintesi: come faceva la zecca centrale ad esser al corrente dell’aspetto di un neo imperatore?

Ciao

Illyricum

;)

 

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