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IGNORED

Non sarà che ci hanno pigliati ben bene per i "fondelli"?


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E' l'impressione che sempre più forte mi viene quanto più indago sulla questione non solo delle sofisticazioni alimentari di ogni genere ma anche sull'origine dei molti (fin troppi) prodotti che in Italia vengono definiti "tipici", con una quantità di richieste di appositi marchi che aumenta (stranamente) in modo esponenziale di anno in anno.

 

Linko qui un illuminante articolo che prendende in esame uno dei maggiori esempi della questione, giusto per cominciare a capirci:

https://www.ortipiccolomondoantico.it/2018/02/07/parmigiano-del-wisconsin/

 

Edited by ART
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  • 1 year later...
ART

A dire dei produttori di carne, i nostri (italiani) allevamenti sono diversi da quelli degli altri stati perchè migliori, più controllati, più puliti, più sani ecc. ecc. ecc. , ma quando si va a vedere l'elenco delle percentuali degli allevamenti intensivi con animali in gabbia (quelli dove sono allevati coi metodi meno sani) in UE ecco cosa salta fuori:

https://www.endthecageage.eu/uneuropa-100-libera-dalle-gabbie/

 

Edited by ART
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Depresso
ARES III
41 minuti fa, ART dice:

l'elenco delle percentuali degli allevamenti intensivi con animali in gabbia

Conosco l'Austria e nessuno mi può convincere che solo il 3% degli animali è in gabbia. Ma non credo neppure ai santoni olandesi, danesi, tedeschi ........forse è perché le porcate le fanno fare negli altri paesi UE ?

Non posso fare nomi, ma ci sono aziende italiane che vendono carne fresca proveniente da allevamenti esteri e lì macellati e lavorati. Tutto naturalmente tracciato e in regola, ma così si falsano i dati.

Dovrebbero dire non quanti animali vivono in gabbia in un determinato paese, ma dove e come sono vissuti gli animali macellati e messi sul mercato di un determinato paese.

Devo però ammettere che mi fanno ridere tutti quegli avvertimenti al consumatore dove viene dichiarato che questo pollo (ma può essere anche un altro animale) è stato allevato in questo o in quest'altro modo e che ha mangiato solo cibo biologico senza ONG , ops volevo dire OGM (sono comunque entrambi organismi pericolosi), e che non è stato sottoposto a cure ormonali o antibiotiche......

Sembrerebbe alla fine che questa povera creatura sia morta di vecchiaia a casa sua e non in un mattatoio.

Edited by ARES III
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ART
1 ora fa, ARES III dice:

Conosco l'Austria e nessuno mi può convincere che solo il 3% degli animali è in gabbia. Ma non credo neppure ai santoni olandesi, danesi, tedeschi ........forse è perché le porcate le fanno fare negli altri paesi UE ?

Se partiamo dal presupposto che i dati sono falsi allora è inutile discuterne, chiaramente per coerenza vanno presi per falsificati anche quelli dei produttori di carne, che hanno ovvi interessi a far passare il loro prodotto per il migliore e il più sicuro.

Comunque non fraintendermi, non intendevo sollevare questioni morali o di ONG: l'unica cosa che m'interessa è sapere se e quanto ci prendono per fessi, ovunque siano, dato che nel mondo dell'alimentare c'è un immenso business di questo tipo.

 

1 ora fa, ARES III dice:

Non posso fare nomi,

 Non è mica illegale, nel mercato europeo ognuno può vendere quello che vuole dove vuole, purchè sia in regola.

 

1 ora fa, ARES III dice:

Dovrebbero dire non quanti animali vivono in gabbia in un determinato paese, ma dove e come sono vissuti gli animali macellati e messi sul mercato di un determinato paese.

Chiaro, come già avviene almeno per alcuni tipi di carne. Ma è anche importante sapere se viene da allevamento intensivo o no, da qualunque località provenga, perchè la qualità e la sicurezza dipendono pure da quello.

Edited by ART
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Depresso
ARES III
5 ore fa, ART dice:

Non è mica illegale,

No però non credo giusto fare pubblicità ( buona o cattiva) per varie ragioni.

 

5 ore fa, ART dice:

sapere se viene da allevamento intensivo o no,

È proprio questo il punto dolente.

 

5 ore fa, ART dice:

perchè la qualità e la sicurezza dipendono pure da quello.

In parte, perché puoi allevare anche in modo non intensivo ed ugualmente non essere etico e salutare: prendiamo per esempio un allevamento di animali liberi di pascolare su un bel terreno precedentemente contaminato (da qualche sostanza chimica o radioattiva, le classifiche scorie industriali) e poi fatti spostare poco prima di essere macellati in un altro che invece è salubre ed in regola solo per essere registrarti lì.

Allora in questi casi è più sicuro un animale da allevamento intensivo ma che rispetta tutte le regole igenico-sanitarie rispetto ad uno allevato in modo non intensivo ma non rispettiso delle regole. Non è una cosa da poco: quante volte è capitato di imbattersi in scandali di questo genere? Pensiamo purtroppo alla "terra dei fuochi" o alla zona di Porto Marghera in Italia, o all'estero ai terreni di Chernobyl ( vorrei solo dire che per cercare di assorbire le radiazioni proprio a Chernobyl da anni hanno intrapreso il progetto di coltivazione dei girasoli, che sembrerebbero farlo in modo naturale. E qui si aprono tanti problemi: che ci fanno più con tutti quei semi di girasole? Li vendono e li trasformano pur essendo contaminati e pericolosi?  Ammettiamo che siano corretti e prendano tutti i semi e li brucino o vengano smaltiti in modo corretto e sicuro, ma chi ha impollinato i girasoli? Le api naturalmente. Ma quante provengono da alveari riconducili alla produzione per il miele dell'uomo? Questo perché anche se i semi di questi girasoli non finiscono sul menù , per il miele è molto più problematico, infatti come possiamo impedire alle api di andare a prendere il polline di girasoli contaminati? Questo non è un problema di scuola ma è molto grave perché: 1) i terreni contaminati intorno a Chernobyl, ma ciò può valere anche per le altre centrali nucleari o per altri siti inquinati, sono molto estesi; 2) il miele ucraino è da parecchi anni sulle nostre tavole, basta leggere le etichette: miele o miscela di mieli comunitari e il fatidico miscela di mieli extracomunitari con la scritta Ucraina. Tutto questo non significa che certamente e tutto il miele ucraino sia contaminato ma è una possibilità).

Tutto questo è per dire che una dicitura sulle modalità non è sinonimo di salubrità.

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Arka

Il miele della zona di Chernobyl ha sicuramente un'elevata carica di radioattività. Il controllo della radioattività è semplicissimo e lo può fare chiunque.

Per il discorso carne, avendo lavorato nel settore per vent'anni, posso assicurare che la carne bovina, equina e ovina fresca proveniente dall'UE viene controllata ed è abbastanza sicura. La differenza tra le provenienze del nord Europa e montagna italiana e il resto dell'Italia è che nel primo caso gli animali mangiano erba per otto mesi all'anno e invece nell'allevamento intensivo soprattutto mangimi a base di mais. Invece qualche dubbio (soprattutto sugli antibiotici e estrogeni) lo avrei su altre provenienze in sottovuoto. Lì il controllo è molto più difficile.

Altro discorso per i piccoli animali come il pollame o i conigli, dove nell'allevamento possono esserci differenze enormi, come già detto qui sopra.

Arka

Diligite iustitiam

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