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Legio II Italica

I nuovi Barbari

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Legio II Italica

Molte volte ci siamo occupati dei monumenti antichi lasciati all' abbandono , in balia degli uomini e del tempo , monumenti grandi o piccoli che spesso si trovano lontani dai centri storici delle nostre Citta' dove le attenzioni sono particolarmente attive per ovvi motivi , come se quelli periferici fossero storicamente e culturalmente meno importanti di quelli in ambito cittadino .

Considerazione lecita , forse errata , ma allo stato dei fatti , tale sembra essere .

Uno dei tanti manufatti romani che rientra nella categoria dei monumenti periferici e' un Ponte , Ponte che oggi pochi conoscono , un po' perche' offeso e nascosto sotto un cavalcavia moderno che lo nasconde completamente alla vista , un po' perche' adibito , sotto le sue arcate , a discarica abusiva e da insediamenti altrettanto abusivi di persone che trovano rifugio presso la sottostante boscaglia del Fosso dove sorge il Ponte , triste situazione dei nostri giorni ; questi tre connubi assurdi e intollerabili sono lo specchio della situazione in cui si trovano spesso , per fortuna non sempre , i nostri patrimoni archeologici periferici  .

Solo un cartello non ufficiale conferma la presenza del Ponte , cartello purtroppo esposto in una pista ciclabile anch' essa poco accessibile ed anche abbastanza pericolosa per i motivi sopra citati .

Parliamo del Ponte romano , costruito in blocchi di Tufo , venne innalzato nel II secolo a. C. attraversando , percorrendo la Via Ostiense in direzione Ostia e viceversa in direzione Roma , il Fosso di Vallerano e il relativo affluente del Tevere ; e' uno dei sei/sette Ponti che esistevano sulla Via Ostiense dei quali i piu' sono scomparsi , mentre tra i sopravvissuti questo del Fosso di Vallerano come struttura e' il meglio conservato .

Non e' dato sapere chi sia stato il costruttore di questo Ponte , certamente non era importante come quelli sul Tevere a Roma i cui nomi dei costruttori sono in maggioranza ben noti , pero' era un Ponte a tre arcate quindi comunque impegnativo , peccato non sapere chi ne fu l' artefice ; oggi sotto il Ponte , oltre alle discariche , passa solo un ruscello che fluisce poi nel Tevere , ben poca cosa rispetto al II secolo a. C. , ulteriore dimostrazione di come le falde acquifere e le conseguenti risorse idriche stiano inesorabilmente diminuendo col trascorrere dei secoli .

Per fortuna sembra che qualcosa si stia smuovendo per salvare il Ponte romano dallo stato di completo abbandono e degrado in cui attualmente si trova , e' arrivata anche una interpellanza in Parlamento , situazione che fa ben sperare nella sistemazione decorosa della zona del Fosso di Vallerano e del Ponte , che dai suoi 22 secoli di vecchiaia reclama un po' di comprensione e di rispetto .

Per ulteriori informazioni :

http://www.affaritaliani.it/roma/ponte_romano_allarme_biciroma080211.html

http://eur.romatoday.it/torrino/piste-ciclabili-tor-di-valle-discarica.html

http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/07/11/news/roma_al_torrino_una_discarica_sul_ponte_romano_viaggio_nel_degrado_della_pista_ciclabile-143843145/

 

 

 

Ponte romano della Via Ostiense a tre arcate.bjpg.jpg

Ponte romano della Via Ostiense a tre arcate.cjpg.jpg

Ponte romano della Via Ostiense a tre arcate.djpg.jpg

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Stilicho
Supporter

Ciao @Legio II Italica

ho letto  la triste storia di questo sfortunato ponte che giace soffocato dal cemento, dalle erbacce, dalle baracche e dall’incuria degli uomini.

Da come ho letto dagli articoli che hai allegato,  la questione risale già a molti anni fa (dal 2011, ma magari anche prima) senza che nessuno abbia mai fatto nulla.

Pensando a Roma, credo che inevitabilmente la città in sè stessa assorba gran parte delle risorse (già poche) a discapito delle aree periferiche. Ormai i soldi, a come ci raccontano, sono finiti e quei pochi che ci sono probabilmente  vengono destinati ai grandi “monumenti” (che comunque, anche loro, non se la passano bene). Credo che ogni volta che, scavando,  si trovi qualcosa (una evenienza praticamente quotidiana, a Roma) sia quasi una grana, una scocciatura: “e adesso che si fa??”

Alla carenza di fondi si somma poi  secondo me in generale una scarsa attenzione e una scarsa valorizzazione del nostro patrimonio archeologico. E su questo e’ dura agire perché  bisogna creare una mentalità nuova (soprattutto nei giovani), cosa che richiede purtroppo tempo (e molte vestigia del passato non ne hanno più). Ma chi prima comincia...

Altra nota dolente:  i siti archeologici e le vestigia antiche sono spesso usate come luoghi dove bivaccano e spesso soggiornano in ripari di fortuna emigranti, persone senza fissa dimora, irregolari, poveri. Questo e’ un problema molto serio che ovviamente si intreccia ad altre questioni assai delicate che esulano dalla attuale discussione.

Infine,  vi e’ la maleducazione delle persone, che abbandonano di tutto, usando i siti come discariche o che saccheggiano quanto ancora esistente senza che nessuno faccia nulla o possa fare nulla per impedirlo.

Qualche settimana fa proprio tu Legio avevi pubblicato un topic 

che in parte affrontava tale problema e, nella discussione, erano emerse alcune interessanti idee.

Se ne era discusso, anche se sotto un aspetto un po’ diverso, nel post sulla ipotesi di una ruota panoramica a Pompei.

 

Che amarezza (direbbe Cesare Cesaroni)….

Buona serata da Stilicho

Edited by Stilicho
correzione
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ARES III

C'era una volta un'iniziativa chiamata adotta un monumento. Perché non ripristinare questa iniziativa per salvare non solo questo ponte ma molti altri beni storici/architettonici , magari coinvolgendo scuole di ogni ordine e grado ?

Comunque è tanto che non lo hanno buttato giù durante i lavori di allora. Visti i tempi di oggi credo che lo avrebbero distrutto adducendo la scusante che è crollato da solo o che era pericolante e non restaurabile.

 

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Stilicho
Supporter
5 minuti fa, ARES III dice:

C'era una volta un'iniziativa chiamata adotta un monumento. Perché non ripristinare questa iniziativa per salvare non solo questo ponte ma molti altri beni storici/architettonici , magari coinvolgendo scuole di ogni ordine e grado ?

 

 

In effetti, potrebbe servire sia praticamente, sia per creare quella mentalità nuova di cui parlavo sopra.

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Legio II Italica

 Salve  @Stilicho e @ARES III , grazie per le vostre belle , complete e condivisibili esposizioni sul Ponte e in generale sulla situazione dei nostri beni archeologici . Che altro aggiungere ? Come Italiani abbiamo la grande fortuna e direi anche la responsabilita' di possedere un patrimonio storico e artistico ineguagliabile nel mondo intero , ma questo patrimonio puo' essere considerato una fortuna o magari piu' una seccatura ? spesso si legge o si sente dire , piu' o meno : "se un patrimonio del genere , come il nostro , fosse in mano a Inglesi , Francesi , Tedeschi , ecc. ecc. , camperebbero di rendita" , in un certo senso hanno ragione a dire o pensare questo , pero' tra il dire e il fare ce ne corre , facile pensare quella frase nelle nazioni che hanno beni archeologici di molto inferiori ai nostri , tutto diventa piu' facile e piu' gestibile anche per le risorse economiche da destinare alla conservazione , ma da noi in Italia dove in qualsiasi punto si scavi , torna alla luce qualcosa , cosa fare ? purtroppo conservare tutto diventa praticamente impossibile a meno che , per assurdo , tutta l' Italia non diventi il Parco Archeologico Artistico del mondo e gli Italiani non si trasferiscano in blocco da un' altra parte vivendo di rendita con gli introiti dei visitatori mondiali .

3000 anni di storia , di presenza umana ininterrotta e di grande grandissimo livello culturale reclamano considerazione e rispetto , per questo sarebbe gia' un primo passo almeno evitare che molti monumenti diventino luoghi di discarica ed anche pericolosi , ma le risorse economiche scarseggiano e quelle poche disponibili sono riservate ai monumenti piu' famosi ; anche i Municipi hanno gia' tanti problemi a cui pensare e riservare attenzioni ad un Ponte nascosto puo' avere ripercussioni negative sulla Giunta municipale , insomma e' una brutta situazione generale , l' amarezza e' grande , ma cosi' e' .

Per quanto riguarda i cittadini , purtroppo non tutti hanno educazione e sensibilita' verso il rispetto delle cose antiche e qui il discorso sarebbe troppo lungo e scivoloso , quindi mi fermo qui .

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Stilicho
Supporter

@Legio II Italica e @ARES III.

Negli ultimi tempi e' poi emersa la tendenza al "mecenatismo" da parte di grandi gruppi imprenditoriali (spesso banche) o di privati (spesso stranieri). Il fenomeno riguarda soprattutto, come ovvio, i grandi monumenti, ma potrebbe anche estendersi ad opere minori.

Sinceramente penso che l'afflusso di capitali freschi possa servire a colmare qualche lacuna, ma sono anche un po' dubbioso perché temo che dietro possa nascondersi un interesse particolare (e in Italia, a pensare male….). Penso inoltre che il mecenatismo potrebbe aver senso se adeguatamente regolamentato ed inserito in un programma di più ampio respiro concordato con le autorità competenti, ma anche con studiosi ed esperti (i cosiddetti "tecnici",  con parola ormai secondo me abusata) , possibilmente non legati a fazioni politiche o a interessi specifici (sarà mai possibile?), animati da una sincera passione per il nostro patrimonio artistico e culturale, evitando gli interventi "a macchia di leopardo". 

Buona giornata.

Stilicho

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Legio II Italica
7 minuti fa, Stilicho dice:

@Legio II Italica e @ARES III.

Negli ultimi tempi e' poi emersa la tendenza al "mecenatismo" da parte di grandi gruppi imprenditoriali (spesso banche) o di privati (spesso stranieri). Il fenomeno riguarda soprattutto, come ovvio, i grandi monumenti, ma potrebbe anche estendersi ad opere minori.

Sinceramente penso che l'afflusso di capitali freschi possa servire a colmare qualche lacuna, ma sono anche un po' dubbioso perché temo che dietro possa nascondersi un interesse particolare (e in Italia, a pensare male….). Penso inoltre che il mecenatismo potrebbe aver senso se adeguatamente regolamentato ed inserito in un programma di più ampio respiro concordato con le autorità competenti, ma anche con studiosi ed esperti (i cosiddetti "tecnici",  con parola ormai secondo me abusata) , possibilmente non legati a fazioni politiche o a interessi specifici (sarà mai possibile?), animati da una sincera passione per il nostro patrimonio artistico e culturale, evitando gli interventi "a macchia di leopardo". 

Buona giornata.

Stilicho

Pensiero generale della risposta e relative perplessita' , li condivido entrambi , partendo dal presupposto che nessuno (o quasi) fa nulla per nulla , specialmente quando c'e' da spendere fior di soldi . Comunque questo , quando lo Stato non arriva ben vengano i privati , purche' il tutto sia vincolato da precise (non a interpretazione) norme e regole comportamentali da parte del privato al quale viene affidata la ristrutturazione dell' antichita' ; e' un fatto che avveniva anche nell' antica Roma , quindi dovrebbe essere una normalita' ; ma sara' poi cosi ?. 

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