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fabry61

Panorama Numismatico OTTOBRE 2019

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417sonia
Supporter

Ciao

Aspettiamo .... arriverà :pardon:

saluti

luciano

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417sonia
Supporter
18 minuti fa, aldo marchesi dice:

Dai titoli mi sembra poco interessante.

Buona giornata

Certamente il tuo parere, come lo sono tutti, è soggettivo; capita che un numero della rivista non comprenda argomenti di nostro interesse, è nella natura di una rivista dichiaratamente "generalista", dove ci sono articoli con argomenti di varia natura; taluni incontrano certamente il favore dei lettori, altri no.

saluti

luciano

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Liutprand

In questo numero c'è un articolo molto particolare: Vincenzo e Franco Rapposelli ci illustrano i cosiddetti gettoni per la minestra. In pratica ci viene ricordato come i poveri tra fine '800 e la metà del '900 potevano accedere alle mense popolari dove si poteva avere un piatto di minestra e un pezzo di pane. Credo che al di la dei gettoni proposti l'articolo sia importante perché ci riporta ad una fase della nostra Storia che troppo spesso dimentichiamo.

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417sonia
Supporter
3 ore fa, Liutprand dice:

In questo numero c'è un articolo molto particolare: Vincenzo e Franco Rapposelli ci illustrano i cosiddetti gettoni per la minestra. In pratica ci viene ricordato come i poveri tra fine '800 e la metà del '900 potevano accedere alle mense popolari dove si poteva avere un piatto di minestra e un pezzo di pane. Credo che al di la dei gettoni proposti l'articolo sia importante perché ci riporta ad una fase della nostra Storia che troppo spesso dimentichiamo.

Buona giornata

E' proprio così; argomento interessante, che integra la discussione di @giancarlone e purtroppo attuale.

Oggi non ci sono più i gettoni, ma la povertà è ancora davanti ai nostri occhi e le mense per i poveri vanno a pieno regime.

Altro argomento che mi interessa leggere è quello relativo alle contraffazioni del ducato d'oro veneziano a nome di Marco Corner.

saluti

luciano

 

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Giov60

Mi è arrivato solo ieri il numero di Ottobre. Tra gli articoli mi ha interessato quello sulle varianti di conio di Maria Luigia, di Marco Bianchi: condotto scrupolosamente, interessante e con ottime foto.

Tuttavia merita a mio avviso alcune doverose osservazioni:
1. Sarebbe stato meglio definire i conii attraverso una terminologia univoca (ad esempio:D1, D2, ecc. per il diritto e R1, R2, ecc. per il rovescio) e discuterli separatamente (i D/ sono solo accennati mentre alcuni tipi, almeno per l'apostrofo di D'AUSTRIA sembrerebbero chiaramente definiti)
2. La sequenza dei conii dovrebbe prescindere dall'anno (e quindi indicare anche possibili accoppiamenti di conii di R/ per anni diversi - nell'articolo i conii di R/ n. 4 e 6, descritti per il 1815 e 1832 rispettivamente, sembrano coincidere e potrebbero risultare un unico conio)
3. Il concetto di "ribattitura" (il 2 su 5 nella data) è equivoco ed improprio. La considerazione è generale e nasce dal valutare come si ottenessero i conii. Nello specifico è verosimile che al punzone (cioè l'immagine in rilievo) con il D/ del 1815 siano state cancellate le ultime due cifre, improntando  una nuova matrice (in incuso) cui furono apposte le cifre mancanti (32) e che portava traccia di quanto "eliminato". Da essa furono ricavati nuovi punzoni  (in rilievo) e quindi nuovi conii, anch'essi, per la loro origine, con traccia delle cifre cancellate.
4. Non vi è alcun riferimento all'incisore di queste monete, il Bolognese Luigi Manfredini, che alla riassunzione nella zecca di Milano (periodo austriaco) fu nominato incisore capo (vedi l'articolo su PN Panorama Numismatico n. 10/2016 p. 23-31).
5. A p. 24 si indica che le monete del 1832 sarebbero state coniate negli anni 1822, 1823, 1825 e 1831. Si tratta di un'affermazione senza "pezza d'appoggio" e poco verosimile, in quanto sarebbe il primo caso a mia conoscenza di moneta datata con anno successivo a quello di effettiva coniazione. Succedeva piuttosto il contrario ed è quindi possibile che gli anni di effettiva coniazione siano il 1832 e seguenti.
 

Edited by Giov60

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incuso
Staff

Si' ottimo l'articolo del nostro @guasti2007 sempre molto scrupoloso nel cogliere le varie varianti.

Sulla "ribattitura" 1832 su 1815 al di la' dell'uso del termine io ho sempre avuto qualche rilievo. Come hanno fatto a "ridepositare" il metallo sul punzone? I punzoni devono essere -immagino- di acciaio indurito.

Per altro, non sarebbe stato piu' semplice usare punzoni differenti per il 18 e le altre due cifre (d'altro canto la prova del 5 lire ha solo il 18 no?)?

Sulla mancanza di pezze d'appoggio va detto che la documentazione inerente e' praticamente scomparsa sia presso l'Archvio di Stato di Parma che in quello di Milano 😥

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incuso
Staff

E comunque correggo anche io @guasti2007, le monete con data 1815 sono sicuramente state coniate per la prima volta a luglio 2017. E proprio tu lo dovevi sapere... 😛

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guasti2007
21 minuti fa, incuso dice:

Si' ottimo l'articolo del nostro @guasti2007 sempre molto scrupoloso nel cogliere le varie varianti.

Sulla "ribattitura" 1832 su 1815 al di la' dell'uso del termine io ho sempre avuto qualche rilievo. Come hanno fatto a "ridepositare" il metallo sul punzone? I punzoni devono essere -immagino- di acciaio indurito.

Per altro, non sarebbe stato piu' semplice usare punzoni differenti per il 18 e le altre due cifre (d'altro canto la prova del 5 lire ha solo il 18 no?)?

Sulla mancanza di pezze d'appoggio va detto che la documentazione inerente e' praticamente scomparsa sia presso l'Archvio di Stato di Parma che in quello di Milano 😥

Ciao Incuso,

La prova dello scudo del 5 lire (Pagani Prove e Progetti 544 riporta come data 181 privo del 5 a noi conosciuto, quindi condivido il tuo punto di vista.

Purtroppo sappiamo bene quanta documentazione è andata distrutta in seguito ai bombardamenti della grande guerra, l'archivio di stato di Parma è decimato e credo proprio che molte domande resteranno prive di risposta.

Risponderò appena ho un attimo anche a Giov60.

Vi ringrazio per i vostri complimenti/suggerimenti/punti di vista all'articolo. Tale pubblicazione ha voluto (nel mio piccolo) dimostrare che le monete della sovrana NON sono tutte uguali, anzi. Spero con il tempo si possa aggiornarlo con ulteriori nuove scoperte, anche bibliografiche.

Marco

 

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Giov60
9 ore fa, incuso dice:

...

Sulla "ribattitura" 1832 su 1815 al di la' dell'uso del termine io ho sempre avuto qualche rilievo. Come hanno fatto a "ridepositare" il metallo sul punzone? I punzoni devono essere -immagino- di acciaio indurito.

...

Infatti se noti la sequenza sopra nel mio post precedente, non sostengo che siano state "reincise" o "depositate le cifre mancanti. La sequenza è questa:
Punzone 1815  ® Punzone 18 [cifre finali cancellate] ® Matrice 18 [in incuso, senza cifre finali]  ® Matrice 1832 [in incuso, impresse con punzoncini le cifre finali 32] ® Punzone1832 [in rilievo, ottenuto dalla matrice precedente] ® Conii di lavoro 1832 [in incuso]. Anche se apparentemente il percorso appare complicato, in realtà era molto più semplice di dover approntare un nuovo punzone/matrice.

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incuso
Staff

Eppure a me l"ottenere un punzone tramite matrice continua a sembrare una complicazione. Perché questa necessità?

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incuso
Staff

Ah chiaramente prima ho sbagliato anni. Gli scudi con data 1815 furono coniati per la prima volta a luglio 1817

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caravelle82
Il 24/10/2019 alle 07:59, Liutprand dice:

In questo numero c'è un articolo molto particolare: Vincenzo e Franco Rapposelli ci illustrano i cosiddetti gettoni per la minestra. In pratica ci viene ricordato come i poveri tra fine '800 e la metà del '900 potevano accedere alle mense popolari dove si poteva avere un piatto di minestra e un pezzo di pane. Credo che al di la dei gettoni proposti l'articolo sia importante perché ci riporta ad una fase della nostra Storia che troppo spesso dimentichiamo.

bravissimo! una buona serata

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odjob

In riferimento all'articolo di Graziosi sullo zero ,mi è piaciuto leggere sulla differenziazione fra monetazione in metallo e monetazione cartacea .

Lo zero non vale alcunchè come numero se preso da solo ma associato ad altri numeri contribuisce a conferire valore all'intera cifra.

Ciò se vogliamo lo possiamo rapportare anche nel mondo del lavoro:in un ufficio,in un azienda vi sono persone che si spendono molto pur restando nell'anonimato ,facendo in modo che altri prendano onori e meriti,ma è delle persone umili e con un determinato intelletto apprezzare e motivare coloro che hanno fatto in modo di far raggiungere determinati traguardi.

odjob     

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odjob

E'un capolavoro d'arte il medaglione aureo coniato a Treviri, celebrante la liberazione di Londinium, che fu trovato ad Arras, e pubblicato nell'articolo di Diegi su Alletto 

La foto che ho pubblicato è presa da wikiwand

Constantius_I_capturing_London_after_defeating_Allectus_Beaurains_hoard_(2).jpg

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Testone68
1 ora fa, odjob dice:

E'un capolavoro d'arte il medaglione aureo coniato a Treviri, c

Scusa l'ignoranza, ma che peso ha questo medaglione -capolavoro ?

Edited by Testone68

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odjob
1 ora fa, Testone68 dice:

Scusa l'ignoranza, ma che peso ha questo medaglione -capolavoro ?

Ciao 

nell'articolo pubblicato su Panorama Numismatico non è reso noto il peso di questo medaglione.

Salutoni

odjob

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odjob

Per quanto riguarda l'articolo di Castellotti sul mezzo Carlino di Alfonso II d'Aragona ritengo che sia la moneta classificata e non una tessera poichè non ne conosco di tessere emesse a Napoli nel secolo XV.Inoltre le differenze di peso ,per medesime tipologie monetali,per la Zecca di Napoli sono la "regola" e non l'eccezione,stesso dicasi per il diametro per monete battute e non emesse con il bilanciere . 

Per la datazione dell'emissione potrei concordare con l'autore

Salutoni

odjob

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odjob

Sull'articolo riguardante le varianti di conio del 5 Lire Maria Luigia,forse,in alcuni casi le impercettibili differenze potrebbero essere falsate dall'inclinatura o meno del soggetto da fotografare rispetto all'obiettivo fotografico:ritengo che osservare solo le foto può trarre in inganno ma bisognerebbe basarsi sull'osservazione diretta delle monete.

Tuttavia ritengo che studi effettuati in questo modo servano per individuare le rarità

Salutoni

odjob

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guasti2007
6 ore fa, odjob dice:

Sull'articolo riguardante le varianti di conio del 5 Lire Maria Luigia,forse,in alcuni casi le impercettibili differenze potrebbero essere falsate dall'inclinatura o meno del soggetto da fotografare rispetto all'obiettivo fotografico:ritengo che osservare solo le foto può trarre in inganno ma bisognerebbe basarsi sull'osservazione diretta delle monete.

Tuttavia ritengo che studi effettuati in questo modo servano per individuare le rarità

Salutoni

odjob

Salve,

ringrazio per il suo commento.

Ogni singolo conio è stato "catalogato" evidenziandone la numerosità, quindi, anche se di piccole modifiche si parla, la replicabilità corona-santo è quasi totalmente garantita. É Possibile invece affrontare discorsi riguardanti eventuali occlusioni di conio (nelle dimensioni dei Globetti della corona ad esempio) ma anche su questo un minimo di dubbio permarrebbe.

Saluti

Marco

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Testone68
Il 23/11/2019 alle 06:26, odjob dice:

in alcuni casi le impercettibili differenze potrebbero essere falsate dall'inclinatura o meno del soggetto da fotografare rispetto all'obiettivo fotografico:r

Ciao @odjob

Ma intendi che, per verificare che siano varianti , è necessario posizionare correttamente l'angolazione dell'obiettivo fotografico?

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odjob
1 ora fa, Testone68 dice:

Ciao @odjob

Ma intendi che, per verificare che siano varianti , è necessario posizionare correttamente l'angolazione dell'obiettivo fotografico?

Intendo dire che, in base alle foto fatte, è possibile che alcune "varianti"non siano effettive ma semplici differenze dovute alla diversa angolazione fotografica come,ad esempio, la testa del cavallo che viene attenzionata e che in alcuni casi non mi sembra variare.

Si dovrebbero valutare le monete dal vivo.

odjob     

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odjob

Mentre molti non vedono l'ora di ricevere la rivista di novembre

io voglio soffermarmi sullo scritto a firma di Gianni Graziosi che, prendendo spunto dal fatto che sia stato inserito in asta del 14 novembre scorso da MDC di Monaco il 5 Ghinee del 1746 raffigurante Giorgio II di Gran Bretagna, ci ha parlato di questa monetazione dal biondo metallo e della bellissima storia che ha accompagnato le varie emissioni degli altri anni: ritengo,anche se non si tratta di monetazione di mio specifico interesse , che lo scritto è stato molto piacevole leggerlo (Numismatica e Storia quando vanno a"braccetto"producono sempre un qualcosa d'interessante).Ho avuto modo di apprendere a riguardo dell'elefante collocato sotto il busto del sovrano sui 5 ghinee emessi fino al 1699, si è parlato della Royal African Company of England, di quelle che presentano la scritta VIGO sotto il busto della Regina Anna e via dicendo.

E'bello leggere di Numismatica!   

odjob

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