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fedafa

nuovi sequestri

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fedafa

E' di oggi la notizia di sequestri ed arresti effettuati in Sicilia ed il recupero di numerosi beni archeologici. Sequestrati metal detector (medidate gente) e geo-radar.

Speriamo solo che non vendevano monete su internet.

La cosa sembra grossa ed il livello di reperti era alto ed a quanto pare usavano negozi di antiquariato per la vendita. :o

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turifra

aggiungo che ho visto e sentito anche parlare di smercio di monete false,in effetti dalle immagini si vedevano i conii per la battitura di monete antiche ed è questo che personalmente mi ha più impressionato dei soliti stupendi reperti antichi.

saluti francesco

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Rapax

...l'ho sentito anch'io nel tg del mezzogiorno... e soprattutto ho visto le immagini, anfore e vasi soprattutto.... pezzi veramente stupendi.

Le monete sono state solo nominate e di immagini non ne ho viste.

Nell'operazione sono finite in manette 50 persone.

Le notizie pervenute sono poco precise e, come di solito avviene, il telegiornale ha fatto di tutta l'erba un fascio, con il collezionista, magari ignaro ed in totale buona fede, equiparato al tombarolo.

A livello di indagine si saranno identificati presumibilmente più "livelli e tipologie" di reato, con una diversificazione delle varie figure coinvolte, ma per i media questi "dettagli" non contano e rubano troppo spazio... :( :( ...meglio dedicare 15 minuti su 30 al Grande Fratello...

Perdonate il tono un po' colorito ma io la vedo così, troppo spazio a cose futili e troppo poco a quelle più degne (questo è un caso di nostro particolare interesse, ma in questi termini vengono trattati la maggior parte dei fatti di cronaca).

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.ROMEO

GELA - Un traffico internazionale di reperti archeologici e' stato scoperto dai carabinieri tra la Sicilia, l'Europa e gli Stati Uniti . E' quanto emerge dall'inchiesta che stamani ha portato all'arresto di 35 persone, a provvedimenti cautelari per altri 17 e all'emissione di 25 avvisi di garanzia. I provvedimenti vengono eseguiti in Sicilia, Calabria, Puglia, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Nell'inchiesta sono coinvolti professionisti, imprenditori, collezionisti e antiquari. Delle 52 ordinanze emesse dal gip, ed eseguite stamani da carabinieri e finanzieri, per 27 indagati e' stato previsto il carcere, ad altri otto gli arresti domiciliari e infine a 17 e' stato imposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nell'indagine "Ghelas" sono coinvolte altre 25 persone che sono state denunciate a piede libero. Nell'esecuzione delle misure cautelari sono stati impiegati oltre 300 militari tra carabinieri e finanzieri che hanno eseguito arresti nelle province di Caltanissetta, Enna, Agrigento, Ragusa, Catania, Siracusa e Palermo; e nelle regioni Calabria, Puglia, Lazio, Abruzzo, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere e ricettazione. Secondo gli inquirenti avrebbero organizzato scavi abusivi in zone archeologiche siciliane dai quali sono stati prelevati decine di reperti di valore che sono stati venduti in Italia e all'estero. Dall'indagine emerge una rete illegale di trafficanti di opere d'arte. L'inchiesta, denominata "Ghelas", e' coordinata dal pm Alessandro Sutera Sardo, della procura della Repubblica di Gela.

Le indagini sono state condotte in sinergia dai militari del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale della Sicilia e dalla compagnia della Guardia di Finanza di Gela che, per tre anni, hanno svolto accertamenti su alcune squadre di "tombaroli" siciliani fino ad arrivare a scoprire una piu' vasta e complessa organizzazione che aveva contatti con Germania, Svizzera, Spagna, Inghilterra e Stati Uniti.

Durante l'operazione gli investigatori hanno recuperato centinaia di reperti archeologici di notevole valore.

INDAGINI SU CASE D'ASTE E GALLERIE INGLESI I reperti archeologici rubati dai tombaroli in Sicilia venivano acquistati dalle societa' d'aste "Gorny e Mosch" di Monaco di Baviera e dalla Lennox Gallery di Londra. I carabinieri hanno accertato che il disoccupato di Gela, Orazio Pellegrino, ha anche venduto numerosi oggetti preziosi alla ditta Athena di Monaco di Baviera. La rogatoria svolta in Spagna ha messo in evidenza i collegamenti fra alcuni degli arrestati e l'antiquario Bea Felix Cervera di Barcellona, al quale sono stati trovati dagli investigatori beni provenienti da siti dall'area della Magna Grecia, soprattutto oggetti in ceramica a figure rosse, che secondo i consulenti della procura di Gela circolavano esclusivamente in Sicilia. A Zurigo e' emerso dalla rogatoria che i trafficanti di opere erano in collegamento con Francesco Davoli e Oliver Daniel Martinez, secondo gli inquirenti attivi nel territorio svizzero nel campo dell'antiquariato. Le indagini hanno portato a recuperare circa duemila reperti tra le tipologie piu' comuni come vasi, statuette, monete, oggetti in bronzo, tutti ricollegabili ad ambiti siciliani e di epoca e civilta' greca, punica, romana e bizantina.

REPERTI RECUPERATI IN SPAGNA E SVIZZERA Reperti archeologici provenienti da scavi abusivi effettuati in alcune zone della Sicilia, sono stati recuperati dai carabinieri nel magazzino di un antiquario di Barcellona e nell'abitazione di un privato che abita a Zurigo. Si tratta di monete antiche e anfore. Gli inquirenti hanno richiesto ed ottenuto nei mesi scorsi rogatorie internazionali, che si sono svolte in Germania, in Svizzera e Inghilterra. Le indagini, che si basano in particolare su intercettazioni telefoniche, hanno preso il via lavorando su tre squadre di tombaroli delle zone di Aidone (Enna), Gela (Caltanissetta) e Vittoria (Ragusa), collegate, secondo gli inquirenti, ad un disoccupato di Gela, Orazio Pellegrino, di 43 anni, arrestato stamani, ritenuto uno dei capi dell'organizzazione.

Pellegrino, secondo gli investigatori, aveva contatti con collezionisti e antiquari esteri, che gli consentivano di smerciare i reperti in diversi Paesi. I carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale hanno ricostruito lo schema sul quale si muoveva l'organizzazione, che era divisa in tre figure di riferimento: i "tombaroli", che si occupavano di reperire il "pezzo" attraverso scavi clandestini, furti o contraffazioni; i "ricettatori" che trafficavano il bene archeologico che veniva piazzato in Italia se si trattava di un bene di valore medio-basso, mentre andavano venduti all'estero quelli di valore medio-alto; i "committenti-ricettatori" cui era affidato il compito di rivendere gli oggetti a case d'asta e a noti antiquari di tutto il mondo, cosi' come e' emerso durante le rogatorie internazionali.

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Rapax

Grazie Romeo ;)

Ora ho capito molto di più lo svolgersi dei fatti.

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Paleologo
I reperti archeologici rubati dai tombaroli in Sicilia venivano acquistati dalle societa' d'aste "Gorny e Mosch" di Monaco di Baviera e dalla Lennox Gallery di Londra.

195285[/snapback]

Gorny&Mosch è una nota casa d'aste numismatica di Monaco. Ahiahiahiahiahiahi...

Ciao, P. :angry:

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meja

Gorny & Mosch, fà anche regolarmente aste di materiale archeologico

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Paleologo

Evviva, neanche comprare in asta pubblica basta più per stare tranquilli... Ma casi simili con case d'asta coinvolte erano accaduti già in passato, o ricordo male?

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luigi78

Addirittura la casa d'aste "Gorny" vendeva materiale archeologico illegale e probabilmente monete false? :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes: :rolleyes:

Basta andare sul noto sito van rijn digitare il nome gorny nel canale di ricerca e trovare come non solo materiale siciliano ma anche greco e turco venisse smerciato con noncuranza, sulle monete false poi basta ricordare l'ultima asta

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RTrovato

io non mi vergogno di essere siciliano

non mi vergogno della sicilia in quanto la regione più bella d'italia

io mi vergogno di essere un concittadino dei siciliani

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carnesala

Personalmente ritengo che sia un'ottima notizia.

Spererei anche che, una volta conclusa l'indagine preliminare, e quindi acquisite al processo le fonti di prova, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico mettessero sul loro sito le foto dettagliate dei conii e delle monete false, (prima di distruggerli o di incidere la dicitura di FALSITA') di modo che si faciliti l'individuazione dei falsi che questi farabutti hanno immesso sul mercato.

Ricordo invero che la riproduzione di beni culturali è vietata dal codice Urbani. Così come la loro vendita come autentici. E ciò al di là della truffa nei confronti degli acquirenti. Costoro, semmai dovrebbero sempre chiedere il certificato di autenticità e di lecita provenienza o conservare le ricevute di pagamento es: pagina di e.bay (in tal modo saranno al sicuro da ipotesi di incauto acquisto o peggio di ricettazione) e comunque dovrebbero sempre portare la moneta da un esperto per farla valutare nella sua genuinità.

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