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giacutuli

Littore dopo lungo riposo

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giuseppe ballauri
Supporter

Di solito i falsi sono comparsi negli anni 70-80 ed il bersaglio era proprio il collezionista. Sono falsi facili da conoscere perchè la perlinatura del contorno è "mal fatta" ed esistono altri piccoli particolari che la distinguono. Non ho conoscenza di falsi d'epoca, probabilmente per il fatto che non era usata dalla gente per le spese e, come tutti i "grossi moduli" in Argento, venne tesaurizzata. Negli anni '70 mi ricordo che la moneta non era molto comune e spuntava anche delle cifre interessanti. Poi progressivamente ha perso valore. 

10 ore fa, giacutuli dice:

Perche una moneta tirata in 6milioni di pezzi fu obiettivo di molti falsari??

Negli anni 70-80 erano falsificati tutti gli Scudi di Vitt.Em.III che potevano ingannare i meno esperti. Quello falsificato meglio, a mio parere è il 20 L.1936 perchè non ha alti rilievi, ha lo stesso peso e diametro ( cioè è stato coniato con la stessa lega d'argento 800/1000 ). Ne ho uno che fu periziato e chiuso da un noto Numismatico. Non convincendomi lo feci periziare da un secondo esperto, che, un pò a fatica lo giudicò falso ( come in effetti è ).  

Ciao Beppe

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gennydbmoney
Supporter
28 minuti fa, giuseppe ballauri dice:

Non ho conoscenza di falsi d'epoca,

Buongiorno, eccoli... 

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giuseppe ballauri
Supporter

Grazie gennydbmoney. Non ne ero a conoscenza. Quindi i falsari cercavano anche di fregare la gente degli anni 30. 

Ciao Beppe

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giacutuli

Queste monete non incontrarono il favore del pubblico; infatti, a causa essenzialmente del rapporto tra il peso ed il diametro, questa moneta risultò sottile ed il suono non gradito. Nell'intento di eliminare tali difetti, conservando, peraltro, la quantità del contenuto di fino, il 24 maggio 1928-VI fu istituita una nuova moneta da 20 lire in argento avente il medesimo diametro ma un peso di 20 grammi ed un titolo di 600 millesimi. Le monete di questo tipo datate 1929, 1930, 1931, 1932,1933 e 1934, furono prodotte, in numero limitato, appositamente per i numismatici. (Gigante)

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giacutuli

In occasione dei nuovi conî col millesimo 1928, fu dato incarico all'incisore capo di apportare lievi ritocchi, sul dritto, all'effigie del Sovrano segnatamente nel collo e sulla fronte. Queste varianti, che ebbero l'approvazione dell'autore dei modelli, senza alterare la composizione, si prefiggevano lo scopo di conferire al re un aspetto più riposato e di togliere alcune rughe che si prestavano a critiche sgradevoli.

Eccola qui!!! Quanti di voi ne hanno una???

29b.png

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Edited by giacutuli

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giuseppe ballauri
Supporter
1 ora fa, giacutuli dice:

Eccola qui!!! Quanti di voi ne hanno una???

 

Non sono uno dei fortunati possessori di questa moneta ( 50 coniate ). Devo anche dire che le "monete per collezionisti" non mi hanno mai attirato molto. Non essendo emesse per la circolazione, a mio modesto parere, possono essere equiparate a coniazioni private o a medaglie. Il Re Numismatico le fece coniare per avere una certa continuità nella sua monetazione e di solito venivano regalate alle personalità dell'epoca. 

Comunque se è tua complimenti! Mettila in Banca...

Ciao Beppe

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Litra68

Buongiorno, mi risulta ma potrei sbagliarmi, che il Re Numismatico si facesse fare copia anche delle monete che non riusciva a reperire nella sua collezione, oppure erano dei semplici calchi? 

Saluti 

Alberto 

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Jack04
2 ore fa, Litra68 dice:

Ragionandoci però, per avere il calco doveva avere accesso alla moneta.. 

Se non sbaglio la zecca ha sempre conservato almeno due esemplari di ogni moneta coniata, credo che avrebbero potuto usare quelle per realizzare i calchi.

Saluti

Giacomo

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giuseppe ballauri
Supporter

Ciao Alberto,

ti consiglio di leggere il seguente libro: 

Lucia Travaini: "Storia di una passione. Vittorio Emanuele III e le monete". Libro veramente interessante. Da qui ho tratto le seguenti notizie:

Il Re Numismatico era in contatto con i più grandi Numismatici dell'epoca. Non esistendo la tecnologia di questi tempi, in effetti chiedeva il calco ( prima in gesso poi di una specie di plastilina ) ai numismatici che avevano qualche moneta mancante nella sua collezione. Essendo un appassionato non geloso della sua collezione, era vero soprattutto il contrario. Quando la richiesta proveniva da uno studioso o da un numismatico di cui aveva stima, inviava i propri calchi a questi ultimi. Quindi dai calchi non si faceva coniare le monete, conservava solo i calchi, ma quasi sempre le monete mancanti poi finivano nella Collezione Reale...potenza di essere Re, ma almeno le pagava il giusto ( dicono che, da buon piemontese, fosse piuttosto rigoroso in fatto di prezzi, quasi taccagno!)

2 ore fa, Jack04 dice:

Se non sbaglio la zecca ha sempre conservato almeno due esemplari di ogni moneta coniata, credo che avrebbero potuto usare quelle per realizzare i calchi.

Prerogativa della Zecca era quella di possedere 2 esemplari per moneta coniata ( uno dei motivi era per il fatto di poterle esporre Fronte/Retro in una vetrinetta). Al Re veniva donata almeno una copia di ogni emissione ( anche se è presumibile che fossero di più per poterle donare a sua volta alle alte personalità). Dai documenti sembra che il Re incaricasse dei "segretari" per fare copia delle sue monete che erano di solito monete di epoca precedente alla sua incoronazione. 

Ciao Beppe 

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giacutuli
45 minuti fa, giuseppe ballauri dice:

Il Re Numismatico era in contatto con i più grandi Numismatici dell'epoca

salve giuseppe, oltre a monete in argento/gold (regno/pre-regno) penso avesse tutto sui Savoia (1080-1943) ...chiedo: si conosce se VittEm III collezionava anche monetazione classica (greco/romana) ??? salutiiiiiiiii

Edited by giacutuli

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TIBERIVS
1 ora fa, giacutuli dice:

salve giuseppe, oltre a monete in argento/gold (regno/pre-regno) penso avesse tutto sui Savoia (1080-1943) ...chiedo: si conosce se VittEm III collezionava anche monetazione classica (greco/romana) ??? salutiiiiiiiii

 

1 ora fa, giacutuli dice:

salve giuseppe, oltre a monete in argento/gold (regno/pre-regno) penso avesse tutto sui Savoia (1080-1943) ...chiedo: si conosce se VittEm III collezionava anche monetazione classica (greco/romana) ??? salutiiiiiiiii

Nel libro già citato da @giuseppe ballauri,si accenna che Vittorio Emanuele III, aveva collezionato in età giovanile anche  monete classiche, che poi  liquidò, per concentrare la sua attenzione "solo" sulla monetazione dalla caduta dell'impero romano, sostanzialmente ciò che è trattato nel CNI.

saluti

TIBERIVS

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giuseppe ballauri
Supporter

Ad un certo punto... si rese conto che doveva limitare la propria collezione a "Monete italiane e coniate da Italiani all'estero" come il titolo del CNI quindi, come dice Tiberivs escluse le altre tipologie. 

1 ora fa, giacutuli dice:

penso avesse tutto sui Savoia (1080-1943) 

Qualche moneta mancava anche a lui, comunque la collezione è impressionante, oltre 100.000 monete.

Ciao

 

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giacutuli
18 minuti fa, giuseppe ballauri dice:

Qualche moneta mancava anche a lui, comunque la collezione è impressionante, oltre 100.000 monete

...parte di questa  dopo il '43 finì all'estero. Quello che rimane della collezione ad oggi è visibile pubblica (in qualche museo) o solo in mani privati (forse eredi Savoia)??? Grazieeee

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giuseppe ballauri
Supporter
21 minuti fa, giacutuli dice:

...parte di questa  dopo il '43 finì all'estero. Quello che rimane della collezione ad oggi è visibile pubblica (in qualche museo) o solo in mani privati (forse eredi Savoia)??? Grazieeee

I tedeschi trafugarono le casse dove erano poste le monete. Per fortuna vennero recuperate prima che passassero il Brennero. Solo una cassa risulta manipolata e sono scomparse molte monete auree di grande pregio. Il Re donò la collezione allo Stato italiano trattenendo con sè solo la raccolta di "Casa Savoia". Alla morte di Vittorio Emanuele gli eredi donarono anche questa parte della raccolta che così fu ricostituita. Parte della collezione è esposta nel Medagliere del Museo Nazionale Romano. 

Ciao Beppe 

 

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