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giuseppe2013

10 cent 1866 senza sigla di zecca.

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sdy82
Supporter
Il 22/2/2020 alle 18:48, El Chupacabra dice:

Sono andato a vedere sul Gigante on-line e, devo dire, ho trovato un interessantissimo studio sulle zecche straniere del 10 centesimi di V.E. II che non conoscevo. Attribuisce in modo preciso la zecca al segno (o alla sua mancanza)

Buongiorno,

Ho scoperto solo ieri lo studio del Gigante mentre ero al mercatino della mia città.

Sapreste cortesemente dirmi in quale anno delle versioni cartacee è apparso per la prima volta tale (incredibile per quanto circostanziato) studio? 

Grazie.

Edited by sdy82

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Saturno

Bell'articolo, Però è riportato "...appare logico supporre che sia stata la medesima zecca a coniare anche le monete datate 1866 prive del marchio di zecca."

Si tratta di supposizione,  non c'è un documento  provante....mi sembra. 

A mio parere non è sufficiente come giustificazione della esistenza di queste monete.

saluti

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FFF

Tesi molto interessanti. Ma praticamente in antitesi l'una rispetto l'altra. Confido si possa riuscire ad arrivare a una sintesi fondata su prove provate.

Se sarà possibile. Altrimenti succederà che la moltitudine propenderà per la tesi più "sponsorizzata".

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Contento
Salvatore Esposito

Buongiorno a tutti,

essendo presente un esemplare nella collezione reale mi fa ben sperare.

Ecco il link dove ho trovato i dettagli (la fonte è il Catalogo Gigante)

https://catalogogigante.it/moneta/vittorio-emanuele-ii-di-savoia-1861-1878-regno-ditalia-10-centesimi-1866-valore-entro-semicorona-di-alloro-e-quercia-2-tipo-strasburgo-bronzo/1330

 

Salvatore

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Saturno

Siamo ancora nel campo delle ipotesi;  si dice " Secondo il nostro parere è verosimile che nel 1866 fu coniato, nella sola zecca di Strasburgo, un primo contingente di queste monete da 10 centesimi, omettendo, così come fatto negli anni precedenti, il marchio di zecca; "

Secondo il mio parere occorre portare delle prove, per affermare qualcosa; un parere rimane un parere.

saluti

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Pierluigi 1965

Buongiorno, dico la mia.

Se si crede che il segno di zecca sia stato in qualche modo asportato/consumato con artifizzi di precisione, perchè non sottoporre una moneta sotto la lente di un microscopio per valutare se realmente vi siano segni di abrasione/consumazione anomala.

Vi posso assicurare che con un buon ingrandimento e un occhio esperto (anche non tanto esperto), l'anomalia eventuale viene tranquillamente a galla.

Se mi dovesse capitare per le mani una moneta del genere, la valutazione (non mi permetto di dire perizia) la farò sicuramente.

Saluti a tutti.

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sdy82
Supporter

Perdonate,

Per quanto ne sappia io, quello del Gigante è il tentativo più recente e sistemico di revisione del palancone in bronzo di Vittorio Emanuele II. E tutti sappiamo quanto fossero ancora nebulosi certi dettagli sul pezzo.

A me tale studio sembra molto onesto con tutti i suoi condizionali e le sue cautele espositive. Mi sembra altrettanto normale che poi arrivi a tirare certe conclusioni.

Il 7/9/2020 alle 18:12, Saturno dice:

Si tratta di supposizione,  non c'è un documento  provante....mi sembra. 

 

Il 8/9/2020 alle 14:55, Saturno dice:

Secondo il mio parere occorre portare delle prove, per affermare qualcosa; un parere rimane un parere.

Ma non mi sembra che esistano invece documenti e prove che possano confutare tale recente studio mantenendo lo status quo degli attuali criteri di catalogazione. Mi sembra anzi che lo studio, per quanto ipotetico, sia l'unico a tenere insieme e giustificare 3 evidenze:

 

- ogni tanto appaiono esemplari in cattiva (raramente in ottima) conservazione in cui nessuno riesce a notare abrasioni (guardate anche sul nostro catalogo online);

- nei decenni passati si menziona comunque un pezzo 1866 ssz;

- le fonti passate riportano informazioni tra loro discordanti.

 

Lo studio del Gigante dà spiegazione, o meglio, proprio per volere essere cauti, ipotizza delle spiegazioni per tutto ciò.

Ma perché allora non accettare comunque le tesi del Gigante come attualmente le più accreditate, dal momento che la vulgata, cioè i criteri di catalogazione in voga fino a ora, non riesce a tenere insieme quelle evidenze?

Non è poi certo detto che quindi tutti i 1866 ssz siano autentici.

Però abbiamo motivi in più per credere che esista e che non sia affatto raro come quello con la testa sotto il collo.

 

Il 8/9/2020 alle 13:41, FFF dice:

Tesi molto interessanti. Ma praticamente in antitesi l'una rispetto l'altra. Confido si possa riuscire ad arrivare a una sintesi fondata su prove provate.

Se sarà possibile. Altrimenti succederà che la moltitudine propenderà per la tesi più "sponsorizzata".

Non capisco dove siano le contraddizioni. Il ragionamento logico-deduttivo mi sembra reggere senza problemi.

Sarà forse il caso di aprire comunque una discussione nuova visto che comunque l'aggiornamento del Gigante riguarda la produzione di tutti gli anni e non solo quella - come da titolo - del 1866?

Edited by sdy82

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Scudo1901
19 minuti fa, caravelle82 dice:

Senti senti...thanks👌

I cataloghi sono opinion makers in astratto, poi è il mercato come sempre a fare giustizia. Sarebbe interessante capire perché il buon Fabio Gigante la classifica solo R (=rara). Perché delle due l'una: (i) o se ne accetta l'esistenza sulla base del suo sempre utile catalogo, ma si accetta anche il fatto che non sia una moneta introvabile e allora forse non merita cosi tanta attenzione ; (ii) o la si continua a credere una gran rarità, ma allora la tesi delle contraffazioni non può essere aprioristicamente accantonata. 

In entrambi i casi mi riesce difficile prevedere che il mercato la premi in modo deciso per ovvie, e opposte, ragioni. Solo la mia modesta opinione naturalmente. 

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caravelle82
8 minuti fa, Scudo1901 dice:

I cataloghi sono opinion makers in astratto, poi è il mercato come sempre a fare giustizia. Sarebbe interessante capire perché il buon Fabio Gigante la classifica solo R (=rara). Perché delle due l'una: (i) o se ne accetta l'esistenza sulla base del suo sempre utile catalogo, ma si accetta anche il fatto che non sia una moneta introvabile e allora forse non merita cosi tanta attenzione ; (ii) o la si continua a credere una gran rarità, ma allora la tesi delle contraffazioni non può essere aprioristicamente accantonata. 

In entrambi i casi mi riesce difficile prevedere che il mercato la premi in modo deciso per ovvie, e opposte, ragioni. Solo la mia modesta opinione naturalmente. 

 

13 minuti fa, Scudo1901 dice:

I cataloghi sono opinion makers in astratto, poi è il mercato come sempre a fare giustizia. Sarebbe interessante capire perché il buon Fabio Gigante la classifica solo R (=rara). Perché delle due l'una: (i) o se ne accetta l'esistenza sulla base del suo sempre utile catalogo, ma si accetta anche il fatto che non sia una moneta introvabile e allora forse non merita cosi tanta attenzione ; (ii) o la si continua a credere una gran rarità, ma allora la tesi delle contraffazioni non può essere aprioristicamente accantonata. 

In entrambi i casi mi riesce difficile prevedere che il mercato la premi in modo deciso per ovvie, e opposte, ragioni. Solo la mia modesta opinione naturalmente. 

La tua opinione è sicuramente piú valida della mia,per esperienza e tutto,perciò non saprei approfondire molto 😅. Ti ringrazio però ☺️

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Scudo1901
7 minuti fa, caravelle82 dice:

 

La tua opinione è sicuramente piú valida della mia,per esperienza e tutto,perciò non saprei approfondire molto 😅. Ti ringrazio però ☺️

Secindo me non ci sono opinioni più o meno valide. Ci sono opinioni diverse e tutte ugualmente rispettabili, senza distinzione, quando rappresentate con educazione e rispetto del prossimo 😉

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El Chupacabra
1 ora fa, Scudo1901 dice:

Sarebbe interessante capire perché il buon Fabio Gigante la classifica solo R (=rara).

Parere mio, ovviamente... Ma se Fabio Gigante ha messo nero su bianco questa tesi è perché, nell'ambiente, ha avuto riscontri importanti altrimenti non si sarebbe esposto così. Non mi sembra il tipo da farsi impressionare dal mercato, basta vedere l'abbandono da parte dei suoi cataloghi di tutti quegli errori di conio o varianti dubbie che pure hanno un seguito. Quanto al grado di rarità, avrà preso in considerazione il fatto che di esemplari senza segno di zecca del 1866 se ne vedono con una certa frequenza tale da non far pensare ad un esemplare comune, ma neanche tanto difficile da reperire. L'unica cautela che s'è riservato, riguarda la valutazione economica che avrebbe dovuto inventarsi di sana pianta non avendo passaggi d'asta recenti e meno.

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caravelle82
1 ora fa, Scudo1901 dice:

Secindo me non ci sono opinioni più o meno valide. Ci sono opinioni diverse e tutte ugualmente rispettabili, senza distinzione, quando rappresentate con educazione e rispetto del prossimo 😉

Indubbiamente l' educazione e self control( come nel film l allenare nel pallone/lino banfi/ liedholm😂);

Io la mettevo sul piano dell esperienza/conoscenza,poi chiaro un' ipotesi penso non vada disdegnata mai giusto. Grazie😃

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Scudo1901
1 ora fa, El Chupacabra dice:

Parere mio, ovviamente... Ma se Fabio Gigante ha messo nero su bianco questa tesi è perché, nell'ambiente, ha avuto riscontri importanti altrimenti non si sarebbe esposto così. Non mi sembra il tipo da farsi impressionare dal mercato, basta vedere l'abbandono da parte dei suoi cataloghi di tutti quegli errori di conio o varianti dubbie che pure hanno un seguito. Quanto al grado di rarità, avrà preso in considerazione il fatto che di esemplari senza segno di zecca del 1866 se ne vedono con una certa frequenza tale da non far pensare ad un esemplare comune, ma neanche tanto difficile da reperire. L'unica cautela che s'è riservato, riguarda la valutazione economica che avrebbe dovuto inventarsi di sana pianta non avendo passaggi d'asta recenti e meno.

Si lo penso anch'io

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sdy82
Supporter
5 ore fa, El Chupacabra dice:

Il nuovissimo GIGANTE 2021 ufficializza la tesi sul 10 Centesimi 1866 senza segno di zecca:

IMG_20200912_0001.thumb.jpg.6bc89974a6debccba5eb30e3a295aa98.jpg

 

A ben vedere mi sembra di capire che tuttavia la spiegazione dettagliata rimanga solo sulla versione digitale. Dico bene?

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sdy82
Supporter
5 ore fa, Scudo1901 dice:

Sarebbe interessante capire perché il buon Fabio Gigante la classifica solo R (=rara). Perché delle due l'una: (i) o se ne accetta l'esistenza sulla base del suo sempre utile catalogo, ma si accetta anche il fatto che non sia una moneta introvabile e allora forse non merita cosi tanta attenzione ; (ii) o la si continua a credere una gran rarità, ma allora la tesi delle contraffazioni non può essere aprioristicamente accantonata. 

Cerco di seguire il ragionamento del buon Gigante (che in tutta la mia ignoranza ho deciso di fare mio): la moneta viene classificata R perché tale rimane. Basta cercare sul nostro forum. Ogni tanto spunta qualcuno con il pezzo in questione s.s.z. Il problema è che forse troppo in fretta e/o erroneamente abbiamo liquidato quei pezzi come falsi o artefatti sulla base della vulgata comune. E la locuzione "ogni tanto" appena usata coincide con il grado 1 della rarità. Magari si aggiusterà il tutto nei prossimi anni e si passerà a un NC o forse a un R2, o magari si ridefinirà la rarità sulla base degli stati di conservazione. Però, se si accetta lo studio del Gigante - e continuo a dire che non vedo motivi per non accettarlo - cade proprio l'ipotesi n. 2: non si tratta di una grande rarità.

Se il Gigante avesse voluto speculare, avrebbe alzato il grado di rarità. Quindi neanche qui vedo manovre occulte di condizionamento del mercato.

Mi chiedo invece quale sarà la risposta degli altri cataloghi.

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Scudo1901
14 minuti fa, sdy82 dice:

Cerco di seguire il ragionamento del buon Gigante (che in tutta la mia ignoranza ho deciso di fare mio): la moneta viene classificata R perché tale rimane. Basta cercare sul nostro forum. Ogni tanto spunta qualcuno con il pezzo in questione s.s.z. Il problema è che forse troppo in fretta e/o erroneamente abbiamo liquidato quei pezzi come falsi o artefatti sulla base della vulgata comune. E la locuzione "ogni tanto" appena usata coincide con il grado 1 della rarità. Magari si aggiusterà il tutto nei prossimi anni e si passerà a un NC o forse a un R2, o magari si ridefinirà la rarità sulla base degli stati di conservazione. Però, se si accetta lo studio del Gigante - e continuo a dire che non vedo motivi per non accettarlo - cade proprio l'ipotesi n. 2: non si tratta di una grande rarità.

Se il Gigante avesse voluto speculare, avrebbe alzato il grado di rarità. Quindi neanche qui vedo manovre occulte di condizionamento del mercato.

Mi chiedo invece quale sarà la risposta degli altri cataloghi.

Mi pare tutto condivisibile 

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