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Monumenti nelle monete provinciali


gpittini
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Bronzo di Etruscilla che raffigura al rovescio un tempio a quattro colonne che racchiude una statua di Tyche che tiene in mano un timone e una cornucopia (Biblioteca nazionale di Francia, Parigi).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/17359

Province              Asia

Subprovince      Conventus of Smyrna

City        Magnesia ad Sipylum 

Region  Lydia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r.

Reverse inscription         ƐΠ ΑΡΤΕΜΑ ΜΑΓΝΗΤΩΝ ϹΙΠΥΛΟΥ, ϹΤΡ

Reverse design temple with four columns enclosing statue of Tyche standing facing, holding rudder and cornucopia

apollonia

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Bronzo di Etruscilla che raffigura al rovescio un tempio a quattro colonne che racchiude una statua di Cibele con kalathos, stante a sinistra, che regge patera e timpano, tra due leoni seduti accanto a lei (Fitzwilliam Museum, Cambridge (UK)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/16249

Province              Asia

Subprovince      Conventus of Smyrna

City        Magnesia ad Sipylum 

Region  Lydia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r.

Reverse inscription         ƐΠ ϹΤ(Ρ) ΑΡΤƐΜΑ ΜΑΓΝΗΤ(ΩΝ) ϹΙΠΥ(Λ)

Reverse design temple with four columns enclosing statue of Cybele wearing kalathos standing l., holding patera and tympanum, between two lions seated beside her

apollonia

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Bronzo del regno di Decio Traiano con Etruscilla al dritto e al rovescio un tempio a sei colonne con all’interno una statua di Artemide Anaitis frontale, con indosso un kalathos (Bibliothèque nationale de France, Paris (France)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/9/656

Province              Asia

Subprovince      Conventus of Ephesus

City        Hypaepa 

Region  Lydia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ ϹƐΒ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ΥΠΑΙΠΗΝΩΝ ƐΠΙ ϹΤΡ ΦΛ ƐΡΜΟΛΑΟΥ ΝƐΙΚΩ

Reverse design temple with six columns enclosing statue of Artemis Anaïtis standing facing, wearing kalathos

apollonia

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Ipepa (Hypaepa o Hypaipa), sede della zecca del bronzo, era un’antica città della Lidia vicino alla sponda settentrionale del fiume Cayster, a 42 miglia da Efeso. Il nome derivava dalla sua posizione ai piedi del monte Aipos, a sua volta propaggine meridionale del monte Tmolo.

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Nell'88 a. C. Ipepa si ribellò a Mitridate VI del Ponto e fu severamente punita.

Sotto l'imperatore romano Tiberio (14-37 d. C.) Ipepa fu selezionata come candidata per l'ubicazione di un tempio dedicato al culto dell'imperatore, ma fu scartata perché troppo insignificante. In effetti il poeta romano Ovidio contrapponeva la grande città di Sardi a quella che chiamava "piccola Ipaepa": Sardibus hinc, illinc parvis finitur Hypaepis.

Esistono monete di Ipepa del III secolo d. C. fino all'epoca dell'imperatore Gallieno.

A giudicare dal numero di chiese bizantine si può desumere che Ipepa fosse fiorita sotto l’impero bizantino.

Fonte https://en.wikipedia.org/wiki/Hypaepa

apollonia

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Mitologia

Si ritiene che le donne di Ipepa avessero ricevuto dalla dea Afrodite il dono della bellezza delle forme e della danza.

La dea persiana Anahita, identificata con Artemide e quindi chiamata Artemis Anaitis o Artemide persiana, era venerata a Ipepa che aveva fatto parte dell'Impero achemenide. Tuttavia, sotto l'Impero romano, i sacerdoti del tempio portavano nomi greci, non persiani.

Pausania cita un rito eseguito a Ipepa in cui il legno veniva incendiato apparentemente per magia.

Nella città c'era un tempio di Priapo.

Un'iscrizione della sinagoga di Sardi menziona un benefattore che era membro del consiglio di Ipepa, indicando la presenza di una comunità ebraica.

Ovidio colloca a Ipepa la dimora di Aracne prima che fosse trasformata in ragno.

 

Aracne era figlia del tintore di porpora Idmone di Colofone abitante ad Ipepa presso lo Tmolo in Lidia. La sua leggenda, sorta in Lidia, è nota a noi soltanto attraverso autori tardi, e si può riassumere così: Aracne tesseva tanto bene che persino le Ninfe si recavano ad ammirare i suoi lavori, di cui ella era così fiera da vantarsi superiore a Pallade. Questa dea, offesa, trasformatasi in una vecchia, le apparve, consigliandole maggior modestia. Ma Aracne arrivò a sfidare la dea, a lei ancora ignota, chi mostrasse maggiore abilità nel lavoro. Pallade accettò la sfida e, ripresa la sua forma divina, figurò nella sua tela il maestoso consesso degli dei olimpici, mentre Aracne rappresentò nella sua le avventure amorose di alcuni di essi. Irritata per il soggetto scelto da Aracne e per l'eccellenza del lavoro di lei, Pallade ne spezzò la tela e percosse con la spola la fronte di Aracne. Questa volle impiccarsi, ma Pallade la condannò a vivere, pure rimanendo sospesa, e la trasformò in un ragno, che tesse senza posa (cfr. Ovid., Met., VI, 5-145; Serv., ad Georg., IV. 246). Non è impossibile che questa leggenda sia rappresentata nel fregio del Foro Transitorio di Nerva a Roma.

Fonte https://www.treccani.it/enciclopedia/aracne_(Enciclopedia-Italiana)/

apollonia

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Bronzo del regno di Decio Traiano a Samo (Ionia) con Etruscilla al dritto e al rovescio un tempio a quattro colonne con all’interno una statua di Era Samiana in piedi, di fronte, che indossa il kalathos e tiene in mano dei filetti (British Museum, London (UK)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/9/686

Provinc Asia

Subprovince      Conventus of Miletus

City        Samos 

Region  Ionia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ ϹƐΒ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ⳞΑΜΙΩΝ

Reverse design temple with four columns enclosing statue of Samian Hera standing facing, wearing kalathos, having fillets

apollonia

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L’Era di Samo è una delle sculture greche in marmo più antiche dedicata alla dea Era nel santuario di Samo.

Il mito centrale al centro del culto di Era a Samo è quello della sua nascita. Secondo la tradizione locale, la dea nacque sotto un albero di lygos ( Vitex agnus-castus , l'"acasto"). In occasione dell'annuale festa samiana chiamata Toneia , la "legatura", l' immagine di culto di Era veniva legata cerimonialmente con rami di lygos , prima di essere portata in mare per essere lavata. L'albero era ancora presente sulla moneta di Samo in epoca romana e Pausania menziona che l'albero si trovava ancora nel santuario.

apollonia

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Bronzo del regno di Decio Traiano a Filadelfia (Lidia) con il busto di Etruscilla su un crescent al dritto e al rovescio un’edicola a due colonne che racchiude Afrodite nuda, in piedi e di fronte; ai suoi piedi un delfino (Bibliothèque nationale de France, Paris (France)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/9/719

Province              Asia

Subprovince      Conventus of Philadelphia

City        Philadelphia 

Region  Lydia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ ϹƐΒΑϹ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ƐΠΙ ΑΥΡ ΡΟΥΦƐΙΝΟΥ ΠΩΛ Β ΦΛ ΦΙΛΑΔƐΛΦƐΩΝ ΝƐΩΚΟΡΩΝ

Reverse design shrine with two columns, enclosing Aphrodite nude, standing and facing; at her feet, dolphin

apollonia

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Bronzo di Decio Traiano di Sagalasso (Pisidia) con Etruscilla su crescent al dritto e al rovescio una colonna tra due altari (dei Dioscuri), ogni altare decorato con stella e mezzaluna, in edicola; in basso, un serpente che si avvolge a sinistra (British Museum, London (UK)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/9/948

Province              Lycia-Pamphylia

City        Sagalassus 

Region  Pisidia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑ ϹΒ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ϹΑΓΑΛΑϹϹƐΩΝ

Reverse design column between two altars (of the Dioscuri), each altar decorated with star and crescent, in aediculae; below, serpent coiling left

apollonia

 

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Altari dei Dioscuri

Castore e Polluce nell'antico mito greco erano figli di Zeus e Leda. La loro immagine tradizionale è di due atletici giovani nudi con un mantello rosso porpora sulle spalle, armati di lancia o spada, con due cavalli. Sul capo hanno un cappello a punta e una stella tra i capelli. A volte è presente un'anfora chiusa colma di sementi oppure un serpente.

Castore e Polluce fecero parte degli Argonauti, gli eroi che parteciparono con Giasone e Medea alla ricerca del Vello d'oro. Per aver placato una tempesta in quella circostanza, furono considerati protettori dei naviganti. Polluce, celebrato come grande pugile, sconfisse in una gara di pugilato il re dei Bebrici, Amico.
Poco tempo dopo i gemelli fondarono la città a loro dedicata di Dioscuria, in Colchide. I gemelli parteciparono inoltre alla caccia al cinghiale Calidonio, inviato da Artemide a devastare le terre del re Oineo che l’aveva trascurata in un sacrificio in onore degli dei. Inoltre presero parte alla lotta contro l'ateniese Teseo che aveva rapito la loro sorella Elena nascondendola ad Afidne; per premio Zeus concesse loro l'immortalità.

Altari e statue erano innalzati a Castore e Polluce sulle navi per propiziare una navigazione tranquilla. Molti porti, fra cui Ostia e Alessandria, avevano le statue di Castore e Polluce ai due lati dell’ingresso dal mare.

apollonia

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Bronzo di Decio Traiano di Selge (Licia-Panfilia) con Etruscilla al dritto e al rovescio il santuario di Zeus e di Eracle: due alberi sacri in recinti tra la folgore (a sinistra) e la clava (a destra); davanti a ciascun albero un altare; il tutto su un basamento (talvolta scritta Ɛ?) (SNG vA 5317).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/23060

Province              Lycia-Pamphylia

City        Selge 

Region  Pisidia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐ ƐΤΡΟΥϹΚΙΛΛΑΝ ϹƐ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ϹƐΛΓƐΩΝ

Reverse design sanctuary of Zeus and Heracles: two sacred trees in enclosures between thunderbolt (on l.) and club (on r.); before each tree, altar; all on base (sometimes inscribed Ɛ?)

apollonia

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Selge (in greco antico Σέλγη) è stata un'importante città della Pisidia posta sul versante meridionale del Tauro, là dove il fiume Eurimedonte attraversava le montagne per indirizzarsi a sud.

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La zona in cui sorgeva Selge era estremamente fertile e produceva olio e vino in abbondanza, ma la città stessa era di difficile accesso essendo circondata da precipizi e corsi di torrenti che scorrevano verso l'Eurimendote e il Cestro, attraversabili solo mediante ponti. L'acropoli di Selge era chiamata Kosbedion.

Oltre al vino e all'olio, la campagna intorno a Selge era ricca di legname, con una gran varietà di specie tra cui lo storax, molto ricercato perchè emana un profumo intenso. Selge era anche celebre per un unguento preparato con la radice di iris.

Storicamente si ritiene che Selge sia stata una colonia greca in quanto Strabone afferma che fu fondata dagli Spartani, sebbene poi aggiunga l'incomprensibile informazione che era stata fondata precedentemente da Calcante. Le sue eccellenti leggi e costituzione politica permisero a Selge di divenire la più potente e popolosa città della Pisidia, in grado, in una circostanza, di mettere sul campo di battaglia 20.000 uomini. Per questi motivi e per il valore militare dei propri abitanti, ritenuti degnamente imparentati agli Spartiati, i Selgiani non furono mai soggetti a una potenza straniera ma furono sempre liberi e indipendenti. Quando Alessandro Magno passò dalla Pisidia nel 333 a. C., Selge, che all'epoca era in guerra con Termessos, inviò un'ambasciata che guadagnò il suo favore e la sua amicizia.

Nel periodo in cui il generale seleucide Acheo controllava l'Asia minore orientale, Selge era in guerra con Pednelisso, che stava prendendo d’assedio. Acheo fu chiamato in aiuto dagli abitanti di Pednelisso e inviò un grande esercito contro Selge (218 a. C.). Dopo un lungo e vigoroso assedio, i Selgiani, traditi e disperando di resistere ancora a lungo, chiesero la pace ad Acheo che la concesse dietro il pagamento immediato di 400 talenti e la restituzione dei prigionieri di Pednelisso, oltre al pagamento dilazionato di altri 300 talenti.

È strano che Plinio il Vecchio non faccia parola di Selge in quanto è noto dalla sua produzione numismatica che la città era ancora florida sotto Adriano. Fu anche menzionata da Claudio Tolomeo.

Nel V secolo la città è ricordata da Zosimo come piccola, ma era ancora abbastanza forte da respingere un attacco di Goti. Un suo abitante di nome Valentino raccolse alcuni servi abituati ad affrontare i briganti e, sfruttando la conoscenza dei luoghi, ebbero la meglio sui Goti di Tribigildo.

I resti moderni della città sono parti delle mura e dell'acropoli; alcune tracce del ginnasio, della stoà, dello stadio e della basilica sono sopravvissuti, come pure i profili di due templi, ma il monumento meglio conservato è il teatro, che è stato restaurato nel III secolo.

Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Selge

apollonia

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Bronzo del regno di Decio Traiano (Attalea, Panfilia) che raffigura al dritto sua moglie Etruscilla su un crescent e al rovescio un tempio con due colonne che racchiudono la statua di culto di Artemide Perga, di fronte, con il kalathos, tra una mezzaluna e una stella; corpo decorato con fregi di figure; globo nel frontone (Social and Cultural Affairs Welfare Foundation (KIKPE), Athens (Greece)).

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https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coin/23475

Province              Lycia-Pamphylia

City        Attalea 

Region  Pamphylia

Reign    Trajan Decius

Obverse inscription        ƐΡƐΝ ΑΙΤΡΟϹΚΙΛΛΑ ϹƐΒ

Obverse design diademed and draped bust of Etruscilla, r., on crescent

Reverse inscription         ΑΤΤΑΛƐΩΝ

Reverse design temple with two columns enclosing cult statue of Artemis Perga, facing, wearing kalathos, between crescent and star; body decorated with friezes of figures; globe in pediment

apollonia

 

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Antalya (o Adalia, in greco: Αττάλεια, traslitterato: Attália) è una città della Turchia capoluogo della provincia omonima, situata sul golfo di Adalia alle pendici dei monti del Tauro occidentale.

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I primi insediamenti in questa zona risalgono al Paleolitico, ma secondo altre fonti la città fu abitata per la prima volta nel Neolitico. Questi insediamenti furono importanti durante la dominazione Ittita e crebbero molto anche durante la guerra di Troia. Quando l’impero ittita tramontò, nella zona si crearono tante città stato. Tra il 560 e il 546 a. C. questa regione venne dominata dai Lidi, abitanti della zona posta ad occidente della Frigia, sul mar Egeo, a nord della Caria e a sud della Misia, che comprendeva le principali città ionie, adottandone pure i costumi, ma in seguito venne conquistata dai Persiani che distrussero lo Stato della Lidia. Tale situazione perdurò fino a quando Alessandro Magno conquistò l’Anatolia nel 334-333. Dopo la sua morte nel 323 a. C. la regione che spettava ad Antigono, uno dei suoi generali, dopo la battaglia di Ipsos nel 301 a. C. passò sotto la dominazione dei Tolemaici e poi dei Seleucidi. In seguito passò al regno di Pergamo il cui re, Attalo III, costruì la città di Attaleia o Attalia, come base navale, e nel 133 a. C., con il fine del reame di Pergamo, Attaleia diventò indipendente per poi passare nelle mani dei corsari.  Nel 77 a. C. venne inglobata nelle terre dell’Impero Romano, nel 67 a. C. ospitò Pompeo e nel 130 d. C. l’imperatore Adriano. 

apollonia

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