[color="green"]PREMESSA
Quello che segue è semplicemente un estratto della normativa vigente che riguarda “anche” il settore “Numismatica”.
(Omissis: vedi 1^ “puntata”)
Nel tentativo di rendere maggiormente immediata la fruibilità del testo si è pensato di evidenziare in [/color][b]grassetto[/b] [color="green"]gli argomenti più interessanti ed in [/color][color="red"]rosso [/color][color="green"]quelli ritenuti di maggiore importanza.[/color][color="green"]
Tali valutazioni sono ovviamente del tutto personali, così come personali sono le note riportate in [/color][color="blue"]blu [/color].
Nonostante il lavoro di selezione, il risultato ottenuto resta eccessivamente corposo pertanto è stato suddiviso in più..... "puntate", questa è la quarta :

Capo VI [b]Ritrovamenti e scoperte[/b]
Sezione I Ricerche e rinvenimenti fortuiti nell'ambito del territorio nazionale

Articolo 88 Attività di ricerca
1. [b][color="red"]Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate all'articolo 10 in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero[/color].[/b]
3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un'indennità per l'occupazione, determinata secondo le modalità stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità. [b]L'indennità può essere corrisposta in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato[/b] .

[color="blue"](Note: Pare evidente che in “opere per il ritrovamento delle cose…” siano comprese le ricerche effettuate con l’ ausilio di metaldetector e quant’ altro…….).[/color]

Articolo 89 Concessione di ricerca
1. Il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e delle opere indicate nell'articolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
5. La concessione prevista al comma 1 può essere rilasciata anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.

Articolo 90 Scoperte fortuite
1. [b]Chi scopre [color="red"]fortuitamente[/color] cose immobili o mobili indicate nell'articolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero all'autorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute.[/b]
2. [b]Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dell'autorità competente e, ove occorra, di chiedere l'ausilio della forza pubblica.[/b]
3. [b]Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 e' soggetto ogni detentore di cose scoperte [color="red"]fortuitamente[/color].[/b]
4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.

[color="blue"](Nota: Per “scoperta fortuita” si intende evidentemente un ritrovamento casuale e superficiale dell’ oggetto-moneta, dunque in assenza di un qualsiasi scavo eseguito allo scopo di poter effettuare il ritrovamento, unica alternativa possibile potrebbe essere il rinvenimento di oggetti durante l’ effettuazione di scavi finalizzati ad altri scopi come ad esempio lavori agricoli o urbanistici ecc.. A voler essere pignoli …. nel comma 3 si fa riferimento agli obblighi previsti nei commi 1 e 2, mentre nel comma 1 non è specificato alcun obbligo, tutt’ al più può essere sottinteso nel “ne fa denuncia” ecc. [anche se fare leggi con i sottintesi…… non è il massimo!] e nel comma 2 si parla specificatamente di “facoltà”).[/color]

Articolo 91 Appartenenza e qualificazione delle cose ritrovate
1. [b]Le cose indicate nell'articolo 10, [color="red"]da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo o sui fondali marini, appartengono allo Stato e, a seconda che siano immobili o mobili, fanno parte del demanio o del patrimonio indisponibile, ai sensi degli articoli 822 e 826 del codice civile[/color].[/b]
2. Qualora si proceda per conto dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali o di altro ente o istituto pubblico alla demolizione di un immobile, tra i materiali di risulta che per contratto siano stati riservati all'impresa di demolizione non sono comprese le cose rinvenienti dall'abbattimento che abbiano l'interesse di cui all'articolo 10, comma 3, lettera a). E' nullo ogni patto contrario.

Articolo 92 Premio per i ritrovamenti
1. [b]Il Ministero corrisponde un premio non superiore al quarto del valore delle cose ritrovate:[/b]
a ) [b]al proprietario dell'immobile dove e' avvenuto il ritrovamento[/b] ;
b ) [b]al concessionario dell'attività di ricerca, ai sensi dell'articolo 89[/b] ;
c ) [b][color="red"]allo scopritore fortuito che ha ottemperato agli obblighi previsti dall'articolo 90[/color][/b] .
2. Il proprietario dell'immobile che abbia ottenuto la concessione prevista dall'articolo 89 ovvero sia scopritore della cosa, ha diritto ad un premio non superiore alla metà del valore delle cose ritrovate.
3. [b]Nessun premio spetta allo scopritore che si sia introdotto e abbia ricercato nel fondo altrui senza il consenso del proprietario o del possessore.[/b]
4. [b][color="red"]Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate[/color].[/b] In luogo del premio, l'interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare, secondo le modalità e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

[color="blue"](Nota: Se siete contemporaneamente “scopritori fortuiti” e proprietari del fondo in cui avete trovato una moneta antica, che è comunque proprietà dello Stato, potreste ottenere in premio non più della metà del suo valore, a condizione che ne abbiate denunciato il ritrovamento o effettuata la consegna [se però vi fermano per strada e vi trovano la moneta, vi crederanno se dite che state andando a consegnarla?], che abbiate provveduto alla sua conservazione, ecc., se non siete proprietari del fondo….. non vi spetta nulla se non avete il permesso del proprietario, e, almeno in via teorica, non vi spetterebbe nulla nemmeno se aveste il suo permesso in quanto il ritrovamento non sarebbe più casuale/fortuito, ma conseguente ad una “attività di ricerca”, anche se privi di attrezzature! [infatti se avete chiesto il permesso al proprietario….. significa che siete partiti con l’ intenzione di cercare….. dunque….siete partiti “col piede sbagliato……. Ed il ritrovamento non sarebbe più casuale o fortuito……])[/color]

Articolo 93 Determinazione del premio
1. [b]Il Ministero provvede alla determinazione del premio spettante agli aventi titolo ai sensi dell'articolo 92, previa stima delle cose ritrovate.[/b]
2. In corso di stima, a ciascuno degli aventi titolo e' corrisposto un acconto del premio in misura non superiore ad un quinto del valore, determinato in via provvisoria, delle cose ritrovate. L'accettazione dell'acconto non comporta acquiescenza alla stima definitiva.
3. Se gli aventi titolo non accettano la stima definitiva del Ministero, il valore delle cose ritrovate e' determinato da un terzo, designato concordemente dalle parti. Se esse non si accordano per la nomina del terzo ovvero per la sua sostituzione, qualora il terzo nominato non voglia o non possa accettare l'incarico, la nomina e' effettuata, su richiesta di una delle parti, dal presidente del tribunale del luogo in cui le cose sono state ritrovate. Le spese della perizia sono anticipate dagli aventi titolo al premio.

[color="blue"](Nota: Questa sezione della legge è molto probabilmente quella che maggiormente può interessare il collezionista (ovviamente di monete “antiche”), sia che questi appartenga alla “schiera” di coloro che hanno iniziato in seguito ad un ritrovamento, e sia a quelli che appartengono alla “schiera” di quanti esclusivamente acquistano, ma che non sempre, o meglio quasi mai, possono avere la certezza [documentata in modo inoppugnabile] che quanto acquisito non sia di provenienza “fortuita” [che letteralmente significherebbe “illegale”], ma anche di quanti si avvicinano a questa materia [la numismatica] nel modo più discusso: il “fai da te”.
L’ argomento non è facile da disquisire, tantomeno è facile schierarsi senza, a mio avviso, incorrere in contraddizioni.
D’ altra parte non ci si può neppure illudere [ipocritamente ?] che la montagna di monete antiche in circolazione sia sempre la stessa che passa di mano, anche se oggi dall’ Est …… ma anche su queste pesa il dubbio di una eventuale illegittimità!
Dunque, se è vero che è ammirevole il tentativo di contrastare (purtroppo con esiti dubbi) il saccheggio ai danni del nostro patrimonio archeologico messo in atto dai famigerati tombaroli, fautori di devastazioni criminali, è anche vero che andrebbe fatta una distinzione con quanti vorrebbero dedicarsi alla raccolta (e conservazione) di resti (monete) contenuti nello strato superficiale del terreno.
Ovviamente è più facile (o semplicistico) vietare tutto, a scanso di “equivoci”, tranne poi dare l’ assenso ad opere completamente distruttive (sterri, scavi, ecc.), quando si tratta di rinvenimenti di “scarsa importanza” (che sono quelli presi di mira dai “tombaroli”-non tombaroli): si preferisce che quanto contenuto nel sito non importante venga distrutto ma non si permette di effettuarvi delle “ricerche” nello strato superficiale…….
Per contro è vero anche che non pochi “cercatori” si pongono come fine esclusivo quello del commercio dei materiali eventualmente rinvenuti e ben poco si curano di come ottenere tale risultato (cosa che a mio avviso li distingue, in senso negativo, da quanti perlomeno collezionano, catalogano e annotano anche il luogo del rinvenimento, pur essendo dalla legge considerati sullo stesso piano…..).
Certo se non fosse per le solite pastoie burocratiche, se non ci fosse il rischio (o meglio la certezza) di essere considerati criminali, una buona parte di questi “cercatori” non avrebbe alcun vantaggio a commercializzare illegalmente tali monete ad un prezzo irrisorio rispetto a quello di mercato, qualora gli fosse concessa la possibilità di “denunciare” i ritrovamenti con la prospettiva di essere adeguatamente ricompensati (a mio avviso un quarto del valore sarebbe certo molto di più di quanto possano ottenere illegalmente) o anche semplicemente autorizzati a mettere nella propria collezione tali oggetti, o anche, al limite, essere autorizzati a metterli in commercio (qualora non siano ritenuti di particolare interesse), consentendo in questo modo di “documentare” la provenienza ed i successivi “passaggi” dell’ oggetto (ovvio che chi volesse vendere dovrebbe, in questo caso, assoggettarsi all’ obbligo di tenere un registro delle “cessioni” e di allegare all’ oggetto una adeguata documentazione descrittiva ecc.).
Probabilmente però tutti preferiscono che tutto resti com’è: il legislatore che vieta tutto a scanso di “equivoci”, le soprintendenze che si evitano una mole di lavoro (di verifica) probabilmente “insostenibile”, gli archeologi che mantengono così il “monopolio” (pur non interessandosi a quel genere di ritrovamenti, ma solo a scavi veri e propri, come d’ altronde è logico che sia), eventuali esecutori di opere di scavo (agricoltori, imprese, ecc.) che mai saranno perseguiti per danneggiamenti, né mai sono controllati se non dopo reiterate comunicazioni alle soprintendenze da parte di qualche “folle” appassionato, ……. Ma anche i “cercatori” che probabilmente amano il “brivido dell’ illecito”, pur sapendo benissimo che l’ eventualità di essere “pizzicati” in questo gioco di guardie e ladri è praticamente zero……….., (quest’ ultima è una battuta!)[/color]