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Barba.85

Fals arabo - bizantini da cosa deriva questo nome?

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Barba.85

Perdonate l'ignoranza...

Negl'ultimi tempi, a causa di letture personali mi sto' interessando a quel periodo storico che va tra il V e VII secolo ovvero la fine definitiva del mondo antico e l'alba del medioevo. In particolar modo ho interesse per il mondo bizantino e tutto cio' che gravito' attorno ad esso in quel periodo.

Premesso cio' mi incuriosisce questa moneta coniata dagl'arabi dopo aver annesso mezzo impero romano d'oriente: il FALS!

Da cosa deriva questo nome? Ha a che vedere con il significato di falso? Veniva definita cosi' sll'epoca?

Grazie.

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okt
9 ore fa, Barba.85 dice:

Perdonate l'ignoranza...

Negl'ultimi tempi, a causa di letture personali mi sto' interessando a quel periodo storico che va tra il V e VII secolo ovvero la fine definitiva del mondo antico e l'alba del medioevo. In particolar modo ho interesse per il mondo bizantino e tutto cio' che gravito' attorno ad esso in quel periodo.

Premesso cio' mi incuriosisce questa moneta coniata dagl'arabi dopo aver annesso mezzo impero romano d'oriente: il FALS!

Da cosa deriva questo nome? Ha a che vedere con il significato di falso? Veniva definita cosi' sll'epoca?

Grazie.

No, non c'entra il falso. Significa piccola moneta. Secondo alcuni فلس (fals) deriva dal greco follis (φόλλις). Il plurale, fulùs (فُلُوس), è usato per indicare la ricchezza. ma in vari dialetti si usa massàri, che deriverebbe da Misr (l'Egitto), un tempo tradizionalmente ricco.

Edited by okt

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Barba.85

Dovevo immaginarlo... ma per non so quale motivo lo volevo associare alla parola latina falsus. Non ho pensato che si trattava di un mondo a trazione arabo - greca.

Mille grazie!

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Poemenius

la monetazione di questo periodo è molto interessante, ho scritto una sintesi in italiano che uscirà tra un mesetto... comunque mi hanno sempre molto affascinato le monete "decristianizzate" ovvero quelle che sono copia delle bizantine, ma con le croci varie sostituite da altri simboli e/o oggetti....

4460456.jpg

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Crine
Supporter
Il 18/11/2020 alle 09:24, Poemenius dice:

la monetazione di questo periodo è molto interessante, ho scritto una sintesi in italiano che uscirà tra un mesetto... comunque mi hanno sempre molto affascinato le monete "decristianizzate" ovvero quelle che sono copia delle bizantine, ma con le croci varie sostituite da altri simboli e/o oggetti....

4460456.jpg

Scusa, ma chi le coniava queste monete e perché? Quanto valevano? Sono contemporanee ai solidi originali che vengono "imitati"? La zecca non credo sia Costantinopoli anche per loro.. 

Edited by Crine

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Poemenius

sono imitazioni dette "arabo-bizantine" la cui coniazione avvenne tra la fine del regno di Eraclio e la fine del VII secolo.

certamente il "solido" in oro era ancora coniato e circolante nell'impero bizantino...questa imitazione è però coniata dagli arabi

erano di un buon oro, e di un peso leggermente inferiore al solido...spesso tendono ad essere 0.15 o 0,20 grammi in meno ... direi 22 o 23 silique rispetto alle 24 canoniche, ma non ho un dato preciso e verificato, vado a memoria

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Crine
Supporter

Che cosa strana.. Gli arabi coniavano monete che evidentemente non erano solidi Bizantini ma gli somigliavano.. E scrivevano Victoria Augg e anche conob in esergo (che immagino serva a dire che anche loro usano oro puro..) Una moneta simile a un'altra, ma diversa, non una falsificazione. Ho sempre pensato, da ignorante, che le cosiddette imitative fossero falsificazioni di monete che esistevano, contraffazioni fatte altrove diciamo. Invece forse, se queste sono imitative, sono solo monete chiaramente diverse che però somigliano ad altre.. È questa la definizione di imitativa e quelle arabo-bizantine sopra lo sono? 

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numa numa

Devi pensare che la moneta e’ fortissima, supera il momento politico e a volte anche quello storico.

gli arabi erano i conquistatori all’epoca ma non avevano moneta propria. Se avessero imposto una loro moneta in quel momento non sarebbe stata accettata decretandone cosi il fallimento.

Cosa hanno fatto allora? Hanno mutuato la moneta regina dell’epoca: il solido bizantino replicandolo come titolo ( oro), peso e tipi. Solo chd per differenziarsi e ribadire ‘chi’ stava governando la zona hanno personalizzato le raffigurazioni:

lo sceicco con la scimitarra sguainata e al rovescio sostituendo la parte terminale della croce sui gradini con un ‘palloncino’ 

d’altra parte non potevano accettare il simbolo - la croce - che rappresentava la cristianita’ che venivano combattendo.

all’apparenza le due monete erano molto molto simili e quindi andavano bene per i commerci che avrebbero accettato la nuova moneta non vedendone troppo la differenza se non per questi particolari esteriori. Solo dopo alcuni decenni di consolidamento del potere e della loro espansione, rapidissima, nel mondo medio orientale allora conosciuto , avrebbero coniato il dinar che da li in poi sarebbe divenuto la loro moneta di riferimento e una delle monete piu’ diffuse nel commercio internazionale dell’epoca e e per parecchi secoli.. 

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Crine
Supporter

Ma quindi quelle monete arabo-bizantine qui sopra sono definibili come "imitative", o per imitativo si intende un altro concetto? 

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numa numa

Si possono essere definite come imitative mutuando tipi e standard dalle monete cui intendono affiancarsi 

non dimentichiamo infatti che il solido bizantino continua ad essere pienamente coniato ed a circolare, in questi secoli, in un’amplissima area. 
solo quando gli arabi introdurranno il dinar - nell’anno dell’Egira 77 (683-84 AD) - si affrancheranno completamente dalla valuta bizantina. E comunque il peso, di 4.25 gr era basato su quello del solido bizantino per renderne piu’ facile la circolazione. 

Edited by numa numa

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Poemenius

le definizioni sono sempre complesse... e comunque andrebbe prima fatto un fondamentale discorso su quale fosse il ruolo della moneta "romana" (in senso ampio, anche di quella che comunemente chiamiamo bizantina), nel sentire comune...

è un ampio discorso, ma di fatto era un modello al quale rifarsi.... o dal quale discostarsi nettamente per scelta politica, ma questo accadeva rarissimamente

tutti i popoli "romano barbarici" o "vicini" attraversano una fase imitativa, nella quale si coniano monete ad imitazione di quelle imperiali

alcune popolazioni passano una fase "quasi-imperiale" nella quale inseriscono temi nuovi e iconografie non romane

spesso si arriva a una fase "regale o propria" 

l'imitazione non è per forza tale in senso fraudolento...e per comprendere questo bisogna veramente comprendere cosa rappresentasse per i contemporanei la monetazione omano bizantina in termini di iconografia, peso e misura etc

non amo farmi pubblicità, ma in questo volume in uscita c'è un mio articolo che parla proprio di tutti questi popoli... i bizantini e gli altri....

come da accordi con l'editore D'Andrea, il libro esce tra 7 giorni, e a metà 2021 potrò caricare il mio articolo su academia....quindi non è una vera marchetta ;)

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Crine
Supporter
56 minuti fa, Poemenius dice:

le definizioni sono sempre complesse... e comunque andrebbe prima fatto un fondamentale discorso su quale fosse il ruolo della moneta "romana" (in senso ampio, anche di quella che comunemente chiamiamo bizantina), nel sentire comune...

è un ampio discorso, ma di fatto era un modello al quale rifarsi.... o dal quale discostarsi nettamente per scelta politica, ma questo accadeva rarissimamente

tutti i popoli "romano barbarici" o "vicini" attraversano una fase imitativa, nella quale si coniano monete ad imitazione di quelle imperiali

alcune popolazioni passano una fase "quasi-imperiale" nella quale inseriscono temi nuovi e iconografie non romane

spesso si arriva a una fase "regale o propria" 

l'imitazione non è per forza tale in senso fraudolento...e per comprendere questo bisogna veramente comprendere cosa rappresentasse per i contemporanei la monetazione omano bizantina in termini di iconografia, peso e misura etc

non amo farmi pubblicità, ma in questo volume in uscita c'è un mio articolo che parla proprio di tutti questi popoli... i bizantini e gli altri....

come da accordi con l'editore D'Andrea, il libro esce tra 7 giorni, e a metà 2021 potrò caricare il mio articolo su academia....quindi non è una vera marchetta ;)

Bella spiegazione, grazie mille! 

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