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Paleologo

"Storia delle Crociate" di S. Runciman

Risposte migliori

Paleologo

Poco tempo fa ho finito di leggere la "Storia delle Crociate" di Sir Steven Runciman, un'opera molto conosciuta e fondamentale non solo per le sue qualità storiche e narrative ma perchè fu la prima opera "occidentale" a utilizzare in modo sistematico le fonti arabe per lo studio di questo periodo.

Devo dire che la lettura è per molti aspetti sconvolgente: la figura romantica e idealizzata del Cavaliere Crociato ne esce decisamente a pezzi. In effetti quasi tutte le grandi figure storiche del periodo ne escono malconce, forse con la sola eccezione di due personaggi che all'epoca (e di conseguenza nella nostra tradizione) erano considerati due supercattivi: l'imperatore di Bisanzio Alessio Comneno e il curdo Salah ed-Din, vale a dire il Feroce Saladino.

Ma quando veramente vengono i brividi, pensando che queste figure nella nostra tradizione sono state considerate la quintessenza della nobiltà e della virtù, è a leggere le gesta dei Cavalieri della prima crociata, i Normanni della casa d'Altavilla in primo luogo: avventurieri sanguinari e crudeli, mossi non tanto da aspirazioni spirituali quanto dal desiderio di crearsi un regno oltremare perchè in patria gli era precluso, arroganti, rissosi, incapaci di tenere fede alla parola data, spesso incompetenti anche militarmente, assolutamente barbari. Il racconto delle stragi sistematiche compiute ai danni di musulmani, ebrei e (ebbene sì) cristiani di rito orientale durante la marcia di avvicinamento a Gerusalemme lascia senza parole.

Alla fine viene spontaneo riflettere sul potere della propaganda: per noi occidentali, spesso ancora adesso, le Crociate sono considerate soprattutto un'epopea di gloria, di spiritualità, di splendide virtù cavalleresche. Per i discendenti di chi allora stava dall'altra parte (inclusi i cristiani orientali) quel periodo è l'analogo di quello che per l'Occidente sono state le invasioni barbariche!

Cosa ne pensate? E' una visione troppo cinica?

Ciao, P. :)

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petronius arbiter
Cosa ne pensate? E' una visione troppo cinica?

206361[/snapback]

Secondo me, no.

Non ho letto il libro, ma ho sempre pensato che le Crociate fossero nulla più che una guerra di conquista mascherata dietro il pretesto religioso.

Le tesi riportate da Runciman non fanno che confermare queste mie idee, vedrò di procurarmi il libro ;)

ciao.

petronius :)

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Newton

A quei tempi si diceva che le crociate servivano a liberare il S.Sepolcro e a convertire gli infedeli. Oggi invece si dice che le guerre servono a "esportare la democrazia". Cambiano le parole ma la sostanza, e la storia, sono sempre quelle.

Non sei cinico Paleologo, solo realista e obiettivo.

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mmon
Alla fine viene spontaneo riflettere sul potere della propaganda: per noi occidentali, spesso ancora adesso, le Crociate sono considerate soprattutto un'epopea di gloria, di spiritualità, di splendide virtù cavalleresche. Per i discendenti di chi allora stava dall'altra parte (inclusi i cristiani orientali) quel periodo è l'analogo di quello che per l'Occidente sono state le invasioni barbariche!

Cosa ne pensate? E' una visione troppo cinica?

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Non è una visione troppo cinica, ma realistica. Illudersi che in una qualunque contesa vi sia una parte che ha tutte le ragioni (morali, spirituali, etiche ecc.) e un'altra tutti i torti, è perlomeno ottimistico e riduttivo.

Peraltro chi scrive la storia la scrive dal suo punto di vista, e spesso gli scritti degli storici sono funzionali agli interessi dei poteri e della cultura che li circonda.

E questo ovviamente non capita solo in occidente, moderno o antico.

Consiglio a tutti la lettura di un bel libro edito da Einaudi nel 1963, intitolato "Storici arabi delle Crociate", che contiene testi di storici arabi scelti da Franco Gabrielli (che li ha anche tradotti). Se lo si legge con attenzione, anche da questa parte si rilevano iperboli assurde contro il nemico. La lettura è comunque interessante.

PS in questo caso specifico, comunque la si rigiri, tra un'esagerazione e l'altra, resta il fatto che gli occidentali erano gli invasori e gli arabi gli invasi.

Ma come sappiamo tutti, oggi sei invasore e domani invaso, a prescindere dalla retorica più o meno reboante che metti intorno a questi fatti.

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Horben Tumblebelly

Alla fine viene spontaneo riflettere sul potere della propaganda: per noi occidentali, spesso ancora adesso, le Crociate sono considerate soprattutto un'epopea di gloria, di spiritualità, di splendide virtù cavalleresche. Per i discendenti di chi allora stava dall'altra parte (inclusi i cristiani orientali) quel periodo è l'analogo di quello che per l'Occidente sono state le invasioni barbariche!

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Direi un pò spropositata come descrizione.

D'accordo che alcuni rapporti si sono incrinati particolarmente dopo le crociate, mi riferisco agli ortodossi con la deviazione a Bisanzio ("incompiuta" del 1204), e ai Cristiani di rito copto e maronita che ne hanno passate di belle soprattutto in Giudea, ma ricordate che i Musulmani hanno sottratto a bisanzio con la forza la Palestina e la Siria... stessa storia quindi.

Quasi tutti i signori partivano per i loro interessi, ma molti nobili (medio-alta aristocrazia) vi hanno partecipato perchè davvero lo sentivano, impegnando feudi e castelli, spesso tutti i loro averi.

E non dimentichiamo Hugo di Payns e di lì tutti gli Ordini che sono nati per la difesa dei "nostri" pellegrini.

Vorrei dire una cosa, è vero che i pellegrinaggi verso la Terra Santa erano di diversi secoli anteriori alla I crociata, ma i cari Islamici, nel X e XI secolo hanno iniziato a dare molto più fastidio ai pellegrini.

Secondo il mio modesto parere comunque ha prevalso di gran lunga lo spirito vero della fede.

L' Iter Hierosolymitanum, non dimentichiamo spesso era preceduto da fenomeni di visione mistica collettiva, interi cittadine, soprattutto nella Champagne ed in Fiandra.

Non dimentichiamo che non solo Saladino ha fatto piangere i crociati, ma anche molti altri capi, per esempio Norandino (Nur-al-Din), Al-Adil, Baibars... E poi quei disgraziati della Setta degli Assassini.

Però è giusto non dimenticare i massacri in Germania degli Ebrei, qualche storico modenro continua a negarlo (bah...).

E' così affascinante questo periodo storico, veramente il periodo più "medioevale" di tutti :) .

Mi piace ricordare anche il mega criticato e geniale Federico II (un "califfo" battezzato), ma ci sono troppo affezionato per parlarne male :D

Perdonatemi, ma voglio concedermi una licenza con una vena polemica... :)...Peccato che l'Islam è retrocesso rispetto a quell'epoca di fasti...

:ph34r: <_<

:P

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Horben Tumblebelly

ah, non dimentichiamoci che 239 anni prima i Musulmani addirittura cercarono di conquistare Roma (qualcuno di loro ci crede ancora, ma fortunatamente c'è gente in giro come me che proprio non è d'accordo ;) ), :D, le cose sono andate male per loro...hanno preso una bella mazziata con la battaglia navale di Ostia.

Per cui alla domanda se le Crociate sono sbagliate, io rispondo una guerra come tante altre (anche se un pò più lunga).

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yafet_rasnal

Il periodo non era gentile. E non ha senso parlare di buoni o cattivi, perche' non ce n'erano. E' come fra due bambini che litigano decidere chi ha iniziato.

Un esempio? Per tutto il periodo a cavallo fra X e XI secolo la Puglia fu raziate da orde barbare che non di rado distruggevano i villaggi uccidendo o deportanto come schiavi tutti i residenti, donne e bambini inclusi. Diversa era stata la situazione quando in Puglia c'era stato l'emirato arabo.

Era comune essere buoni in patria e dimenticarsi della morale fuori, sia per i combattenti cristiani che arabi.

Quindi secondo me vanno analizzati i singoli personaggi piuttosto che i gruppi.

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Horben Tumblebelly
Quindi secondo me vanno analizzati i singoli personaggi piuttosto che i gruppi.

206573[/snapback]

Perfettamente d'accordo.

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Sobek89

Ciao a tutti!

Secondo me le crociate sono affascinati dal punto di vista storico: con esse nacquero vari ordini, come i templari (fondati nel 1119 da Ugo di Payns e da altri 9 cavalieri, che inizialmente si facevano chiamare "i poveri cavalieri di Cristo"), che ci affascinano ancor oggi con i loro irrisolti enigmi; compaiono grandi condottieri e uomini dalle affascinati personalità come Riccardo Cuor di Leone, il Saladino, Federico II, Goffredo di Buglione ecc... d'altra parte non si può negare che durante le crociate si consumarono violenze di ogni tipo, massacri immotivati di persone innocenti e chi più ne ha ne metta.

Le crociate nascono quando Urbano II, reduce da un viaggio in Occitania, parla ad un concilio (riunitosi, se non erro a Clermont). Egli si scagliò conto i chierici che trafficavano con i beni della chiesa, contro i nobili costantemente in contrasto con le leggi della Chiesa e che non facevano altro che combattersi fra loro per terre ed oro, contro coloro che vivevano nella lussuria e nel peccato.

Ma dato che per ogni peccato vi è remissione perchè, invece di uccidersi fra loro, propose Urbano II, questi cavalieri, buoni solo a fare la guerra non vanno in Terra Santa a liberare il Santo Sepolocro?

Quindi non è il desiderio di liberare i luoghi santi ai cristiani, almeno non subito e non per tutti, a dare inizio alle crociate, ma bensì il desiderio di spostare "all'estero" una situazione che ormai stava sfuggendo di mano alla Chiesa. Una soluzione geniale. Penso sia importante sottolinearlo.

E allora, come disse Urbano II durante il sermone: "Questo grido si alzi da tutti i soldati del Signore: E' la volontà di Dio!". Una frase che, più o meno indirettamente, causò la perdita di molte vite.

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Rob_erto
Secondo il mio modesto parere comunque ha prevalso di gran lunga lo spirito vero della fede.

L' Iter Hierosolymitanum, non dimentichiamo spesso era preceduto da fenomeni di visione mistica collettiva, interi cittadine, soprattutto nella Champagne ed in Fiandra.

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Anche secondo me questo aspetto è molto importante: gran parte di coloro che parteciparono erano semplici contadini, gente alla buona, per lo più analfabeta, male armata e poco o niente addestrata; tutti alla ricerca di una redenzione dai propri peccati o dell'opportunita di garantirsi un posto in paradiso. Che poi queste moltitudini venissero manipolate per motivi politici ed economici è a mio avviso altrettanto vero.

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commodo

e probabilmente anche bande di ladri, assassini e disperati, che poi andavano a creare situazioni di totale divergenza di intenti rispetto agli "scopi delle Crociate" che per quanto riguarda il ceto aristocratico partivano dai "buoni propositi" di difesa dei luoghi Santi dalle orde Mussulmane o dai "cattivi". Oggigiorno, ancora cerchiamo di capire dove e chi sono i cattivi....assistiamo ad uno scontro terribile di culture dove da parte nostra continua l'arroganza di esportazione di "finte" democrazie (insieme comunque a tantissime cose valide) mentre da parte "loro" la coltivazione dell'odio e manipolazione delle menti sotto l'egida della religione che sembra più fanatismo che vera fede dettata dal concetto base dell'amore predicato da tutte le religioni.

Modificato da commodo

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simone
A quei tempi si diceva che le crociate servivano a liberare il S.Sepolcro e a convertire gli infedeli. Oggi invece si dice che le guerre servono a "esportare la democrazia". Cambiano le parole ma la sostanza, e la storia, sono sempre quelle.

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Hai maledettamente ragione :(

Peccato che l'Islam è retrocesso rispetto a quell'epoca di fasti...

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Anche (e soprattutto) per colpa delle potenze occidentali (un solo esempio, il sistema dei mandati successivo alla prima guerra mondiale :angry: ).

Se solo l'Islam ritrovasse la sua unità.....

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Horben Tumblebelly
Peccato che l'Islam è retrocesso rispetto a quell'epoca di fasti...

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Anche (e soprattutto) per colpa delle potenze occidentali (un solo esempio, il sistema dei mandati successivo alla prima guerra mondiale :angry: ).

Se solo l'Islam ritrovasse la sua unità.....

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Non sia mai Iddio voglia una cosa del genere!

Che fastidio le frecciatine post-comuniste alle potenze occidentali!

Simone spero ti renda conto di quello che hai scritto...mi permetto di dire che è una cosa irresponsabile.

Sono sconvolto.

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simone

No Gionata, non mi hai capito.

Intendevo dire che il fondamentalismo islamico, a mio avviso, è nato a causa della spartizione dell'Impero Ottomano. Se non fosse avvenuto, credo che oggi non ci sarebbero i problemi che ci sono.

Ovvio, che le cause primarie di tutto ciò vanno ricercate nel declino ottomano, e non in occidente.

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Newton

Posso chiedere una cosa? Non cominciamo anche su questo forum con la storia dei comunisti e dei fascisti...vi prego...almeno qui no....ai tempi delle crociate i comunisti e i fascisti non c'erano ancora...e nemmeno in Palestina nel 1918...vi prego...vi prego...

Modificato da Newton

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Paleologo
Intendevo dire che il fondamentalismo islamico, a mio avviso, è nato a causa della spartizione dell'Impero Ottomano.

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Questo è un concetto interessante ma discutibile. A me risulta che i Fratelli Musulmani, che sono in genere considerati la prima organizzazione moderna di ispirazione fondamentalista (o per meglio dire integralista? la questione andrebbe chiarita una volta per tutte) nacquero in Egitto verso la fine del XIX secolo, quindi in una fase in cui l'Impero Ottomano era sicuramente in decadenza ma ancora non nella fase finale della sua dissoluzione. Hai voglia di approfondire?

Ciao, P. :)

PS. Ovviamente mi associo all'appello di Newton...

Modificato da Paleologo

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Newton

Da una rapidissima ricerca su internet, ho visto che i Fratelli Musulmani sono nati in Egitto nel 1928, come movimento di protesta contro il governo anglo-egiziano.

All'epoca infatti l'Egitto era un governo formalmente indipendente, di fatto sotto l'egida dell'impero britannico.

I Fratelli Musulmani vedevano nella riaffermazione dell'etica coranica un modo per liberarsi da un governo debole e corrotto.

Non era in sè un fermento nuovo nel mondo nord-africano, basti pensare che l'insurrezione del Mahdi, scoppiata 40 anni prima in Sudan, voleva combattere il governo egiziano-sudanese sempre in nome dell'Islam.

Se posso azzardare un'interpretazione, la decadenza dell'impero Ottomano, e, ancora di più, l'affermarsi del governo laico e occidentalizzante di Kemal Ataturk aveva lasciato un vuoto nell'immaginario sociale e politico del mondo arabo, un vuoto reso ancora più evidente dal tramonto dell'utopia pan-araba che aveva animato la ribellione saudita contro gli stessi ottomani. Di fatto gli arabi non erano ancora pronti per dare vita a una grande nazione pan-araba, nè gli inglesi erano disposti a concederlo, nè i sauditi erano interessati a questo.

Anche oggi secondo me Bin Laden è un'ulteriore espressione di questo confuso pan-arabismo, infatti vuole rifondare il califfato, come ha più volte detto. E anche Bin Laden ha intrattenuto in passato rapporti con le potenze occidentali così come i sauditi li avevano intrattenuti con l'impero britannico.

Questo per dire che la storia dei rapporti fra occidente e mondo arabo è fatto sicuramente di grandi personaggi, grandi scontri e ancora più grandi ambiguità.

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Paleologo
Questo per dire che la storia dei rapporti fra occidente e mondo arabo è fatto sicuramente di grandi personaggi, grandi scontri e ancora più grandi ambiguità.

215074[/snapback]

Ed è così da almeno un migliaio di anni... :rolleyes:

Ciao, P. :)

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Horben Tumblebelly

Dipende da che volete intendere per fondamentalismo islamico.

In effetti il fondamentalismo musulmano come concetto è sempre esistito da quando esiste tale religione ed una caratteristica loro peculiare. Sono ostici e bellicosi (entro dei limiti di generalizzazione) proprio per questo.

La stessa idea del Califfo signore di tutto il mondo per volere di Allah è chiaro totalitarismo panarabo, ed il titolo esiste praticamente dalle origini.

Poi ad esempio le sette dell'Islam che si sono alternate sulla cresta dell'onda erano comunque sempre sette fondamentaliste, almeno all'inizio della loro affermazione.Vi dò un semplice esempio. Nel Maghreb (XII sec.) alla dissoluzione del potere abasside e ai feudatari di turno, presero il potere delle genti berbere conosciute come Almoravidi che erano dei veri e propri integralisti. Peggio di loro erano quelli che gli successero cioè gli Almohadi guidati dall'ideale dell' al-Mahdi (una sorta di messia plenipotenziario). Ce ne sono tanti di esempi del genere, quasi ogni dinastia che succede ad un'altra.

Il punto è che l'Islam vede le massime figure politiche (a volta anche le figure di secondo piano) compenetrarsi a ruoli religiosi o di culto. Questa "teocrazia" esiste tuttora ed è un problema perchè vivono in una realtà anacronistica.

Fino ad oggi a partire dalle origini una vera rottura con il fondamentalismo nell'Islam non è mai esistito e questo chiaramente è una minaccia, lo è stato in passato, lo è tuttora.

Ritornando in tema Crociate, la Setta degli Assassini era un gruppo di pazzi criminali (non fondamentalisti perchè praticavano l'incesto e mangiavano carne di maiale) identici ai kamikaze di oggi. Assassini proprio perchè il loro signore li mandava come killer ad uccidere nemici; la loro morte una volta catturati era immolata agli altari e avrebbero guadagnato il paradiso con tutti i comfort connessi. Il signore disponeva della vita e della morte di costoro e se avesse ordinato il loro stesso sacrifico essi l'avrebbero adempiuto.

Questo è un altro senso di fondamentalismo...

E la rivolta islamica presso la rocca di Entella (nulla a che vedere con la corciata in Terra Santa quindi): si sa da cronache spagnole che Muhammad ibn' Abbad avesse un potere identico a quello del signore degli Assassini.

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Horben Tumblebelly

Ora al di là della politica, è indubbio che è esistito sempre uno scontro di civiltà tra Occidente e Mezzaluna. Sottolineo una cosa, non ho scritto Croce, ma ho scritto Occidente. Questo perchè è il modello occidentale che è ritenuto diabolico e malfatto da parte dei veri musulmani. Alla domanda se sia possibile una convivenza pacifica tra i due mondi io rispondo che essa possa avvenire in futuro, ma ora i tempi non sono maturi. C'è ancora troppa gente della Mezzaluna con teste calde (vedasi gli ultimissimi giorni). Forse con la Turchia in Europa cambierà qualcosa.

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simone
Ora al di là della politica, è indubbio che è esistito sempre uno scontro di civiltà tra Occidente e Mezzaluna. Sottolineo una cosa, non ho scritto Croce, ma ho scritto Occidente. Questo perchè è il modello occidentale che è ritenuto diabolico e malfatto da parte dei veri musulmani. Alla domanda se sia possibile una convivenza pacifica tra i due mondi io rispondo che essa possa avvenire in futuro, ma ora i tempi non sono maturi. C'è ancora troppa gente della Mezzaluna con teste calde (vedasi gli ultimissimi giorni). Forse con la Turchia in Europa cambierà qualcosa.

215089[/snapback]

E' vero, ma va detto anche che l'attuale modello occidentale di sicuro non rispecchia gli insegnamenti cristiani :rolleyes: :rolleyes:

In quanto alle teste calde, anche noi non scherziamo....

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Newton

Sai Gionata, io personalmente sono piuttosto pessimista. Anche perchè noto che questi nostri tempi sono caratterizzati da una notevole estremizzazione politica e anche religiosa.

Ho sempre preferito la culltura occidentale a quella araba, proprio perchè ritenevo quest'ultima troppo estremista sulle questioni religiose, ma vedo che oggi anche in Occidente non scherziamo...

Quando sento di personalità politiche che portano il cilicio, o di vescovi che parlano di inferno come nel medioevo, mi vengono sinceramente i brividi.

Quando penso che in America un presidente guerrafondaio, sbugiardato dallo stesso Congresso, è stato rieletto solo grazie ai voti di persone che hanno letto solo la Bibbia perchè non intendono leggere altro, e che nemmeno sanno dove sia l'Iraq, mi cadono le braccia....

Anzi, la cosa mi fa paura, perchè vedo che la nostra civiltà, nata e cresciuta con la logica aristotelica del giusto mezzo, sembra aver perso ogni capacità di mediazione. :(

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simone
Quando penso che in America un presidente guerrafondaio, sbugiardato dallo stesso Congresso, è stato rieletto solo grazie ai voti di persone che hanno letto solo la Bibbia perchè non intendono leggere altro, e che nemmeno sanno dove sia l'Iraq, mi cadono le braccia....

215096[/snapback]

Per non parlare del fatto che, sempre negli USA, sono nati dei campi estivi dove i bambini vengono educati a "combattere in nome di Dio per difendere il cristianesimo" :wacko: :wacko: :wacko:

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Paleologo
Dipende da che volete intendere per fondamentalismo islamico.

215086[/snapback]

Io intendo per fondamentalismo quel sistema politico in cui si pretende che l'autorità religiosa sia il fondamento dell'autorità politica, che ad essa viene subordinata, oppure in cui le cui due autorità coincidono, essendo comunque quella religiosa il fondamento di quella politica. Intendo invece per integralismo quel pensiero religioso caratteristico delle religioni rivelate che pretende di adeguare integralmente la vita e il comportamento dei fedeli al contenuto letterale delle Sacre Scritture senza alcuna forma di interpretazione o mediazione di queste. Nell'Islam c'è spesso coincidenza tra le due cose, dato che dall'interpretazione integralista del Corano discende la visione fondamentalista dell'identità tra capo politico e capo religioso.

In effetti il fondamentalismo musulmano  come concetto è sempre esistito da quando esiste tale religione ed una caratteristica loro peculiare. Sono ostici e bellicosi (entro dei limiti di generalizzazione) proprio per questo.

215086[/snapback]

Permettimi di etichettare questa tua ultima affermazione: BALLE! Il fondamentalismo musulmano è esistito ed esiste come sono esistiti ed esistono il fondamentalismo cristiano o il fondamentalismo ebraico, ovviamente ognuno con le sue peculiarità e con minore o maggiore forza secondo il momento storico. Semmai mi sembra un male tipico dei monoteismi, o meglio della loro natura di religioni rivelate. E non mi sembra che l'Occidente cristiano abbia dato meno prove di ostilità e di bellicosità rispetto all'Islam. In che senso sopra hai definito "incompiuta" la conquista di Costantinopoli? Nel senso che purtroppo ai valorosi Crociati non è riuscita la distruzione totale della civiltà bizantina?

Detto questo siamo in un periodo in cui il fondamentalismo islamico è particolarmente forte e aggressivo in certe frange delle società musulmane; in cui peraltro Bin Laden convive con il sufismo, o semplicemente con l'Islam della stragrande maggioranza dei musulmani il cui interesse principale è sbarcare il lunario e allevare i figli senza che la guerra santa occupi la totalità delle loro menti. Interrogarsi su come si possa contrastare il fondamentalismo e tutto ciò che ne deriva, e se certe politiche occidentali lo abbiamo favorito proprio mentre dicevano di combatterlo, è un giusto e legittimo esercizio della ragione, non è certo segno di diserzione dal campo occidentale. A me sembra che questa storia dello scontro di civiltà faccia molto comodo a chi vuole assicurarsi che tutti quanti ripetano a pappagallo "scontro di civiltà... scontro di civiltà...", il che è molto più comodo che esercitare il controllo democratico, cercando di mettere insieme i fatti e le loro connessioni e domandandosi, per dirne una, quali siano le vere motivazioni della guerra in Irak. Che secondo me hanno ben poco a che fare con il terrorismo e molto con il controllo delle risorse strategiche in un quadro di lotta per la supremazia globale tra gli Stati Uniti e le superpotenze emergenti, la Cina prima di tutte.

Ciao, P. :)

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Paleologo

Aggiungo una cosa dopo aver letto anche gli altri interventi. Se mai dovessimo andare a cercare una presunta superiorità dell'occidente nei confronti delle altre civiltà, io la cercherei nell'esercizio della ragione predicato dall'illuminismo, alla cui critica non può sottrarsi neppure la religione: proprio quella parte della cultura occidentale che oggi molti vorrebbero buttare al cesso in nome di una adesione acritica alle cosiddette radici cristiane (e a una serie di altri slogan preconfezionati) imposta dal fantomatico scontro di civiltà che esiste solo nella mentalità e nei progetti dei propagandisti dello scontro medesimo, presenti e attivi in entrambi i campi. Scontro di civiltà che poi potrebbe anche avverarsi, visti gli interessi in gioco e le risorse di cui godono i suddetti propagandisti.

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