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Testone Innocenzo XIII


ZuoloNomisma
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Bello il testone ma, personalmente, mi affascina di più la descrizione storico-numismatica. Questi sono i contenuti che mi piacciono davvero! Bravo e complimenti @ZuoloNomisma👍

Edited by lorluke
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I testoni di questo periodo sono rari e costosi,complimenti a te!Mi sono sempre chiesto se ciò dipendesse dal fatto che erano i testoni in migliori condizioni di conservazione prima della riforma di Clemente XII e,pertanto,furono ritirati massicciamente oppure se coniati in modestissimo numero. 

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19 ore fa, RobertoRomano dice:

I testoni di questo periodo sono rari e costosi,complimenti a te!Mi sono sempre chiesto se ciò dipendesse dal fatto che erano i testoni in migliori condizioni di conservazione prima della riforma di Clemente XII e,pertanto,furono ritirati massicciamente oppure se coniati in modestissimo numero. 

Ciao Roberto,

credo che la risposta alla tua domanda debba essere ricercata nella situazione monetaria dello Stato Pontificio dell'epoca. Con il pontificato di Innocenzo XIII, infatti, era da pochi anni conclusa la guerra di successione spagnola (1702-1714). Come si legge dal Londei, nell'estate del 1707 la guerra investì, ad onta della sua neutralità, anche lo Stato Pontificio. L'occupazione di Comacchio, il 24 maggio 1708, fu la scintilla che provocò un breve, quanto per la Santa Sede disastroso, conflitto con l'Austria, la quale non solo sconfisse facilmente le forze raccolte all'ultimo momento da Clemente XI, ma lo costrinse, nel gennaio 1709, ad una pace umiliante con la quale il pontefice dovette confermare all'Austria il possesso di Comacchio, che sarebbe stata poi restituita solo nel 1725. Per far fronte al notevole sforzo economico imposto dalla guerra, di fronte alle necessità dello Stato, si invitavano i privati proprietari di argento a vendere tale metallo alla zecca, la quale poteva così continuare la propria produzione, che altrimenti sarebbe stata costretta ad interrompere, causa l'impossibilità di rifornirsi normalmente del metallo a causa della guerra. Il 2 settembre 1708, fu emanato un editto in cui, sempre allo scopo di impedire l'esportazione di moneta dallo Stato, si innalzavano i valori nominali dei pezzi argentei in circolazione. Una delle conseguenze di questi provvedimenti fu che l'oro prese il sopravvento sull'argento nella monetazione: mentre infatti le coniazione di quest'ultimo metallo risultano costantemente inferiori alle previsioni contrattuali, quelle d'oro sono di regola superiori e compensano quelle dell'argento, tanto che il periodo 1717-25 fu caratterizzato da una netta superiorità delle monete auree rispetto a quelle d'argento.

Da questo quadro storico-numismatico, si può dunque evincere che i testoni non solo di Innocenzo XIII ma anche quelli del suo successore Benedetto XIII, sono rari perché coniati in quantità sicuramente minore.

Michele 

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difficile dire cosa mi piace di più tra lo stupendo Testone presentato da Michele e le sue preziose descrizioni storico-Numismatiche che lo accompagnano.....😊

Stavo pensando che questa analisi spiegherebbe anche perchè i Testoni delle Sedi Vacanti di quel periodo (21, 24 e 30) sono mooolto più rari dei suoi predecessori di fine '600...... 

Daniele 

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Complimenti Michele,scusami se ti chiamo per nome anche se non ci conosciamo,ma più  che per il bellissimo testone,per tutta la descrizione storica, che evidenzia una preparazione fuori dal comune,pure io come Daniele ho fatto la stessa riflessione sui Testoni delle sedi vacanti 1721-24- 30.

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1 ora fa, DARECTASAPERE dice:

difficile dire cosa mi piace di più tra lo stupendo Testone presentato da Michele e le sue preziose descrizioni storico-Numismatiche che lo accompagnano.....😊

Stavo pensando che questa analisi spiegherebbe anche perchè i Testoni delle Sedi Vacanti di quel periodo (21, 24 e 30) sono mooolto più rari dei suoi predecessori di fine '600...... 

Daniele 

Ciao Dani! Credo senz'altro che anche la maggiore rarità dei testoni di S.V. del 21, 24 e del 30 possa essere fatta risalire a questa situazione. Sempre facendo riferimento al Londei, il pontificato di Benedetto XIII (1724-1730) rappresentò un periodo di grave crisi della monetazione e, più in generale della finanza pontificia. Uno dei motivi fu l'aumento del debito pubblico, conseguenza della pessima gestione dell'allora Segretario di Stato Cardinale Nicolò Coscia, soprattutto nella forma di indebitamento delle due grandi banche pubbliche dello Stato,  il Monte di Pietà e il Banco di S. Spirito. Questi due grandi istituti mettevano infatti in circolazione una sorta di cartamoneta,  le cosiddette "cedole", le quali all'inizio rappresentavano semplicemente la ricevuta di un versamento di moneta effettiva ma che ben presto assursero al ruolo di vera e propria cartamoneta. Fu inoltre incoraggiata l'emissione di cedole a vuoto, senza copertura cioè di moneta reale. La crescente circolazione delle cedole, peggiorò notevolmente la situazione  del debito pubblico e fu causa di inflazione. A causa del gran volume di cedole, scarse furono pertanto le emissioni durante il pontificato di Benedetto XIII. Per far fronte a questa situazione che ormai era fuori controllo, sul finire del pontificato di Benedetto XIII si decise l'emissione di un nuovo nominale aureo, lo zecchino romano, al fine di mettere in circolazione un nominale aureo che, a differenza dello scudo d'oro, non potesse essere oggetto di manovre speculative, speculazioni che però si spostarono sui nominali argentei, che infatti all'inizio del pontificato di Clemente XII furono oggetto di massiccie operazioni di accaparramento, al punto da scomparire quasi completamente dalla circolazione. Questa situazione portò presto alla grande riforma del 1733, che portò all'alleggerimento delle tradizionali monete pontificie (scudo d'oro, piastre, testoni, giuli e grossi) che erano così allineate allo zecchino, le cui caratteristiche metrologiche rimanevano invariate. 

Michele 

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8 minuti fa, aldo marchesi dice:

Complimenti Michele,scusami se ti chiamo per nome anche se non ci conosciamo,ma più  che per il bellissimo testone,per tutta la descrizione storica, che evidenzia una preparazione fuori dal comune,pure io come Daniele ho fatto la stessa riflessione sui Testoni delle sedi vacanti 1721-24- 30.

Aldo, se mi chiami per nome mi fai solo un piacere:)! Grazie per il tuo intervento.

Michele 

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