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La numismatica al servizio della storia: alcune cose che sappiamo di Quintillo grazie alle sue monete


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gioal

Quintillo (Marcus Aurelius Claudius Quintillus) fu imperatore nel 270 d. C.; fratello di Claudio il Gotico, durante il regno di questi fu probabilmente procuratore della Sardegna.

Alla morte di Claudio - morto nel Gennaio del 270 a Sirmio colpito da una epidemia di peste o forse di vaiolo – Quintillo fu proclamato imperatore dalle sue truppe dislocate ad Aquileia a difesa dei confini italiani.

Venne riconosciuto imperatore anche dal senato e dal popolo.

In particolare, sia l’esercito che il senato non avevano al momento molta simpatia per Aureliano, altro candidato al trono, che comandava le truppe del Basso Danubio.

Il fatto che dapprima l’esercito accolse con favore Quintillo come imperatore è comprovato dalle emissioni monetali con la Concordia Exerciti, la Fides Militum, la Fides Exerciti, la pace di Marte.

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AUREUS, MILANO, COHEN 11, SEAR 11429, CONCORD EXER

 

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AUREUS, MILANO, SEAR 11430, FIDES EXERCITI

 

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AUREUS, MARTI PAC

Edited by gioal
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gioal

Ebbene, altra cosa che sappiamo in base alla monetazione è che Quintillo venne accettato pure dalle province (cfr. Michael Grant, Gli imperatori romani, storia e segreti, 1984): le sue monete furono emesse non solo a Roma

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ANTONINIANUS, ROMA, RIC 9, 2,76 g (Coll. Personale)

 

e a Mediolanum,

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ANTONINIANUS, MILANO, RIC 54var, 2,89 g (Coll. Personale)

ma anche a Siscia

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ANTONINIANUS, SISCIA, RIC 76var, 3,00 g (Coll. Personale)

e a Cizico (ma non ad Antiochia, all’epoca sotto il controllo della regina Zenobia).

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ANTONINIANUS, CIZICO, RIC 84, 3,28 g (Coll. Personale)

 

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gioal

Sappiamo, sempre grazie alla numismatica, che il senato conferì a suo fratello onori divini, come ricordano varie monete coniate da Quintillo.

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ANTONINIANUS, CONSECRATIO, ROMA, RIC Claudius 266, SEAR 11459

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ANTONINIANUS, CONSECRATIO, MILANO, RIC Claudius 261

Tale pratica fu continuata - almeno secondo David Sear - da Aureliano, desiderando pure lui essere considerato il vero successore di Claudio il Gotico.

Altra testimonianza monetaria si rinviene in monete emesse a Mediolanum (RIC 60, 61) che raffigurano la personificazione della Pannonia: ciò rientrava in un preciso disegno di Quintillo, basato sul suo desiderio di ottenere il favore degli eserciti della regione danubiana. Tuttavia in ciò ebbe la meglio Aureliano, che guidò tali eserciti a sconfiggere i Goti; dopo tale successo le legioni lo acclamarono imperatore.

Così Aureliano, sostenuto dalle legioni pannoniche in particolare, ma ora gradito in generale all'intero esercito, si contrappose a Quintillo.

Dopo un brevissimo periodo di governo Quintillo, abbandonato dai soldati, morì suicida o forse vittima di una congiura militare.

Ma quanto durò effettivamente il suo imperio?

Si dice meno di 20 giorni, ma non mancano le opinioni discordanti.

Eutropio (magister memoriae sotto l'imperatore Valente, il quale volle da lui un compendio della storia romana, denominato Breviarium ab urbe condita) parla di diciassette giorni; Zonara (cronista bizantino sotto Alessio I Comneno) afferma la stessa cosa; la Storia Augusta gli assegna la durata di venti giorni.

Invece un cronista anonimo porta la cifra a settantasette giorni.

Zosimo (storico bizantino della seconda metà sec. 5°, scrisse la Storia nuova) fa capire che Quintillo governò qualche mese.

Ed ancora è la numismatica che ci viene d’aiuto, confortando, data la relativa abbondanza delle sue monete, tale ultima opinione, come giustamente ritiene il RIC.

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Disorientato
Illyricum65

Ciao,

ti segnalo un’altra possibile lettura.

Claudio II, attorno a luglio/agosto 270 d.C., muore di peste durante la campagna contro i Goti. Ci sono vari  generali che puntano alla porpora imperiale e uno di questi è Aureliano, con un buon seguito tra le truppe. Lo ricordiamo tra i generali più influenti già alla morte di Gallieno.  Dal momento che il potere a Roma è un gioco di equilibri tra Imperatore, Senato ed Esercito, da Roma parte l’ordine di incoronare Quintillio: appoggiato dal Senato (e quindi a lui debitore) potrebbe attirare a sé la benevolenza di parte dell’Esercito a scapito di Aureliano, benvoluto dai militari e quindi “ostile” al Senato. Detto fatto, Quintillio in fretta e furia non viene fatto rientrare a Roma bensì viene incoronato ad Aquileia dove era di stanza a presidio del Nord Italia. Nel frattempo Aureliano è impegnato nella campagna gotica e proprio per questo motivo c’è tutta questa fretta. Chiude la guerra riconquistando alcune città cadute in mano ai Goti. Rientra a Sirmium e qui le milizie lo acclamano Imperatore.

Siamo attorno al XVII giorno di regno (Eutropio, Zonara, HA)/ XX (HA), Quintillio a seconda delle versioni o viene ucciso dalle truppe rivoltose o si suicida.

Se questa è la giusta ricostruzione allora affermerei che la Fedeltà e la Concordia (nei confronti dell’Imperatore) sono più auspicate e propagandistiche: in così breve tempo non vi era possibilità di fare altro. Il Marti Pacificatore è sempre un richiamo all’esercito (Marte, portatore di pace sconfiggendo il nemico, è protettore e ispiratore dell’Imperatore impegnato nelle campagne militari). Nota bene, assieme a queste emissioni dedicate all’esercito vi sono molte legende auspicanti la Pace, la Sicurezza, la Letizia, etc… La Vittoria compare solo in un caso. Quindi un tentativo di mantenere la pace assicurandosi l'appoggio dell'esercito senza evidenti intenzioni aggressive.

Siscia era la zecca attiva per produrre monete destinate principalmente all’esercito impegnato sul Limes danubiano: logico che fosse una delle produzioni più attive. Nonostante ciò, sarà la prima (assieme a Cyzicus) a passare dalla parte di Aureliano (probabilmente perché passata in mano ai militari dello stesso Aureliano).  

Per puro spirito di discussione, chiaramente.

Buona serata

Illyricum

;)

 

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gioal
12 ore fa, Illyricum65 dice:

Ciao,

ti segnalo un’altra possibile lettura.

 

 

Claudio II, attorno a luglio/agosto 270 d.C., muore di peste durante la campagna contro i Goti. Ci sono vari  generali che puntano alla porpora imperiale e uno di questi è Aureliano, con un buon seguito tra le truppe. Lo ricordiamo tra i generali più influenti già alla morte di Gallieno.  Dal momento che il potere a Roma è un gioco di equilibri tra Imperatore, Senato ed Esercito, da Roma parte l’ordine di incoronare Quintillio: appoggiato dal Senato (e quindi a lui debitore) potrebbe attirare a sé la benevolenza di parte dell’Esercito a scapito di Aureliano, benvoluto dai militari e quindi “ostile” al Senato. Detto fatto, Quintillio in fretta e furia non viene fatto rientrare a Roma bensì viene incoronato ad Aquileia dove era di stanza a presidio del Nord Italia. Nel frattempo Aureliano è impegnato nella campagna gotica e proprio per questo motivo c’è tutta questa fretta. Chiude la guerra riconquistando alcune città cadute in mano ai Goti. Rientra a Sirmium e qui le milizie lo acclamano Imperatore.

 

 

Siamo attorno al XVII giorno di regno (Eutropio, Zonara, HA)/ XX (HA), Quintillio a seconda delle versioni o viene ucciso dalle truppe rivoltose o si suicida.

 

 

Se questa è la giusta ricostruzione allora affermerei che la Fedeltà e la Concordia (nei confronti dell’Imperatore) sono più auspicate e propagandistiche: in così breve tempo non vi era possibilità di fare altro. Il Marti Pacificatore è sempre un richiamo all’esercito (Marte, portatore di pace sconfiggendo il nemico, è protettore e ispiratore dell’Imperatore impegnato nelle campagne militari). Nota bene, assieme a queste emissioni dedicate all’esercito vi sono molte legende auspicanti la Pace, la Sicurezza, la Letizia, etc… La Vittoria compare solo in un caso. Quindi un tentativo di mantenere la pace assicurandosi l'appoggio dell'esercito senza evidenti intenzioni aggressive.

 

 

Siscia era la zecca attiva per produrre monete destinate principalmente all’esercito impegnato sul Limes danubiano: logico che fosse una delle produzioni più attive. Nonostante ciò, sarà la prima (assieme a Cyzicus) a passare dalla parte di Aureliano (probabilmente perché passata in mano ai militari dello stesso Aureliano).  

Per puro spirito di discussione, chiaramente.

Buona serata

Illyricum

;)

 

 

 

Ciao, Illyricum, in una materia con poche notizie certe come questa sono certamente possibili varie letture; anche se, devo dire, la tua non è molto dissimile dalla mia.

Entrambi concordiamo sul fatto che nella successione a Claudio II, almeno inizialmente, Quintillo era più gradito al Senato rispetto ad Aureliano.

Quest’ultimo era certo più gradito alle truppe danubiane, ma quelle di stanza ad Aquileia, sempre almeno inizialmente, appoggiarono Quintillo.

La Concordia nelle varie legioni dell’esercito è un tema monetale che si propone spesso in caso di successioni imperatorie tribolate: ad esempio, il richiamo alla fedeltà delle legioni si ebbe anche nel caso della difficile situazione verificatasi a seguito dell’assassinio di Domiziano, allorché Nerva ottenne l’appoggio del Senato; e così anche quando Marco Aurelio dovette occuparsi dell’usurpatore Avidio Cassio.

Stesso discorso per la Fides Militum: si pensi all’anno dei quattro imperatori; ma si potrebbe continuare.

Nel caso di Quintillo la concordia era, come dici tu, solo auspicata; quindi la tua lettura su questo punto mi può trovare d’accordo.

Dubbiosa, invece, l’affermazione che si trattò di soli diciassette giorni di regno, per quanto ho già detto sopra.

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grigioviola

La tesi storiografica più solida circa la successione Claudio II - Quintillo - Aureliano è quella proposta da J.R. Rea nel 1972 e così riassunta da Vincenzo Cubelli nel suo libro "Aureliano Imperatore. La rivolta dei monetieri e la cosiddetta riforma monetaria":

Cita

Claudio il Gotico morì poco prima del 28 agosto 270 (il che, tenuto conto del tempo necessario perché la notizia giungesse ad Alessandria, giustifica l'esistenza di tetradrammi e papiri datati al suo terzo anno, essendo egli asceso al trono tra il 28 agosto e il 16 ottobre 268) e gli successe entro breve tempo Quintillo, il cui regno non durò 17 giorni, come suggerisce Eutropio (IX, 12), ma almeno due mesi e mezzo circa, comunque il tempo necessario per un emissione di tetradrammi a suo nome.
Aureliano poi, una volta morto Quintillo probabilmente nei primi giorni di novembre dello stesso 270, salì al trono prima del 9 dicembre ma fece arretrare la data del suo dies imperii a prima del 29 agosto, cioè alla data della morte di Claudio il Gotico, dichiarandosene così il diretto successore, sicché da allora fino al giorno in cui si ebbe ad Alessandria la notizia della sua morte (in realtà avvenuta prima, seppur di pochi giorni, del 29 agosto 275: si spiegano così i tetradrammi datati al settimo anno) si possono contare sette anni egiziani.

Claudio II, in punto di morte, avrebbe dichiarato proprio Aureliano quale suo successore, tuttavia il Senato approfittò del fatto che fosse impegnato nella Mesia Inferiore contro i Goti per nominare Quintillo. Al Senato Aureliano non piaceva e, dati gli intrallazzi che i senatori tenevano a Roma (compresa la gestione della Zecca), preferirono nominare un imperatore "debole" che non avesse troppe spinte riformiste. Inizialmente anche l'esercito stanziato lungo il Danubio riconobbe il nuovo sovrano, tuttavia - proprio per il carisma e la forza di cui godeva Aureliano presso le truppe - l'appoggio al neo eletto Quintillo venne meno abbastanza rapidamente e quando Aureliano entrò a Smirne fu acclamato imperatore dai suoi uomini spingendo così Quintillo alla resa culminata con il suicidio ad Aquileia.

Prima di recarsi a Roma, Aureliano dovette contrastare e frenare le turbolenze che interessavano la Pannonia minacciata dalle invasioni dei Sarmati, Iazigi, Roxolani e dei vandali Hasdingi. Questo comportò una mancata copertura dei confini italici che fecero sì che gli alemanni passassero il Brennero, così nel 271 Aureliano marciò verso l'Italia non riuscendo però a impedire il sacco di Milano. Inoltre le truppe imperiali subirono una brutta sconfitta a Pavia facendo temere la sicurezza della Capitale.

Proprio in questo periodo di incertezza e timore, nella capitale quelli che un tempo erano "solo" intrallazzi interni della zecca, scoppiarono in tutto il loro vigore con una vera e propria rivolta che Aureliano, non appena riuscì ad avere la meglio sugli Alemanni con due vittorie verso i primi di marzo del 271 a Pavia e Fano, sedò con una vera e propria repressione militare probabilmente verso la fine del mese di marzo del medesimo anno.

La rivolta dei monetieri, che godette di sicuro di un appoggio di parte dell'élite senatoriale, ebbe come conseguenze una drastica riorganizzazione del personale di zecca dopo l'epurazione e la condanna a morte di molti dei soggetti coinvolti (compresi diversi senatori) e una serie di interventi che portarono a una vera e propria riforma monetaria e al rafforzamento del sostegno imperiale da parte dei senatori (proprio a seguito dell'eliminazione degli antagonisti che strumentalizzarono o guidarono la rivolta della zecca).

 

 

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Agricola

Qualche notizia su Quintillo , piu' che altro giudizi , compare nella Vita di Claudio II della Storia Augusta con note postume allegate .

Probabilmente sono notizie su Quintillo piu' storicamente vicine ai tempi del fratello e successore di Claudio II , presupponendo che gli autori della Storia Augusta siano stati incaricati di scrivere l' opera , secondo gli storici postumi , ai tempi di Diocleziano , infatti l' opera termina con Numeriano . Riporto il passo che cita Quintillo : "......mentre Claudio assurgeva tra gli dei e gli astri , suo fratello Quintillo* , uomo virtuoso e in tutto degno di lui , per unanime consenso ottenne l' Impero , non per diritto ereditario , ma per merito di quelle doti che l' avrebbero fatto eleggere Imperatore anche se non fosse stato fratello di Claudio . Sotto il suo regno i barbari superstiti tentarono di devastare Anchialo e di occupare Nicopoli , ma furono valorosamente annientati dai provinciali . Quintillo pero' non pote' compiere quelle grandi imprese che ci si aspettava da lui perche' dopo appena diciassette giorni di regno** , a causa della severita' con cui , da vero principe , trattava i soldati , fu eliminato come Galba e Pertinace . Dexippo invero , dice soltanto che mori' , senza dire se sia stato ucciso o meno , ma il fatto stesso che non specifichi di quale malattia sia morto , lascia piuttosto perplessi" 

Queste invece in allegato le note su Quintillo del commentatore moderno della Storia Augusta .

In ordine * e **

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gioal

La Storia Augusta è considerata filosenatoria e non molto attendibile, soprattutto per gli imperatori successivi a Caracalla; addirittura alcuni la tacciano di essere una raccolta di gossip e ne negano il valore storiografico; in realtà a volte è una delle poche fonti che abbiamo e alcune notizie ivi riportate hanno trovato conferma nei documenti epigrafici o in altre fonti.

Per Quintillo il dato che non trova conferma è quello relativo alla durata del suo governo.

Dato poco compatibile, come dice il RIC, con l'abbondanza di sue monete.

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Disorientato
Illyricum65
12 minuti fa, gioal dice:

La Storia Augusta è considerata filosenatoria e non molto attendibile, soprattutto per gli imperatori successivi a Caracalla; addirittura alcuni la tacciano di essere una raccolta di gossip e ne negano il valore storiografico; in realtà a volte è una delle poche fonti che abbiamo e alcune notizie ivi riportate hanno trovato conferma nei documenti epigrafici o in altre fonti.

Per Quintillo il dato che non trova conferma è quello relativo alla durata del suo governo.

Dato poco compatibile, come dice il RIC, con l'abbondanza di sue monete.

Posso dire di essere concorde con il tuo pensiero. Io ho riportato i termini  segnalati di 17 - 20 giorni non ritenendolo puntuali in termini numerici bensì indicanti un periodo temporale breve. Personalmente mi pare plausibile un lasso di tempo di un paio di mesi, i 77 giorni del Cronografo mi paiono abbastanza calzanti.

Ciao

Illyricum

;)

Edited by Illyricum65
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gioal
2 minuti fa, Illyricum65 dice:

Posso dire di essere concorde con il tuo pensiero. Io ho riportato i termini  segnalati di 17 - 20 giorni non ritenendolo puntuali in termini numerici bensì indicanti un periodo temporale breve. 

Ciao

Illyricum

;)

Vorrei aggiungere che oltre alle zecche di Milano, Roma, Siscia e Cizico, anche la zecca di Alessandria coniò monete per questo imperatore (tetradrammi).

Non si devono considerare solo i tempi necessari per la coniazione, ma anche i molti giorni di viaggio marittimo prima che la notizia della nomina del nuovo imperatore giungesse in Egitto; è tutto ciò compatibile con una durata di regno di una ventina di giorni? Non credo.

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Massenzio

Grazie alle monete sappiamo anche che partecipò alla campagna contro i Gothi e ne celebró la vittoria. Questo é il raro esemplare che avevo postato tempo fa. La quantità di esemplari a suo nome rende sicuramente più probabile che la durata del suo regno sia stato di qualche mese.

Degli esemplari precedentemente mostrati da notare i punzoni utilizzati per la M e la N nel primo esemplare del post #3 che appunto rendono facilmente identificabile la coniazione della zecca di Roma.

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Edited by Massenzio
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gpittini

DE GREGE EPICURI

Splendida e rara quest'ultima moneta, complimenti!

Un'aggiunta che forse c'entra poco. Si è parlato della "morte di peste" di Claudio il Gotico, come si parla della "peste antonina" del 165-180, ecc. Ma oggi gli storici della medicina sono certi che non si trattasse della "nostra" peste. Quella antonina era probabilmente vaiolo, quella del 3° secolo vaiolo o forse morbillo. La prima peste bubbonica "sicura" fu quasi certamente quella del VI secolo sotto Giustiniano, descritta da Procopio di Cesarea.

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Pacaziano
1 ora fa, gpittini dice:

DE GREGE EPICURI

Splendida e rara quest'ultima moneta, complimenti!

Un'aggiunta che forse c'entra poco. Si è parlato della "morte di peste" di Claudio il Gotico, come si parla della "peste antonina" del 165-180, ecc. Ma oggi gli storici della medicina sono certi che non si trattasse della "nostra" peste. Quella antonina era probabilmente vaiolo, quella del 3° secolo vaiolo o forse morbillo. La prima peste bubbonica "sicura" fu quasi certamente quella del VI secolo sotto Giustiniano, descritta da Procopio di Cesarea.

Nel mio piccolo, da storico del tardo-antico e del medioevo, non posso che confermare quanto scritto sopra: le grandi epidemie del passato - la peste di Tucidide, la peste Antonina e tante altre - non erano causate dallo yersinia pestis, ma da tifo, vaiolo, antrace, morbillo. Lo stesso etimo, il latino pestis, significa letteralmente "malattia", "morbo"... un termine molto generico. 

La peste di Giustiniano è in effetti la prima vera pandemia di peste così propriamente detta, dello stesso agente patogeno, causata probabilmente da un ceppo Etiope o del basso Egitto ora estinto. È affascinante comunque pensare come siano state proprio questa epidemia, di concerto con la guerra gotica del 535-553, la piccola era glaciale del tardo-antico e la successiva gravissima carestia diffusa ad innescare il crollo della civiltà urbana e l'inizio di quello che convenzionalmente chiamiamo medioevo.

Edited by Pacaziano
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