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Cosa succederà?


Liutprand

Risposte migliori

Sono certo che molti voi si staranno chiedendo cosa succederà nel mondo della numismatica se, come sembra, si riuscirà a ripartire. Come per altri settori, anche la numismatica ha "sofferto" la crisi a causa del covid: azzerati convegni e aste in presenza, quel poco che si è salvato era soltanto legato al mezzo informatico.

Secondo voi cosa succederà con la ripartenza? Cosa vedremo a Verona a novembre? Prezzi in ascesa? Prudenza o cosa altro?

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Parlando da un punto di vista commerciale non abbiamo a disposizione dati statistici post-pandemici o post-bellici che potrebbero fornirci indicazioni sulla direzione che il mercato numismatico subirà.

Di certo a breve la riapertura di eventi fieristici,convegni raduni e quant'altro porterà sul mercato un'offerta maggiore da parte sia di commercianti,che non hanno voluto o potuto allestire un'asta elettronica,e sia da parte di privati che hanno ereditato alcune raccolte da collezionisti morti per covid(ne conosco qualcuno).Ciò determinerà a breve un leggero ,a parer mio, ridimensionamento di questa bolla rialzista, perchè di questo si tratta. Ciò nonostante bisogna essere consapevoli che il mercato alla lunga è piuttosto consolidato.

Da un punto di vista culturale è un dolce ritorno alla normalità.

Saluti Matteo

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Dipende di che numismatica stiamo parlando

se di quella in presenza : fiere, convegni, saloni, Circoli 

questa ha sicuramente sofferto e - pur con qualche morto e ferito - ci auguriamo ( anzi ne sono certo ) possa riprendere le attività nel periodo post pandemico

per quanti riguarda il Mercato, beh

direi che non ho mai visto un Mercato cosi vivace e ‘in tiro’ come negli ultimi due anni . Forse in Italia e’ stato appena un po’ meno brillante ( ma forse ‘appena’) per il resto direi che il pericolo forse come detto sopra potrebbe essere un surriscaldamento non certo una depressione 

 

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Il collezionismo c'è perché ci sono i collezionisti, e i collezionisti sono persone con emozioni, pulsioni, desideri e ambizioni, sentimenti che guidano la nostra passione. Durante questo lungo anno di pandemia, venendoci a mancare tutte le consuete occasioni di incontro, condivisione e relazione, a noi collezionisti di fatto sono rimaste le aste online come unico canale di sfogo della nostra passione, aste che hanno visto un successo superiore a quello previsto, in cui anche materiale prima un pò snobbato ha trovato interesse. In questo contesto spesso è venuta fuori la dicotomia tra collezionisti e investitori, ritenendo che questo incremento dei prezzi e della richiesta possa essere giustificato solo da forme speculative o di diversificazione del portfolio di investimento.  Sono solo in parte d'accordo con questa analisi: non credo che questo fenomeno possa essere solo giustificato dagli investitori. Certo, ci sarà senz'altro ci acquista pezzi rari e pregiati per poi immetterli nuovamente del mercato con l'obbiettivo di guadagnare (e questo c'è sempre stato, anche prima della pandemia), ma non ritengo che questo sia il vento più forte che sta gonfiando le vele del mondo numismatico. I collezionisti hanno "fame" di monete, perché proprio le monete sono l'alimento principale della nostra passione e questa clausura forzata ha a mio avviso aumentato questa fame. C'è un altro elemento che a mio avviso viene spesso dimenticato e che dovrebbe essere considerato nel novero di questo trend: i commercianti. Trovare materiale per fare aste e listini non è facile, e quindi anche i commercianti numismatici che hanno subito per lungo periodo l'impossibilità di spostarsi alla ricerca di materiale da visionare de vivo, hanno in un certo senso dovuto "ripiegare" sulle aste online, per acquisire materiale da mettere da parte e da riproporre quindi quando la situazione sanitaria consentirà di ritornare alla normalità. In previsione quindi di un auspicabile ritorno alla normalità nei prossimi mesi, mi aspetto un autunno ancora più frizzante e dinamico, con convegni e manifestazioni che a mio avviso saranno un gran successo, in conseguenza di questo entusiasmo ritrovato che potrebbe essere il nuovo motore che spingerà ancora più in là il collezionismo numismatico.

Michele

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Condivido l’analisi dell’amico Michele

aggiungo anche che in realtà - per chi ha saputo sfruttarlo - la lunga cesura pandemica non è stata pee tutti scevra di attività - anche dal punto di vista culturale.

a soffrire di piu’ e’ stato l’aspetti sociale e associativo. Ma - per coloro che hanno voluto - c’è chi si è dedicato a terminare articoli, rivedere opere, sistemare e affinare biblioteche, fare ricerca ... questo periodo dove si sono avute forti limitazioni all’associazionismo ha potuto essere compensato - per chi ha voluto dedicarvisi - ad approfondimenti che verranno poi buoni per essere discussi quando si potra’ tornare ad incontrarsi ..

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Penso che la domanda di @Liutprand fosse più rivolta verso gli effetti della ripresa post-pandemica sul mercato numismatico e valori relativi delle monete.

Preso atto che ci sarà presto o al più tardi in autunno una ripresa della circolazione delle persone, dei convegni fisici, mercatini, aste in sala in presenza (cosa di cui siamo tutti contenti, ovviamente), ci sarà secondo voi da aspettarsi una contrazione dei prezzi delle monete nelle aste dovuta alla maggiore offerta di monete attraverso gli altri canali paralleli che andranno a soddisfare commercianti e una fetta di collezionisti ora obbligati a comprare in aste online?

Il ritorno a una vita normale, viaggi, vacanze, divertimenti vari, vizi, risposterà una parte del denaro che ora gli investitori/risparmiatori stanno convogliando verso le monete per mancanza di alternative/possibilità di spesa? Questo contribuirà a una discesa dei prezzi?

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Di nuovo ..

e’ sempre un po’ il contesto da cui si parte i che si vuole esaminare che conta..

giudichiamo la salute del settore numismatico ( parlando di mercato) da come andra’ il convegno di Verona o vogliamo parlare del mercato nella sua globalità?

perche - ripeto - se il focus e’ sul mercato in generale credo non vi sia stato negli ultimi 20 anni un mercato piu’ in salute ( e non c’è Verona che tenga) 

la domanda poi è: ma terra’ ancora nella fase della ripartenza ?

personalmente credo che vi siano elementi di solidità strutturale che aiutino a mantenere il trend sul lungo termine anche se fasi di  oscillazione ( come appunto i surriscaldamenti discussi sopra) non sono da escludere all’interno del trend di lungo periodo

 

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Come al solito non è possibile fare discorsi di questo tipo generalizzando su tutto lo scibile numismatico.

Ci sono i soliti settori di "elite" (grandi rarità, grandi conservazioni) che continueranno a tirare al massimo, come succede ormai da parecchio tempo. La incredibile bolla che ha invece portato anche parecchie monete insignificanti ad aumentare di prezzo nell'ultimo anno (covid) invece si sgonfierà ampiamente. Purtroppo il blocco totale o quasi totale vissuto nell'ultimo anno ha portato a una ristagnazione non del mercato, ma del movimento globale delle monete. Poche monete in circolo, richiesta come minimo stabile se non addirittura in aumento, ed ecco che persino certe ruzziche hanno acquisito mercato. Ma non appena l'offerta tornerà a livelli normali non vedo come questo materiale possa rimanere ai livelli a cui si vende (ma molto spesso in realtà è un "si prova a vendere") oggi.

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Ringrazio tutti per avermi depresso alla grande.

Firmato, un anonimo che ha iniziato a collezionare, e comprare!, monete da un anno a questa parte... 

:D

Chiaramente non ho la prospettiva di lungo periodo (all'indietro) giusta per poter farmi un'idea da solo degli andamenti del mercato, ma per curiosità di quali monetazioni parlate nello specifico? Io ho solo due possibili appigli di giudizio: il catalogo (Gigante 2020) e scavare nelle vostre discussioni vecchie qui sul forum (in cui ogni tanto salta fuori qualche riferimento all'aspetto economico di acquisto). La mia impressione è che nelle monete che seguo io (monete italiane del 1800 e inizio 1900) il mercato sia attualmente "in linea" con il catalogo (dove in linea vuol dire, soprattutto per le conservazioni tra il BB e lo SPL/qFDC, lasciando da parte il FDC, circa 1/2, 2/3 della quotazione riportata) e mi sembra di capire che il Gigante 2020 ha prezzi stimati in generale più bassi di quelli, ad esempio, del Gigante 2010 (quindi nel 2010 le valutazioni andavano divise per 4 o 5?).

Stessa percezione dalle vostre (utenti storici) conversazioni vecchie, tra 2012 e 2015 ad esempio.. alcune monete (mi sembra di ricordare un esempio specifico per farne uno, 20 grana 1859) si dice qualcosa tipo (nel 2014) "hai fatto bene a prenderla, perchè in questa conservazione non si trova a meno di 250/300 euro", mentre adesso mi sembra si possa trovare, per conservazioni grosso modo simili, intorno a 100/150 euro.

E' sbagliata la mia percezione sulle monete che seguo? (preunitarie e regno, in conservazioni tra qSPL e SPL+)

Grazie! 

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Certamente la situazione straordinaria vissuta a causa del covid ha condizionato le possibilità di condivisione sociale nella numismatica come in tutti gli altri settori, così come ha in un certo qual modo drogato il mercato per via della crisi di astinenza monetaria di tanti collezionisti impossibilitati a poter vivere la loro passione se non acquistando in rete... vi è tuttavia un risvolto che era già in un discreto sviluppo prima della pandemia e che la crisi ha contribuito ad espandere e, spero, a consolidare, vale a dire la diffusione di conferenze e discussioni di alto livello culturale in formato digitale, è questa una modalità che, obbligata in periodo di restrizioni alla mobilità, a mio parere rimane di grande rilevanza anche in tempi "normali" per una maggiore e più efficace fruizione di contenuti culturali ed in specie numismatici di buon livello e che si associa alla già rivoluzionaria espansione delle pubblicazioni in open access, sia le opere più antiche digitalizzate che i saggi moderni disponibili in numero sempre maggiore in diversi siti e portali culturali... con la rivoluzione digitale stiamo assistendo ad una delle innovazioni dalla portata più epocale della storia umana dai tempi di Gutemberg e della stampa a caratteri mobili, cosa che avrà un impatto notevole in tutti gli ambiti dello scibile, numismatica compresa... 

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Supporter

@QuintoSertorio, a mio avviso, parlare di mercato numismatico in termini generali può risultare per certi versi fuorviante.
Anche perché, sotto molti aspetti, non si tratta di un mercato unico ma di un qualcosa estremamente vario ed eterogeneo. 
Certamente, come hanno già evidenziato in molti, c'è un mercato oramai sempre più elitario che sta viaggiano alla grande, premiando in particolar modo esemplari unici (o quasi) e in conservazione eccezionale.
Si tratta di un mercato bene o male trasversale che, pur favorendo in particolare certe monetazioni (penso, ad esempio, a quella americana o inglese), coinvolge comunque la maggior parte delle monetazioni esistenti. 
Tuttavia, a mio modesto parere, non bisognerebbe basare il proprio giudizio unicamente su risultati eccezionali di monete, a loro volta, eccezionali. Il mercato non è fatto solo di colpi da milioni di dollari ma da tante vendite da centinaia/migliaia di euro.

Ecco, allora, che si potrebbe portare l'analisi ad un livello più settoriale. Tutte le monetazioni stanno crescendo in ugual modo o ce ne sono alcune che stanno andando più forte di altre? Ci sono, invece, alcune monetazioni che sono in una fase di stallo o, addirittura, di flessione? Personalmente, ammetto di non avere una visione a 360° gradi di tutto il mercato numismatico esistente però, da quel che leggo e sento, non vedo una crescita uniforme. 

Sul fatto che il mercato numismatico (in generale) continuerà a crescere a questi ritmi, nutro dei forti dubbi. Soprattutto quando supereremo questa situazione e si potrà tornare a viaggiare, incontrarsi ai convegni, partecipare alle aste in sala, ecc. prevedo un temporaneo assestamento delle quotazioni. Molto probabilmente, però, questo assestamento non riguarderà le monete TOP che, ribadisco, ormai fanno e faranno sempre più storia a parte...

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1 ora fa, QuintoSertorio dice:

(mi sembra di ricordare un esempio specifico per farne uno, 20 grana 1859) si dice qualcosa tipo (nel 2014) "hai fatto bene a prenderla, perchè in questa conservazione non si trova a meno di 250/300 euro", mentre adesso mi sembra si possa trovare, per conservazioni grosso modo simili, intorno a 100/150 euro.

E' sbagliata la mia percezione sulle monete che seguo? (preunitarie e regno, in conservazioni tra qSPL e SPL+)

Grazie! 

Il 20 grana 1859 è quotato 150 euro in SPL sul Gigante (2018), come prezzo di mercato 250/300 sono (e sono sempre stati) troppi anche per un FDC, quindi ti hanno evidentemente preso in giro.

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17 minuti fa, Gallienus dice:

Il 20 grana 1859 è quotato 150 euro in SPL sul Gigante (2018), come prezzo di mercato 250/300 sono (e sono sempre stati) troppi anche per un FDC, quindi ti hanno evidentemente preso in giro.

Non so se chi scriveva nel 2013 era in malafede o semplicemente poco informato. Purtroppo io mi posso basare solo su quello che leggo sulle vecchie discussioni, senza possibilità di interpretazione. Se io leggo ora la discussione del 2013 (intervento #2) mi faccio l'idea che il valore "di regime" di quella moneta era intorno ai 300. Adesso mi posso fare un'idea diretta che il prezzo orientativo si attesta su un valore abbastanza più basso. Ripeto, avendo cominciato ad osservare questo mondo solo da poco tempo, questi sono gli unici ragionamenti che posso fare per capirlo meglio. Se le mie deduzioni sono sbagliate sono ben contento di essere corretto qui (vi leggo apposta :) :) )

Saluti!

 

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41 minuti fa, lorluke dice:

Anche perché, sotto molti aspetti, non si tratta di un mercato unico ma di un qualcosa estremamente vario ed eterogeneo. 

Esatto, era quello che cercavo di chiedere e capire. Il discorso generale mi sembrava andare nella direzione di affermare che nell'ultimo anno ci fosse stata un'espansione generalizzata dei prezzi a tutti i livelli. Mentre invece forse la considerazione generale vale per le altissime conservazioni o rarità, che però secondo me hanno un mercato abbastanza distinto da quello del collezionista medio. Magari invece mi sbaglio su quest'ultimo punto ed ho io un'idea sbagliata del profilo del collezionista medio (ovvero che tipo di monete acquista, in che quantità, conservazione, etc..). 

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11 minuti fa, QuintoSertorio dice:

Non so se chi scriveva nel 2013 era in malafede o semplicemente poco informato. Purtroppo io mi posso basare solo su quello che leggo sulle vecchie discussioni, senza possibilità di interpretazione. Se io leggo ora la discussione del 2013 (intervento #2) mi faccio l'idea che il valore "di regime" di quella moneta era intorno ai 300. Adesso mi posso fare un'idea diretta che il prezzo orientativo si attesta su un valore abbastanza più basso. Ripeto, avendo cominciato ad osservare questo mondo solo da poco tempo, questi sono gli unici ragionamenti che posso fare per capirlo meglio. Se le mie deduzioni sono sbagliate sono ben contento di essere corretto qui (vi leggo apposta :) :) )

Saluti!

 

Scusa, ma Francesco77 - che è uno che di napoletane ne capisce - dice di quella moneta, presentata come un FDC eccezionale, "Il suo valore di mercato attuale (2013) è di circa 200 euro".

Da quanto avevi scritto prima pareva che 250/300 fosse un buon prezzo per un SPL, invece parliamo di 200 per un FDC eccezionale... cosa mi sfugge?

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5 minuti fa, Gallienus dice:

Scusa, ma Francesco77 - che è uno che di napoletane ne capisce - dice di quella moneta, presentata come un FDC eccezionale, "Il suo valore di mercato attuale (2013) è di circa 200 euro".

Da quanto avevi scritto prima pareva che 250/300 fosse un buon prezzo per un SPL, invece parliamo di 200 per un FDC eccezionale... cosa mi sfugge?

Perdonami, mi ero spiegato male. Avevo detto nell'intervento che io colleziono intorno allo SPL, ma per l'esempio specifico avevo semplicemente detto "confrontando due monete di pari conservazione del 2010 e del 2021". L'intervento poi diceva, nel 2013, che il prezzo si sarebbe attestato "nuovamente" intorno ai 300. In ogni caso, era semplicemente per fare un esempio di un'osservazione di andamenti di prezzi di specifici ambiti in cui in 10/12 anni non solo non sono aumentati, ma probabilmente sono anche leggermente calati. Almeno questa era la mia impressione ricostruendo adesso l'andamento retrospettivamente.

Saluti!

Modificato da QuintoSertorio
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Posso dire che, per via degli anziani che sono morti di covid, gli ereditari non avranno interesse a tenerle, quindi a venderle, e che nel mercato si troveranno piu' monete rare? O e' macabro da pensare? :D

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5 ore fa, Paolino67 dice:

Come al solito non è possibile fare discorsi di questo tipo generalizzando su tutto lo scibile numismatico.

Ci sono i soliti settori di "elite" (grandi rarità, grandi conservazioni) che continueranno a tirare al massimo, come succede ormai da parecchio tempo. La incredibile bolla che ha invece portato anche parecchie monete insignificanti ad aumentare di prezzo nell'ultimo anno (covid) invece si sgonfierà ampiamente. Purtroppo il blocco totale o quasi totale vissuto nell'ultimo anno ha portato a una ristagnazione non del mercato, ma del movimento globale delle monete. Poche monete in circolo, richiesta come minimo stabile se non addirittura in aumento, ed ecco che persino certe ruzziche hanno acquisito mercato. Ma non appena l'offerta tornerà a livelli normali non vedo come questo materiale possa rimanere ai livelli a cui si vende (ma molto spesso in realtà è un "si prova a vendere") oggi.

Dissento

forse in Italia - con un mercato piu’ ristretto - e’ stato cosi

basta spostarsi in UK, USA etc e le monete di grande grandissimo peso hanno fatto record su record. Non a caso una se non ‘la’ piu’ importante collezione almeno degli ultimi 30 anni ( in base al puro valore monetario - non entro nel giudizio di merito della validità collezionistica) , ovvero la Paramount collection e’ stata esitata proprio in questo periodo.

altre eccezionali rarità USA sono state offerte da Heritage poche settimane fa. 
vogliamo parlare del discusso aureo di Bruto ( moneta incerta che andrebbe approfondita mio avviso ma che ha frantumato record )? 
Mi pare tutt’altro che un ristagno ...

  • Confuso 1
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Nessuno ha accennato lontanamente ad un problema che si e' verificato in modo piu' evidente nell'ultimo anno e mezzo in Italia......nessuno ha mai fatto caso che nel regolamento di numerose aste o listini vendita italiani e' stato inserito la dicitura che non si effettuano spedizioni in paesi extra UE o addirittura all'estero in generale? Pensate che , nonostante qualcuno si meravigli del fatto che i prezzi sono lievitati notevolmente, questo si e' verificato quasi totalmente da offerte provenienti da mercato italiano (alcuni hanno provato ugualmente a vendere all'estero anche se quasi in automatico si riceveva il diniego pure per monete comunissime da considerarsi quasi bullion...si , tanto per citarne alcune, sono arrivati a notificare anche comunissimi 40 lire di napoleone considerati in gergo "asfaltati"). Di qui la differenza con alcune aste estere che, non avendo le assurde restrizioni presenti in Italia, hanno avuto realizzi ancor piu' alti. Detto  cio' , a mio avviso, qualora si riuscisse a trovare una soluzione a queste assurdi problemi presenti solo in Italia, il mercato in netta ascesa dei prezzi che si e' visto negli ultimi periodi, oltre a continuare ad esserlo gia' solo in questa situazione, subirebbe un ulteriore incremento con la concorrenza di utenti esteri ( garantisco che le offerte rifiutate nelle nostre aste live, sono state di cifre veramente alte....i prezzi di realizzo sarebbero stati di molto superiori) .  Anche con riaperture e possibilita' quindi di tornare anche al mercato dei convegni, per le massime conservazioni i rialzi del mercato non sono affatto finiti....lo si vedra' appena si potranno avere le aste di sala e quindi magari crescera' anche il livello del materiale proposto fino ad ora dalle aste live . Probabilmente , quando si tornera' alla normalita' , il mercato delle conservazioni medio basse subira' una flessione rispetto a quanto visto ultimamente ,dovuta al fatto che queste le si potranno trovare anche ai banchi dei commercianti ai convegni , ma quello delle conservazioni massime sono convinto sia ben lontano dal suo limite, sono convinto che continuera' la sua ascesa sicuramente..........bisogna considerare che la disponibilita' di queste e' sempre meno, una volta che trovano casa dai collezionisti che se lo possono permettere, e' inevitabile che siano sempre meno quelle da poter reperire (ovviamente il discorso riguarda in maniera molto piu' marcata determinate tipologie' monetarie)

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