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Circolazione monetaria Regno d'Italia


TIBERIVS
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Discussione molto interessante dal mio punto di vista. Provo ad aggiungere alcuni considerazioni sparse, derivanti principalmente dalla lettura di "L'Italia e L'unione monetaria latina" di Filocamo e "La circolazione metallica del Regno di Italia" di Lefevre.

Nella mente dei legislatori traspare che l'Unione Monetaria Latina dovesse poi virare verso un monometallismo aureo, che non era possibile nella fase iniziale a causa della grande quantità di argento presente nelle casse francesi. A parziale dimostrazione c'è il fatto che i tagli aurei avessero effettivamente un ampio spettro di valori e il fatto che l'organizzazione dell'argento non fosse consistente tra loro: 1 lira pesava 5g al titolo di 835%, mentre 5 lire pesavano 25g ma al titolo di 900%..di certo non ero incentivato lo scambio di monete in argento tra loro (nessuno avrebbe pagato con uno scudo con il rischio di vedersi dare un resto in 1 e 2 lire..), mentre l'oro era consistente.

Poi:

- le 5 lire in oro sono state sospese perchè non "pratiche" per la circolazione (art. 9 della convenzione del 1878, "La monetazione dei pezzi d'oro fabbricati nelle condizioni dell'art. 2, con l'eccezione di quella da 5 franchi d'oro, che resta provvisoriamente sospesa, è libera [...]", a commento del testo si fa riferimento al fatto che fossero troppo piccoli e soggetti ad usura).

- il calo dell'argento sul mercato, che però rimaneva inchiodato al rapporto di 15.5 rispetto all'oro monetato, ha portato al fatto che l'argento, in particolare gli scudi, fosse ancora abbondantemente usato per comprare oro degli altri paesi membri (infatti negli anni successivi, ad ogni nuova convenzione si faceva riferimento alle clausole di liquidazione, secondo le quali ogni stato doveva periodicamente ricomprarsi i proprio scudi d'argento finiti negli altri paesi membri con uguale valore in oro).

Di conseguenza, secondo me, l'oro era idealmente pensato per la circolazione di tutte le classi sociali, ed è stato così per un lungo periodo, ma non con la stabilità immaginata dai legislatori.

Saluti!

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Il 29/5/2021 alle 08:48, TIBERIVS dice:

Più volte ho riscontrato ipotesi, dove si avvalorava   che la monetazione aurea ( parlo sempre e solo della tipologia marengo) era di appannaggio delle classi “superiori”, che la circolazione fosse limitata solo per transazioni di elevato o elevatissimo importo, e questa tipologia non rientrava nell’ uso comune della circolazione, soprattutto    se si considerano le classi più basse della società di quegli anni.

In generale credo che l'ipotesi sia corretta con riferimento ai tempi più antichi, ma dal 19° secolo la moneta aurea circolava senz'altro di più; non si può pensare che circolasse solo per le maggiori transazioni, se si tiene conto del notevole numero di marenghi in scarsa conservazione, per cui doveva essere una moneta abbastanza comune e circolante anche tra le classi non elevate, come confermato dalle testimonianze sopra riportate.

Mi colpisce che i muratori diffidassero dell'oro.

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Ahem, non per fare il guastafeste :rolleyes: ma non mi pare che nei contributi, sicuramente interessanti, postati da @TIBERIVS si parli della circolazione aurea IN ITALIA. Le due donne che affermavano di essere pagate in oro, lavoravano in Francia:

Il 29/5/2021 alle 08:48, TIBERIVS dice:

MARIA ABELLO in LAUGERO... Sono andata in Francia a quattordici anni. Guadagnavamo cinquanta soldi il giorno,  due lire e dieci soldi, e risparmiavamo... Pagavano tutto a marenghini d’oro.

 

Il 29/5/2021 alle 08:48, TIBERIVS dice:

ELISABETTA CENTENERO vedova GIORDANA... mi ricordo ancora la paga dei due anni che mi hanno affittata in Francia. Il primo anno novantacinque lire, il secondo centoquindici.

Il guadagno era trenta soldi al giorno, a raccogliere le viole per Parigi, Lione, Londra, tutto il giorno piegate che piovesse o no a fare i mazzetti di viole, sessanta viole e trenta foglie attorno per mazzetto, da Natale a Pasqua. Trenta soldi di paga, ma ci pagavano in oro. Là pagavano tutti in oro

, cioè in Francia, pagavano tutti in oro, il che forse stava a significare che qua, cioè in Italia, non era così.

Detto questo, sono anch'io propenso a credere che le monete d'oro circolassero anche tra le classi più umili, per transazioni di relativamente basso valore. Per le transazioni più importanti c'erano le banconote, chi doveva pagare 10.000 lire non credo si presentasse con un sacchetto di 500 marenghi, ma piuttosto con 10 biglietti da 1000.

petronius :)

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