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Manlius Torquatus e Sulla Felix: fascino di un denario


maurineg
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Distinti esperti di monete romane repubblicane, vorrei condividere alcune riflessioni sul denario di Lucius Manlius Torquatus e Lucius Cornelius Sulla Felix. A mio parere è una moneta che presenta diversi aspetti suggestivi.

E’ sicuramente il primo denario romano che porta in legenda il titolo di “Imperator”; a seconda della datazione attribuitagli, poi, potrebbe anche essere la prima moneta in assoluto a riportarlo, mentre, se fosse esatta la datazione di Crawford (82 aC), le prime monete a mostrare questo titolo sarebbero alcuni rari cistofori emessi nell’ anno 85 aC da C. Flavius Fimbria.

Altro aspetto particolare: tradizionalmente questa è considerata la prima moneta in cui vi è la rappresentazione di un contemporaneo vivente su una moneta romana. Infatti il triumphator su quadriga del R/, incoronato dalla Vittoria e reggente un caduceo, viene identificato con L Cornelio Sulla Felix. Dopo di lui molti altri metteranno il proprio ritratto su moneta, anche al D/, il chè è uno specchio fedele del passaggio dalla Repubblica al governo di uno solo. Vorrei però far notare (e qui mi rivolgo agli esperti) che nel denario di Caius Fundanius del 101 aC (Cr 326/1) sia Babelon che Crawford indicano la possibilità che il Triumphator su quadriga sia Caio Mario, l’ eterno rivale di Silla. Caio Mario avrebbe quindi scippato a Silla il primato sulla prima raffigurazione di vivente ritratto su moneta. Questo rende il denario di Manlio e Silla ancora più intrigante, come se Silla avesse voluto dimostrare che i tempi erano cambiati e che era lui, al momento, il primo uomo di Roma, emettendo un denario parallelo a quello raffigurante Mario.   

Crawford distingue tre tipi di denario, tutti caratterizzati dalla testa di Roma a dx con elmo attico alato al D/ e da Triumphator su quadriga al passo, incoronato da Vittoria alata al R/:

Cr 367/1 in cui la scritta al D/ è disposta in modo diverso dagli altri due tipi (L. M- ANLI. PRO. Q)

Cr 367/5 diviso, nel nostro catalogo La Moneta, in due sottosezioni: la prima in cui il cavallo in primo piano è in posizione centrale, la seconda (R3) in cui la zampa anteriore  del cavallo in primo piano sfiora il bordo del tondello con un numero di controllo sottostante.

Cr 367/3 con lettera T coricata dopo MANLI nella legenda del D/. Alcuni pensano che la T in questione sia l’ iniziale di TORQVATVS, altri ipotizzano che sia invece una L rovesciata ad indicare l’ età di Silla (come nel denario di Giulio Cesare R-I2/2-1 e nei quinari di Marco Antonio e Fulvia). Quello che vorrei evidenziare è che, a mio avviso, nella catalogazione Cr 367/3 (R-G256/4-1) coesistono due diversi tipi di monete, entrambi rappresentati nel Catalogo La Moneta. La differenza sta nel rovescio e più precisamente nella posizione dei cavalli della quadriga. Vi sono infatti esemplari con il cavallo in primo piano che sfiora con la zampa alzata il bordo del tondello ed esemplari, come quello postato, in cui il cavallo in primo piano è in posizione centrale. E’ forse la scoperta dell’ acqua calda, ma non ho trovato, sui testi consultati, qualcuno che abbia segnalato questa diversità. Propongo quindi all’ esimio Curatore del sito ed ai vari esperti se non sia il caso di dividere in due sottosezioni Cr 367/3, analogamente a quanto si è fatto per Cr 367/5. Ringrazio per la cortese attenzione e spero in numerosi riscontri per chiarire alcuni aspetti per me ancora non chiari di questa affascinante moneta.

  

 

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Supporter

È una bella disamina di un denario affascinante. 

Per parte mia farò alcune mie riflessioni domani, voglio prima esaminare qualche testo

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Supporter

In effetti, questa emissione è ritenuta, spesso, la prima in cui un vivente compare su una moneta repubblicana, fatta eccezione per il noto e discusso aureo di Flaminino (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G300/1). In realtà però tale primato potrebbe appartenere a un analogo denario di Mario (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G60/1) ove, addirittura, comparirebbe pure il suo giovane figlioletto; in questo caso, l'emissione di Silla potrebbe essere una risposta a quella del rivale. Si deve dire comunque che i monetieri potrebbero essere ricorsi a un espediente: non viene raffigurato la persona ancora in vita, bensì una statua a lui dedicata. Questo "trucco" in effetti è stato quasi sicuramente usato per un noto aureo dello stesso Silla (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G257/1); certo, non poteva valere per l'emissione di Mario (in quanto la statua dedicata a Silla fu la prima concessa a un magistrato vivente).

Un'altra particolarità degna di nota è che a partire da questa data le lettere "EX S. C." scompaiono - per ordine di Silla o per compiacerlo - dalle serie che il Senato continua ad emettere, come se quella grande istituzione si inchinasse al completo di fronte a una volontà superiore.

La datazione di queste monete, come hai sottolineato, è molto incerta. Borghesi, Babelon e Mattinghy ritengono l’emissione contestuale o immediatamente successiva al trionfo di Silla (81). Crawford non concorda, ritenendo che la proquestura citata dal monetario (carica evidentemente militare) non potesse continuare dopo l’ingresso nel pomerium e quindi data l’emisisone all’82, ritenendo che il trionfo qui rappresentato sia “auspicato, non celebrato”. Il caduceo nelle mani del trionfatore significherebbe appunto che il trionfo è a questa data ancora auspicato (Campana; Belloni). Amisano ripropone la tesi dell’81, ricordando che, dopo l’uccisione di Ofella, le procedure elettorali furono sospese e, quindi, si ebbe la prorogatio delle magistrature assegnate da Silla. Assenmaker, infine, data questa emissione (e l'asse http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G212/13) al 90-89, durante il Bellum Sociale, ritenendo il titolo "imperator" legato non a un’acclamazione imperatoriale, bensì all’investitura dell’imperium durante il secondo anno del conflitto, quando Silla successe al defunto console L. Porcio Catone. Anche l’emissione di aurei si giustificherebbe con il clima d’urgenza della guerra in corso. In questo caso, si può trarre la conclusione che Silla sia stato il primo a fregiarsi sulle monete del titolo di "imperator" (inteso, però, nel senso di "detentore dell’imperium", non di "generale vittorioso acclamato dalle truppe"), anticipando C. Flavius Fimbria, che secondo la tradizione era stato il primo a usare questo titolo, sui cistofori ormai rarissimi (3 esemplari noti) emessi nell’85 a.C. Sull'uso del termine "imperator", leggi questa interessantissima discussione: https://www.lamoneta.it/topic/136241-imperator-e-silla-rrc-359-367-368/.

Il monetario viene tradizionalmente identificato con il L. Manlius Torquatus, proquestore in Oriente e console nel 65; nacque quindi al più tardi intorno al 108, considerato il cursus honorum. Plutarco (Silla, 29) narra di un Manlio Torquato che il 1° novembre 82 a.C., a Porta Collina, consigliò inutilmente di attendere l’alba prima di attaccare: potrebbe essere lui. Se però si data questa emissione al 90-89 a.C., deve trattarsi di un altro magistrato (perché il console del 65 a quella data sarebbe stato troppo giovane per essere nominato proquestore): potrebbe trattarsi di un L. Manlius citato dalle fonti come proconsole, governatore della Gallia Narbonese, nel 78, che partecipò alla guerra contro Sertorio.

Per il significato della “T coricata” che compare sulla variante RRC 367/3 (e nell’aureo 367/2), come hai evidenziato potrebbe stare per Torquatus ma Bahrfeldt nel 1923 l’aveva interpretata come una L, per indicare il cinquantesimo anno di età di Silla. Nota però che Silla compì 50 anni nell'88, e questa datazione contrasta con tutte quelle proposte.

Una curiosità: Belloni osserva che su alcuni denari compaiono alcuni numerali, incisi molto debolmente, che egli ritiene segni controllo incisi direttamente sulle monete (e non sul conio) e poi cancellati alla meglio, esaurita la loro funzione, prima che le monete entrassero in circolazione.

Sull’opportunità di suddividere l’emissione in sottogruppi, non saprei risponderti. Le “serie” individuate da Crawford dovrebbero, in linea di massima, individuare emissioni omogenee, fatte dallo stesso monetario nello stesso anno, ma questo schema trova notevoli eccezioni in un senso e nell’altro: ad esempio, quadrigati diversissimi per iconografia (della legenda “ROMA”), per peso (da oltre 7 grammi sino a quasi 2!) e per bontà della lega sono tutti raggruppati come RRC 28/3; all’estremo opposto, trovi questo stesso denario dove una minimale differenza di legenda porta a identificare tre emissioni diverse.

 

Edited by L. Licinio Lucullo
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Supporter

Perdonami!!!!

Ho modificato il tuo post per errore. Non sono neanche riuscito a leggerlo. 

Puoi riscriverlo per cortesia?

 

Scusami ancora

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Beh, ti ringraziavo e mi inchinavo alla tua profonda cultura. Inoltre spiegavo meglio la proposta di suddividere Cr 367/3 in due sottosezioni in quanto, a mio avviso, si trovano lì raggruppate due diverse monete: la categoria più numerosa col cavallo in primo piano con la zampa anteriore che tocca il bordo della moneta ed una, forse meno frequente, in cui il cavallo in primo piano è in posizione centrale ed è il quarto quello che sfiora, con la zampa anteriore, il margine del tondello. Crawford e gli altri sembrano non aver notato la differenza ritenendola, forse, trascurabile, ma il catalogo La Moneta, ha spesso avuto una pignoleria e precisione maggiore proseguendo e completando l' opera di molti maestri della Numismatica del passato. 

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Supporter

Ma dai, quale cultura ... sono solo un appassionato. Ci sono ben altri studiosi iscritti a questo forum, non certo io! 😉

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