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Bronzi provinciali romani e mitologia greca


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Bronzo della Koinon di Macedonia Omonoia, regno di Alessandro Severo, che raffigura al diritto la testa di Alessandro Magno che indossa una pelle di leone e al rovescio la Macedonia seduta, che indossa il kalathos tiene in mano Kabeiros e uno scettro; uno scudo a lato del trono (Berlin, Staatliche Museen (Germany)).

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Bronzo della Koinon di Macedonia Omonoia, regno di Alessandro Severo, che raffigura al diritto la testa diademata di Alessandro Magno con capelli raccolti e al rovescio la Macedonia seduta, con il kalathos, appoggiata alla lancia, lo scudo accanto al trono, che riceve Kabeiros con martello e rhyton da Nike in piedi che tiene in mano un ramo di palma (Berlin, Staatliche Museen (Germany)).

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Bronzo della Koinon di Macedonia Omonoia, regno di Alessandro Severo, che raffigura al diritto la testa di Alessandro Magno che indossa una pelle di leone e al rovescio la figura allegorica della Macedonia in piedi, che indossa il kalathos, in mano cornucopia e Kabeiros, e Nike in piedi, con ramo di palma, entrambe con patera sopra un altare al centro (Kunsthistorisches Museum, Vienna (Austria)).

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Bronzo della Koinon di Macedonia, periodo di Alessandro Severo (222-235 d. C.), che raffigura al diritto la testa di Alessandro Magno con copricapo in pelle di leone e al rovescio Alessandro, nudo fino alla vita, seduto a destra su un basso banco, la mano destra sul banco e la sinistra in grembo; davanti a lui, a destra, Nike in piedi che gli porge un elmo e appoggia la sinistra su uno scudo rotondo con una rappresentazione di Achille che attacca Pentesilea (Nomos 16).

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GREEK COINS
Macedon. Koinon of Macedon. Period of Severus Alexander, 222-235. Triassarion (Bronze, 25 mm, 12.53 g, 1 h), Beroea. ΑΕΞΑΝΔΡΟΥ Head of Alexander in lion's skin headdress to right. Rev. [ΚΟΙΝΟΝ] ΜΑΚΕΔΟΝΩΝ Alexander, nude to the waist, seated right on a low bench, his right hand on the bench and his left resting in his lap; before him to right, Nike standing left, holding out a helmet to Alexander in her right hand and, by her left side, resting her left on a round shield that bears a representation of Achilles attacking Penthesilea.

La raffigurazione del rovescio è identica a quella del medaglione Aboukir di Caracalla al Museo di Berlino.

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La rappresentazione risale all'immaginario omerico, in particolare alla scena di Teti, la madre di Achille, che gli porta le armi forgiate da Efesto da usare nella guerra di Troia.

Esito del bronzo all’asta Nomos

Starting price: 400 CHF. Estimate: 500 CHF. Result: 1.800 CHF

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Edited by apollonia
aggiunto esito asta
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Bronzo di Cizico (Misia) che raffigura sul diritto il busto drappeggiato di Kore a destra, con corona di quercia e spiga di grano e sul rovescio il ratto di Persefone: Ade in piedi sulla quadriga tiene il corpo esanime di Persefone con la mano destra e le redini della quadriga con la sinistra (CNG 112).

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Roman Provincial
MYSIA, Cyzicus. Pseudo-autonomous issue. Time of Caracalla, AD 211-217. Æ (34mm, 17.06 g, 6h). Kore Soteira issue. Draped bust of Kore right, wearing oak and grain ear wreath / The Rape of Persephone: Hades, cloak billowing behind him, standing slightly left in quadriga right, holding the limp body of Persephone with his right hand and the reigns of the quadriga with his left. Von Fritze X, Group VI, 41 and pl. VI, 34 (only obv. illustrated: same die); SNG BN –; SNG Copenhagen –: Savoca 14, lot 427 (same dies). Dark brown, almost black, surfaces, even roughness. VF. Very rare.
Ex Stack's Bowers Galleries (12 January 2017), lot 5209; Nomos 12 (22 May 2016), lot 172.

Estimate: 500 USD. Price realized: 525 USD.

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Come Eleusi nella Grecia centrale, Cizico era anche un importante centro del culto di Persefone. Tra le più antiche divinità del pantheon olimpico e con connessioni a una dea madre della terra pre-ellenica, era, nella sua incarnazione come Kore, la fanciulla nubile, strettamente associata a Demetra, o Deo, la donna come matrona e madre. Più tardi adattata per creare la coppia madre-figlia e incorporata nella mitologia classica tradizionale, Demetra rimase collegata alla fertilità, in particolare quella della terra, mentre Persefone divenne la regina degli Inferi e la cui parte nei Misteri Eleusini offriva la speranza della vita dopo la morte.

Secondo il mito, come riportato nell'Inno omerico a Demetra (versi 15-18), Ade si innamorò di Persefone, la figlia di Demetra, e chiese a Zeus il permesso di sposarla. Zeus non voleva offendere suo fratello con un rifiuto, ma sapeva anche che Demetra non lo avrebbe perdonato se Persefone fosse stata affidata agli inferi. Zeus dichiarò che non avrebbe dato né rifiutato il suo consenso. Questo incoraggiò Ade a rapire Persefone mentre stava raccogliendo fiori in un prato, e a portarla via sul suo carro trainato da cavalli negli inferi, come è raffigurato sul rovescio di questa moneta.

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Bronzo di Settimio Severo (Corinzia, Corinto) che raffigura sul rovescio Ino che avanza a sinistra con Melikertes bambino in braccio, verso Isthmos in forma di un giovane uomo nudo, seduto a destra sulle rocce, con un ramo abbassato nella mano sinistra; tra loro un delfino che nuota a destra (Roma Numismatic E-Sale 81).

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Roman Provincial
Septimius Severus Æ 24mm of Corinth, Corinthia. AD 193-211. L SEPT SEV PERT AVG IMP, laureate, draped and cuirassed bust to right; uncertain c/m in oval incuse on shoulder / [CLI COR], Ino advancing to left, holding infant Melikertes in her arms, towards Isthmos in the form of a youthful naked man, seated to right on rocks, holding lowered branch; between them, a dolphin breaks the surface swimming to right. BMC 647 & Pl. XXI, 6 (for obv.) & 11 (for rev.); BCD Corinth 852 var. (bust type, same rev. die). 11.35g, 24mm, 6h.

Very Fine; some corrosion, struck from dies of fine style. Exceptionally Rare.

From a private UK collection.

Starting price: 120 GBP. Estimate: 200 GBP. Result: 1.100 GBP.

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Nella mitologia greca Ino era una delle quattro figlie del mitico eroe e fondatore di Tebe, Cadmo (le altre erano Autonoe, Agave e Semele, madre di Dioniso). La Bibliotheca afferma che fu la seconda moglie del re della Beozia, Athamus, e che gli diede due figli, Learchus e Melikertes (1.9.).

Insieme ai due ragazzi Ino aveva allevato anche suo nipote Dioniso. Questi provocò l'ira gelosa di Era, il cui marito Zeus aveva generato il giovane, e fece sì che la dea rendesse Athamus temporaneamente pazzo come atto di vendetta. In uno stato frenetico e omicida, Athamus cacciò e massacrò Learchus, credendolo un ariete, prima di inseguire Ino e Melikertes attraverso la Grecia. La “Descrizione della Grecia” di Pausania afferma che, messi alle strette e di fronte all'inevitabile morte per mano del marito, Ino e il figlio che le rimaneva si gettarono in mare dalla roccia delle Molurie (1.44.7). Melikertes, tuttavia, non sopravvisse al tuffo. Il suo cadavere fu portato all'Istmo di Corinto sul dorso di un delfino, prima che lui e sua madre fossero trasfigurati da uno Zeus comprensivo rispettivamente nelle divinità marine Palaimon e Leukothea. Entrambe le divinità divennero rinomati guardiani del mare e assistettero marinai ed eroi, Ulisse incluso, nel negoziare viaggi rischiosi.

La moneta del post precedente, molto rara, celebra sul rovescio Ino e Melikertes che emergono dalle profondità per assumere i loro stati immortali. L'Istmo stesso è qui personificato come un giovane idealizzato reclinato sulle rocce, che offre soccorso e rifugio. Questa storia e le figure di Ino e Melikertes e le loro forme divinizzat, avevano evidentemente un enorme significato per la gente di Corinto durante i tempi antichi. Ciò è evidenziato dalla costruzione di un tempio dedicato a Palaimon e Leukothea sull'Istmo (Descrizione della Grecia 2.1.1) e la fondazione dei Giochi Istmici, un mezzo per onorare la memoria del Melikertes divinizzato, che fiorì almeno fino alla metà del IV secolo d. C.

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Bronzo di Elaiussa Sebaste (Cilicia) che raffigura Atena elmata al diritto e la dea Afrodite Euploia con aplustre e scettro al rovescio (CNG, Mail Bid Sale 64).

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CILICIA, Elaiussa Sebaste. Circa 1st Century BC. Æ 25mm (11.38 gm). Helmeted head of Athena right / Goddess (Aphrodite Euploia) standing left, holding aplustre and sceptre; monogram before in left field. SNG Levante 839 (this coin). VF, dark olive patina with light green highlights. ($200)

 

 

Nella mitologia, Afrodite nacque quando Crono castrò suo padre Urano con una falce e gettò i genitali nel mare, dai quali Afrodite apparse in mezzo alla schiuma risultante (aphros). In altre versioni lei è la figlia di Zeus e di Dione, la Titania. Esiodo narra la prima versione, invece Omero la seconda, e i Greci si sentivano turbati da tale evidente contraddizione da parte dei loro due illustri creatori di miti. Certamente, Platone formulò una teoria per riconciliare i due antichi autori, insinuando che in realtà esistessero due dee diverse con lo stesso nome, una per rappresentare (a suo avviso) l'amore superiore tra uomini, e l'altra per rappresentare l'amore tra uomini e donne. Platone le chiamò rispettivamente la 'Afrodite Celeste' e la 'Afrodite Pandemia'.

Dato che la si ritenne essere nata vicino a Cipro, Afrodite fu venerata soprattutto sull'isola di Pafo- una zona geografica che allude alle sue origini orientali come della fertilità e come una possibile evoluzione della dea fenicia Astarte o Inanna (Ishtar) del Vicino Oriente. Le due zone della Grecia e del Vicino Oriente furono centri di intensi scambi culturali prima del Periodo Arcaico dell'VIII secolo a. C., e probabilmente risulta importante che nel V secolo a. C. lo storico greco Erodoto afferma che il più antico luogo di culto dedicato a Afrodite fu Ascalona in Siria. È anche possibile che la dea derivi da una divinità cipriota completamente locale. Il forte nesso con l'isola è dimostrato dal suo nome comune, Cypris, che significa 'di Cipro'.

Più certo rispetto alle sue origini è che la nascita della dea e la conseguente associazione col mare si manifestarono nella posizione di molti santuari costieri dedicati a lei e nei parecchi epiteti, tra i quali Afrodite Pontia ('delle profondità marine') e Afrodite Euploia ('della buona navigazione'). Afrodite fu associata anche al pianeta più luminoso, Venere, e questo, considerato da sempre un aiuto prezioso per la navigazione, potrebbe essere un altro legame con gli antichi marinai.

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Efesto e Ares

Costretta da Zeus a sposare il non così buon partito Efesto, il noioso dio del fuoco e delle attività artigianali, Afrodite non gli fu affatto fedele e mantenne delle famigerate relazioni amorose con gli dei Ares, Ermes e Dioniso. La scappatella con Ares fu probabilmente la più sconvolgente dei molteplici episodi di infedeltà che accaddero tra gli dei dell'Olimpo. Efesto, un progettista e ingegnere estremamente intelligente, costruì un letto speciale d'oro per incastrare sua moglie. Quando Afrodite e Ares si trovarono nel momento più passionale, il letto fece saltar fuori delle catene d'oro che chiusero le divinità nude nel loro illecito abbraccio. Il loro imbarazzo peggiorò quando Elio, il dio del sole, diresse la sua luce sulla coppia, in modo che tutti gli dei dell'Olimpo potessero dare un'occhiata al disonore. Non appena furono liberati definitivamente, Ares fuggì in Tracia mentre Afrodite se ne tornò a Cipro.

Afrodite fu considerata la madre di Eros, Armonia (con Ares), l'eroe troiano Enea (con Anchise), Erice, il re della Sicilia (con Bute l'argonauta) e, con Dioniso o Adone, Priapo (un giardiniere con genitali enormi). La dea aveva un grande seguito di divinità minori tra cui Ebe (dea della giovinezza), Ore, Dike, Irene, Temi, le Grazie, Aglaia, Eufrosine, Talia, Eunomia, Daidia, Eudaimonia, Imero (Desiderio) e Peito (Persuasione).

Afrodite rappresentò spesso l'unità e l'armonia, così come il mixis o il 'socializzare', e questo può spiegare i vari tipi di associazioni della dea nelle questioni quali la guerra e la politica, campi in cui gruppi eterogenei dovevano lavorare assieme come un unico gruppo. La dea fu anche, specificamente, la protettrice dei magistrati.

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La Guerra di Troia

Nella mitologia Afrodite è citata come in parte responsabile della guerra di Troia. In occasione delle nozze di Peleo e Teti, Eris (la dea della discordia) presentò una mela d'oro da dare alla dea più bella. Era, Atena e Afrodite gareggiarono per l'onore, e Zeus nominò Paride, il principe troiano, giudice. Per influenzare la sua decisione, Atena gli promise la forza e l'invincibilità, Era gli offrì le regioni di Asia e di Europa e Afrodite gli promise la donna più bella del mondo. Paride scelse Afrodite e quindi vinse onestamente Elena di Sparta. Tuttavia, siccome lei era già la moglie di Menelao, il rapimento di Elena compiuto da Paride spinse il re di Sparta a richiedere l'aiuto di suo fratello Agamennone e a inviare una spedizione a Troia per riprendersi Elena.

Esiodo descrive la dea con le seguenti espressioni: 'sguardo-veloce', 'nata dalla schiuma', 'il sorriso amorevole', e più spesso 'Afrodite d'oro'. Similmente, nella descrizione di Omero della Guerra di Troia nell'Iliade, la dea viene ritratta come 'dorata' e 'sorridente' e sostiene i Troiani nella guerra. In episodi noti, Afrodite protegge suo figlio Enea da Diomede e salva lo sfortunato Paride dall'ira di Menelao.

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Adone

Una delle più celebri avventure della dea fu quella con il bell'Adone. Afrodite tenne la giovinezza al sicuro in uno scrigno protetto da Persefone, ma quest'ultima si innamorò anche lei dell'uomo e non volle ridarlo alla dea dell'amore. Zeus fu obbligato a intervenire, e stabilì che Adone avrebbe dovuto trascorrere quattro mesi dell'anno con ciascuna donna (e quattro mesi di riposo per conto suo). Ucciso tragicamente in un incidente di caccia, il giovane incredibilmente bello fu trasformato in un fiore senza profumo. Afrodite rimase sconvolta per la sua perdita e il suo lutto venne commemorato in un culto, le Adonie, il vertice annuale, una festa per sole donne.

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Afrodite nuda all’interno di un tempio è raffigurata su questo bronzo di Crispina Augusta (Leu 11 & 12).

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LYDIA. Saitta. Crispina, Augusta, 178-182. Tetrassarion (Bronze, 30 mm, 16.55 g, 1 h), Okt. Artemidoros, first archon, circa 179-180. ΚΡΙCΠΕΙΝΑ CΕΒΑCΤΗ Draped bust of Crispina to right. Rev. ΕΠΙ ΟΚΤ ΑΡΤΕΜΙ ΑΡΧ Α•CΑΙ/ΤΗΝⲰΝ (sic!) Aphrodite, nude, standing facing, head to right, within tetrastyle temple with pellet in pediment and acroteria atop. BMC 39 corr. (same dies, but spelling error not noted). GPRC Lydia 81 corr. (same dies, but spelling error not noted). RPC IV.2 online 1395 corr. (spelling error not noted). Rare and very likely the finest known example, with a stern portrait and a beautiful olive green patina. Nearly extremely fine.

Estimate: 750 CHF. Starting price: 600 CHF.

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Bronzo di Hieropolis-Kastabala (Cilicia) che raffigura sul diritto il busto di Tyche drappeggiata, velata e turrita, e sul rovescio il dio fluviale Piramo che nuota a sinistra, con un’aquila nella mano destra (CNG Triton VII).

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CILICIA, Hieropolis-Kastabala. Circa 2nd-1st century BC. Æ 22mm (9.17 gm). Draped, veiled, and turreted bust of Tyche right; monogram and O behind / IEROPOLITWN TWN PROS TW PURAMW, river-god Pyramos swimming left, holding eagle in right hand. SNG Levante -; SNG Levante Suppl. 371 (this coin); SNG France 228; BMC Lycaonia -; SNG Copenhagen -; SNG von Aulock -. Good VF, attractive dark green patina. ($200)
Ex Giessener Münzhandlung 44 (3 April 1989), lot 436.

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Piramo è l’antico nome del fiume Ceyhan (Turchia meridionale) che, dopo aver attraversato le zone montagnose del Tauro, la Cappadocia e la Cilicia, sbocca in mare nel Golfo di Alessandretta.

Nella mitologia greca, il dio fluviale omonimo è protagonista di una diffusissima leggenda narrata fra gli altri da Ovidio nelle Metamorfosi, secondo la quale Piramo, tratto in inganno da un velo insanguinato nel luogo in cui doveva incontrare la sua amata Tisbe, crede che lei sia stata uccisa da una belva e si suicida gettandosi su una spada sotto l’albero dove avevano appuntamento. Quando Tisbe che, spaventata dal ruggito di una leonessa mentre era in attesa sotto l’albero, era fuggita perdendo un velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa, torna sul luogo dell’appuntamento e trova Piramo in fin di vita, tenta di rianimarlo sussurrandogli il proprio nome. Piramo riapre gli occhi e riesce a guardarla prima di morire. Per il grande dolore, anche Tisbe si lancia sulla spada dell'amato sotto il gelso. Tanta è la pietà degli dei nell'ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio.

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Bronzo della stessa tipologia Tiche/Piramo del precedente ma di conii diversi (CNG, Triton V).

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CILICIA, Hieropolis-Kastabala. Civic Issue. Circa 2nd-1st Century BC. Æ 22mm (6.38 gm). Draped, veiled and turreted bust of Tyche right / IERO/POLITWN above, TWN PROS TW PURAMW below, river-god Pyramos swimming right, holding eagle in right hand. SNG Levante 1569; SNG France 2212-2213; SNG Copenhagen 144; BMC Cilicia pg. 82, 3; SNG von Aulock 5571; Laffaille -. EF, dark greenish-brown patina, well centered, strike on the reverse a touch soft. ($200)

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Bronzo della stessa tipologia Tiche/Piramo del precedente ma di conii diversi (Roma Numismatics, E-Sale 7).

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Cilicia, Hieropolis-Kastabala. Civic Issue Æ22. Circa 2nd-1st Century BC. Draped, veiled and turreted bust of Tyche right / IEPOΠOΛITΩN above, TΩN ΠPOΣ TΩ ΠYPAMΩ below, river-god Pyramos swimming right, holding eagle in right hand. SNG Levante 1569; SNG France 2212-2213; SNG Copenhagen 144; BMC Cilicia pg. 82, 3; SNG von Aulock 5571; Laffaille -. 6.97g, 23mm, 2h. Very Fine.

Starting price: 40 GBP. Estimate: 50 GBP. Result: 40 GBP.

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Bronzo di Hieropolis-Kastabala con Tiche su entrambe le facce (CNG EA 108).

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CILICIA, Hieropolis-Kastabala. Circa 2nd-1st century BC. Æ 21mm (6.82 gm). Turreted bust of Tyche right; monogram behind / Goddess seated left, holding sceptre; eagle left under throne. SNG Levante 1564; SNG France 2209 var. (monogram). Good VF, dark brown and red patina.

CNG EA 108, Lot: 11. Estimate $75. Sold for $80.

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Tiche (o Tyche) è una divinità greca simbolo del destino, figlia di Oceano e di Teti o forse sorella delle Moire. Ogni città onorava una propria Tiche, rappresentata col capo cinto da una corona formata da torri e reggente in mano i simboli di buon augurio.

Nella mitologia greca Tiche era la personificazione della fortuna, la divinità che garantiva la floridezza di una città e il suo destino.

Alla dea greca Tiche corrispondeva la dea romana della buona e cattiva sorte Fortuna, rappreentata con in mano un timone, a significare che guidava la vita degli uomini, una sfera, simbolo della instabilità delle cose, e il corno dell’abbondanza. Spesso veniva raffigurata cieca. Il suo culto fu introdotto da Servio Tullio e veniva celebrato in templi eretti in molte città. Era chiamata con molti soprannomi: Averrunca (allontanatrice delle sventure), Comes (compagna di viaggi), Huiusce diei (del giorno presente), Blanda, Stata (Costante), Primigenia (accompagnatrice dell’uomo fin dalla nascita).

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Bronzo di Hieropolis-Kastabala, tipologia Dioniso/Zeus (CNG, Mail Bid Sale 66).

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CILICIA, Hieropolis-Kastabala. Circa 2nd-1st century BC. Æ 29mm (13.32 gm). Wreathed bust of Dionysos right, thyrsos over shoulder / Zeus seated left, holding Nike and sceptre. SNG Levante 1575; cf. SNG France 2224 (with grape bunch in obverse field). Near EF, green patina, some smoothing. ($500)

Sale: CNG 66, 19 May 2004, Lot: 531. Estimate $500. Sold For $500. 

 

Il tirso sulle spalle di Dioniso era un bastone rituale attributo a lui e ai seguaci del suo culto, sormontato da una pigna e avviluppato da edera e pampini di vite con annodate a volte delle bende di lana (simbolo di consacrazione), di simbolismo chiaramente fallico. Ne Le Baccanti di Euripide si afferma che da esso scaturiva miele; esso quindi rappresenta la forza vitale del dio che viene instillata nella vegetazione, negli animali e negli uomini.

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Bronzo pseudo-autonomo al tempo di Gaio (Caligola) che raffigura Dioniso col tirso sul diritto e Poseidone col tridente sul rovescio (CNG, Electronic Auction 369).

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CILICIA, Aegeae. Pseudo-autonomous. temp. Gaius (Caligula), AD 37-41. Æ (30mm, 18.72 g, 12h). Dated CY 86 (AD 39/40). Head of Dionysus right, wearing ivy wreath and head band, with thyrsus over far shoulder / Bust of Poseidon right, wearing taenia; to right, ςΠ (date) above trident. RPC I 4034.3 = SNG Levante 1690 = SNG von Aulock 8665. VF, earthen green patina. Rare.
Estimate: 300 USD

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Dioniso, una delle grandi divinità dell’Olimpo greco, era l’unico fra gli dei ad essere figlio di una donna mortale essendo nato da Semele, figlia del re di Tebe Cadmo, e da Zeus. Si narrava che questa, per volontà sua o per fraudolento consiglio di Era, avesse chiesto a Zeus di apparirle in tutto il suo splendore, ma rimase incenerita dalla visione del fulmine di Zeus. Dioniso, che era ancora nel grembo materno, fu salvato dal rogo grazie al padre che lo cucì dentro la sua coscia, da cui nacque dopo una seconda gestazione divina. Fu quindi affidato alle cure di Ino, sorella di Semele; dopo che questa impazzì, fu cresciuto dalle ninfe del Monte Nisa. Avendo viaggiato in Egitto e Siria, giunse in Frigia presso la dea Cibele, dalla quale apprese quelle danze che divennero parte integrante dei suoi riti, gli orgia. Dopo avere diffuso la conoscenza dei suoi riti dalla Tracia all’India, giunse a Tebe, città di sua madre dove si fece riconoscere come dio e celebrò gli orgia per la prima volta in terra greca. Il re tebano Penteo gli negò ospitalità ma ne rimase infine vittima, ucciso dalla madre Agave, resa folle dal dio. Dioniso mostrò la sua identità divina anche agli Argivi e sulla nave che lo portava a Nasso. Condusse infine Semele fuori dagli Inferi e con lei prese dimora sull’Olimpo. A Nasso sposò Arianna, la figlia del re di Creta Minosse “piantata in asso” da Teseo dopo l’uccisione del Minotauro grazie al suo aiuto.

Il tirso, costante attributo di Dioniso, è un bastone rituale dal simbolismo chiaramente fallico che rappresenta la forza vitale del dio instillata nella vegetazione, negli animali e negli uomini.

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Poseidone o Posidone, figlio di Crono e Rea e fratello di Zeus, era quindi zio di Dioniso. Secondo un antico mito, nella divisione del mondo tra i figli di Crono, a Poseidone spettò il mare e in genere il regno delle acque. La sua potenza si manifesta essenzialmente negli sconvolgimenti tellurici e marini, e da qui l’epiteto "Enosìctono", cioè "Scuotitore della terra". A Poseidone sono sacri il toro, il cavallo, il delfino, animali che variamente personificano la forza generatrice della natura, la velocità, l’elemento acqueo e terrestre. Il cavallo e il toro inoltre sono legati al culto degli Inferi e Poseidone è infatti, almeno in origine, divinità ctonia.

Suo simbolo è il tridente, con il quale scuote la terra e ne fa zampillare le sorgenti: in Atene, nell’Eretteo, si mostrava una profonda cavità nel suolo, segno lasciato dal tridente di Poseidone quando, in gara con Atena per il predominio sulla città, fece scaturire una fonte. Secondo un’altra versione Poseidone fece sorgere dalla roccia un cavallo (ma fu vinto dalla dea Atena che donò l’ulivo).

Nella mitologia, Poseidone appare come padre di mostri personificanti la violenza della natura e come progenitore di popoli fantastici e terribili, come i Lestrigoni e i Ciclopi.

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Poseidone è uno dei Dodekatheon (i dodici dei principali della mitologia greca, detti anche Olimpi) della prima generazione con il fratello Zeus e le sorelle Era, Demetra ed Estia, la dea vergine della casa, del focolare e della famiglia che a un certo lasciò il suo posto a Dioniso. Questi entra così tra gli Olimpi della seconda generazione con Atena, Apollo, Artemide, Afrodite, Ares, Efesto ed Ermes.

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