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Fiorino MIR 5.1 della collezione A.N.S. ex collezione Herbert E. Hives


ghezzi60
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Buona Sera

A volte può essere utile riguardare appunti e note, ci sono particolari che in certi momenti richiamano l’attenzione e subito dopo sembrano mimetizzarsi, complici l’abitudine e la convinzione di aver rilevato tutto quello che era meritevole di studio. Questa moneta in particolare, che mi ha lasciato perplesso per qualche tempo, era certamente meritevole di maggiore attenzione.

La moneta in questione fa parte della collezione dell’American Numismatic Society, proviene dalla collezione di Herbert E. Ives che della A.N.S. è stato anche presidente, autore di uno studio sulla evoluzione stilistica del Fiorino, primo studio moderno in materia. Malgrado l’aspetto, con particolare riferimento al diritto, che a un primo sguardo potrebbe far storcere il naso e ingenerare dubbi, per la sua appartenenza alla collezione Herbert non poteva essere considerata con sufficienza.

Della moneta, oltre all’immagine, ho solo il dato del peso indicato essere di 3.51 grammi, non è particolarmente ben coniata, presenta in particolare al diritto una diffusa debolezza di conio e una doppia battitura oltre a piccoli segni di danni. A prima vista l’aspetto delle superfici potrebbe suscitare qualche dubbio.

Potrebbe sembrare che nel conio di rovescio di questa moneta ci possa essere la mano di un incisore diverso, si possono invece riconoscere sia al diritto che al rovescio, malgrado la bassa risoluzione, alcune caratteristiche dei punzoni in uso nel periodo. La particolarità della moneta, classificabile secondo il MIR Firenze come 5-1, risulta essere una ulteriore variante dei Fiorini classificati dal Bernocchi ai numeri 359 e 360, è evidente al rovescio, un elemento non da poco, la croce assile appoggiata alla spalla sinistra del Santo presenta (sembra presentare) un solo globetto in luogo dei due usuali per questo tipo (quello che potrebbe sembrare un bisante mal riuscito, dalla sola visione dell’immagine disponibile della moneta, appare come una parte del ciuffo di peli del manto). Sembrerebbe una licenza presa da un diverso incisore chiamato a supportare quello ufficiale per motivi che non possiamo conoscere.

L’aspetto del diritto rende difficile (non impossibile) cercare corrispondenze certe del conio di diritto con altri Fiorini del periodo che consentirebbero di “localizzare” anche temporalmente la moneta.

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Talvolta non è possibile, in particolare quando si prova a ragionare su immagini, magari inadeguate, analizzare compiutamente monete “particolari” come questa. Se fosse apparsa in qualche asta un Fiorino con queste caratteristiche, la prima impressione non sarebbe stata positiva.

Mi sono risolto all’unica procedura possibile, consentita dai dati a disposizione, il confronto con altri Fiorini di tipo 5-1 per cercare corrispondenze.

L’archivio di immagini di cui dispongo è limitato, molte immagini mi sono state concesse in modo riservato, tra queste un paio di esemplari con lo stesso accoppiamento di coni, malgrado queste limitazioni ho individuato, tra le immagini di cui posso disporre, alcuni Fiorini che presentano lo stesso diritto o lo stesso rovescio separatamente e alcune con lo stesso accoppiamento.

 

Propongo, tra le altre, queste monete:

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Medesimo rovescio, diverso diritto. Collezione Privata. Peso 3,52 grammi

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Stesso Accoppiamento di coni. Dall’asta NAC 104 del 16-12-2017. Peso 3,45 grammi

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Stesso Accoppiamento di coni. Collezione Privata. Peso 3,52 grammi

Il confronto tra monete ha consentito di valutare correttamente l’esemplare, coniato con scarsa cura, probabilmente con coni pesantemente usati e usurati, presumo che in questo periodo sia stato raggiunto il massimo della produzione di Fiorini a Firenze. Da notare il diritto della moneta NAC che presenta una frattura di conio. È evidente, confrontando tra loro questi Fiorini, come quello che avevo considerato una parte di ciuffo di pelo del mantello, fosse invece un bisante mal coniato. In effetti nell'ultima immagine è apprezzabile un difetto, seppure in misura minore, nel riempimento del bisante corrispondente.

Come ogni metodica che comporti il confronto tra monete, bisogna essere certi di escludere eventuali “cloni” dal confronto. La scelta dei riferimenti deve essere “prudente” escludendo esemplari che non siano al di sopra di ogni sospetto.

In effetti anche tutte le monete figlie degli stessi coni potrebbero essere considerate cloni allo stesso modo, specifico “cloni moderni” col fine di truffare i collezionisti, per superare il dubbio.

A volte le monete mal coniate si presentano con un aspetto strano, le immagini fotografiche e la scelta delle luci aggiungono ulteriori incertezze, una analisi di questo tipo, con tutti i suoi limiti può in qualche caso aiutare.

Cordialità

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14 ore fa, ghezzi60 dice:

L’aspetto del diritto rende difficile (non impossibile) cercare corrispondenze certe del conio di diritto con altri Fiorini del periodo che consentirebbero di “localizzare” anche temporalmente la moneta.

Buongiorno

se permette una battuta..  "non impossibile" per chi ha la sua esperienza.

Non sarei mai arrivato da solo ad indentificare lo stesso conio per le monete che ci ha mostrato. Molti particolari, come il globetto staccato dal penduncolo di sinistra, mi suggerivano l'utilizzo di coni differenti. Mi rendo conto che trovandoci di fronte a monete coniate a martello si debbano considerare elementi distintivi diversi, che escludano, nel tentativo di individuare identità di conio, la "mano" (passatemi l'espressione) di chi ha effettivamente realizzato (battuto) la moneta, per concentrare l'attenzione sulle caratteristiche distintive dei coni e sul momento della loro produzione. 

è una materia difficile, molto difficile..

Lei Ghezzi ha affinato un proprio metodo per individuare identità di conio? Mi perdoni la domanda, mi sento nella posizione di chi deve imparare.. 

Cercando di contribuire alla discussione aggiungo le immagini dei due fiorini con "ampolla con beccuccio" presenti al Bargello. Le foto sono quello che sono e per quello che si vede escluderei che provengano dallo stesso conio del fiorino che ha originato la discussione. Ma non mi stupirei di essere smentito da occhi più esperti..

 

1 ampolla con beccuccio.jpg

seconda immagine

2 ampolla con beccuccio.jpg

Edited by cippiri76
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chiedo scusa per le immagini che non sono dritte, cliccandoci però mi si aprono nella giusta posizione

Un saluto 

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Buon Giorno

In merito al globetto/bisante posizionato distante dal pendente sinistro del giglio del Fiorino NAC 104, bisogna considerare che il diritto di tale moneta presenta una evidente doppia battitura tra ore tre e ore sei, e tale difetto “cancella” parte del pendente, del quale resta la traccia ribattuta.

A volte queste doppie battiture “stravolgono” l’aspetto generale delle monete, le verifiche sulla identità dei coni in alcuni casi possono essere non risolutive. Anche monete danneggiate o molto usurate presentano gli stessi problemi.

Riguardo a individuare la mano di chi ha battuto la moneta, presumo sia impossibile al di là di un legame molto tenue legato all’asse di conio. Rimando a un intervento relativo a questo argomento di alcuni anni fa nel quale ho fatto alcune ipotesi e valutazioni. (Se non ricordo male, proposto dall’utente Dabbene)

Più agevole individuare la mano dell’”intagliatore dei ferri”.

Non esiste, almeno per quanto mi riguarda, un procedimento codificato di confronto, penso ogni appassionato debba sviluppare un proprio metodo in base alla propria sensibilità. Ci sono alcuni particolari evidenti dai quali partire, ad esempio al rovescio la posizione indicata nella legenda dal dito della mano benedicente, gli stessi riferimenti con gli angoli in basso del mantello, le frange, i ciuffi di pelo sulle spalle. Chiaramente il segno deve essere lo stesso. Altri particolari sono facilmente individuabili al diritto.

Rispetto ad altre monetazioni medievali il lavoro è agevole, provi a immaginare la difficoltà di una verifica simile con i Denari di Lucca, anche di fronte a monete in alta conservazione.

Ogni appassionato ha le sue personali "perversioni". Con il tempo e l’esperienza, diventa quasi automatico.

Per quanto riguarda i Fiorini del Bargello dei quali ha pubblicato le immagini, premetto un appunto, il Bernocchi indica per questo segno nove varianti, quindi in considerazione del fatto che generalmente i ferri erano prodotti a coppie (parlo dei ferri di rovescio, che recavano la punteggiatura che individuava i lotti), che non è impossibile esistano ulteriori varianti, che di alcune varianti esistono più di due coni, che con ogni probabilità la produzione di Fiorini in questi anni è stata imponente, che con un conio di martello si potevano coniare almeno 10.000 monete (mia stima prudenziale), tutto ciò premesso penso possano esistere almeno tra i venti e i trenta diversi coni di rovescio con questo segno (potrebbero essere di più, servirebbe un censimento).

Per quanto riguarda il Fiorino 116, non riesco a verificare eventuali identità di conio, sono fuori sede, il Fiorino 117 dovrebbe avere lo stesso rovescio dei Fiorini dei quali ho pubblicato le immagini e il diritto di questo, passato nell’asta Gadoury 2019 lotto 1246.

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Cordialità

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