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resta14

Aste

Risposte migliori

resta14

Ci sono delle case d'asta italiane, europee o mondiali, che non fanno pagare i diritti d'asta o per lo meno poco, rispetto al solito 15%?

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legionario
Ci sono delle case d'asta italiane, europee o mondiali, che non fanno pagare i diritti d'asta o per lo meno poco, rispetto al solito 15%?

248494[/snapback]

Senza un tornaconto non si fa nulla.

Mi dici come fanno a guadagnare le case d'asta se non chiedono il canonico 15%?

Raccogliere le monete, fotografarle, stampare e spedire un catalogo hanno dei costi non indifferenti. Poi l'affitto del locale se non di proprietà (di solito presso alberghi con sala-congressi), del personale, della guardia giurata, delle spese assicurative, ecc. ...

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resta14

C'è qualcuno che non fa pagare i diritti d'asta, nei lotti invenduti? Ma, tutte le aste numismatiche fanno pagare il 15%, o c'è qualcuna che richiede di meno, magari il 10%?

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rino

ubs in svizzera chiede il 7,5%

a mio parere la giustificazione sulle commissioni del 15% di Legionario è assolutamente priva di fondamento per due motivi:

1) bisogrebbe fare i "conti in tasca" alle case d'asta per vedere quanto guadagnano prima di giustificare il loro 15% (ricordiamo che in Svizzera il 7,5% lo prende UBS che è una banca e i conti se li sa fare)

2) bisogna in ogni modo cercare di abbassare i costi di transazione perchè i costi di transazione più bassi fanno aumentare gli acquirenti e nella numismatica questo significa aumento dei prezzi delle monete, aumento dei rendimenti delle monete quindi aumento della dinamicità del mercato.

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incuso
Supporter
1) bisogrebbe fare i "conti in tasca" alle case d'asta per vedere quanto guadagnano prima di giustificare il loro 15% (ricordiamo che in Svizzera il 7,5% lo prende UBS che è una banca e i conti se li sa fare)

Sì ma sono in Svizzera, il sistema fiscal-borbonico italiano è altra cosa.

2) bisogna in ogni modo cercare di abbassare i costi di transazione perchè i costi di transazione più bassi fanno aumentare gli acquirenti e nella numismatica questo significa aumento dei prezzi delle monete, aumento dei rendimenti delle monete quindi aumento della dinamicità del mercato.

Non ne sono convintissimo, alla fin fine quando faccio una offerta la commissione la considero. Con una commissione piú bassa punterei di piú e il risultato finale sarebbe presumibilmente lo stesso. In pratica si sposterebbe il guadagno dalla casa d'aste a chi ha vende la moneta ma per l'utente finale cambia poco.

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rino

per la prima in effetti hai ragione, ecco perchè bisognerebbe fare i conti in tasca alle case d'asta.

Per la seconda invece all'utente finale non cambia niente, ma attenzione! l'utente finale prima o poi diventerà colui che venderà la moneta e beneficierà del rendimento maggiore quindi è spinto ad acquistare di più perchè sa che, se ha problemi di denaro e vuole vendere la moneta, un domani ne beneficierà maggiormente in termini di denaro se i costi di transazione sono bassi, visto che chi acquista all'asta considera come prezzo finale tutti i costi.

Ricordiamo che l'utente che decide di vendere la moneta a quel 15% deve aggiungere anche tutti i costi di trasporto a suo carico ed eventuali rischi di smarrimento della moneta, oltre al rischio di invenduto.

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heineken79

Le case d'asta il 15% lo prendono anche dal venditore :rolleyes:

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legionario

Concordo sul fatto che il sistema fiscale italiano sia molto più ostico e complicato: e lo dimostra il fatto che la maggioranza delle case d’asta italiane abbiano sede a San Marino.

Riguardo ai diritti da pagare, le case d’asta della Germania con commissioni intorno al 23% (15% + 7%) sarebbero allora fuori mercato: eppure il mercato numismatico tedesco attualmente è uno dei più attivi e floridi (grazie anche ad una diversa legislazione) ed offrono cataloghi di monete che non sfigurano con quelli svizzeri, anzi…

Non voglio difendere i guadagni che hanno le case d’asta: volevo solamente mettere in evidenza, che offrire nei propri cataloghi monete importanti e pregiate non è facile (basta vedere nella sezione “le prossime aste” i mugugni degli utenti quando il catalogo d’asta offre materiale diciamo “non importante” e con basse conservazioni) e richiedono sforzi ed un impegno economico (avere monete pregiate da vendere significa che puoi decidere tu il prezzo di vendita ed avere le commissioni più basse).

Ora chiedere di abbassare le commissioni, secondo me, significa disincentivare questa ricerca di proporre materiale sempre interessante.

Ultima considerazione, e forse la più importante: avere la propria moneta fotografata nel catalogo d’asta con tanto di fattura d’acquisto significa essere al riparo da azioni legali sui traffici dei beni archeologici. Altro che e-bay.... dove oltre al dubbio sull'autenticità, alle spese per una eventuale perizia, hai sempre l'incertezza sulla provenienza...

Modificato da legionario

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Guest Eurosabre

Burgan , in Francia , credo proprio non faccia pagare commissini .

Si è parlato di ciò nella presentazione della sua recente asta .

Ciao Euros

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rino
Concordo sul fatto che il sistema fiscale italiano sia molto più ostico e complicato: e lo dimostra  il fatto che la maggioranza delle case d’asta italiane abbiano sede a San Marino.

Riguardo ai diritti da pagare, le case d’asta della Germania con commissioni intorno al 23% (15% + 7%) sarebbero allora fuori mercato: eppure il mercato numismatico tedesco attualmente è uno dei più attivi e floridi (grazie anche ad una diversa legislazione) ed offrono cataloghi di monete che non sfigurano con quelli svizzeri, anzi…

Non voglio difendere  i guadagni che hanno le case d’asta: volevo solamente mettere in evidenza, che offrire nei propri cataloghi monete importanti e pregiate non è facile (basta vedere nella sezione “le prossime aste”  i mugugni degli utenti quando il catalogo d’asta offre materiale diciamo “non importante” e con basse conservazioni) e richiedono sforzi ed un impegno economico (avere monete pregiate da vendere significa che puoi decidere tu il prezzo di vendita ed avere  le commissioni più basse).

Ora chiedere di abbassare le commissioni, secondo me, significa disincentivare questa ricerca di proporre materiale sempre interessante.

Ultima considerazione, e forse la più importante: avere la propria moneta fotografata nel catalogo d’asta con tanto di fattura d’acquisto significa essere al riparo da azioni legali sui traffici dei beni archeologici.  Altro che e-bay.... dove oltre al dubbio sull'autenticità, alle spese per una eventuale perizia, hai sempre l'incertezza sulla provenienza...

248710[/snapback]

hai perfettamente ragione tranne che forse una diminuzione dei costi di transazione delle aste porterebbe nuovi clienti che si rivolgono alle aste a danno dei commercianti, con una maggiore trasparenza dei prezzi e aumento della concorrenza tra commercianti e aste.

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simonesrt

Che io sappia nessuna casa d'asta non fa pagare i diritti. Anche l'UBS fa pagare il 15% a cui bisogna aggiungere il 7.5% per chi ritira in Svizzera le monete non in oro. Inoltre ci sono alcuni operatori che fanno pagare anche di più come la NAC o Bolaffi che fanno pagare il 18. Per gli invenduti chi applica commissioni ridotte o nulle di solito ha prezzi di partenza particolarmente bassi e quindi quello che resta alla conclusione dell'asta è molto poco.

Modificato da simonesrt

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rino

ma l'UBS non fa pagare solo il 7,5%?

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simonesrt

Ma dove lo hai letto? Nel catalogo è riportato il 15% + il 7,5% per le monete non in oro che si ritirano in Svizzera.

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caiuspliniussecundus

Il 15% di commissione lo ritengo equo, ricordiamo che il commerciante prende un altro bel 15% di commissione dal conferente. Il che fa un guadagno del 30% su ogni contrattazione. Ci può stare. Tuttavia ho osservato che i ricarichi di molti negozianti sono di tutt'altra entità. dato che seguo il mercato con una certa attenzione per pezzi di medio livello (sui 500-1500 euro) mi sono accorto che i giochi e le speculazioni sono di tutt'altra entità. Ho visto monete prese in aste tedesche, comparire in listini italiani al doppio preciso del valore cui erano state battute. Su CNG ho viusto monete messe nello shop che erano state appena battute per la metà. Coinarchives poi permette di seguire i pedigree con una certa precisione. Quindi, ben venga il 15%, c'è chi ci specula il 100%.

In questo panorama di sistematica "spiumatura" dell'appassionato, c'è anche chi crede che i commercianti siano delle povere vittime. In un articolo comparso su una nota rivista mensile italiana di numismatica un collaboratore nell'ultimo numero ha spezzato una lancia con toni lacrimosi ricordando quanti costi abbiano i commercianti e di quanto poco si debbano accontentare. Una excusatio non petita, che ho trovato di cattivo gusto, quando basta avere un po' l'occhio per vedere quanto grandi siano le speculazioni di cui siamo vittime.

Caius

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uncledear

Anche a mio avviso il 15% di diritti d'asta corrisponde a un giusto premio per il lavoro svolto.

C'é da considerare il tempo necessario a catalogare il materiale proposto,il costo per la stampa dei cataloghi e tutta una serie di fattori già ampiamente illustrati.

Personalmente però ritengo ci sia un fattore da analizzare che giudico quantomeno fastidioso.

Mi riferisco ai diritti d'asta applicati ai lotti invenduti...

Che senso ha acquistare , ad asta scaduta, una moneta invenduta che si sarebbe potuto acquistare allo stesso prezzo in asta?

Il fatto che sia rimasta invenduta é già di per sè (nella quasi totalità dei casi) sintomo che il prezzo era fuori mercato.

Credo che per incentivare le vendite sarebbe utile,oltre che maggiormente corretto,proporre gli invenduti senza i diritti.

In ogni caso la casa d'aste prenderebbe la commissione sulla vendita dal venditore.

Che ne pensate?

Saluti

Davide

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elmetto2007
Anche a mio avviso il 15% di diritti d'asta corrisponde a un giusto premio per il lavoro svolto.

C'é da considerare il tempo necessario a catalogare il materiale proposto,il costo per la stampa dei cataloghi e tutta una serie di fattori già ampiamente illustrati.

Personalmente però ritengo ci sia un fattore da analizzare che giudico quantomeno fastidioso.

Mi riferisco ai diritti d'asta applicati ai lotti invenduti...

Che senso ha acquistare , ad asta scaduta, una moneta invenduta che si sarebbe potuto acquistare allo stesso prezzo in asta?

Il fatto che sia rimasta invenduta é già di per sè (nella quasi totalità dei casi) sintomo che il prezzo era fuori mercato.

Credo che per incentivare le vendite sarebbe utile,oltre che maggiormente corretto,proporre gli invenduti senza i diritti.

In ogni caso la casa d'aste prenderebbe la commissione sulla vendita dal venditore.

Che ne pensate?

Saluti

Davide

249725[/snapback]

senza diritti sugli invenduti, qualcuno potrebbe desistere su monete di minor pregio fino all'ultimo istante, per cercare di risparmiare sulle commissioni...

vedrei una potenziale perdita per la casa. se non abbassano la percentuale, Io farei prendere il 20% da chi vende ed il 10 a chi compra!

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