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eg1979

Venti

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eg1979

letta da wikipedia:

L'imperatore Claudio passò una legge che legalizzava lo scorreggiare ai banchetti senza preoccupazione per la salute della gente. C'era una diffusa convinzione errata che la gente potesse avvelenarsi trattenendo una scorreggia.

è vero?

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deadhead

Ebbene sì, pare sia proprio vero, e non solo socreggiare ma anche digerire sonoramente. Se non sbaglio nel sempre grande - e per certi aspetti tuttora fondamentale - opera di Jerome Carcopino "La vita quotidiana a Roma ai tempi del suo apogeo" questo dato di costume viene anche riportato. Andrebbero comunque rilette e indagate le fonti storiche in proposito per ripsondere con un buon margine di certezza. E' dato di fatto invece che già in epoca neroniana i costumi libertari e libertini, d'ogni sorta, erano bene ammessi nei banchetti: il Satyricon del geniale Petronio ne fa una descrizione diciamo...abbastanza eloquente! Evviva la frugalità del buon Cato censor!!!

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Paleologo
Evviva la frugalità del buon Cato censor!!!

249999[/snapback]

Il caro vecchio Catone puntava ai costumi per colpire.. il censo! Il suo vero bersaglio era la classe dei cavalieri (noi oggi diremmo dei nuovi ricchi o parvenus) che avevano accumulato ricchezze grazie ai commerci ma soprattutto grazie alla spoliazione sistematica dei popoli soggetti (italici e, di recente, non solo) e ora reclamavano una quota di potere politico proporzionata alle loro finanze.

Catone rimpiangeva il buon tempo andato quando le matrone erano pudiche (anche perchè in caso contrario il pater familias le avrebbe messe a morte sommariamente sulla pubblica via) ma soprattutto quando la classe senatoria faceva il bello e il cattivo tempo a Roma e in provincia senza rendere conto a nessuno. Si stava meglio quando si stava peggio, signora mia... ma il nostro non si rendeva conto che il potere dell'antica nobiltà andava declinando in proporzione inversa all'estensione del territorio controllato da Roma, e che poco più di un secolo dopo la sua morte di quel potere sarebbe rimasto solo un simulacro.

Ciao, P. :)

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deadhead

A onor del vero, caro Paleologo, v'è anche da aggiungere che il buon vecchio Catone se predicava bene aveva anche razzolato male... Il suo cursus honorum lo iniziò prestando, ehm, ad usura. Una pratica proibita già a quei tempi ed in particolare lo faceva con gli schiavi desiderosi di affrancamento e coi liberti, che appena affrancatisi non avevano il becco di un denario (nemmeno suberato...) per campare dignitosamente. Ma ciance a parte valga anche per Cato censor quello che vale per il sommo Seneca: perdoniamogli i peccatucci e ricordiamoli e per le belle parole scritte e per gli insegnamenti etici inossidabili.

Alessandro.

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sognoadocchiaperti

Delle volte mi chiedo come Carcopino e Company,facciano ad essere così certi di quello che scrivono. Insomma se si prende per vero e abituale quello che testimonia il Satyricon,immaginate voi fra mille anni,il povero che dovrà capire i nostri attuali usi e costumi,magari rifacendosi ad un film con Venticello e Jimmy il Fenomeno. E noi diamo per vero e certo solo perchè lo ha detto Carcopino? Posso dire che non ci credo? Anche degli attuali russi si dice che,dopo un lauto pasto,sia usanza ruttare. Non ho mai sentito un rumorino del genere,in tante cene con russi.

Una testimonianza,inoltre,si scrive e vi si dà risalto,proprio perchè eccezionale,non abituale. Quindi trovare tracce scritte di peti e simili,vorrebbe dire l'eccezionalità del fatto. Non il suo uso comune.

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deadhead

Pardon, ma il Satyricon non è volgare e pecoreccia opera di un autore di quart'ordine confrontabile con quelle dei registi dei films citati. Era piuttosto un finissimo intellettuale autore di un'opera che fotografa, pur con voluti eccessi, uno stile di vita che si andava diffondendo nelle classi più altolocate e neo-arricchite di Roma e soprattutto della provincia.

Sul Carcopino: pur essendo il suo saggio vecchio più di mezzo secolo, rimane allo stato attuale ancora l'opera più precisa circa i costumi della Roma dei tempi di Adriano e Traiano. Certo esisitono alcuni passaggi - si veda quello sulla demografia dell'Urbe traianea - che oggi andrebbero rivisti, ma tutto si può mettere in dubbio riguardo Carcopino, tranne che la lucida acribia con cui studiava ed analizzava le fonti storiche.

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chersoblepte
letta da wikipedia:

L'imperatore Claudio passò una legge che legalizzava lo scorreggiare ai banchetti senza preoccupazione per la salute della gente. C'era una diffusa convinzione errata che la gente potesse avvelenarsi trattenendo una scorreggia.

è vero?

249825[/snapback]

Vi abbiamo menzione in Svetonio (Caio Svetonio Tranquillo, De Vita Caesarum; Divus Claudius, XXXII):

«Si dice che abbia meditato un editto per consentire di ruttare e scoreggiare durante i banchetti, perché aveva saputo che un invitato s'era posto in pericolo di vita per essersi educatamente trattenuto in sua presenza».

Tale provvedimento fu poi spunto per un ulteriore sbeffeggio operato all'imperatore da Seneca (sempre che in realtà si tratti del famoso filosofo) nella satira dedicata alla sua apoteosi... il linguaggio non è proprio "fine" :P (Seneca, Apocolocyntosis; IV, 3):

«Questa fu l'ultima sua espressione ad essere udita fra gli uomini dopo che ebbe lasciato uscire un rumore piuttosto forte da quella parte con cui riusciva più facilmente a comunicare: "Povero me, credo di essermi smerdato tutto". Se lo ha fatto, non lo so; certo è che ha smerdato tutto quanto.».

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eg1979
«Questa fu l'ultima sua espressione ad essere udita fra gli uomini dopo che ebbe lasciato uscire un rumore piuttosto forte da quella parte con cui riusciva più facilmente a comunicare: "Povero me, credo di essermi smerdato tutto". Se lo ha fatto, non lo so; certo è che ha smerdato tutto quanto.».

250129[/snapback]

stupenda!!! :o :P

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