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Ciao a tutti, è da un po' che non pubblico un post. Di recente mi sono imbattuto in un problema: quando provo a spiegare ai collezionisti cinesi come si formano le "sovra-date" (overdate) sulle monete dell'epoca napoleonica, mi rendo conto di riportare solo le cause generali trovate nella letteratura, senza però comprendere appieno le operazioni pratiche dell'epoca.
 
Ad esempio, nell'immagine c'è una moneta d'oro da 40 lire della mia collezione. Si può notare che il secondo "1" dell'anno "1814" è sovrapposto alla cifra "0". La documentazione spiega che questo fenomeno è dovuto al riutilizzo e alla modifica dei vecchi coni per risparmiare sull'acciaio e sul lavoro degli incisori.
 
1.thumb.webp.0f0618663f96636cfa29a7a9ae1e7d04.webp
 
2.thumb.webp.b5fa120fc79be21959deca9f1ebe482e.webp
 
Vorrei sapere: se l'incisore avesse avuto a disposizione il vecchio conio del 1810, avrebbe dovuto modificare solo l'ultima cifra in "4"; allora perché proprio l'uno è sovrapposto allo zero?
 
È possibile che all'epoca abbiano preso un conio recante l'anno "180X" e lo abbiano modificato? Tuttavia, dato che le monete del primo tipo presentano il busto e le legende più grandi, questa ipotesi sembrerebbe da escludere.
 
Oppure si è trattato di un errore dovuto all'abitudine dell'artigiano della zecca, che per memoria muscolare ha punzonato per sbaglio un "0" al posto del secondo "1"? A quel punto, poiché i coni d'acciaio erano molto costosi, l'artigiano avrebbe preso il punzone dell'uno, lo avrebbe allineato sullo zero appena sbagliato e avrebbe battuto un colpo forte per coprirlo con l'uno, stampando subito dopo il "4" in quarta posizione? Non so se questa ipotesi possa ritenersi ragionevole.

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Mi sembra che la data fosse punzonata successivamente sul conio. Se confermato trovo piú probabile sia stato modificato il relativo punzone. Che poi penso fosse tecnicamente piú semplice modificare un rilievo rispetto a un incuso.

 


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7 ore fa, incuso dice:

Mi sembra che la data fosse punzonata successivamente sul conio. Se confermato trovo piú probabile sia stato modificato il relativo punzone. Che poi penso fosse tecnicamente piú semplice modificare un rilievo rispetto a un incuso.

 

 

Quindi, forse all'epoca non avevano a disposizione un punzone già pronto per la cifra «1», per cui hanno modificato direttamente il punzone dello «0» e poi l’hanno battuto con il martello. Tuttavia il primo «1» non è stato modificato: forse i punzoni per la data erano due serie distinte? Avevano già inciso in anticipo «180» e «181», ma il punzone «181» a loro disposizione era usurato fino a non poter più essere usato, quindi hanno modificato l’ultima cifra su «180».

Però ho notato che in alcuni esempi le prime tre cifre della data non sono allineate: sembra che siano state battute cifra per cifra. Questo mi suscita ulteriori dubbi. Fotografie dello stampo principale privo di cifre potrebbero confermarlo, ma non ne ho mai viste.


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4 ore fa, mty1805 dice:

@lorluke

Chiedo la tua opinione.

Purtroppo non ho una risposta certa da poterti dare. Su queste questioni tecniche riguardanti la coniazione delle monete napoleoniche credo possa essere più informato @Giov60

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5 ore fa, mty1805 dice:

Quindi, forse all'epoca non avevano a disposizione un punzone già pronto per la cifra «1», per cui hanno modificato direttamente il punzone dello «0» e poi l’hanno battuto con il martello. Tuttavia il primo «1» non è stato modificato: forse i punzoni per la data erano due serie distinte? Avevano già inciso in anticipo «180» e «181», ma il punzone «181» a loro disposizione era usurato fino a non poter più essere usato, quindi hanno modificato l’ultima cifra su «180».

Però ho notato che in alcuni esempi le prime tre cifre della data non sono allineate: sembra che siano state battute cifra per cifra. Questo mi suscita ulteriori dubbi. Fotografie dello stampo principale privo di cifre potrebbero confermarlo, ma non ne ho mai viste.

Caro Tianyi,
Ti riporto un testo (nota 71, p. 32 e p. 256) tratto dal volume "Zecche e monetazione napoleonica del Regno d'Italia":

Documento Ms B 1060 «Si fa il ponzone, cioè lo stampo in rilievo, con questo temperato si fa una matrice, e con questa temperata si fa un ponzone che serve far gli stampi. Rimane dunque sempre una matrice che, guasto il punzone, guasti gli stampi, serve sempre a fare nuovi punzoni e stampi uguali perfettamente al primo. Ciò assicura dalla falsificazione delle monete e agevola il lavoro deʼ stampi. Si usava in Italia di fare gli stampi con un punzone per la effigie e stemma e con altri tanti, quante erano le lettere. Ho veduto a Milano punzonare per prova uno stampo di un solo pezzo comprendente e effigie e lettere e tutto il resto. Però non era segnato il numero dellʼanno, ci era 180 per mettervi 8 o 9. […] Il punzonamento si fa col sovrapporre il punzone temperato a un pezzo non temperato, e dandovi prima piccoli e poi forti e replicati colpi a grossissimo torchio. La tempera deʼ stampi si fa colla sola fuliggine. Essa si mette in un crogiolo. Si riscalda in un fornelletto. Poi si mette lo stampo sopra la fuliggine, e si aggiunge altra caligine e si luta. Si riscalda secondo la pratica un
discreto tempo.»

Dear Tianyi,
I am enclosing a piece (note 71, p. 32 and p. 256) from the volume "Mints and Napoleonic Coinage of the Kingdom of Italy":

Ms B 1060: «The punch, that is the relief stamp, is made; once hardened, it is used to make a matrix, and once this is hardened it is used to make a punch which serves to make the dies. Thus a matrix is always retained so that, if the punch is damaged and the dies damaged, it may always be used to make new punches and dies perfectly identical to the first. This protects against counterfeiting of the coins and facilitates the work of making dies. In Italy it was customary to make dies with one punch for the effigy and arms and as many others as there were letters. At Milan I saw a die experimentally punched from a single piece containing effigy, letters and everything else. The number of the year, however, was not marked: it bore 180, to which 8 or 9 was to be added. [...] Punching is carried out by placing the hardened punch upon an unhardened piece and applying first light, then heavy and repeated blows with a very large press. Dies are hardened using soot alone. It is placed in a crucible and heated in a small furnace. The die is then placed on the soot, more soot is added, and it is luted. It is heated for a suitable period according to practice».

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  • ADMIN
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Quindi esisteva 180. Probabile l'abbiano modificato i 181.

 


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1 ora fa, Giov60 dice:

Caro Tianyi,
Ti riporto un testo (nota 71, p. 32 e p. 256) tratto dal volume "Zecche e monetazione napoleonica del Regno d'Italia":

Documento Ms B 1060 «Si fa il ponzone, cioè lo stampo in rilievo, con questo temperato si fa una matrice, e con questa temperata si fa un ponzone che serve far gli stampi. Rimane dunque sempre una matrice che, guasto il punzone, guasti gli stampi, serve sempre a fare nuovi punzoni e stampi uguali perfettamente al primo. Ciò assicura dalla falsificazione delle monete e agevola il lavoro deʼ stampi. Si usava in Italia di fare gli stampi con un punzone per la effigie e stemma e con altri tanti, quante erano le lettere. Ho veduto a Milano punzonare per prova uno stampo di un solo pezzo comprendente e effigie e lettere e tutto il resto. Però non era segnato il numero dellʼanno, ci era 180 per mettervi 8 o 9. […] Il punzonamento si fa col sovrapporre il punzone temperato a un pezzo non temperato, e dandovi prima piccoli e poi forti e replicati colpi a grossissimo torchio. La tempera deʼ stampi si fa colla sola fuliggine. Essa si mette in un crogiolo. Si riscalda in un fornelletto. Poi si mette lo stampo sopra la fuliggine, e si aggiunge altra caligine e si luta. Si riscalda secondo la pratica un
discreto tempo.»

Dear Tianyi,
I am enclosing a piece (note 71, p. 32 and p. 256) from the volume "Mints and Napoleonic Coinage of the Kingdom of Italy":

Ms B 1060: «The punch, that is the relief stamp, is made; once hardened, it is used to make a matrix, and once this is hardened it is used to make a punch which serves to make the dies. Thus a matrix is always retained so that, if the punch is damaged and the dies damaged, it may always be used to make new punches and dies perfectly identical to the first. This protects against counterfeiting of the coins and facilitates the work of making dies. In Italy it was customary to make dies with one punch for the effigy and arms and as many others as there were letters. At Milan I saw a die experimentally punched from a single piece containing effigy, letters and everything else. The number of the year, however, was not marked: it bore 180, to which 8 or 9 was to be added. [...] Punching is carried out by placing the hardened punch upon an unhardened piece and applying first light, then heavy and repeated blows with a very large press. Dies are hardened using soot alone. It is placed in a crucible and heated in a small furnace. The die is then placed on the soot, more soot is added, and it is luted. It is heated for a suitable period according to practice».

 

Ah‑ah, ho tralasciato questa parte di contenuto! Grazie mille, amico mio, vado a continuare a leggere attentamente. Nel tuo libro sono riportate anche le procedure per la colorazione chimica delle medaglie dell’epoca napoleonica, e questo mi è stato di grande utilità.

40 minuti fa, incuso dice:

Quindi esisteva 180. Probabile l'abbiano modificato i 181.

 

 

Sembra proprio così: sostituire i numeri in questo modo è molto più pratico.


Posted
Il 01/09/2026 alle 10:13, incuso dice:

Quindi esisteva 180. Probabile l'abbiano modificato i 181.

 

Mi sembra la più plausibile


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