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Buongiorno a tutti

Manco dal forum da qualche mesetto....chiedo venia se ne avete già discusso in precedenza

Vorrei condividere con voi due nuove tipologie di segni che ritengo identifichino nuovi massari, o meglio, nuovi periodi di attività nei grossi di Pietro Ziani, Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. Tutte le varianti le ho individuate su ACSEARCH.

La prima consiste nell'utilizzo di un quarto globetto nei poggioli del trono del Cristo nei grossi di Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. L'artifizio è utilizzato o da solo o in combinazione con altri segni segreti ed è, a quel che mi risulta, utilizzato solo con questi due dogi

Vi allego foto di un esemplare di Jacopo Tiepolo con il quarto globetto a DX del Cristo

ia tiepolo con 4 palline sul trono.webp

Varianti individuate:

Jacopo Tiepolo:

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Per Marino Morosini un esempio con i 4 globetti a DX 

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le varianti individuate sono:

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La seconda tipologia è decisamente più tricky.

Con Pietro Ziani, Jacopo Tiepolo e con due sole varianti Marino Morosini, ritengo sia stata utilizzata una variante di rappresentazione del rovescio combinata con altri "segni segreti" per distinguere i periodi di operatività dei diversi massari. E' quello che io chiamo "crescente" posto sopra il piede a SX del Cristo. Il crescente, invece, è sempre presente nella totalità dei grossi di Enrico Dandolo e da Marino Morosini (con due uniche eccezioni) in poi, diventando di fatto parte integrante della raffigurazione del rovescio.

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Le varianti di segno dei Massari riscontrati sino ad oggi per me sono:

Pietro Ziani (9 varianti di massaro)

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Jacopo Tiepolo (15 Varianti)

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Infine Marino Morosini (totale varianti individuate 20)

Qui il crescente diventa nuovamente sempre presente, con l'unica eccezione di due varianti:

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Supporter
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Ciao!

Complimenti per la ricerca. Non ricordo di aver evidenziato in precedenza il quarto globetto sul poggiolo del Cristo, ma potrei sbagliare.

Circa una decina di anni fa, grazie anche a molti utenti del forum avevo fatto alcune discussioni con un riepilogo ed aggiornamento dei "punti segreti" presenti su alcune Grossi di Dogi differenti e ricordo che in alcuni casi avevamo trovato 4/5 di questi segni in aggiunti a quelli repertoriati a suo tempo dal Papadopoli.

Fu una rircerca a più mani che diede buoni frutti e che devo riuscire a recuperare, immagino che alcune foto siano sparite perche a suo tempo vennero inserite nella discussione tramite programmi esterni che, in genere, funzionano "a tempo" e dopo qualche mese vengono resettate e la corrispondenza si perde.

Devo riuscire a recuperarle. Grazie @aratro per l'opportunità di rinfrescare le discussioni relative.

saluti

luciano

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Supporter
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Ciao!

Temo che le ricerche fatte sui "segni segreti" dei quali ho accennato sopra, riguardassero altro Dogi; infatti ho trovato quelli di Giovanni Soranzo, Giovanni Dandolo e Lorenzo Tiepolo, ma nessuno di quelli menzionati da @aratro.

Ah la memoria ....

saluti

luciano


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vado a recuperarle! grazie luciano


Supporter
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Ciao!

Giacché non avevamo composto una sequenza nuova di "segni segreti" relativi ai massari che operarono sotto i Dogi da te evidenziati, è importante fare una ricerca per trovare adeguate risposte o similitudini ed eliminare tutti quei segni che potrebbero avere altri scopi, come ad esempio punti di riferimento che i preparatori dei conii inserivano sui tondelli affinché potessero allineare i punzoni, oppure errori ....

La caccia comincia :pleasantry:

saluti

luciano

Edited by 417sonia
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Il 28/09/2026 alle 10:04, aratro dice:

Buongiorno a tutti

Manco dal forum da qualche mesetto....chiedo venia se ne avete già discusso in precedenza

Vorrei condividere con voi due nuove tipologie di segni che ritengo identifichino nuovi massari, o meglio, nuovi periodi di attività nei grossi di Pietro Ziani, Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. Tutte le varianti le ho individuate su ACSEARCH.

La prima consiste nell'utilizzo di un quarto globetto nei poggioli del trono del Cristo nei grossi di Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. L'artifizio è utilizzato o da solo o in combinazione con altri segni segreti ed è, a quel che mi risulta, utilizzato solo con questi due dogi

Vi allego foto di un esemplare di Jacopo Tiepolo con il quarto globetto a DX del Cristo

ia tiepolo con 4 palline sul trono.webp

Varianti individuate:

Jacopo Tiepolo:

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Gentilissimo, da amante e (modestissimo) collezionista di grossi del I° Tipo, La ringrazio per lo spunto intrigante, ma spero possa permettermi la seguente considerazione: se effettivamente sussiste un diverso numero di globetti sotto il cuscino dei braccioli in grossi con diversi segni di Massaro già riconosciuti dal Papadopoli o nel CNI, come Lei evidenzia, poi che nuovo segno segreto non censito, non potrebbe trattarsi invece di una libertà stilistica dell’incisore? D’altronde pensare che nel medioevo stessero attenti ad avere conii consecutivi - a parità di segno di Massaro noto - esatti ed identici in tutto per tutto come quelli per un macchinario da zecca novecentesca è quantomeno utopistico. Perché diversamente dovremmo considerare il numero di globetti diversi presenti sulle vesti al D/ o sul trono al R/ come varianti di diverso Massaro… Già @ak72 nella sua pubblicazione ha rilevato il numero diverso di globetti , ma non li segnala - correttamente - se non come “dettagli” (e io nelle mie schede per i miei tondelli li segnalo nel numero nelle note a margine).

E non penso siano neanche “errori”, perché per me “errore” lo reputo una lettera aggiunta in legenda o scambiata… Io qui posso segnalare anche il numero di pallini, ma non mi sento di definirlo né un errore né tantomeno un segno segreto di Massaro. Mio giudizio personalissimo, non voglio convincere nessuno a forza, sia chiaro. 🙂

P.S.: i Suoi disegni schematici di rappresentazione sono tanta roba, molto intuitivi e chiari, e graficamente mi piacciono un sacco, al di là che si possa essere d'accordo o meno sulle ipotesi di segni di Massaro ancora ignoti.

Edited by Terkel
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Buonasera Terkel

Benvenute le tue osservazioni, fanno parte di un giusto confronto.

Le mie ipotesi, tali sono, nascono da alcune considerazioni ed osservazioni, emerse nello studio che sto terminando in queste settimane sui massari dei grossi. Provo a riassumerle.

La considerazione è che, nei grossi, i segni dei massari siano sempre stati applicati sin dall’inizio delle coniazioni, in quanto la moneta era d’argento puro e quindi necessitava di un maggior controllo della produzione. L'osservazione è che questi simboli hanno un'evoluzione stilistica che parte da un sistema occultato nei dettagli della veste del Cristo e/o come parti decorative integrate nel trono del Cristo stesso, passa per un sistema in cui i segni segreti si trasformano in forme geometriche (globetti, cerchietti, cunei, losanghe ecc.), perdendo la caratteristica dell’occultamento all’interno della raffigurazione del rovescio e assumendo una disposizione sempre più visibile e facilmente riconoscibile, sino ad arrivare, infine, alla diretta apposizione delle iniziali dei nomi dei massari.

Andrea (ak72) nel suo articolo del 2017 aveva già identificato in Pietro Ziani, fino ad allora considerato privo di simboli identificativi dei massari, alcuni segni composti da globetti posizionati o sopra o sotto il cuscino del poggiolo e al termine della tunica del Cristo.

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Per me, quindi, viste le durate dei dogati di Ziani (oltre 23 anni) e Jacopo Tiepolo (4 sole varianti identificate da Papadopoli per 20 anni di durata) e che, in quel periodo, i massari erano eletti in terne con mandato di un anno, di varianti devono essercene altre.

La mia ipotesi è che, come soluzione per indicare i segni segreti, gli incisori abbiamo utilizzato tali artifizi per gestire le diverse varianti nella prima metà del 1200. Li ritengo segni segreti e non varianti stilistiche perché l’uso di tali artifizi è circoscritta nel tempo. Il quarto globetto nel cuscino del poggiolo del trono viene utilizzato (così risulta a me) solo nella monetazione di due dogi (Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. L’uso del “crescente” è limitato a Ziani, Jacopo Tiepolo e Marino Morosini (forse c’è ancora una sola variante in Zeno ma devo ricontrollare). L’uso dei globetti all’interno del chiton/tunica del Cristo l’ho riscontrato solo da Enrico Dandolo (come già ipotizzato sempre da Andrea nel 2017) sino a Marino Morosini.

Anche questa tipologia  image.webp  non penso sia una variante stilistica perché le varianti sono molte e utilizzate in un periodo circoscritto, e nemmeno penso siano punti di costruzione del conio, perché in alcuni esemplari (tra cui uno in mano mia) è evidente che sono stati apposti dopo l’uso del punzone della veste. In questo dettaglio si vede il globetto in alto e quello in basso curvare la linea della veste

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Ultima considerazione sul numero di globetti nei montanti del trono: devo ancora approfondire, ma al momento tendo ad escluderli perchè quelli posizionati in basso sono troppo vicini al bordo della moneta per cui spesso mal coniati, danneggiati o peggio tosati. Voglio dire, di difficile individuazione rispetto ad un segno messo in posizione più centrale nel campo della moneta.

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8 ore fa, aratro dice:

Buonasera Terkel

Benvenute le tue osservazioni, fanno parte di un giusto confronto.

Le mie ipotesi, tali sono, nascono da alcune considerazioni ed osservazioni, emersi nello studio che sto terminando in queste settimane sui massari dei grossi. Provo a riassumerle.

La prima considerazione è che, nei grossi, i segni dei massari siano sempre stati applicati sin dall’inizio delle coniazioni, in quanto la moneta era d’argento puro e quindi necessitava di un maggior controllo della produzione. La seconda osservazione è che questi simboli hanno un'evoluzione stilistica che parte da un sistema occultato nei dettagli della veste del Cristo e/o come parti decorative integrate nel trono del Cristo stesso, passa per un sistema in cui i segni segreti si trasformano in forme geometriche (globetti, cerchietti, cunei, losanghe ecc.), perdendo la caratteristica dell’occultamento all’interno della raffigurazione del rovescio e assumendo una disposizione sempre più visibile e facilmente riconoscibile, sino ad arrivare, infine, alla diretta apposizione delle iniziali dei nomi dei massari.

Andrea (ak72) nel suo articolo del 2017 aveva già identificato in Pietro Ziani, fino ad allora considerato privo di simboli identificativi dei massari, alcuni segni composti da globetti posizionati o sopra o sotto il cuscino del poggiolo e al termine della tunica del Cristo.

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Per me, quindi, viste le durate dei dogati di Ziani (oltre 23 anni) e Jacopo Tiepolo (4 sole varianti identificate da Papadopoli per 20 anni di durata) e che, in quel periodo, i massari erano eletti in terne con mandato di un anno, di varianti devono essercene altre.

La mia ipotesi è che, come soluzione per indicare i segni segreti, gli incisori abbiamo utilizzato tali artifizi per gestire le diverse varianti nella prima metà del 1200. Li ritengo segni segreti e non varianti stilistiche perché l’uso di tali artifizi è circoscritta nel tempo. Il quarto globetto nel cuscino del poggiolo del trono viene utilizzato (così risulta a me) solo nella monetazione di due dogi (Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. L’uso del “crescente” è limitato a Ziani, Jacopo Tiepolo e Marino Morosini (forse c’è ancora una sola variante in Zeno ma devo ricontrollare). L’uso dei globetti all’interno del chiton/tunica del Cristo l’ho riscontrato solo da Enrico Dandolo (come già ipotizzato sempre da Andrea nel 2017) sino a Marino Morosini.

Anche questa tipologia  image.webp  non penso sia una variante stilistica perché le varianti sono molte e utilizzate in un periodo circoscritto, e nemmeno penso siano punti di costruzione del conio, perché in alcuni esemplari (tra cui uno in mano mia) è evidente che sono stati apposti dopo l’uso del punzone della veste. In questo dettaglio si vede il globetto in alto e quello in basso curvare la linea della veste

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Ultima considerazione sul numero di globetti nei montanti del trono: devo ancora approfondire, ma al momento tendo ad escluderli perchè quelli posizionati in basso sono troppo vicini al bordo della moneta per cui spesso mal coniati, danneggiati o peggio tosati. Voglio dire, di difficile individuazione rispetto ad un segno messo in posizione più centrale nel campo della moneta.

 

uno studio estremamente affascinante, un'ipotesi suggestiva ma mi sorge un quesito: nel periodo dello studio spesso e volentieri la creazione dei conii veniva affidata a maestranze analfabete (spesso e volentieri copiavano lettere specchiandole, dimenticandole, ...) un sistema così complesso di sequenze di punti sarebbe stato garantito? 

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Ciao Andrea

devi vedere dove porta questo con Enrico Dandolo......

Rispetto alla tua osservazione, si è relativamente complesso ma alla fine solo una volta all'anno (in occasione dell'elezione del massaro) si sarebbe definito a chi assegnare un simbolo/coppia di simboli e il posizionamento dello stesso associandolo ad un massaro, poi gli incisori avrebbero semplicemente dovuto replicare un disegno. Di fatto nel tempo questa modalità viene gradualmente abbandonata a favore di sistemi molto più semplici sia come costruzione che come facilità di lettura.

Immagino però che un controllo sulla costruzioni dei coni ci sia stata: regolavano tutte le varie attività di produzione con vari responsabili per cui penso che probabilmente anche questo aspetto fosse controllato, ma da chi non saprei

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Sono molto interessato a questi aspetti. Potresti dirmi quanti "punti segreti" hai individuato per i dogi che ti elenco e per i quali ho indicato tra parentesi i punti che Papadopoli e CNI riportano?
C'è da considerare che le contraffazioni monetarie balcaniche (e non parlo di imitazioni, beninteso) potrebbero confondere le acque, visto che molte sono misconosciute ...

Enrico Dandolo (0)
Pietro Ziani (0)
Jacopo Tiepolo (4)
Marino Morosini (8)
Ranieri Zeno (28)
Lorenzo Tiepolo (18)
Jacopo Contarini (12)
Giovanni Dandolo (20)
Pietro Gradenigo (12)
Marino Zorzi (1)
Giovanni Soranzo (19)
Francesco Dandolo (3)
Bartolomeo Gradenigo (3)
Andrea Dandolo (3)

 


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Enrico Dandolo 3
Pietro Ziani 4
Jacopo Tiepolo 9
Marino Morosini 15
Ranieri Zeno 46 (posto un'immagine, tratta dal mio ultimo lavoro su Venezia, ad esempio)

image.png.f673fa55384bb1fc7d5563826dc97adb.webp
Lorenzo Tiepolo 36
Jacopo Contarini 21
Giovanni Dandolo 32
Pietro Gradenigo 29
Marino Zorzi 4
Giovanni Soranzo 45
Francesco Dandolo 9
Bartolomeo Gradenigo 5
Andrea Dandolo 9

testi di riferimento: Papadopoli, CNI, Hardelay, Keber

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17 ore fa, aratro dice:

Buonasera Terkel

Benvenute le tue osservazioni, fanno parte di un giusto confronto.

Le mie ipotesi, tali sono, nascono da alcune considerazioni ed osservazioni, emerse nello studio che sto terminando in queste settimane sui massari dei grossi. Provo a riassumerle.

La considerazione è che, nei grossi, i segni dei massari siano sempre stati applicati sin dall’inizio delle coniazioni, in quanto la moneta era d’argento puro e quindi necessitava di un maggior controllo della produzione. L'osservazione è che questi simboli hanno un'evoluzione stilistica che parte da un sistema occultato nei dettagli della veste del Cristo e/o come parti decorative integrate nel trono del Cristo stesso, passa per un sistema in cui i segni segreti si trasformano in forme geometriche (globetti, cerchietti, cunei, losanghe ecc.), perdendo la caratteristica dell’occultamento all’interno della raffigurazione del rovescio e assumendo una disposizione sempre più visibile e facilmente riconoscibile, sino ad arrivare, infine, alla diretta apposizione delle iniziali dei nomi dei massari.

Andrea (ak72) nel suo articolo del 2017 aveva già identificato in Pietro Ziani, fino ad allora considerato privo di simboli identificativi dei massari, alcuni segni composti da globetti posizionati o sopra o sotto il cuscino del poggiolo e al termine della tunica del Cristo.

image.webp   image.webp

Per me, quindi, viste le durate dei dogati di Ziani (oltre 23 anni) e Jacopo Tiepolo (4 sole varianti identificate da Papadopoli per 20 anni di durata) e che, in quel periodo, i massari erano eletti in terne con mandato di un anno, di varianti devono essercene altre.

La mia ipotesi è che, come soluzione per indicare i segni segreti, gli incisori abbiamo utilizzato tali artifizi per gestire le diverse varianti nella prima metà del 1200. Li ritengo segni segreti e non varianti stilistiche perché l’uso di tali artifizi è circoscritta nel tempo. Il quarto globetto nel cuscino del poggiolo del trono viene utilizzato (così risulta a me) solo nella monetazione di due dogi (Jacopo Tiepolo e Marino Morosini. L’uso del “crescente” è limitato a Ziani, Jacopo Tiepolo e Marino Morosini (forse c’è ancora una sola variante in Zeno ma devo ricontrollare). L’uso dei globetti all’interno del chiton/tunica del Cristo l’ho riscontrato solo da Enrico Dandolo (come già ipotizzato sempre da Andrea nel 2017) sino a Marino Morosini.

Anche questa tipologia  image.webp  non penso sia una variante stilistica perché le varianti sono molte e utilizzate in un periodo circoscritto, e nemmeno penso siano punti di costruzione del conio, perché in alcuni esemplari (tra cui uno in mano mia) è evidente che sono stati apposti dopo l’uso del punzone della veste. In questo dettaglio si vede il globetto in alto e quello in basso curvare la linea della veste

image.webp 

Ultima considerazione sul numero di globetti nei montanti del trono: devo ancora approfondire, ma al momento tendo ad escluderli perchè quelli posizionati in basso sono troppo vicini al bordo della moneta per cui spesso mal coniati, danneggiati o peggio tosati. Voglio dire, di difficile individuazione rispetto ad un segno messo in posizione più centrale nel campo della moneta.

 

Ciao!

C'è una logica nell'aver iniziato ad apporre segni non palesi per poi renderli ben visibili e poi arrivare alle iniziali.

Anche chi doveva poi controllare, soprattutto su esemplari consunti e/o tosati, doveva capirci facilmente.

saluti

luciano

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1 ora fa, Giov60 dice:

Sono molto interessato a questi aspetti. Potresti dirmi quanti "punti segreti" hai individuato per i dogi che ti elenco e per i quali ho indicato tra parentesi i punti che Papadopoli e CNI riportano?
C'è da considerare che le contraffazioni monetarie balcaniche (e non parlo di imitazioni, beninteso) potrebbero confondere le acque, visto che molte sono misconosciute ...

Enrico Dandolo (0)
Pietro Ziani (0)
Jacopo Tiepolo (4)
Marino Morosini (8)
Ranieri Zeno (28)
Lorenzo Tiepolo (18)
Jacopo Contarini (12)
Giovanni Dandolo (20)
Pietro Gradenigo (12)
Marino Zorzi (1)
Giovanni Soranzo (19)
Francesco Dandolo (3)
Bartolomeo Gradenigo (3)
Andrea Dandolo (3)

 

 

a quelli da me elencati in precedenza si possono aggiungere tranquillamente le sequenze al D/ (posto un esempio) che accompagnano quelli al R/ 

image.png.d9c19c10fba6b906260092945da1aefd.webp

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1 ora fa, Giov60 dice:


C'è da considerare che le contraffazioni monetarie balcaniche (e non parlo di imitazioni, beninteso) potrebbero confondere le acque, visto che molte sono misconosciute ...

 

Direi che lo studio di segni segreti sulle contraffazioni non riguarda le emissioni della zecca veneziana. Vorrei ricordare che, almeno a parer mio, non sono così tanto misconosciute vedasi ad esempio (solo ad esempio) Jovanovic, Miroslav https://www.serbianmedievalcoins.com/resources/Miroslav Jovanovic Serbian Medieval Coins.pdf

Edited by ak72
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Quelle sono tutte imitazioni. Questa è invece una contraffazione di Andrea Dandolo (si veda la forma epigrafica del nome) di "verosimile" area balcanica di cui non trovo traccia. E' presente il simbolo stella.image.webp


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50 minuti fa, ak72 dice:

a quelli da me elencati in precedenza si possono aggiungere tranquillamente le sequenze al D/ (posto un esempio) che accompagnano quelli al R/ 

image.png.d9c19c10fba6b906260092945da1aefd.webp

 

Nel testo tu stesso (e si vede dall'immagine dell'estratto del tuo volume che hai riportato) scrivi "varianti stilistiche", che implica una variazione di disegno/incisione/rappresentazione di un dettaglio dell'immagine "artistica", ma che non implica un diverso segno di massaro. Questo intendo per libertà di espressione dell'incisore, al pari di quanto ha riportato @aratro nei primi post della presente discussione per i globetti sul cuscino. 

 

Tra l'altro @ak72 tra quello che tu segnali, per la mia modesta esperienza di grossi passati in asta o visti sui vassoi dai commercianti, la croce apicale dell'asta del vessillo l'ho vista - ad oggi - solo sui grossi di Giovanni Soranzo, al pari del leone in moeca (e se non ricordo male queste due particolarità anche insieme in un caso solo) e solo su uno dei tipi censiti dal Papadopoli e (sempre se la memoria e la stanchezza dell'ultimo periodo non mi ingannano, ma basta fare una ricerca di immagini) in particolare su quello senza segni di massaro. Ma da qui in questo caso specifico non ci vedo un segno segreto del massaro, per i motivi già da me enunciati.

23 minuti fa, Giov60 dice:

Quelle sono tutte imitazioni. Questa è invece una contraffazione di Andrea Dandolo (si veda la forma epigrafica del nome) di "verosimile" area balcanica di cui non trovo traccia. E' presente il simbolo stella.image.webp

 

Forse ho capito male io - e nel caso me ne scuso - ma già dalle lettere dell'intera legenda al D/ e dagli errori grammaticali delle singole parole (venet) si palesano ad occhio nudo come contraffazioni, oltre che in alcuni casi anche per lo stile delle figure... Quindi come si possono confondere con i grossi genuini emessi dalla zecca nel caso si cercassero altri eventuali segni di massari?

Edited by Terkel
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Semplicemente perchè non ho trovato da nessuna parte notizia di contraffazioni di Andrea Dandolo. Dunque per tanti questa moneta potrebbe essere stata coniata a Venezia e, conseguentemente, il segno stella essere aggiuntivo a quelli noti per questo doge.


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16 ore fa, Giov60 dice:

Sono molto interessato a questi aspetti. Potresti dirmi quanti "punti segreti" hai individuato per i dogi che ti elenco e per i quali ho indicato tra parentesi i punti che Papadopoli e CNI riportano?
C'è da considerare che le contraffazioni monetarie balcaniche (e non parlo di imitazioni, beninteso) potrebbero confondere le acque, visto che molte sono misconosciute ...

Enrico Dandolo (0)
Pietro Ziani (0)
Jacopo Tiepolo (4)
Marino Morosini (8)
Ranieri Zeno (28)
Lorenzo Tiepolo (18)
Jacopo Contarini (12)
Giovanni Dandolo (20)
Pietro Gradenigo (12)
Marino Zorzi (1)
Giovanni Soranzo (19)
Francesco Dandolo (3)
Bartolomeo Gradenigo (3)
Andrea Dandolo (3)

 

 

Buonasera Giov60

Premessa: è mia ferma convinzione che i segni dei massari siano stati posti solo al rovescio. le Varianti del diritto per me sono solo varianti stilistiche.

La mia mappatura di varianti, che per me sono legate ai massari e non varianti stilistiche, ad oggi è questa (purtroppo dopo il furto del PC ho perso molte foto) ed basata al 95% sugli esemplari visibili su ACSEARCH:

Enrico Dandolo (3)
Pietro Ziani (9)
Jacopo Tiepolo (15)
Marino Morosini (20)
Ranieri Zeno (37). Da aggiungersi 3 varianti  (21, 25 e 28) individuate dal Papadopoli che però io al momento non ho visto fisicamente
Lorenzo Tiepolo (19). Da aggiungersi la variante 3 individuata dal Papadopoli che però per me è una contraffazione balcanica
Jacopo Contarini (14). Da aggiungersi 3 varianti  (1, 11 e 12) individuate dal Papadopoli che però io al momento non ho visto fisicamente. La 1 e la 12 per me sono letture sbagliate di monete coniate male.
Giovanni Dandolo (25): Da aggiungersi 2 varianti  (13 e 20) individuate dal Papadopoli che però io al momento non ho visto fisicamente. La 20 per me è inesistente perché il simbolo dei tre cerchietti non potrebbe starci nello spazio indicato.
Pietro Gradenigo (11). Da aggiungersi 3 varianti  (7, 8 e 12) individuate dal Papadopoli che però io al momento non ho visto fisicamente. La 12 per me è una lettura relativa a monete coniate male.
Marino Zorzi (3)
Giovanni Soranzo (23). Da aggiungersi 4 varianti  (4, 8, 14 e 15) individuate dal Papadopoli che però io al momento non ho visto fisicamente. La 8 mi lascia perplesso, ma a memoria mi sembrava in passato di averla vista.
Francesco Dandolo (4)
Bartolomeo Gradenigo (3)
Andrea Dandolo (7)

Giovanni Gradenigo (4)

queste varianti dovrei averle depurate delle contraffazioni balcaniche, ma è possibile che qualcosa mi sia sfuggito

 

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Ho fatto una modifica nel post di prima perché, eufemismo, mi sono espresso male. Intendevo dire che i segni nei grossi ritengo siano solo sul rovescio e che sono sempre e solo presenti su un lato della moneta e mai su due perché altrimenti sarebbero di complicata lettura. Spero sia per l'ora e non per il rinco.....to!

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22 ore fa, Giov60 dice:

Semplicemente perchè non ho trovato da nessuna parte notizia di contraffazioni di Andrea Dandolo. Dunque per tanti questa moneta potrebbe essere stata coniata a Venezia e, conseguentemente, il segno stella essere aggiuntivo a quelli noti per questo doge.

 

Ciao carissimo,

non concordo con questa affermazione. Letteratura ne esiste molta:

Metcalf "Echoes of the name of Lorenzo Tiepolo". In questo scritto vengono citate imitazioni, ma in realtà sono contraffazioni.  A pag. 189 viene descritto 1 grosso del Tiepolo con segno segreto stella a 5 punte. A pagina 191 descrive anche un grosso di A Dandolo.

Lambros  nel suo lavoro elenca 1 grosso con R ANDVIO dando come attribuzione alla zecca di Chiarenza.

Hardelay in "Contribution" cita 18 grossi definendoli "Levantini"

Padovan nel suo "Sommario", Klansik Hoard cita ritrovamenti di soldini e mazzanini tra cui 2 falsi.

Io posseggo 3 grossi con la stella a nome di differenti dogi, ma tutti con errori visibili come quello postato al n. 19.

La mia opinine personale è che siano coniati in Serbia, vista la similitudine, verso la fine dei regni serbi nelle zecche del nord Rudnik. Per saperne di più occorre leggere Dimnic e Dobrinic "Serbian coins".

Escludo siano produzione di zecca veneziana.

Ciao Fabry

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