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roth37

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roth37

Ma secondo voi, comperando monete, a parte la propria "libido" si può "economicamente" non perdere? Comperando monete di valore o interessanti si salvano quei pochi (o tanti) quattrini che vengono impegnati ? C'è almeno un pareggio fra quanto si spende in tempo ed in denaro con quanto si apprende dalle monete ? Insomma, noi, ammalati, ne traiamo vantaggi anche economici o solo di conoscenze che sono senz'altro quantificabili ?

roth37

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niko
Ma secondo voi, comperando monete, a parte la propria "libido" si può "economicamente" non perdere? Comperando monete di valore o interessanti si salvano quei pochi (o tanti) quattrini che vengono impegnati ? C'è almeno un pareggio fra quanto si spende in tempo ed in denaro con quanto si apprende dalle monete ? Insomma, noi, ammalati, ne traiamo vantaggi anche economici o solo di conoscenze che sono senz'altro quantificabili ?

roth37

266476[/snapback]

dipende, dai fattori:

a. richiesta

b. prezzo disposti a pagare

questi secondo me sono i fattori che fanno rivalutare o "svalutare" nel tempo le monete, poi c'è la questione della conservazione, se compri una moneta giudicata SPL a 100 e poi "scopri" che è un BB al momento si parla di perdita, ma se si rivaluterà nel tempo non si avvertrà tutta quella perdita subita all'inizio; poi c'è da dire che le monete non si "svalutano" realmente, ciò che compri adesso a 100 è difficile che fra 10 anni lo rivenderai a 90, anche se è una tipologia poco seguita ;) , anche se è comune, certo le rarità si rivaluteranno di più, ma penso che anche con le monete comuni non si perda poi cosi tanto; poi il "terzo fattore" (se possiamo cosi chiamarlo) è il tempo che tu trattieni la moneta. B)

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rob

Purtroppo(?) l'aspetto del valore e del collezionismo non vanno bene a braccetto: cercherò di spiegarmi meglio per evitare di cadere in fraintendimenti e pregiudizi.

Da buon commerciale so bene una cosa: il valore di un bene non è fisso, ma fluttua nel tempo, con variazioni più o meno importanti e rapide (prendiamo la borsa valori come esempio di riferimento, è il mercato tipico però enormemente accelerato.

I soldi si fanno comprando a poco e vendendo a molto: per fare questo la chiave è la conoscenza, intesa nel senso di informazioni. Per comprare bene devo essere al corrente di qualcosa che il venditore non conosce, per esempio che il valore di mercato è diverso da quello che sto proponendo, e magari nello specifico il nome di una persona disposta a comprare quella stessa moneta ad un prezzo alto.

L'informazione è un bene incredibilmente deperibile: vale solo se è fresca. Per fare un esempio basta pensare a quanto velocemente diventino obsoleti i nostri amati cataloghi.

Quello che ho descritto ora è il modus operandi dello speculatore, a cui non interessa di per sé quel che compra e vende, ma semplicemente il suo valore e mercato.

Un collezionista può benissimo agire in maniera speculativa, ma trovo che siano ben pochi i collezionisti disposti nel lungo periodo a investire il tempo necessario per mantenersi aggiornati e cercare venditori e clienti... quelli che lo fanno spesso alla lunga diventano commercianti e smettono di collezionare.

Tutto questo per dire che secondo me è una causa persa, non si recupera mai nemmeno il costo di quel che si comprato in una vita di collezionismo! :D

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mirkoct

ciao roth37,

secondo me puoi conciliare lo studio-collezionismo con il risparmio acquistando solo monete in ottima conservazione, le monete belle acquistano valore in pochissimi anni e quando devi venderle trovi subito gli acquirenti e ci quadagni sicuramente,la qualità di una collezione non la fa la quantità di monete che si hanno,ma l'ottimo stato di conservazione delle medesime,poche ma buone è il mio motto,quelle in cattiva conservazione le acquisterei solo se fossero rare

saluti

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numa numa

Il quesito posto da Roth e' indubbiamente interessante.

E' possibile sicuramente acquistare delle monete per la propria collezione che possono rivalutarsi su un arco di tempo.

Ovviamente piu' difficile e' individuare quali settori, o addirittura quali pezzi, saranno suscettibili delle maggiori rivalutazioni.

Il dubbio posto da Rob, attiene alla difficolta' di spuntare un prezzo adeguato dai vari commercianti sul mercato. Mi spiego, tranne in casi eccezionali, una moneta risente sempre delle qotazioni di monete analoghe, oppure dell'ultimo prezzo fatto da quel tipo di moneta in precedenza. Difficilmente, anche in una vendita all'asta, ad una moneta il mercato (leggi : i mercanti) verra' fatto fare un prezzo troppo diverso da quelli realizzati in precedenza (ergo, l'ossrvazione di Rob che allude al fatto che difficlmente si recuperano i prorpi soldi investiti in monete).

Vi sono pero' due eccezioni a questa regola non scritta, una riguarda particolari fasi di mercato ove abbonda molta liquidita' (come l'attuale) che dovendosi riversare su forme di investimento alternative comincia ad interessarsi di mercati quale l'arte e la numismatica : quello che e' successo negli ultimi 2-3 anni con gli aurei romani e' proprio l'esempio da manuale di questa casistica.

Chi avesse collezionato aurei in alta conservazione 6-7 anni fa, si ritrova oggi con un capitale indubbiamente rivalutato di molto o moltissimo in alcuni casi.

Naturalmente chi compra adesso agli attuali massimi di mercato si espone ad un rischio assai maggiore rispetto ad altri settori o altri periodi.

L'altra eccezione rappresenta quelle monete che per conservazione o rarita' rappresentano degli esemplari cosi' particolari che, a questo punto sono loro a comandare il prezzo che vogliono (sempre pero' entro certi limiti) sul mercato, tanto piu' in fasi di mercato forte come l'attuale. Ma questo discorso vale per poche, se non pochissime monete che manterranno sempre la loro valutazione, anzi l'accresceranno nel tempo e la loro cessione diviene solo un discorso di opportunita' (scegliere il momento migliore per massimizzare il guadagno).

Tutto questo nell'ottica di considerare la propria passione per le monete anche da un punto di vista di investimento economico.

C'e' pero' un altro lato, piu' disinteressato, della propria passione numismatica che comunque potra' portare dei benefici economici, anche se questi non saranno mai il fine ultimo della collezione.

Questo lato e' rappresentato dal vero collezionista-ricercatore che studiando a fondo il suo settore, sara' in grado di raccogliere un insieme di monete, il cui valore, tutte insieme, sia molto piu' elevato che non ciascun esemplare preso singolarmente.

Mi spiego meglio, anche in questo caso.

Ci sono stati diversi esempi, sul mercato, di raccolte di grandi collezionisti studiosi che hanno letteralmente catturato l'attenzione del mercato per lo studio di una zecca in particolare o di un periodo.

Potrei fare diversi esempi. Un collezionista americano che si e' dedicato alle sole monete dei Crociati e dell'Oriente Latino, ha meso insieme negli anni, con delle somme abbastanza contenute, un insieme di pezzi che nel momento in cui sono andati in asta hanno fatto segnare dei nuovi record per quella monetazione e suscitato un interesse vivissimo da p arte del mercato che sapeva distrattamente dell'esistenza di quei tipi, ma trovarseli tutti insieme, studiati e ricercati (con delle ottime note esplicative) su un bel catalogo, sicuramente ha costituito una bella sorpresa.

Una collezione di monete bizantine dell'ultimo periodo, quello meno conosciuto e collezionato, in altissima qualita' ha letteralmente sconvolto il mercato, un paio di anni fa, che non aveva mai visto pezzi cosi' belli e rari e poco conosciuti essere venduti tutti insieme E le monete anche in questo caso hanno fatto dei prezzi da amatore, in alcuni casi decine di volte superiori ai loro prezzi di acquisizione.

Ho citato questi esempi (ma ne potrei fare un'altra dozzina) non a caso perche' voglio dire che il motore primo di una raccolta seria deve essere sempre la passione, che affinata con lo studio, la ricerca, e supportata dalla pazienza e anche da un po' di mezzi finanziari, permette di costruire un insieme di valore scientifico innanzitutto che avra' poi, come naturale conseguenza, anche un valore venale rilevante, ma non sara' mai stato il primum movens della costituzione della collezione.

Scusate il post un po' lungo, ma credo che questo sia un aspetto molto importante da sviscerare e che dovrebbe far riflkettere sulle vere intenzioni, o aspettative, di chi si avvicina alla numismatica (passione o ineresse ?)..

numa numa

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Leopold.85
Ho citato questi esempi (ma ne potrei fare un'altra dozzina) non a caso perche' voglio dire che il motore primo di una raccolta seria deve essere sempre  la passione, che affinata con lo studio, la ricerca, e supportata dalla pazienza e anche da un po' di mezzi finanziari, permette di costruire un insieme di valore scientifico innanzitutto che avra' poi, come naturale conseguenza, anche un valore venale rilevante, ma non sara' mai stato il primum movens della costituzione della collezione.

Scusate il post un po' lungo, ma credo che questo sia un aspetto molto importante da sviscerare e che dovrebbe far riflkettere sulle vere intenzioni, o aspettative, di chi si avvicina alla numismatica (passione o ineresse ?)..

numa numa

266620[/snapback]

credo che l' amico numa numa abbia "fatto centro". Personalmente credo che ci sia una grande differenza tra il collezionista e il commerciante.... certo se i pezzi che si comprano sono di qualità avranno sempre un valore (maggiore o minore) e un mercato formato da collezionisti e appassionati! :D

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piergi00

Non riesco proprio a mettermi nell' ottica dell' investitore quando acquisto monete per la mia collezione , mi lascio trasportare dalla passione del collezionista cercando e non sempre riesco di attenermi ai prezzi medi proposti dal mercato

Se poi gli acquisti passati fatti in un arco di 35 anni si sono rilevati anche piccoli affari bene per il mio ego piu' venale , tuttavia sono ben consapevole che non monetizzero' mai l' eventuale plusvalenza

In caso contrario bene ugualmente , tanto il piacere ricevuto e' ben superiore all' aspetto economico.

Sono consapevole inoltre che talune tipologie nel tempo hanno piu' prospettive di rivalutarsi di altre ma proprio perche' non ragiono da investitore mi e' indifferente questo aspetto e non influisce sulle mie scelte

Modificato da piergi00

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simonesrt

Il quesito dell'amico Roth è senza dubbio interessanter. Penso che un collezionista "oculato" possa avere nel tempo anche delle soddisfazioni economiche. Mi spiego: quando compro le monete per la mia collezione cerco sempre un compromesso qualità/prezzo e se non lo trovo preferisco aspettare. L'unica eccezione è per le monete estremamente rare o in conservazione eccezionale dove allora il mio ragionamento viene messo da parte. Comunque in questi casi ho avuto al controprova che nel tempo anche le monete che pensavo di aver strapagato si sono abbondantememte rivalutate. Penso che in un periodo di 5-7 anni sia praticamente impossibile rimetterci se ci si è comportati in maniera "oculata".

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Paleologo

Ritengo che difficilmente il collezionista-studioso-appassionato acquisti avendo già in mente l'idea di rivendere, quindi difficilmente potrà "programmare" l'investimento. Perciò sono d'accordo con numa: conviene puntare, con la sola spinta della passione, a qualcosa per cui l'intero è maggiore della somma delle sue parti. Solo in questo caso si avrà la ragionevole certezza, oltre che di aver creato qualcosa di unico, di un buon ritorno economico complessivo nel momento in cui, per qualsiasi ragione, si volesse o dovesse vendere la collezione. Detto questo, niente esclude che per singole monete o gruppi di monete si possano creare le condizioni specifiche per fare buoni affari.

Ciao, P. :)

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