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IGNORED

Due Baiocchi Repubblica Romana


picchio
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Da Varesi a breve verrà venduto un bell'insieme di monete della Repubblica Romana, e così facendo ho ripreso in mano della documentazione, tanto per non essere preso in castagna il dì dell'asta.

Tra le opere che non devono mancare, oltre al Muntoni, al Serafini, ed al meno oneroso Pagani si è recentemente aggiunto anche l'opera di Bruni che tratta in maniera dettagliata e specifica la monetazione della Repubblica Romana, opera cui consiglio l'acquisto sia per la parte numismatica sia per la ricca e dotta argomentazione storica.

Non condivido a pieno quanto scritto, in particolare per un paio di zecche, ma quanto esposto è ampiamente documentato e quindi su valide basi. Forse il vero limite della meritevole opera sta nell'aver preso in considerazione solo alcune collezioni private e pertanto vengono dati per unici esemplari che in realtà non lo sono; ed in compenso altri non vengono citate.

Mentre ero intento nel confrontare le immagini in mio possesso e quelle pubblicate dal Bruni, mi sono accorto che poco prima avevo già notato la stessa fotografia sul catalogo della collezione Mantegazza vendita Negrini. Dato che alla vendita ero presente in sala mi sono domandato chi potesse aver acquistato una moneta in quella meritevole conservazione, eccezionale per una zecca minore.

Ecco i dati come riportati dal Bruni:

Repubblica Romana Ascoli

11- 2 Baiocchi

D/ (da sinistra in basso) REPVBLICA - ROMANA

Nel campo fascio con due legature incrociate, ciascuna tra due legature orizzontali, con scure a destra e sormontato da pileo

R/ nel campo, in corona di foglie trinate ascendenti ai lati, chiusa in basso da rosetta (❀) su tre righe DVE //BAIOCCHI // ASCOLI //

Diametro 32-35mm Contorno liscio Metallo: rame Incisore: non indicato

Riferimenti: Muntoni 28 Pagani 14b. CNI 1

Rarità: Raro

Aggiungo a quanto citato

Peso dell'esemplare da lui illustrato grammi 14,751 g. diametro al D/34,92

Assi di conio a 12h., per la conservazione dato che è assai soggettiva non mi par caso di riportarla.

Asta Negrini Collezione Mantegazza (967) 30/11/1995

Non sono d'accordo che la moneta sia rara, a mio giudizio è per lo meno Molto Rara.

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Finalmente una moneta della zecca di Ascoli. Grazie Picchio. :)

Veramente uno splendido esemplare in eccellente conservazione: quasi quasi ne faccio una foto a grandezza di moneta e la metto insieme ai baiocchi che possiedo.....

Volevo chiederti (il mio interesse è limitato alla sola zecca di Ascoli):

il nuovo volume del Bruni elenca tutte le varie varianti conosciute con tanto di foto o si limita a qualche foto?

Effettivamente sono solamente 3 le tipologie di monete di Ascoli per la Repubblica Romana di cui una il quattrino da R5 la cui identica foto è presente nel Corpvs Nvmmorvm vol. XIII Marche (dà un altro esemplare ma non è fotografato), nel Muntoni, nel Mazza (le monete della zecca di Ascoli), nel Gigante e nel Montenegro.

Il De Minicis (in Numismatica Ascolana ... libro del 1853) riporta la descrizione di un esemplare perchè esistente nella raccolta del Cinaglia...

Edited by legionario
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Volevo chiederti (il mio interesse è limitato alla sola zecca di Ascoli):

il nuovo volume del Bruni elenca tutte le varie varianti conosciute con tanto di foto o si limita a qualche foto?

Tutte illustrate, merita l'acquisto (non ho commissione di vendita !)

Effettivamente sono solamente 3 le tipologie di monete di Ascoli per la Repubblica Romana di cui una il quattrino da R5 la cui identica foto è presente nel Corpvs Nvmmorvm vol. XIII Marche (dà un altro esemplare ma non è fotografato), nel Muntoni, nel Mazza (le monete della zecca di Ascoli), nel Gigante e nel Montenegro.

Il De Minicis (in Numismatica Ascolana ... libro del 1853) riporta la descrizione di un esemplare perchè esistente nella raccolta del Cinaglia...

Il quattrino che sappia manca in tutte le raccolte specializzate, tutte intendo tutte. La moneta è illustrata e quindi esistente. Sono portato a credere che sia stata una campionatura (saggio, prova, come meglio crede) cui poi non fu dato seguito.

Prima o poi, come spesso accade sfondando un muro di una cucina potremmo avere delle sorprese.

Non ha citato il Serafini, comunque manca anche alle raccolte del Vaticano. Alla collezione Cav. Carlo Kolb di Roma, e via all'infinito.

Per quanto riguarda la sua ultima citazione, tre cose:

1 - non posseggo il De Minicis, ma solo il Cinagli (non Cinaglia - errore di sbaglio !) a pagina 404 edizione unica del 1848; per le monete di Ascoli non la cita, però riporta i numeri del DEMINICIS, si direbbe che lo conoscesse e non viceversa.

2 - Il De Minicis quante edizioni ha pubblicato ?

3- Nella collezione Cinagli, è si presente un quattino ma di Macerata.

Potrebbe trattarsi di questo equivoco.

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Picchio, grazie per questa bella segnalazione (e per l'altra di Fermo): sono monete quasi impossibili da vedersi in questa conservazione. Non sapevo che lei fosse interessato specificamente alle coniazioni della prima repubblica romana, mi fa piacere e concordo in pieno sul grande fascino di questa monetazione che è accresciuto e non diminuito dai suoi difetti tecnici, segno della grande difficoltà del momento storico in cui fu prodotta.

La ringrazio anche per le notizie relative al Bruni che era già in lista d'acquisto e che a questo punto, visto l'apprezzamento da lei espresso, sarà probabilmente la prossima entrata in biblioteca B)

Un saluto, P. :)

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Caro Paleologo,

la Repubblica Romana rientra nel'interesse che ho per la monetazione Napoloenica. Come detto, molti collezionisti non la considerano al pari delle Repubbliche "rivoluzionarie" settentrionali, immagino per la mancanza di pezzi in argento. Infatti solo lo Scudo Romano e lo Scudo di Perugia detto delle 24 ore sono gli unici pezzi coniati in metallo nobile, e nessuna coniazione ufficiale in oro.

Le monete sono generalmente mal coniate e prima del meritorio stusio del Bruni poco si conosceva in dettaglio di questa monetazione.

E' una monetazione che può riservare grandi sorprese e rarità, e studi più approfonditi sarebbero necessari per le zecche di Viterbo, Camerino, Civitavecchia e Ronciglione, dove nonostante l'esposizione del Bruni rimangono alcune sostanziali carenze informative.

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La ringrazio per la cortese risposta riguardante il libro del Bruni e per aver cercato nelle varie raccolte o collezioni la presenza di questo rarissimo quattrino, che a quanto pare è presente solamente nella collezione del Re, da cui proviene la foto di tutti i recenti cataloghi.

L’opera di Angelo Cinagli (errore mio) è “Le monete de’ Papi descritte in tavole sinottiche" – Fermo 1848.

Il De Minicis (Numismatica ascolana o sia dichiarazione delle monete antiche di Ascoli nel Piceno – Fermo 1853) in riferimento al quattrino scrive che “esiste nella raccolta dell’A. Cinagli, p. 406 n. 111.

Il De Minicis fa continuamente riferimento all’opera del Cinagli nel presentare le varie monete e varianti.

Il dubbio: come fà l’opera del Cinagli a dare riferimenti all’opera del De Minicis che è posteriore?

L’unica cosa che ho trovato è una mia annotazione a matita in riferimento al libro del De Minicis nella quale ho scritto “in Opere 1833 – 1853 (1 I 62.8)”.

Poi, nel libro del De Minicis, riguardo alle monete di Sisto IV (i piccioli) fino al 1848 sconosciute, scrive:

quattro ne conosciamo…..Avendoli mostrati al dottor Angelo Cinagli, li pubblicò nell’opera – Le monete de’ Papi descritte in tavole sinottiche – Fermo 1848 (a pag. 63 n. 51 l’inedito picciolo).

Presumo che il De Minicis abbia impiegato un po’ di anni per portare a termine il suo lavoro, e durante questo periodo ci sia stato un continuo scambio di informazioni tra lui e il Cinagli; e/o la data di pubblicazione dell'opera del De Minicis potrebbe essere stata ritardata per vari motivi di qualche anno (visto che i due lavori sono contemporanei).

Edited by legionario
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Concordo con quanto da Lei scritto in merito al lungo periodo di compilazione dell'opera del De Minicis, ed il possibile scambio di informazioni tra i due. Sono via alcuni giorni ed al mio ritorno le invio una pagina dell'opera del Cinagli e controllerò con maggiore attenzione, comunque i quattrini in elenco mi pare di ricordare siano 3 e non ci sia quello ci Ascoli.

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La ringrazio per la disponibilità. :)

Visto che stiamo in argomento volevo ricordare la mostra che verrà organizzata dall’Accademia Italiana di Studi Numismatici a Vicenza Numismatica 2007 (19 – 21 ottobre 2007) proprio sulle monete della Repubblica Romana (1798 – 1799)

Riporto la nota a cura di Giuseppe Ruotolo:

“……

L’esposizione numismatica è frutto dell’impegno di due prestigiosi cultori del settore: l’architetto Stefano Bertuzzi che deve essere considerato fra i più qualificati esperti del settore e il dottor Renzo Bruni che è anche l’autore della più recente opere scientifica del ramo.

La mostra è accompagnata dal catalogo, il XVI della collana dell’Accademia, che è stato curato dal professore Fiorenzo Catalli.

……

Nell’esposizione non solo una grande varietà di “madonnine” e di “baiocchi” ma anche alcuni scudi romani: tutti i pezzi presentati abbinano alla buona conservazione la rarità che per alcuni esemplari è eccelsa giacchè si conoscono solo pochi pezzi, ma nella rassegna vicentina molte saranno le monete addirittura inedite presentate, come il caso dell’eccezionale scudo romano del 1798.

......"

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