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IGNORED

Regno di Napoli:::Le monete


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Dipende dalla profondità dell'incisione dei due caratteri; se la T è incisa più in profondità nel conio risulterà maggiormente in rilievo e viceversa se è meno incisa. :rolleyes:

Infatti mi aspettavo una risposta simile, ottima osservazione! E' proprio grazie all'osservazione della sigla (monogramma?) ad alta risoluzione che è possibile stabilire o meno ciò che hai appena scritto. :good:

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Gian Carlo Tramontano fu Maestro di Zecca a Napoli dal 1488 al 1514 e potrebbe essere che C e T sovrapposte fungano da monogramma per indicare le iniziali di questo Maestro di Zecca

Ciao Paolo, e ai cultori di queste monete, la T su C non è un monogramma, il Tramontano sulle monete di Ferdinando e di suo figlio si siglava solo con T (le sigle poi cambiano da Ferdinando d'Aragona ed Elisabetta) tranne che per la moneta descritta dal PR al nr. 21g dove risultano T e C ai lati del Carlino, ma questa moneta, il Carlino, è di un periodo precedente alla gestione Tramontano quindi andrebbe verificata, potrebbe essere stata sbagliata la catalogazione (e secondo un mio parere dovrebbe essere una I C). Anche se qualcuno (di cui non faccio nome) in una passata discussione di molto tempo fa' (che non riesumo altrimenti........) ha scritto che secondo l'Ordine Reale di Alfonso (e cioè sempre lo stesso), il Tramontano si sarebbe siglato, oltre che con la T anche con il nome, a volte Carlo (quindi C) e a volte Iuan (quindi I). :fool:

Adesso fornisco tutti gli elementi per una giusta conclusione......se ne vogliamo parlare e continuare pacatamente, a me non può fare altro che piacere, l'argomento è abbastanza interessante .... e speriamo bene.

Anche la pagina del catalogo è da verificare con attenzione perchè in essa sono riportate le monete pari pari come riportate nel MIR (vds rif.) e cioè la W-FIAR/15 -10 = W-FIAR/15 - 9 e la W-FIAR/15 - 8 ...... quindi a differenza del Pannuti e Riccio, nel MIR una moneta in più.

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIAR/15

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Edited by Rex Neap
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Ciao Paolo, e ai cultori di queste monete, la T su C non è un monogramma, il Tramontano sulle monete di Ferdinando e di suo figlio si siglava solo con T (le sigle poi cambiano da Ferdinando d'Aragona ed Elisabetta) tranne che per la moneta descritta dal PR al nr. 21g dove risultano T e C ai lati del Carlino, ma questa moneta, il Carlino, è di un periodo precedente alla gestione Tramontano quindi andrebbe verificata, potrebbe essere stata sbagliata la catalogazione (e secondo un mio parere dovrebbe essere una I C). Anche se qualcuno (di cui non faccio nome) in una passata discussione di molto tempo fa' (che non riesumo altrimenti........) ha scritto che secondo l'Ordine Reale di Alfonso (e cioè sempre lo stesso), il Tramontano si sarebbe siglato, oltre che con la T anche con il nome, a volte Carlo (quindi C) e a volte Iuan (quindi I). :fool:

Adesso fornisco tutti gli elementi per una giusta conclusione......se ne vogliamo parlare e continuare pacatamente, a me non può fare altro che piacere, l'argomento è abbastanza interessante .... e speriamo bene.

Anche la pagina del catalogo è da verificare con attenzione perchè in essa sono riportate le monete pari pari come riportate nel MIR (vds rif.) e cioè la W-FIAR/15 -10 = W-FIAR/15 - 9 e la W-FIAR/15 - 8 ...... quindi a differenza del Pannuti e Riccio, nel MIR una moneta in più.

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIAR/15

Ciao Rex

sul MIR Napoli ,nell'elenco dei Maestri di Zecca napoletani regnante Ferdinando I d'Aragona,vi è citato Gian Carlo Tramontano il quale siglava le monete coniate con lettera T oppure C e T,oppure I e T.La T sovrapposta a C l'ho definito monogramma ma in realtà è la sovrapposizione di due lettere ,le quali ,potrebbero essere le iniziali del Tramontano.Però faccio osservare che nelle altre monete ,vedi il Carlino P-R21g e P-R21h le iniziali C e T non compaiono ,sulla moneta,sovrapposte ma separate,stesso dicasi per i Cavalli P-R50a;come hai anche tu evidenziato.

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Carlino:Reggenza del regno napoletano di Carlo II con la madre Marianna;anno 1666 Argento peso gr.2,95 diam.mm.24

D/Scritta periferica CAROLVS.II.HISP.REX.;nel campo busto del Re in abiti regali con capo coronato volto a sinistra ;dinanzi al mento lettera X;il tutto entro bordo perlinato

R/Scritta periferica ,continuativa del D/ ,ET.VTRIV.SICI e data;nel campo stemma inquartato e coronato;il tutto entro bordo perlinato

Riferimenti:Cagiati n°2-3;CNI n°3-4;PANNUTI E RICCIO n°5-6;MIR 290/1

Questa moneta fu ritirata subito dalla circolazione poichè Carlo II,essendo minorenne e poichè il Regno era ancora sotto la reggenza della madre,non poteva avere sulle monete il titolo di Re di Spagna senza la scritta su di esse della condivisione del ruolo materno nell'impero

Quindi queste monete rimaste alla Numismatica e che non furono rifuse sono di grande rarità

La moneta al post 959 è quella pubblicata nel MIR Napoli,appartenuta alla Numismatica De Falco di Napoli.

Questi Carlini coniati fra il 1665 ed il 1666 vennero creati con la battitura mediante il martello.Nel 1680 la Zecca partenopea ,durante il governo del Regno affidato al Vicerè Ferdinando Zunica Marchese di Los Velez ,dopo sessanta anni dal fallimento dell'introduzione degli ingegni meccanici per produrre monete,proprio con l'ordine del Vicerè vennero introdotte ben cinque macchine per coniare monete con il bilanciere.Vennero inizialmente coniate,con il nuovo sistema,monete in rame:il Grano,il Tornese ed il tre Cavalli.

Con il sistema del bilanciere si crearono le monete con le varianti nelle leggende e vennero meno le sigle nei campi.Nel 1683 e precisamente il 6 gennaio il Vicerè ,che sostituì Zunica,Don Gasparo de Haro Y Guzman,Marchese del Carpio,subito si mise di proposito per eliminare una volta per tutte il problema secolare della tosatura alle monete ,poichè neanche la pena di morte era servita come deterrente ai tosatori.Egli si consultò con dei tecnici e fu stabilito che anche le monete d'argento dovessero essere coniate con il sistema del bilanciere ma il contorno di esse ,come per le monete in rame,sarebbe dovuto essere rappresentato con un disegno tipo :trecce,foglie,cerchietti,quadratini,affinchè asportato tale disegno dai tosatori,la moneta diveniva incommerciabile e poteva essere rifiutata dai commercianti.

-Ritornando al Carlino del 1666 ed al segno X dinanzi al mento di Carlo II,vi è da dire che il Cagiati ,nei suoi studi,asserisce che anche il Ducato d'oro emesso nel 1665,regnante Carlo II(moneta di cui si dubita dell'emissione)recava nel campo il simbolo X e ritiene che esso era indicativo del valore.Ciò non può essere perchè la X se indica il valore per il Ducato non può indicarne il medesimo per il Carlino.

--Salutoni

-odjob

@@francesco77

quest'oggi la fortuna ci arride

per altre mie ricerche in questa discussione ho avuto modo di vedere che vi è al post n°78 un altro Carlino di Carlo II forse coniato nel 1665

--Salutoni

-odjob

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Sempre proseguendo con l'asta Aureo & Calicò del 24 aprile 2014 in cui vi era ,per gli appassionati di monete del sud Italia,"molta carne a cuocere"

lotto n°607

Ferdinando d'Aragona (1458-1494). Nàpols. Doppio Carlino o Tarì argento gr.7,19

D/Scritta periferica +FERDINANDVS:D:G:R:SI:IE:VN;nel campo ,entro cerchio perlinato scudo araldico coronato inquartato con le insegne degli Aragona ed Angiò-Durazzo

R/Scritta periferica +RECORDATVS:MISERICORDIE:SVE:°(ricordato per la sua misericordia ,riferendosi al perdono del Re verso i Baroni ribelli);nel campo,entro cerchio perlinato ,busto del Re cotonato volto a destra;lettera M(Maestro di Zecca Antonio Miroballo) dietro la nuca

Riferimenti: Crusafont V.S. 999;Crusafont C.G. 3406;Cagiati 5-9;PANNUTI E RICCIO 10a; MIR 65.

Si sono riscontrati Tarì con le lettere N della legenda capovolte

Il Sambon sostiene che questi Tarì siano stati coniati ,come il primo Ducato aureo,nel 1465;in ogni caso il Re è raffigurato con sembianze giovanili.Questo Tarì fu la prima moneta argentea ,del Regno di Napoli, di grande peso,superiore a gr.7

La moneta è stata aggiudicata ad € 5.500 + diritti d'asta

Faccio notare il bellissimo decoro inciso sull'abito regale del Re

Vi invito a postare monete del Regno di Napoli presenti nelle vostre collezioni,a farle seguire da una vostra scheda di presentazione e magari anche con pedigree di provenienza e,se riuscite,sarebbe molto bello evidenziare tramite foto i particolari che vi piacciono della moneta postata

--Salutoni

-odjob

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Sempre proseguendo con l'asta Aureo & Calicò del 24 aprile 2014 in cui vi era ,per gli appassionati di monete del sud Italia,"molta carne a cuocere"

lotto n°607

Ferdinando d'Aragona (1458-1494). Nàpols. Doppio Carlino o Tarì argento gr.7,19

D/Scritta periferica +FERDINANDVS:D:G:R:SI:IE:VN;nel campo ,entro cerchio perlinato scudo araldico coronato inquartato con le insegne degli Aragona ed Angiò-Durazzo

R/Scritta periferica +RECORDATVS:MISERICORDIE:SVE:°(ricordato per la sua misericordia ,riferendosi al perdono del Re verso i Baroni ribelli);nel campo,entro cerchio perlinato ,busto del Re cotonato volto a destra;lettera M(Maestro di Zecca Antonio Miroballo) dietro la nuca

Riferimenti: Crusafont V.S. 999;Crusafont C.G. 3406;Cagiati 5-9;PANNUTI E RICCIO 10a; MIR 65.

Si sono riscontrati Tarì con le lettere N della legenda capovolte

Il Sambon sostiene che questi Tarì siano stati coniati ,come il primo Ducato aureo,nel 1465;in ogni caso il Re è raffigurato con sembianze giovanili.Questo Tarì fu la prima moneta argentea ,del Regno di Napoli, di grande peso,superiore a gr.7

La moneta è stata aggiudicata ad 5.500 + diritti d'asta

Faccio notare il bellissimo decoro inciso sull'abito regale del Re

Vi invito a postare monete del Regno di Napoli presenti nelle vostre collezioni,a farle seguire da una vostra scheda di presentazione e magari anche con pedigree di provenienza e,se riuscite,sarebbe molto bello evidenziare tramite foto i particolari che vi piacciono della moneta postata

--Salutoni

-odjob

La datazione dei tari , come giustamente ricordato da Rex Neap, va anticipata al 1460

La sigla "M" e' stata usata da Salvatore Miroballo prima e successivamente da Antonio , nel 1460, cui va probabilmente attribuito il tari in questione

Ricordo che gia' Grierson e la Travaini, in MEC 14 , avevano anticipato la datazione del tari rispetto alla data del Sambon , non ricordo pero' se avessero considerato anche l'elemento della sigla nel loro ragionamento

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Salute

quest'oggi è la volta del

Coronato:FERDINANDO I d'Aragona(1458-1494) argento Zecca di Napoli

D/Croce potenziata con ,sotto, lettera y;scritta periferica +FERDINANDVS:D:G:R:SICILI:IER:VNG

R/Scena dell'incoronazione,scritta periferica +CORONATVS:q:LEGITIME:CERTAV:

Riferimenti:PANNUTI E RICCIO 12d;MIR 66/6;D'A-A 17;CNI 247

foto da asta Aureo & Calicò del 24 aprile 2014 lotto n°609

--Salutoni

-odjob

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Edited by odjob
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Salute

quest'oggi è la volta del

Coronato:FERDINANDO I d'Aragona(1458-1494) argento Zecca di Napoli

D/Croce potenziata con ,sotto, lettera y;scritta periferica +FERDINANDVS:D:G:R:SICILI:IER:VNG

R/Scena dell'incoronazione,scritta periferica +CORONATVS:q:LEGITIME:CERTAV:

Riferimenti:PANNUTI E RICCIO 12d;MIR 66/6;D'A-A 17;CNI 247

foto da asta Aureo & Calicò del 24 aprile 2014 lotto n°609

--Salutoni

-odjob

Caro @@odjob sei un po' in ritardo. :rolleyes: Questo Coronato è stato già ampiamente discusso:
... e gia postato nel catalogo anche se con rarità, secondo il mio punto di vista, un po' inferiore a quella reale.
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Caro @@odjob sei un po' in ritardo. :rolleyes: Questo Coronato è stato già ampiamente discusso:
... e gia postato nel catalogo anche se con rarità, secondo il mio punto di vista, un po' inferiore a quella reale.

Azz.....non mi ero mica accorto che era stato aggiunto al catalogo :good: @@Sanni

Quindi i riferimenti sono: PR manca - MIR manca - D'Andrea, Andreani manca - CNI 261

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La datazione dei tari , come giustamente ricordato da Rex Neap, va anticipata al 1460

La sigla "M" e' stata usata da Salvatore Miroballo prima e successivamente da Antonio , nel 1460, cui va probabilmente attribuito il tari in questione

Ricordo che gia' Grierson e la Travaini, in MEC 14 , avevano anticipato la datazione del tari rispetto alla data del Sambon , non ricordo pero' se avessero considerato anche l'elemento della sigla nel loro ragionamento

Ciao numa

è vero ciò che dici tant'è che nella descrizione del Tarì di Ferdinando d'Aragona ho attribuito la lettera M nel campo al D/ ad Antonio Miroballo.

La storia ci può essere d'aiuto:Ferdinando fu inizialmente sconfitto dagli Angioini e dai baroni ribelli nella battaglia di Sarno il 7 luglio 1460.Le sorti della guerra si capovolsero a favore di Ferdinando I il 18 agosto 1462 in Puglia con la battaglia di Troia, dove il re Ferrante ed Alessandro Sforza inflissero una definitiva sconfitta ai loro avversari. Dopo la battaglia la schiera dei nemici di Ferdinando andò costantemente disgregandosi. Nel settembre 1463, il principe di Rossano, assediato in Sessa fu costretto a capitolare mentre a Giovanni d'Angiò fu concesso di rifugiarsi sull'isola d'Ischia. Il 16 novembre, la morte di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo principe di Taranto privò il fronte angioino del suo più influente capo e finanziatore.(la fonte è wikipedia e la ritengo sostanzialmente valida ).

ora

come poteva Ferdinando d'Aragona far coniare le monete della "misericordia"Ducati e Tarì prima del 1463,se gli scontri con i baroni ribelli erano ancora in atto?(questa situazione è già emersa nel link postato da @@Rex Neap per ricordarmi che si era già parlato del Tarì)

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Ciao numa

è vero ciò che dici tant'è che nella descrizione del Tarì di Ferdinando d'Aragona ho attribuito la lettera M nel campo al D/ ad Antonio Miroballo.

La storia ci può essere d'aiuto:Ferdinando fu inizialmente sconfitto dagli Angioini e dai baroni ribelli nella battaglia di Sarno il 7 luglio 1460.Le sorti della guerra si capovolsero a favore di Ferdinando I il 18 agosto 1462 in Puglia con la battaglia di Troia, dove il re Ferrante ed Alessandro Sforza inflissero una definitiva sconfitta ai loro avversari. Dopo la battaglia la schiera dei nemici di Ferdinando andò costantemente disgregandosi. Nel settembre 1463, il principe di Rossano, assediato in Sessa fu costretto a capitolare mentre a Giovanni d'Angiò fu concesso di rifugiarsi sull'isola d'Ischia. Il 16 novembre, la morte di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo principe di Taranto privò il fronte angioino del suo più influente capo e finanziatore.(la fonte è wikipedia e la ritengo sostanzialmente valida ).

ora

come poteva Ferdinando d'Aragona far coniare le monete della "misericordia"Ducati e Tarì prima del 1463,se gli scontri con i baroni ribelli erano ancora in atto?(questa situazione è già emersa nel link postato da @@Rex Neap per ricordarmi che si era già parlato del Tarì)

In anteprima da Panorama Numismatico di settembre 2014. Ferdinando I d'Aragona fu invece molto misericordioso già nei primi anni di regno nonostante ne subí di cotte e di crude.

" ......... La battaglia decisiva che contrassegnò il tracollo di Giovanni d'Angiò e dei suoi sostenitori ebbe luogo nei pressi di Troia (FG) il 18 agosto 1462, eppure, a dispetto di quanto tramandatoci dalla storia, Ferrante si mostrò in seguito clemente verso alcuni dei suoi nemici tanto da perdonarli, tra questi vi fu anche chi nel 1495 aiuterà il re di Francia Carlo VIII durante la sua discesa a Napoli, cito ad esempio Pietro Giovanni Paolo Cantelmo duca di Sora e conte di Alvito. La clemenza di Ferrante non fu un episodio da far passare inosservato agli occhi del popolo, a Napoli si coniarono ducati d'oro e tarì in argento (da 2 carlini) di pregiata fattura (forse il primo ritratto rinascimentale su di una moneta) con al dritto un passo del Vangelo di Luca 1.- f. 54 - RECORDATVS MISERICORDIE SVE (ricordando la sua misericordia). Fu usanza di molti principi del rinascimento italiano associare in numismatica alla loro effigie una frase dal profondo significato, diversamente, nel nostro caso non avrebbe senso apporre la stessa intorno allo stemma posto sull'altro lato. Ferrante fu in generale un monarca giusto e di elevato spessore politico, i lati negativi del suo carattere sfociarono in episodi drammatici e furono conseguenti al tradimento e alla cupidigia dei baroni che risiedevano tra i confini del suo reame. Trovo inoltre molto importante che il messaggio riferito alla sua misericordia venne impresso su monete coniate durante tutto l'arco di tempo del suo regno (anche in alcune emissioni di restituzione a nome del figlio Alfonso II. 1494-1495), e non soltanto un isolato proclama propagandistico utilizzato a seguito di certi avvenimenti. Il ducato d'oro in fig. 1 venne coniato a Napoli nei primi anni di regno, il giovane Ferrante qui effigiato potrebbe essere lo stesso che sconfisse il pretendente angioino tra il 1462 e il 1463 e che per il bene dello stato perdonò molti suoi nemici evitando ulteriori guerre, un periodo lontano da quello in cui lo stesso re in età avanzata si sbarazzò definitivamente dei suoi nemici (congiura dei baroni, 1485-1486), in quel periodo l'aspetto del re fu molto simile a quello nel ducato d'oro in fig. 2 (coniato a Napoli tra il 1488 e il 1494)......."

Edited by francesco77
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In anteprima da Panorama Numismatico di settembre 2014. Ferdinando I d'Aragona fu invece molto misericordioso già nei primi anni di regno nonostante ne subí di cotte e di crude.

" ......... La battaglia decisiva che contrassegnò il tracollo di Giovanni d'Angiò e dei suoi sostenitori ebbe luogo nei pressi di Troia (FG) il 18 agosto 1462, eppure, a dispetto di quanto tramandatoci dalla storia, Ferrante si mostrò in seguito clemente verso alcuni dei suoi nemici tanto da perdonarli, tra questi vi fu anche chi nel 1495 aiuterà il re di Francia Carlo VIII durante la sua discesa a Napoli, cito ad esempio Pietro Giovanni Paolo Cantelmo duca di Sora e conte di Alvito. La clemenza di Ferrante non fu un episodio da far passare inosservato agli occhi del popolo, a Napoli si coniarono ducati d'oro e tarì in argento (da 2 carlini) di pregiata fattura (forse il primo ritratto rinascimentale su di una moneta) con al dritto un passo del Vangelo di Luca 1.- f. 54 - RECORDATVS MISERICORDIE SVE (ricordando la sua misericordia). Fu usanza di molti principi del rinascimento italiano associare in numismatica alla loro effigie una frase dal profondo significato, diversamente, nel nostro caso non avrebbe senso apporre la stessa intorno allo stemma posto sull'altro lato. Ferrante fu in generale un monarca giusto e di elevato spessore politico, i lati negativi del suo carattere sfociarono in episodi drammatici e furono conseguenti al tradimento e alla cupidigia dei baroni che risiedevano tra i confini del suo reame. Trovo inoltre molto importante che il messaggio riferito alla sua misericordia venne impresso su monete coniate durante tutto l'arco di tempo del suo regno (anche in alcune emissioni di restituzione a nome del figlio Alfonso II. 1494-1495), e non soltanto un isolato proclama propagandistico utilizzato a seguito di certi avvenimenti. Il ducato d'oro in fig. 1 venne coniato a Napoli nei primi anni di regno, il giovane Ferrante qui effigiato potrebbe essere lo stesso che sconfisse il pretendente angioino tra il 1462 e il 1463 e che per il bene dello stato perdonò molti suoi nemici evitando ulteriori guerre, un periodo lontano da quello in cui lo stesso re in età avanzata si sbarazzò definitivamente dei suoi nemici (congiura dei baroni, 1485-1486), in quel periodo l'aspetto del re fu molto simile a quello nel ducato d'oro in fig. 2 (coniato a Napoli tra il 1488 e il 1494)......."

Non conosco l'autore di questo frammento, ma quanto riportato mi sembra a dir poco favoleggiato all'inverosimile...

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Non conosco l'autore di questo frammento, ma quanto riportato mi sembra a dir poco favoleggiato all'inverosimile...

Ehi. .... ciao. ..... bentornato!

Piove là, vero? Stamattina c'era però un bel sole sul lungomare, Berardo fa dei gelati buonissimi, ottimo il gusto al Pinguí, volevo chiamarti per offrirti un aperitivo.

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In anteprima da Panorama Numismatico di settembre 2014. Ferdinando I d'Aragona fu invece molto misericordioso già nei primi anni di regno nonostante ne subí di cotte e di crude.

" ......... La battaglia decisiva che contrassegnò il tracollo di Giovanni d'Angiò e dei suoi sostenitori ebbe luogo nei pressi di Troia (FG) il 18 agosto 1462, eppure, a dispetto di quanto tramandatoci dalla storia, Ferrante si mostrò in seguito clemente verso alcuni dei suoi nemici tanto da perdonarli, tra questi vi fu anche chi nel 1495 aiuterà il re di Francia Carlo VIII durante la sua discesa a Napoli, cito ad esempio Pietro Giovanni Paolo Cantelmo duca di Sora e conte di Alvito. La clemenza di Ferrante non fu un episodio da far passare inosservato agli occhi del popolo, a Napoli si coniarono ducati d'oro e tarì in argento (da 2 carlini) di pregiata fattura (forse il primo ritratto rinascimentale su di una moneta) con al dritto un passo del Vangelo di Luca 1.- f. 54 - RECORDATVS MISERICORDIE SVE (ricordando la sua misericordia). Fu usanza di molti principi del rinascimento italiano associare in numismatica alla loro effigie una frase dal profondo significato, diversamente, nel nostro caso non avrebbe senso apporre la stessa intorno allo stemma posto sull'altro lato. Ferrante fu in generale un monarca giusto e di elevato spessore politico, i lati negativi del suo carattere sfociarono in episodi drammatici e furono conseguenti al tradimento e alla cupidigia dei baroni che risiedevano tra i confini del suo reame. Trovo inoltre molto importante che il messaggio riferito alla sua misericordia venne impresso su monete coniate durante tutto l'arco di tempo del suo regno (anche in alcune emissioni di restituzione a nome del figlio Alfonso II. 1494-1495), e non soltanto un isolato proclama propagandistico utilizzato a seguito di certi avvenimenti. Il ducato d'oro in fig. 1 venne coniato a Napoli nei primi anni di regno, il giovane Ferrante qui effigiato potrebbe essere lo stesso che sconfisse il pretendente angioino tra il 1462 e il 1463 e che per il bene dello stato perdonò molti suoi nemici evitando ulteriori guerre, un periodo lontano da quello in cui lo stesso re in età avanzata si sbarazzò definitivamente dei suoi nemici (congiura dei baroni, 1485-1486), in quel periodo l'aspetto del re fu molto simile a quello nel ducato d'oro in fig. 2 (coniato a Napoli tra il 1488 e il 1494)......."

Ciao Francesco

quest'anno è meglio rinviare le vacanze a Natale ;)

Quanto da te scritto è giusto e conferma le notizie storiche che si hanno del periodo in cui vi fu la prima rivolta dei Baroni ma non risponde al mio quesito.

Non poteva il Re coniare monete con il passo del vangelo riguardante la misericordia prima che fosse conclusa la guerra contro i Baroni ribelli,però come si spiega la lettera M nel campo al Dritto nei Tarì?

Nei Ducati aurei non è presente la lettera M ma solo eventualmente la lettera C o T e ciò farebbe supporre un emissione di questi dopo i Tarì poichè questo lo si può notare anche attraverso il ritratto inciso del Re dove sui Tarì è più giovanile rispetto ai Ducati aurei

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Infatti.......i Tarì vennero coniati prima...la legenda RECORDATUS MISERICORDIAE SUAE non iniziò ad apporsi a dopo la battaglia di Sarno ...ma già da prima, e cioè allo scampato agguato di Teano....maggio 1460.....ed è al cognato che venne diretta, dapprima, la sua misericordia.

http://www.ilportaledelsud.org/bcnn1940b.pdf

post-21354-0-63956700-1406473096_thumb.j

Edited by Rex Neap
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Ciao Francesco

quest'anno è meglio rinviare le vacanze a Natale ;)

Quanto da te scritto è giusto e conferma le notizie storiche che si hanno del periodo in cui vi fu la prima rivolta dei Baroni ma non risponde al mio quesito.

Non poteva il Re coniare monete con il passo del vangelo riguardante la misericordia prima che fosse conclusa la guerra contro i Baroni ribelli,però come si spiega la lettera M nel campo al Dritto nei Tarì?

Nei Ducati aurei non è presente la lettera M ma solo eventualmente la lettera C o T e ciò farebbe supporre un emissione di questi dopo i Tarì poichè questo lo si può notare anche attraverso il ritratto inciso del Re dove sui Tarì è più giovanile rispetto ai Ducati aurei

Ciao Paolo, penso che il motto RECORDATUS MISERICORDIE SUAE sia presente sulle monete coniate anche prima del 1463. I primi ducati napoletani d'oro senza sigle ne sono la prova. Il riferimento alla sua misericordia non è attribuibile ad un fatto storico ben preciso ma ad una serie di eventi a partire dai primissimi anni del suo regno e che si protrasse per decenni, ecco perché troviamo questa frase su monete coniate in un arco di tempo che va dal 1460 circa al 1494 inoltrato. Ferdinando fu a dispetto di quanto si pensi, un sovrano dai molti lati positivi. Attraverso la sua monetazione possiamo leggere la storia meglio che su qualsiasi libro. Ottimo l'intervento di Pietro ma per rammentare la misericordia per così lungo tempo è evidente che oltre al perdono del 1460 si presero in considerazione molti altri episodi. Ferdinando I d'Aragona perdonó nel corso del suo lungo regno molti traditori. A tal proposito sarebbe interessante aprire una discussione sulla figura di questo sovrano e sulle monete che maggiormente rappresentano i lati positivi ed oscuri del suo carattere. Edited by francesco77
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E'...........ovvio Francè.........infatti se ci fai caso ho scritto "dapprima" e non solo.......la porta del post precedente realizzata da Guglielmo Monaco...infatti, sotto, riporta anche altri avvenimenti che poi sono quelli che hai ricordato insieme a Paolo nei post 1016 e 1023 :)

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Sì Pietro, certo, le monete dei primi anni di regno di Ferrante sono di grande interesse storico, gli episodi bellici e le allenze e i tradimenti ai danni del sovrano aragonese coinvolsero molti personaggi dell'epoca e che interessarono tutta l'Italia (anche oltre le Alpi). Come già scritto sarebbe interessante aprire una discussione sul tema e raccontare la storia di alcuni di questi attraverso le monete. Cito ad esempio il "barone ribelle" Pietro Giovanni Paolo Cantelmo duca di Sora e Alvito e perché no le splendide medaglie rinascimentali di Giovanni e Renato d'Angiò. Magari sarebbe bello raccontarle sullo scorcio dello splendido panorama del castello di Ischia dove il duca (titolare) di Calabria Giovanni d'Angiò trovò rifugio per un breve periodo e dove ebbero luogo alcune fasi della guerra contro il giovanissimo Ferrante.

Non dimentichiamo le prime medaglie rinascimentali.

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