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Note per un Picciolo di SISTO IV per la Marca


pistacoppi
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Dopo essermi casualmente imbattuto (rovistando in un lotto di vecchie monete medievali) in un oscuro picciolo di rame che in parte sembrava ancora ben leggibile e che tra breve andrò a descrivere, mi è subito venuto in mente di fare un tentativo per vedere se sotto quell’oscuro abito che il tempo gli aveva messo addosso, poteva esserci ancora una bella moneta. Non per scatenare le ire dei puristi della conservazione delle monete, e visto che la prova al massimo mi avrebbe causato la perdita di pochi spiccioli, ho tentato la pulizia della suddetta per vedere cosa l’oscura e robusta patina celava.

Ecco il risultato:

sistoivprimaedopoqc9.th.jpg

Descrizione:

Trattasi di un picciolo emesso a nome del Papa Sisto IV (1471-1484) nella zecca di Ancona*?

Diritto: …SIXTVS ∙ ___ ∙ PP ∙ IIII ∙ / In Campo: Stemma semiovale del pontefice sormontato da chiavi decussate e tiara.

Rovescio: ∙ S ∙ PET : MAR __ CHIA ∙ / In Campo: Il santo nimbato a mezzo busto che regge nella mano destra una chiave eretta mentre nella sinistra un libro.

Note bibliografiche: Muntoni nr.43 (var.); C.N.I. nr. 23

La moneta in questione veniva coniata in mistura di rame al taglio di 504 pezzi per libbra romana (339,072 gr.) il che significa che da una lastra del peso di una libbra dovevano uscire 504 piccioli. La lega tra i vari metalli prevedeva una quantità di fino (Argento) pari a 19,10/1000 il che significava che in ogni lamina da una libbra vi erano soli 9,626 gr. di argento il che trasportato ad ogni picciolo lascia leggere 0,019 gr. di metallo fino (praticamente un inezia). Il peso teorico del nominale in oggetto dovrebbe essere di gr. 0,67, peso confermato dal ritrovamento di esemplari fino a 0,73 gr.

L’esemplare qui fotografato raggiunge a malapena gli 0,50 gr. frutto dell’erosione e del tempo (vedi conservazione e porosità).

A titolo di curiosità, al cambio dell’epoca un grosso papale veniva cambiato con 30 quattrini… ma secondo me il picciolo in questione era inferiore ad ¼ di quattrino nel suo valore di intrinseco e pertanto un grosso non poteva valere 120 piccioli ma ne avrebbe dovuti valere 175 in base all’argento contenuto.

*Almeno così la bibliografia ci racconta ma indagherei meglio…

Edited by pistacoppi
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Ottimo lavoro pistacoppi, speriamo che le ire dei puristi non si scatenino, agivi a scopo scientifico... :rolleyes:

Ciao, RCAMIL.

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Trattasi di un picciolo emesso a nome del Papa Sisto IV (1471-1484) nella zecca di Ancona*?

*Almeno così la bibliografia ci racconta ma indagherei meglio…

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Dicci, dicci ... vorresti forse suggerire che la figura del Santo ricorda certe coniazioni della zecca di Fano ? ;)

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Dicci, dicci ... vorresti forse suggerire che la figura del Santo ricorda certe coniazioni della zecca di Fano ?  ;)

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Se non erro Fano non ha emesso piccioli per Sisto IV ove compare S.Pietro, il discorso sull'attribuzione alla zecca di Ancona a mio parere andrebbe avvalorato da documenti che ad oggi non ne confermano ne le emissioni ne la presenza di monete che portano l'indicazione certa della città come accaduto per FANO, ASCOLI, CAMERINO, MACERATA ecc. ecc....

Cmq credo di tornare sull'argomento molto presto

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Se non erro Fano non ha emesso piccioli per Sisto IV ove compare S.Pietro

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Sì in effetti il primo S.Pietro sulle monete fanesi compare sui quattrini di papa Pio V (1566-1572), in precedenza vi compariva unicamente il santo patrono della città S.Paterniano ;)

Ciao, RCAMIL.

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Se non erro Fano non ha emesso piccioli per Sisto IV ove compare S.Pietro

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Sì in effetti il primo S.Pietro sulle monete fanesi compare sui quattrini di papa Pio V (1566-1572), in precedenza vi compariva unicamente il santo patrono della città S.Paterniano  ;)

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In effetti mi riferivo alla rappresentazione del santo a mezza figura che mi pare abbastanza caratteristica della zecca di Fano (Pio V, Gregorio XIII). Certo stiamo parlando di quasi un secolo più tardi e probabilmente non ha senso pensare a un collegamento stilistico diretto.

Ciao, P. :)

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