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IGNORED

sondaggio sulle rarita' da correggere


dux-sab
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In effetti il grado di rarità legato anche allo stato di conservazione è una innovazione che troverebbe non pochi consensi.

Quanto a molte presunte rarità hai pienamente ragione; ce ne sarebbero da rivedere....

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  • ADMIN
Staff

La rarità legata alla conservazione è disponibile sui nostri cataloghi online per la Repubblica. Se c'è un qualche volontario per il regno...

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Prendendo spunto dalle indicazioni date, negli ultimi anni, dai cataloghi Gigante e da quella che mi pare essere l'effettiva reperibilità sul mercato, mi sentirei di dire che:

- il 20 lire VE I 1816 è R e non R2;

- i 20 lire VE I 1817, 1818 e 1819 sono NC più che R; al massimo, potrebbe rimanere R il 1817 con il 7 ribattuto sul 6.

- il 20 lire Carlo Felice 1822 è R2 piuttosto che R (non se ne vedono moltissimi in giro);

- il 20 lire Carlo Felice 1823 è R più che NC;

- i 20 lire Carlo Alberto 1831 TO, 1831 GE, 1832 TO Fert e 1832 GE rigato sono senz'altro NC e non R (si trovano piuttosto facilmente);

- il 20 lire 1834 senza segno di zecca dovrebbe invece tornare ad essere, come in passato, R2, piuttosto che R;

- lo stesso dicasi per il 20 franchi 1812 Torino (R2 e non R).

Attendo di conoscere il Vostro illuminato parere.

Cordiali saluti.

Giulio

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  • 3 months later...

il 20 lire VE I 1816 è R e non R2; a parer mio ci sta bene R2

- i 20 lire VE I 1817, 1818 e 1819 sono NC più che R; al massimo, potrebbe rimanere R il 1817 con il 7 ribattuto sul 6. questi penso che stiano bene così, escluso il 1817 con 7 su 6 che considererei R2

- il 20 lire Carlo Felice 1822 è R2 piuttosto che R (non se ne vedono moltissimi in giro); Secondo me è giusto R

- il 20 lire Carlo Felice 1823 è R più che NC; questa invece per mè dovrebbe essere C

- i 20 lire Carlo Alberto 1831 TO, 1831 GE, 1832 TO Fert e 1832 GE rigato sono senz'altro NC e non R (si trovano piuttosto facilmente); io concordo con la R

- il 20 lire 1834 senza segno di zecca dovrebbe invece tornare ad essere, come in passato, R2, piuttosto che R; sicuramente R2

Edited by Maregno
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Carissimo Maregno, leggo solo ora il tuo parere sul grado di rarità dei marenghi di cui alla mia del 18/9/09.

Che dire?

Innanzitutto che mi fa piacere discutere con te di un argomento, che, evidentemente, ci accomuna. E poi che mi dispiace constatare che tu, da esperto del settore, non concordi con me su quasi nulla. Ma il bello è proprio questo. Se fossimo tutti della stessa idea, a cosa servirebbe il sondaggio?

Cerco comunque di motivare meglio la mia opinione.

Senza voler togliere in alcun modo il lavoro a Dimitrios, nel corso del 2008 e del 2009 ho cercato di appuntarmi i passaggi in alcune aste delle monete di cui al mio precedente intervento. Per mancanza di tempo, ho limitato questo impegno alle Aste tenute da Varesi, Nomisma ed Inasta (sia battute che per corrispondenza).

Il risultato, salvo errori od omissioni, è il seguente:

20 lire 1816: 15 volte;

20 lire 1817: 15 volte;

20 lire 1817 con 7 rib.: 6 volte (il dato però è riferito ai soli passaggi espressamente segnalati dalle case d'asta. Sono tuttavia certo che una parte dei 15 marenghi "normali" del 1817 aveva, in realtà, il 7 ribattuto sul 6);

20 lire 1818: 11 volte;

20 lire 1819: 14 volte;

20 lire 1822: 2 volte;

20 lire 1823: 6 volte;

20 lire 1831 TO: 7 volte;

20 lire 1831 GE: 9 volte;

1832 lire TO Fert: 9 volte;

1832 lire GE rig.: 19 volte.

Aggiungendo i passaggi riscontrati su uno dei listini più famosi, quello di Alex, il risultato è il seguente:

20 lire 1816: 20 volte;

20 lire 1817: 21 volte;

20 lire 1818: 16 volte;

20 lire 1819: 16 volte;

20 lire 1822: 2 volte;

20 lire 1823: 7 volte;

20 lire 1831 TO: 7 volte;

20 lire 1831GE: 10 volte;

20 lire 1832 TO fert: 12 volte;

20 lire 1832 GE rig.: 20 volte.

Alla luce di questi dati, per alcuni aspetti a mio avviso sorprendenti, penso sia più facile comprendere quanto da me precedentemente sostenuto. E' difficile, ad esempio, ritenere che una moneta, passata in due anni ed in tre sole case d'asta (e dunque a tacere delle altre) oltre 10-15 volte sia effettivamente rara o rarissima.

Tali dati, tra l'altro, non mi paiono in piena sintonia con le attuali valutazioni dei marenghi di VE I. Risultano invece di gran lunga più compatibili con le quotazioni dei venti lire di Carlo Alberto.

Naturalmente i risultati di cui sopra potrebbero essere variamente interpretati.

Intanto si potrebbe obiettare che, almeno in alcuni casi, la stessa moneta sia stata riproposta più volte, cosicché il numero di passaggi risulterebbe assai meno significativo. E poi si potrebbe dire che un sondaggio legato a soli due anni sia poco decisivo.

A tali obiezioni si potrebbe però rispondere ricordando che la possibilità di riproporre la stessa moneta in due anni vale per tutte le tipologie.

Ad ogni buon conto, e fermo restando che la mia resta solo un'opinione, non posso che esserti grato per avermi dato la possibilità di motivare meglio il mio pensiero.

Con la speranza di incontrarti presto, ti porgo i miei saluti più cordiali.

Giulio

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da esperto del settore,

Dicendo cos' offendi chi lo è veramente :huh:

Riguardo alle tue statistiche sicuramente ben dettagliate e quanto meno inconfutabili non ti nascondo che lavori molto meglio di mè e sopratutto più ordinatamente, vorrei però ricordarti che le aste per motivi prettamente speculativi di solito passano le monete più ricercate e non quelle che si trovano più facilmente ;)

Grazie per i tuoi interventi costruttivi e spero che tu abbia il tempo e la voglia per continuare.

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"vorrei però ricordarti che le aste per motivi prettamente speculativi di solito passano le monete più ricercate e non quelle che si trovano più facilmente".

Questo è, ovviamente, un ulteriore, quanto importante, motivo di riflessione.

Spero che anche altri appassionati vogliano esprimere il loro parere in merito.

Un caro saluto.

Giulio.

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  • 5 months later...
Gigante 5 centesimi 2003 C - anche per me NC

Gigante 20 lire 1957 gambo largo NC - secondo me C.

I miei però sono pareri "emozionali", non specialistici e non basati su dati di fatto, ma sulla semplice consultazione delle tirature e sull'osservazione dei fatti. Mai visto circoalre i 5 cent 2003, mentre le 20 lire 57 te le tirano dietro ai mercatini... basta mettere le mani nelle ciotole e le trovi tranquillamente allo stesso prezzo delle monete "standard" e con la stessa frequenza o quasi.

Sono d'accordo con te sulle 20 lire 1957 se ne trovano a vagonate nei lotti solo di 20 lire.

Per quanto riguarda i 5 centesimi invece potrebbe essere una rarità "indotta" dal momento contingente: io non la trovo, tu non la trovi quell' altro non la trova... si sparge la voce e coloro che per caso se la trovano tra le mani anche mezza distrutta o meglio ancora hanno la fortuna di ricevere un rotolino perchè graziati dalla Banca D'Italia tesaurizzano e mettono da parte: ed ecco a voi prodotta a tavolino una nuova rarità numismatica. Nei prossimi anni potrebbe anche tornare comune... (come dovrebbe essere vista la tiratura)

Concordo sia sul 20 lire 1957 a gambo largo(ne possiedo una decina e accumulate in maniera casuale) e sia sulla questione del 5 centesimi del 2003, primo episodio di montatura mediatica:ce ne sono tantissimi ma tutti se li tengono stretti e così sembra che non ce ne sono, che sono rari. Ne ho visto vendere qualche lotto in BB sulla baia allo stesso prezzo o addirittura superiore della divisionale che lo contiene!Assurdo.

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Ciao Ragazzi,

L'argomento mi sembra davvero interessantissimo.

premetto che personalmente colleziono solo monete di Lucca (repubblica).

Monetazione che fa riferiemento al MIR ed al Bellesia i quali , onore al merito per carità, mi sembra tuttavia abbiano un concetto di comune e raro abbastanza discutibile.

Non di meno, credo che in numismatica l'unica cosa certa sia proprio la "rarità" ovvero la reperibilità sul mercato si una moneta.

Facendo un paragone, se vedo che un "santacroce 1756" è messo come "comune" dico: "Bene, non avrò problemi a trovarlo".

Allo stesso modo, se guardo il gigante (o montengero senza far torti a nessuno), vedo un bel 10 centesimi 1922 ape, oppure, andando sull'argento, un 5 lire 1927 segnato come "comune".

Bene, sfido chiunque in questa sede, od altra, a trovarmi con la stessa facilità un santa croce del 1756 (ripeto. considerada "comune).

Fate e, se ne trovate almeno 5 (cinque) diverse, pronte e disponibili alla vendita in meno di 3 giorni, possiamo gridare al miracolo.

Mentre invece, per un 5 lire 1927, basta andare sul noto sito di aste on line, fare una ricerca a livello mondiale e, tempo di risposta del server (alcuni millisecondi), eccotene sbucare almeno 250.

Mumble Mumble.. c'è qualcosa di strano ?!?!?!?

Comunque, personalmente, dopo aver pagato lo scotto dei primi anni, come tutti, affidandomi alle stime dei cataloghi e alle "grandi" consulenze del 95% dei commercianti (di cui ci sarebbe da dire un bel po'), ho fatto affidamento alla sola esperienza e, con un po' di fiuto (ma davvero poco), si vede subito quali sono le monete rare.

L'esempio che ha me ha distrutto totalmente fu, circa 4 anni fa, il famoso 2 lire 1927.

Ero ad un paio di convegni e, deciso a cambiare alcune monete tra cui il 2 lire 1927, chiedevo a tutti (e sottolineo TUTTI) se fossero interessanti all'acquisto.

bene, dopo un'analisi sommaria posso aver appurato che.

In quel convegno erano pesenti (sui banchi e dietro i banchi), ben più di 150 buoni da 2 lire 1927.

e qualcuno ha anche il coraggio di dirmi che è un R2 ?????

forse, e concludo, l'unica modifica vera e seria da fare sui cataloghi sarebbe la seguente:

Per le monete comuni (quelle davvero comuni) :

1) mettere la valutazione del solo stato di qFDC o FDC (detto fra noi, chi pagherà mai 10 euro una 5 lire 1927 in BB?) e lasciare che il prezzo venga gestito di transazione in transazione

2) mettere la doppia colonna di valutazione, ovvero = STATO (CONSERVAZIONE).

ESEMPIO: 2 lire 1927

MB = C

BB = NC

SPL = R2

QFDC/FDC = R4

che ne dite?

saluti a tutti

matteo

Lo sai, non sarebbe male una soluzione del genere, anche se renderebbe la catalogazione più pesante...mamma che fatica!!

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Tra i marenghi di Carlo Felice ho due dubbi :

1 - Il top price di questa serie, il 20 Lire 1825 Genova, a mio parere sta a metà strada tra R4 e R5. E' davvero di rarissima apparizione sul mercato

2 - Il 1831 con il punto dopo REX secondo me è R3. P B) rovate a trovarlo....! :)

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  • 4 months later...

Salve a tutti, io ho un 50 centesimi 1833 GE di Carlo Alberto, lo porterei a R4 dato che sono stati coniati solo 136 pezzi e non è che si veda spesso o sbaglio?

Buona serata :)

Non sono uno specialista di questa monetazione, ma è noto che le indicazioni dei pezzi coniati per la monetazione di Carlo Alberto sono ampiamente inafffidabili. Ad esempio il 100 lire 1836 Ge dovrebbe essere stato coniato in 703 pezzi, ma è comune. Il 50 centesimi genovese del 1833 appare non infrequentemente sul mercato e certamente non va oltre R3.

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  • 11 months later...

ho notato ,anche sul nostro catalogo,che i testoni di emanuele filiberto per vercelli ,1559,1560,1561,sono catalogati tutti R2.ma guardando i cataloghi mi sono fatto l'idea che su 20 esemplari che appaiono16 sono del 1559, 3 del 1560 e 1 (forse unico in mani private ,vedi Biaggi)

del 1561.fate voi la divisione delle rarita'.saluti.DUX

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  • 4 years later...

Concordo sul 50 cent 1859 Bologna.. Ben più raro della lira di Bologna 1859 data come R2 ma ben più facile da reperire

Salve a tutti, io vorrei sapere se qualcuno ha mai visto le 2 lire 1868 Anno XXIII di Pio IX che il Gigante 2010 riporta R2 ,secondo me sicuramente sottovalutata, come e' sottovalutata anche la moneta da 2 lire 1870 Anno XXIV catalogata NC ma a mio avviso come minimo R se non R2.

Come ultima segnalazione, eleverei da R a R2 anche il 50 Centesimi 1859 Bologna Re Eletto, cosa ne pensate?

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