Jump to content
IGNORED

Aphlaston. Chi era costui?


roth37
 Share

Recommended Posts

Aphlaston. Non "chi era", ma "che cos'era" ...

Era un ornamento poppiero ricurvo a forma di remo delle antiche navi da guerra,che secondo la tradizione, veniva strappato dalla nave nemica e mostrato come trofeo e simbolo di vittoria.

Lo mostriamo qui in una breve sequenza di antiche monete fenicie e siriache

post-1738-1236599756_thumb.jpg

(by ancientimports.com)

post-1738-1236599771_thumb.jpg

post-1738-1236599786_thumb.jpg

roth37

Link to comment
Share on other sites


Interessante Roth , in particolare si suppone rappresentasse un ramo di palma stilizzato e ricorda un pò un altro elemento anch'esso dal nome particolare l'akrostolion , il quale aveva una forma leggermente diversa desinente in voluta e che a differenza dell'aphlaston ornava la prua, non la poppa.

Link to comment
Share on other sites


Molto interessante è anche la comparsa dell’aphlaston sulle monete greche, che sembrerebbe in molti (ma è solo una suggestione) casi far riferimento ad una vittoria militare. Esso spesso si associa al ramo d’alloro (in genere simbolo di vittoria), come si nota in qesto statere di Thuri.

image00169.jpg

o ancora viene tenuto in mano dalla Vittoria stessa:

image00055.jpg

image00433.jpg

oppure è associato ad un guerriero (forse per augurare la vittoria o per celebrare un successo già conseguito)

image00303.jpg

o a parti dell'armatura (elmo in questo caso)

image00101.jpg

Link to comment
Share on other sites


...sono davvero tante le monete che recano il simbolo su cui ha posto l'attenzione Roth!

Oltre che sulle monete proposteci sopra da Dracma (distateri di Thurioi, tetradrammi di Siracusa, emilitre di Imera, tetradrammi di Filippo II, dodecadrammi dei Derroni) e su nomoi di Taranto (messaggio di Arthas), l'aphlaston, o aplustre (nella traduzione latina) compare anche, come tipo, come simbolo di zecca o di magistrato, oppure come ornamento dei motivi principali, anche su monete di Lipari, di Mitilene, di Rodi, di Messina, di Marathos, di Cnido, di Locri Opuntia, di Creta, di Sidone, di Corcira, di Byzantion (uso questa forma per non far confusione con le monete bizantine), di Phaselis in Licia e di Leucade in Acarnania, di Termesso in Pisidia, di Sinope, su diverse monete degli Antiochidi e dei Seleucidi, su tetradrammi e/o stateri d'oro di Filippo II, Alessandro III, Demetrio Poliorcete, di Lisimaco, di Tolomeo Sotere, su dioboli degli Arsacidi, su frazioni in elettro di Cizico, su stateri di Corinto, cistofori di Pergamo, stateri celtici (Cunobelino), bronzi di Erode il Grande e di Cleopatra VII, su civette ateniesi del nuovo stile, e infine su denari di Servio Sulpicio, Fausto Cornelio Silla (il figlio!), di Pompeo, di Bruto e di Cassio Longino, di Lucio Roscio, denari e dracme di Augusto, bronzi provinciali di Vespasiano e Traiano, Valeriano I, Gordiano III, Domiziano, Tito, Claudio, Settimio Severo, Tiberio, Adriano, Nerone, Elagabalo, Iulia Mamaea, teradrammi alessandrini di Claudio il Gotico, sesterzi di Adriano, dupondi di M. Aurelio, aurei di Vespasiano...

E la lista non è certamente completa! (Gulp!)

Link to comment
Share on other sites


...sono davvero tante le monete che recano il simbolo su cui ha posto l'attenzione Roth!

............ cistofori di Pergamo, ...

E la lista non è certamente completa! (Gulp!)

Hai perfettamente ragione, Okt! Doppio GULP! Ho scoperto solo ora "grazie a Roth" che.... l' aphlaston compare anche sul rovescio del MIO cistoforo di Pergamo (150-140 aC) :P !!

Il nome della moneta, cistoforo, deriva dalla raffigurazione della cista mistica da cui escono i serpenti, elemento tipico dei culti misterici eleusini e del culto di Dioniso. Sulla moneta è richiamato anche l’elemento eraclide, nel nodo (detto appunto nodo erculeo) che i serpenti uscenti dalla cesta formano.

Valeria medusa

post-6487-1237115634_thumb.jpg

Link to comment
Share on other sites


  • 2 months later...

Perbacco...baccone!

Ciao Okt...

complimenti per la dissertazuione el'elenco...

ma ti sei dimenticato una delle più indicazioni più fascinose e misteriose, peraltro di estrazione nostrana:

post-11590-1243124624_thumb.jpg

D. testa frontale di probabile divinità fluviale, etnico con scritta AKIS retrograda; al R. aplustre tra sei globetti alternate ai quali lettere N I K A. Al riguardo, il collegamento tra la scritta e l'aplustre (che era l'ornamento della poppa delle antiche navi) potrebbe rimandare ad una vittoria navale, come potrebbe essere quella conseguita dalle navi siracusane contro la flotta ateniese, nel porto grande di Siracusa.

Classificata come Akis?, che dovrebbe corrispondere all''odierna Acireale?, cittadina della costa orientale della Sicilia, non lontano da Catania .

Al riguardo c'è chi sostiene che la moneta con quell'aplustre di cui al rovescio, appunto per celebrare la vittoria siracusana nel porto grande della città, sarebbe invece emissione di Camarina.

Edited by piakos
Link to comment
Share on other sites


Perbacco...baccone!

Ciao Okt...

complimenti per la dissertazuione el'elenco...

ma ti sei dimenticato una delle più indicazioni più fascinose e misteriose, peraltro di estrazione nostrana:

post-11590-1243124624_thumb.jpg

D. testa frontale di probabile divinità fluviale, etnico con scritta AKIS retrograda; al R. aplustre tra sei globetti alternate ai quali lettere N I K A. Al riguardo, il collegamento tra la scritta e l'aplustre (che era l'ornamento della poppa delle antiche navi) potrebbe rimandare ad una vittoria navale, come potrebbe essere quella conseguita dalle navi siracusane contro la flotta ateniese, nel porto grande di Siracusa.

Classificata come Akis?, che dovrebbe corrispondere all''odierna Acireale?, cittadina della costa orientale della Sicilia, non lontano da Catania .

Al riguardo c'è chi sostiene che la moneta con quell'aplustre di cui al rovescio, appunto per celebrare la vittoria siracusana nel porto grande della città, sarebbe invece emissione di Camarina.

Stupenda citazione Piakos !!! :)

Qui un'altra emilitra, con le tre ipotesi da te riportate:

http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.ph...=167&Lot=63

Leggo che D. Salzmann, in SM 1990, confuta le ipotesi di Manganaro (secondo cui la legenda SICHAS alluderebbe alla popolazione dei Sichaninoi or Ichaninoi e al loro contributo nella vittoria navale) e Boehringer (Camarina) e presenta una terza ipotesi basata su una lettura retrograda dell’etnico SIKA – AKIS, che alluderebbe al nome della mitica divinità fluviale e perciò la zecca sarebbe da ricercarsi sulla costa orientale della Sicilia, nei pressi del fiume Akis e del vulcano Etna....

Questa è l'ipotesi che prediligo... chissà mai perchè.... :rolleyes: :P

Il fiume Akis (da cui il toponimo “ACI” che caratterizza molti centri - Acireale, Aci Trezza, Aci Castello, Aci Catena, …. - lungo la costa orientale della Sicilia, la cosiddetta “Riviera dei Ciclopi”) in età greca, attraversava la zona.

Successivamente a seguito di una delle numerose eruzioni dell’Etna, il fiume scomparve cercandosi un itinerario sotterraneo. Oggi esso riaffiorerebbe nei pressi di Santa Maria la Scala, in una sorgente chiamata "u sangu di Jaci" (il sangue di Aci).

Del fiume fa menzione il poeta latino Ovidio che intorno al 25 a.C. fece un lungo viaggio in Sicilia. Nel IV «Libro dei Fasti» racconta il ratto di Proserpina a Pergusa e il disperato girovagare della madre Cerere alla ricerca della figlia:

“La dea si lascia dietro nella sua corsa Leontini e il fiume Amenano e le rive erbose dell'Aci;

oltrepassa il Ciane e le sorgenti del placido Anapo ed il Gela vorticoso e inguadabile.

Attraversa Ortigia, Megara, il Pantagia, le foci del Simeto, gli antri dei Ciclopi arsi dalle fornaci …”

Nelle "Metamorfosi" Ovidio narra invece l’idillio fra il pastore Aci - figlio di una ninfa del Simeto - e la Nereide Galatea, per la quale nutriva una passione violenta anche il ciclope Polifemo: mentre il Ciclope innamorato andava vagando per i boschi dell'Etna, dimentico delle sue greggi e delle sue caverne, così si lamentava:

"Brucio, sì, brucio, e la mia passione offesa divampa con furia ancora maggiore,

mi sento come se l'Etna con tutta la sua potenza si fosse trasferito nel petto mio!

Tu intanto, Galatea, non ti scomponi!"

E quando poi il Ciclope sorprese Galatea tra le braccia del suo amato Aci, infuriato urlò con voce così potente che " ... a quel clamore l' Etna rabbrividì ...".

Staccato quindi un pezzo di monte, lo scagliò contro il rivale: dal sangue del pastore nacque un fiume:

"Dalla rupe scorreva sangue vivo, ma, ecco, quel rosso

comincia a svanire, come colore di fiume

che torbido di pioggia schiarisce a poco a poco.

Poi la pietra si spacca, e dalle crepe escono tenere

canne, e il cavo più profondo risuona d'acque in moto.

E d'improvviso esce di là, fino alla cintola

(o mirabile cosa), un giovane con le corna

che spuntano appena cinte di molli canne.

E somigliava ad Aci, ma più alto e col viso ceruleo.

Ma anche cosi, mutato in fiume, Aci rimase com'era,

e ora il fiume ha il nome ch'era una volta di Aci."

Valeria

Link to comment
Share on other sites


Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.