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vathek1984

moneta sconosciuta....

Risposte migliori

vathek1984

vi propongo un altra delle monete che appartenevano a mio nonno,ma stavolta,a differenza della monetina veneziana,non ho minimamente idea di che cosa si tratti....la moneta è in rame,delle dimensioni di un 2 cent di euro e molto sottile,non riesco a capire che cosa indichino le iscrizioni sul rovescio,mentre sul diritto non sembra esserci alcuna scritta........un ringraziamento a tutti coloro che si vorranno cimentare :) ....ecco le foto:

nfp5w4.jpg

2yoscua.jpg

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lopezcoins

E' una moneta di Bologna, credo sia un quattrino.

Al dritto, leone rampante a sx. Al rovescio "BONONIA DOCET" e la data.

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bavastro

ciao,

BONO / NIA / DOCET /17XX

Ancora un quattrino di Bologna

B)

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vathek1984

ciao,grazie per le risposte :) ....ma bologna non era del papa,o all'epoca era indipendente?riguardo alla moneta,poi,immagino che non sia rara e non valga molto giusto?

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bavastro

ricordi benissimo, faceva parte dello Stato Pontificio, ma poteva battere i quattrini per le necessità del suo territorio. Non so se fuori venivano accettati.

Quindi si tratta di monetazione locale.

Per la quotazione e rarità attendiamo altri iscritti più preparati.

:rolleyes:

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Paleologo

Per l'esattezza, all'epoca Bologna faceva parte degli Stati Pontifici (era una Legazione, cioè un territorio che faceva capo a un Cardinale Legato come massima autorità civile) ma godeva di un ampio grado di autonomia economica e amministrativa di cui la città era sempre stata e continuava ad essere estremamente gelosa, anche per il fatto che il suo territorio era il più economicamente sviluppato di tutto lo stato pontificio. Questa autonomia si rifletteva anche nella monetazione, che fino all'invasione napoleonica si distingueva da quella di Roma e delle altre province pontificie sia per il sistema di nominali sia per le caratteristiche metrologiche. Ad esempio l'argento era battuto alla "lega di Bologna" ovvero a 833.33 millesimi pari a 10 once per libbra contro le 11 once (916.66/1000) dell'argento romano. Il mantenimento di questa lega era un punto d'onore per i bolognesi e fonte di continui contrasti con le autorità pontificie, che riuscirono a uniformare le emissioni solo a seguito della riorganizzazione amministrativa realizzata da Pio VII dopo il periodo napoleonico.

P.

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