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Lo Stadio di Domiziano


petronius arbiter
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Nell'antichità greco-romana lo Stadio era il luogo deputato alle gare di atletica, in cui la pista per la corsa era lunga uno stadion.

Lo stadion dunque, unità di misura corrispondente a 600 piedi (180 metri, la distanza della corsa veloce) siglò per antonomasia il nome del luogo dove si svolgevano le gare di atletica, leggera e pesante.

L'età ellenistica ne stabilì i canoni architettonici, definendolo come edificio dalla pianta rettangolare, i cui lati corti erano rettilineo quello della partenza e curvilineo quello opposto.

Lo Stadio di Domiziano, di rigorosa discendenza greca, rappresenta, assieme a quello di Pozzuoli, il solo esempio di Stadio in muratura identificato al difuori della Grecia e dell'area orientale. E' da ricordare che prima di allora a Roma erano stati approntati soltanto stadi lignei provvisori, destinati ad essere smontati dopo l'uso: le fonti indicano quello fatto costruire da Cesare in Campo Marzio nel 46 a.C per ospitarvi gare atletiche durate tre giorni in occasione del suo quadruplice trionfo e quello, sempre in Campo Marzio, eretto da Augusto per celebrarvi la vittoria di Azio del 31 a.C.

Dati i precedenti, anche Domiziano scelse l'area di Campo Marzio per il suo Stadio, di fianco alle Terme e allo Stagno di Agrippa e alle Terme Neroniane-Alessandrine. L'edificio fu inaugurato nell' 86 d.C. con il Certamen Capitolino Iovi, una manifestazione quinquennale istituita da Domiziano che comprendeva una competizione musicale (da svolgere in una struttura apposita, l'Odeon, costruita nell'area in cui oggi sorge Palazzo Massimo alle Colonne) e gare di atletica, nello Stadio.

Occorre precisare che le gare di atletica non erano particolarmente apprezzate dai romani, che preferivano le corse equestri e le venationes, spettacoli che si svolgevano nei circhi (come il Colosseo).

Nella foto, una ricostruzione dello Stadio di Domiziano.

petronius :)

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La facciata esterna dello Stadio era costituita da una serie continua di fornici, retti da pilastri di travertino, arricchiti all'esterno da semicolonne ioniche, ricavate dai blocchi stessi. Il lato meridionale era forse una quinta scenografica, dotata di un ingresso che si differenziava dagli altri.

Le ipotesi ricostruttive sono documentate da un aureo di Settimio Severo (RIC 260, Cohen 571) riproducente nelle linee essenziali lo Stadio, in pianta e in alzato: nella moneta è confermata la facciata costituita da una serie continua di arcate poggianti su pilastri, e segnalata con insistita evidenza la presenza di statue nei fornici superiori.

Le nove statue, da sinistra a destra, rappresentano un corridore, due pugili che combattono, tre figure togate, di cui quella sulla destra incorona quella al centro, mentre quella a sinistra suona un corno, due lottatori aggrappati e, infine, l'Imperatore seduto sotto un baldacchino: le iscrizioni P P in alto e COS III in esergo, completano il rovescio della moneta.

Sempre a proposito di statue, il famoso Pasquino (torso mutilo di età ellenistica) apparteneva alla decorazione marmorea dello Stadio e fu ritrovato, nel 1501, in Piazza Navona, all'angolo con via della Cuccagna....già, perchè l'area su cui sorgeva lo Stadio di Domiziano, è l'odierna Piazza Navona.... :rolleyes:

petronius B)

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Al dritto dell'aureo, testa laureata a destra dell'Imperatore, con le iscrizioni SEVERVS PIVS AVG.

La moneta, risalente al 206 d.C., è di estrema rarità: soltanto cinque sono gli esemplari conosciuti, tutti con lo stesso rovescio, ma differenti dritti. Quello in foto (da Wildwinds) ha un peso di 7,26 grammi, ed è stato ritrovato, molti anni fa, in India.

petronius :)

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.....l'area su cui sorgeva lo Stadio di Domiziano, è l'odierna Piazza Navona.... :rolleyes:

L'identificazione tra i due luoghi è avvenuta non senza difficoltà, dovuta anche alla corruzione, in tempi antichi, del nome in Circus Alexandri, da Alessandro Severo, che lo restaurò, e alla sua citazione come Circus Flaminius. Nel Medioevo la denominazione dell'area oscillava tra Agon e Campus Agonis, e nell'età moderna approdò a quella di Circus Agonalis. Ma l'edificio non ha mai posseduto nè spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) nè carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa), elementi strutturali distintivi della struttura circense....era dunque Stadio e non Circo ;)

La denominazione odierna di Piazza Navona va ricercata nella corruzione di Campus Agonis, anche se una suggestiva tradizione la attribuisce alla forma della piazza, che ricorda una grande nave....Navona, appunto :rolleyes:

La straordinaria sopravvivenza topografica dello Stadio non riguarda solo la pista, diventata piazza, ma anche il fatto che in molte cantine dei palazzi che vi si affacciano siano custodite rovine in laterizio: eccezionali scoperte si ebbero nel 1936-1938, quando la demolizione di alcuni vecchi stabili, effettuata nel lato nord della piazza per costruire una nuova strada, portò in evidenza resti attribuibili a un settore dell'emiciclo e all'ingresso principale.

Su di essi soprattutto ci si basò per ricostruire la forma dello Stadio, che potete osservare nel plastico a confronto con una foto odierna, dall'alto, della piazza: la corrispondenza è più che evidente :)

Il plastico fa parte delle collezioni del Museo della Civiltà Romana, all'EUR, uno di quei luoghi in cui, prima o poi, bisognerà organizzare una visita del forum :D

petronius B)

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Grazie Petronius, molto interessante

grazie, ottime informazioni!!!

Grazie a voi per l'apprezzamento :)

Allego un'altra foto del rovescio della moneta, nella quale dovrebbero essere meglio distinguibili le nove figure di cui ho parlato in precedenza.

Le nove statue, da sinistra a destra, rappresentano un corridore, due pugili che combattono, tre figure togate, di cui quella sulla destra incorona quella al centro, mentre quella a sinistra suona un corno, due lottatori aggrappati e, infine, l'Imperatore seduto sotto un baldacchino

petronius B)

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