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gpittini

Massenzio.

Risposte migliori

gpittini

DE GREGE EPICURI

Questo follis di Massenzio è di Ostia, prima officina, e dovrebbe essere il RIC 35. Al D. IMP C MAXENTIUS PF AUG. Al rovescio: AETERNITAS AUG N, Dioscuri che si fronteggiano, fra loro: lupa con gemelli. In esergo: MOST P. Un primo tema: perchè "aeternitas", che nei periodi precedenti era riservata alle monete di consacrazione (es. Faustina, ecc.) Ma ancor di più mi incuriosisce l'accostamento dei due temi dei Dioscuri e della lupa; entrambi si riferiscono alle origini di Roma: della lupa non occorre dire, e i Dioscuri compaiono su una delle prime serie delle monete repubblicane, replicati anzi per molti anni. Unica differenza iconografica: sono al galoppo, mentre qui appaiono stanti, e affrontati. Ma chiedo a chi ha già studiato l'argomento: perchè proprio questi due temi, così evocativi del passato, ed anzi collegati al periodo repubblicano? Mi pare che, nel periodo della tetrarchia, sia un caso unico.

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Illyricum65

Gianfranco,

ho trovato alcuni link al riguardo che accennano al tema da te sollevato. Il commento più interessante mi pare il primo, quello di De Florio (tra l'altro ....Forumista):

http://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/a210/a210.html

(discussione del 2006...)

http://www.forumancientcoins.com/board/index.php?topic=54918.0

Ciao

Illyricum

:)

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Maffeo

L'iconografia della monetazione di Massenzio rispecchia la sua scelta retorico-politica di proporre il suo regno come un ritorno all'autentica romanitas. Cfr. Matts Cullhed, "Conservator Urbis Suae: Studies in the politics and propaganda of the emperor Maxentius", Stoccolma 1994, pp. 46-49.

Modificato da Maffeo

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Rapax

Sull'unicità dei tipi usati da Massenzio, credo che non ci sia altro da aggiungere rispetto a quanto è stato evidenziato da Illyricum e Maffeo.

Questa particolare moneta ci permette però di fare una considerazione, spero interessante, circa un piccolo particolare che caratterizza le figure dei Castori che, come ha giustamente detto Gianfranco, furono massicciamente utilizzate in ambito repubblicano.

Sui classici tipi del denario repubblicano testa elmata di Roma/Dioscuri al galoppo è possibile osservare, al rovescio, una stella posta sopra la testa di ciascuno dei due Castori.

Normalmente, nelle descrizioni dei rovesci, i due piccoli astri vengono semplicemente citati , ma mi è anche capitato di leggere una cosa del tipo “Dioscuri al galoppo sotto un cielo stellato”... se già “a naso” una così “romantica” descrizione può apparire quantomeno particolare, questo follis di Massenzio ci conferma che le due stelle sono un attributo proprio dei Dioscuri.

Assodato questo, bisogna ora chiedersi il significato e/o le origini di questo loro attributo... il compito non è semplice ma è possibile trovare un “aggancio” nella Storia Universale di Diodoro Siculo (Libro VI, 43).

Lo storico siceliota, nel descrivere il viaggio degli Argonauti, ci dice che la nave degli eroi si trovò nel mezzo di una furiosa tempesta e che, ad un tratto, due turbini di fiamme, ciascuno avente le fattezze di una stella, apparirono sulle teste di Castore e Polluce. In concomitanza con il prodigioso evento ne avvenne un altro ancora più portentoso, in quanto la fortuna tornò immediatamente dalla parte di Giasone e dei suoi compagni, la tempesta si placò e la nave uscì indenne dalla potenzialmente catastrofica situazione.

Da allora l'apparizione di questi fenomeni elettro-luminescenti divenne attributo dei Dioscuri e segno di buona sorte, ma quando tale bagliore appariva singolarmente si presagiva burrasca e malasorte.

Analoghi racconti sono presenti anche nella tradizione cristiana, più precisamente nell'agiografia di Sant'Elmo/Sant'Erasmo e nelle leggende popolari legate a questa figura

Una volta un capitano incontrò un naufrago che veniva trasportato qua e là dalle onde su una piccola zattera. Egli lo prese a bordo, lo rifocillòe lo curò con grande gentilezza, infine lo fece sbarcare sano e salvo nel primo porto.

Il naufrago era Sant'Elmo che ,appena messo piede sulla terraferma, chiese al capitano quanto gli dovesse per averlo salvato con tanta benenvolenza e nutrito sulla sua nave.

Il capitano gli rispose di averlo fatto per amore di Dio e di aver seguito la tradizione dei marinai che sono solidali tra loro perchè sanno di essere sempre in balia del mare e dei suoi improvvisi capricci. il capitano aggiunse poi un po' dubbioso: "Avete detto di essere un santo: i santi fanno miracoli, fatene dunque uno per me, per provarmi che avete detto la verità."

Allora Sant'Elmo rispose: "Vi mostrerò la mia gratitudine rendendovi un grande servizio: Quando la tempesta sarà vicina, ma ancora non visibile agli uomini, manderò un fuoco ad avvertire voi e gli altri marinai. Saprete così vedendo un fuoco in cima all'albero maestro o sul pennone che il pericolo è vicino e che dovete stare in guardia." Dette queste parole sorridendo sant'Elmo si levò verso il cielo davanti agli occhi meravigliati di tutto l'equipaggio.

Da quel giorno il capitano fece sempre viaggi felici e sicuri,grazie al fuoco che lo avvisava dell'avvicinarsi della tempesta. Da allora il "fuoco di Sant'Elmo" appare sul mare, per avvertire i marinai delle tempeste che si stanno preparando.

(leggenda dalla Spagna) Tratto da http://www.scuolesogliano.it/mediasogliano/arcobaleno/europa_leggende.htm

http://www.diocesidicapua.it/erasmo/parrocchia/fuocodiselmo.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Fuoco_di_Sant'Elmo

Le due stelle sopra i Dioscuri potrebbero essere quindi un simbolo di fortuna, un segno del ribaltamento delle sorti... e l'intervento al lago Regillo ne è un esempio. La tradizione romana dice poi che i Castori annunciarono anche la vittoria di Pidna su Perseo ed anche quella di Cesare a Farsalo, per i romani dunque erano portatori di buone notizie.

Possiamo di certo dire che a Massenzio un po' di fortuna avrebbe fatto comodo... :P

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