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piakos

Il futuro delle monete italiane nel mercato internazionale?

Risposte migliori

piakos

Rorey36 ha segnalato nella Sezione aste un ottimo risultato dell'ultima asta Rauch on line.

Compratori da tutto il mondo...prezzi sotenuti e tutti i lotti pressocchè venduti.

Fa sperare in bene...perchè il numero dei collezionisti a livello internazionale, per la verità, sembrerebbe essere vivace ed in aumento.

Una domanda...ricadute positive sulle monete italiane?

- Che io sappia solo le monete classiche hanno una richiesta internazionale...significativa quando sono integre (non pasticciate peggio... ;) ).

- Poi si dice che l'abbiano le monete papali...

- probabilmente anche quelle del rinascimanto...che però, mediamente, sono per poche tasche.

Chi sa...dica...l'argomento sembra interessante. Da noi non vedo tanto fervore...gli invenduti sembrerebbero fioccare, in media, ad ogni asta.

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rorey36
Supporter

Nomisma ha avuto,se ho visto bene ,circa 700 invenduti su 1800 circa monete offerte. Prezzi di partenza troppo alti ? Non in linea con le conservazioni ? E' possibile.

Abbiamo ,noi italiani ,l'abitudine di prendere il sole solo sul nostro balcone o nel giardinetto davanti a casa. Quando con qualche collezionista parlo delle monete di Francia o Spagna,o Austria mi sento dire : Monete straniere? ma neanche per idea,io colleziono solo italiane. Sei matto.

Ho notato lo stesso comportamento nell'arte dell'800. Qui è anche peggio. Se il pittore non è piemontese a Torino non lo vuole nessuno. E lo stesso discorso vale per Liguria,Toscana ecc.

Ieri, ho notato che Talleri e Corone venivano comprati, o almeno ricevevano offerte, dagli Usa ,dal Giappone e persino dall'Australia. Ma ho visto molte offerte da Ungheria, Romania, Ucraina,e questo vuol dire che qualche danaroso c'è pure lì.

Mi pare molto interessante che ti danno un numero ma prima di quello compare lo Stato da cui ti sei collegato. Così se vuoi comprare una moneta tedesca e vedi che sei in competizione con Germania 3009 e Germania 4010 ti conviene lasciar perdere.

Buon fine settimana a tutti.

  • Mi piace 1

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piakos

Nomisma ha avuto,se ho visto bene ,circa 700 invenduti su 1800 circa monete offerte. Prezzi di partenza troppo alti ? Non in linea con le conservazioni ? E' possibile.

Abbiamo ,noi italiani ,l'abitudine di prendere il sole solo sul nostro balcone o nel giardinetto davanti a casa. Quando con qualche collezionista parlo delle monete di Francia o Spagna,o Austria mi sento dire : Monete straniere? ma neanche per idea,io colleziono solo italiane. Sei matto.

Ho notato lo stesso comportamento nell'arte dell'800. Qui è anche peggio. Se il pittore non è piemontese a Torino non lo vuole nessuno. E lo stesso discorso vale per Liguria,Toscana ecc.

Ieri, ho notato che Talleri e Corone venivano comprati, o almeno ricevevano offerte, dagli Usa ,dal Giappone e persino dall'Australia. Ma ho visto molte offerte da Ungheria, Romania, Ucraina,e questo vuol dire che qualche danaroso c'è pure lì.

Mi pare molto interessante che ti danno un numero ma prima di quello compare lo Stato da cui ti sei collegato. Così se vuoi comprare una moneta tedesca e vedi che sei in competizione con Germania 3009 e Germania 4010 ti conviene lasciar perdere.

Buon fine settimana a tutti.

L'amico Rorey èun numismatico di lungo corso ed esperto, oltre che piuttosto avveduto.

Mi consento di approfondire quanto dal medesimo ben argomentato, con l'ottima analisi su postata.

Preciso, per comprenderci meglio, che Rorey - mediamente e per cosa scrive - credo preferisca orientarsi sulla buona qualità.

Quindi il nostro amico ci sta dicendo che le monete italiane non costano poco, il che alla fine diventa un limite. Come anche le altre monete nazionali nella loro patria.

Se Rorey batte delle monete tedesche e si accorge che è in concorrenza, nella stessa asta, con dei tedeschi...lascia il campo.

Idem per altre monetazioni in altre aste e con altri "patrioti".

E' questa una tecnica di acquisto votata alla qualità degli oggetti...se possono essere acquistati "a buon verso".

Diciamo che è un modo di appagare la passione per la numismatica...provando anche a tentare un investimento.

Rorey è in gamba.

Ovvio che non è una regola da seguire ad ogni costo...il collezionismo è una passione ed ognuno di noi la suona e la canta come crede, anche stonando. ;)

Resta il fatto che io mi sento di ripetere la domada di fondo, rivolgendomi anche ai tecnici che sono nel Sito.

Le monete italiane:

- ormai costano troppo?

- Oltre quelle classiche, le altre hanno un mercato internazionale?

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rorey36
Supporter

Mi pare di vedere un'interesse da parte degli stranieri per le monete Italiane ,principalmente d'oro, del periodo 1300/ 1700.

Scarsa considerazione per il Regno, e nessuna per la Repubblica.

Nella mia lunga vita di collezionista ricordo che negli anni 70 le Greche erano apprezzate solo se Italiche. E per quanto riguarda le Romane non c'era nessun interesse per le coloniali.

All'estero invece collezionavano tutto.

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caiuspliniussecundus

A pesare su un possibile diffusione delle monete del Regno d'Italia in un mercato globale è sicuramente la monotonia di queste emissioni. Stesso immutabile ritratto sul diritto, stesso stemma a rovescio: che cosa si vuole pretendere? Maggior fortuna potrebbero avere le emissioni preunitarie, ben più diversificate ed attraenti, ma per apprezzarle appieno necessita una buona conoscenza dei movimenti storici avvenuti in Italia in quel periodo, piuttosto comlessi per uno che non sia italiano o non eddetto ai lavori.

La monetazione papale sicuramente potrebbe avere un respiro internazionale. Su quella rinascimentale pesa forse il fatto di essere divisa in troppe zecche.

Se fossi un americano, mi rivolgerei con più facilità (facilità di comprensione della collezione, di reperimento delle monete, di impostazione della collezione stessa) verso la monetazione classica.

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piakos

Come è possibile notare...da questa discussione sembra carente - a parte l'esperienza di Rorey - una visitazione internazionale dell'ambiente numismatico...anche solo per seguire le nostre monete...nei cataloghi esteri.

Probabilmente potrebbero contribuire i tecnici, case d'Asta e e commercianti...sarebbe ineteressante sentire un loro parere.

In realtà stiamo affrontando un tema importante. Con la globalizzazione e il fiorire di nuovi collezionisti negli ex paese emergenti...Russia, Cina, India, in alcuni stati arabi...ecc., l'apprezzamento della nostra numismatica trova la linea di confronto verso nuove valutazioni e vivacità...o verso un lento, definitivo avvitamento sull'ambiente nostrano.

Sarebbe un peccato...specificamente per chi ha raccolto, nel tempo, un valore di qualche consistenza.

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Arka

Seguo il mercato da parecchi (troppi!!!) anni e mentre fino a qualche tempo fa si poteva sperare in un affare comprando all'estero monete italiane (ma anche straniere, purchè non nel paese d'origine), attualmente questo risulta quasi impossibile. Guardate, come esempio, i prezzi di aggiudicazione delle italiane della CNG 84.

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Alberto Varesi

E' vero, generalmente gli italiani acquistano solo monete italiane, ma é vero anche che in Germania la maggior parte dei collezionisti cerca le monete tedesche, in Francia le francesi e così via. Non si tratta quindi di un "male" esclusivamente nazionale e non potrebbe essere diversamente, dato che ognuno di noi é ancorato alle proprie radici culturali ed é quindi portato a collezionare quello che maggiormente le rappresenta.

Da noi, specie negli anni '70 e '80, ci sono stati diverse "mode" che hanno portato in auge tipologie straniere: la Svizzera con i suoi tiri federali, ad esempio, era molto collezionata. Altrettanto seguita lo é stata la monetazione statunitense (che ancora "regge", specie per l'oro) e per un breve periodo la stessa Germania, con la monetazione in Marchi.

Per esperienza posso dire che anche le italiane godono di buona popolarità all'estero: anzitutto le tipologie "classiche" come le papali, le rinascimentali (ricercatissime ed apprezzate in tutto il mondo) e le napoleoniche. Bene anche gli stati preunitari, Vittorio Emanuele III e le tipologie rare dei suoi predecessori (es. Doppia 1814 e 1815, 50 Lire 1864) purché in buona conservazione (difficilmente si vende qualcosa in conservazione inferiore allo SPL, se non particolarmente raro).

Queste raccolte di monete mondiali, ovunque costituite, hanno generalmente lo stesso denominatore: il modulo o il metallo.

Si tratta pertanto di collezioni di esemplari aurei o di monete d'argento modulo scudo: d'altro canto sarebbe impossibile portare avanti una raccolta comprendente anche le frazioni ed i metalli non nobili (nichel, rame, alluminio ecc.).

Una considerazione finale: se le nostre normative fossero più semplici e venissero alleggerite da una burocrazia assurda (2 mesi per ottenere un permesso di esportazione!!!!) sono convinto che le monete italiane circolerebbero maggiormente all'estero, incontrando maggiori consensi (inevitabile, vista la loro bellezza smile.gif)

Saluti

Alberto

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caiuspliniussecundus

Una considerazione finale: se le nostre normative fossero più semplici e venissero alleggerite da una burocrazia assurda (2 mesi per ottenere un permesso di esportazione!!!!) sono convinto che le monete italiane circolerebbero maggiormente all'estero, incontrando maggiori consensi (inevitabile, vista la loro bellezza smile.gif)

Saluti

Alberto

Questo elemento mi sembra fondamentale. Mettere ostacoli al commercio certo non lo alimenta...

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numa numa
Supporter

E' vero, generalmente gli italiani acquistano solo monete italiane, ma é vero anche che in Germania la maggior parte dei collezionisti cerca le monete tedesche, in Francia le francesi e così via. Non si tratta quindi di un "male" esclusivamente nazionale e non potrebbe essere diversamente, dato che ognuno di noi é ancorato alle proprie radici culturali ed é quindi portato a collezionare quello che maggiormente le rappresenta.

Da noi, specie negli anni '70 e '80, ci sono stati diverse "mode" che hanno portato in auge tipologie straniere: la Svizzera con i suoi tiri federali, ad esempio, era molto collezionata. Altrettanto seguita lo é stata la monetazione statunitense (che ancora "regge", specie per l'oro) e per un breve periodo la stessa Germania, con la monetazione in Marchi.

Per esperienza posso dire che anche le italiane godono di buona popolarità all'estero: anzitutto le tipologie "classiche" come le papali, le rinascimentali (ricercatissime ed apprezzate in tutto il mondo) e le napoleoniche. Bene anche gli stati preunitari, Vittorio Emanuele III e le tipologie rare dei suoi predecessori (es. Doppia 1814 e 1815, 50 Lire 1864) purché in buona conservazione (difficilmente si vende qualcosa in conservazione inferiore allo SPL, se non particolarmente raro).

Queste raccolte di monete mondiali, ovunque costituite, hanno generalmente lo stesso denominatore: il modulo o il metallo.

Si tratta pertanto di collezioni di esemplari aurei o di monete d'argento modulo scudo: d'altro canto sarebbe impossibile portare avanti una raccolta comprendente anche le frazioni ed i metalli non nobili (nichel, rame, alluminio ecc.).

Una considerazione finale: se le nostre normative fossero più semplici e venissero alleggerite da una burocrazia assurda (2 mesi per ottenere un permesso di esportazione!!!!) sono convinto che le monete italiane circolerebbero maggiormente all'estero, incontrando maggiori consensi (inevitabile, vista la loro bellezza smile.gif)

Saluti

Alberto

Concordo in pieno.

Esempi di monete italiane vendute e super bene le abbiamo in diverse aste estere recentemente. E per accorgersi che collezionisti esteri dal palato fine apprezzano le "italiane" quando belle e di buona qualità (parliamo solamente di monete, eh :D ) basti guardare cosa ha fatto la collezione di monete del rinascimento del povero Stack (povero perche se ne è dovuto privare) lo scorso ottobre a zurigo o delle sue medaglie

(la maggior parte italiane) venduta a londra.

Aggiungerei solo che all'estero ( ma poi in un mondo cosi globalizzato ha senso parlare di "estero" e Italia ? il mercato è ormai unico e globale, per questo l'Italia dovrebbe adeguarsi, se vuole crescere s'intende alle regole di scambio internazionali piuttosto che andare controcorrente, regolando si e bene ma non chiudendosi autarchicamente), sono aprrezzatissime le italiane medioevali, soprattutto quando di grande qualità.

Vediamo cosa sono riuscite a fare vendite di medioevali famose, come la De Wit (Kuenker) recentemente e collezioni meridionali esitate da NAC, Spink-Taisei, Hess-Divo per rendercene immediatamente conto.

Materiale piu tardo , dal 1600 in poi è invece un pò menpo appetibile. Pontificie ok ma senza strafare, a meno che non ci sia qualità eccezionale.

numa numa

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Alberto Varesi

E' vero, generalmente gli italiani acquistano solo monete italiane, ma é vero anche che in Germania la maggior parte dei collezionisti cerca le monete tedesche, in Francia le francesi e così via. Non si tratta quindi di un "male" esclusivamente nazionale e non potrebbe essere diversamente, dato che ognuno di noi é ancorato alle proprie radici culturali ed é quindi portato a collezionare quello che maggiormente le rappresenta.

Da noi, specie negli anni '70 e '80, ci sono stati diverse "mode" che hanno portato in auge tipologie straniere: la Svizzera con i suoi tiri federali, ad esempio, era molto collezionata. Altrettanto seguita lo é stata la monetazione statunitense (che ancora "regge", specie per l'oro) e per un breve periodo la stessa Germania, con la monetazione in Marchi.

Per esperienza posso dire che anche le italiane godono di buona popolarità all'estero: anzitutto le tipologie "classiche" come le papali, le rinascimentali (ricercatissime ed apprezzate in tutto il mondo) e le napoleoniche. Bene anche gli stati preunitari, Vittorio Emanuele III e le tipologie rare dei suoi predecessori (es. Doppia 1814 e 1815, 50 Lire 1864) purché in buona conservazione (difficilmente si vende qualcosa in conservazione inferiore allo SPL, se non particolarmente raro).

Queste raccolte di monete mondiali, ovunque costituite, hanno generalmente lo stesso denominatore: il modulo o il metallo.

Si tratta pertanto di collezioni di esemplari aurei o di monete d'argento modulo scudo: d'altro canto sarebbe impossibile portare avanti una raccolta comprendente anche le frazioni ed i metalli non nobili (nichel, rame, alluminio ecc.).

Una considerazione finale: se le nostre normative fossero più semplici e venissero alleggerite da una burocrazia assurda (2 mesi per ottenere un permesso di esportazione!!!!) sono convinto che le monete italiane circolerebbero maggiormente all'estero, incontrando maggiori consensi (inevitabile, vista la loro bellezza smile.gif)

Saluti

Alberto

Concordo in pieno.

Esempi di monete italiane vendute e super bene le abbiamo in diverse aste estere recentemente. E per accorgersi che collezionisti esteri dal palato fine apprezzano le "italiane" quando belle e di buona qualità (parliamo solamente di monete, eh :D ) basti guardare cosa ha fatto la collezione di monete del rinascimento del povero Stack (povero perche se ne è dovuto privare) lo scorso ottobre a zurigo o delle sue medaglie

(la maggior parte italiane) venduta a londra.

Aggiungerei solo che all'estero ( ma poi in un mondo cosi globalizzato ha senso parlare di "estero" e Italia ? il mercato è ormai unico e globale, per questo l'Italia dovrebbe adeguarsi, se vuole crescere s'intende alle regole di scambio internazionali piuttosto che andare controcorrente, regolando si e bene ma non chiudendosi autarchicamente), sono aprrezzatissime le italiane medioevali, soprattutto quando di grande qualità.

Vediamo cosa sono riuscite a fare vendite di medioevali famose, come la De Wit (Kuenker) recentemente e collezioni meridionali esitate da NAC, Spink-Taisei, Hess-Divo per rendercene immediatamente conto.

Materiale piu tardo , dal 1600 in poi è invece un pò menpo appetibile. Pontificie ok ma senza strafare, a meno che non ci sia qualità eccezionale.

numa numa

Analisi corretta.

Tutti riconoscono poi, alle monete italiane emesse tra il XVI ed il XVIII Secolo, una bellezza e varietà di raffigurazioni senza pari e questo senza "scomodare" il nostro Rinascimento, unico in tutto il panorama mondiale.

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luke_idk
Supporter

E' vero, generalmente gli italiani acquistano solo monete italiane, ma é vero anche che in Germania la maggior parte dei collezionisti cerca le monete tedesche, in Francia le francesi e così via.

Ed è per questo che mi sono sempre chiesto come mai abbia sempre trovato monete tedesche in Germania e francesi in Francia a prezzi inferiori, che in Italia.....

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piakos

E' vero, generalmente gli italiani acquistano solo monete italiane, ma é vero anche che in Germania la maggior parte dei collezionisti cerca le monete tedesche, in Francia le francesi e così via.

Ed è per questo che mi sono sempre chiesto come mai abbia sempre trovato monete tedesche in Germania e francesi in Francia a prezzi inferiori, che in Italia.....

Se ben comprendo...ci stai dicendo che le monete in Italia sono comunque care...a prescindere che siano italiane o meno?

Potresti essere più preciso.

In pratica stai rianalizzando, in senso opposto, quanto affermato nei primi post da Rorey.

Oppure non ho ben compreso il tuo intervento...per la brevità dello stesso.

:)

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Arka

Credo che stia dicendo che il collezionista italiano è disposto a fare più ''pazzie'' dei collezionisti stranieri (con qualche eccezione) anche per monete straniere.

Per tornere alle italiane credo che molte monete di Stack e di de Wit siano tornate in Italia... Della de Wit sono sicuro, perchè un paio le ho io.... :)

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piakos

Credo che stia dicendo che il collezionista italiano è disposto a fare più ''pazzie'' dei collezionisti stranieri (con qualche eccezione) anche per monete straniere.

Per tornere alle italiane credo che molte monete di Stack e di de Wit siano tornate in Italia... Della de Wit sono sicuro, perchè un paio le ho io.... :)

Parbleu! ;)

Chi se lo sarebbe mai creso...(Fonte: Pippo Franco)

:D

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