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Cincinnato

La strana forma delle pietre...

Premetto che l'argomento di cui sto per parlare è già stato portato all'attenzione delle Autorità competenti, tuttavia, non essendo ancora stata fatta l'identificazione degli oggetti in questione, chiedo ulteriore supporto agli appassionati che frequentano questo forum per avanzare ipotesi che possano portare alla soluzione del nostro dilemma (mio e di alcuni altri amici che hanno fatto la scoperta).

Praticamente, lungo il corso del fiume Nera (Nahar Flumen), affluente orientale del fiume Tevere, nel tratto compreso tra Narni e Nera Montoro (Umbria, Terni), sono state ritrovate delle pietre lavorate dalla forma piuttosto singolare, in una cavità sita a circa 3 m dal pelo dell'acqua, infatti il fiume in questa zona passa attraverso una sorta di canyon.

Si tratta di circa 6 - 7 pietre, con una dimensione variabile tra 1 m ed 1,5 m di diamentro, infatti hanno quasi tutte forma semicircolare. Anche il lato rettilineo delle pietre è regolarmente lavorato e non vi sono segni di fratture. Non sono forate.

Ci tengo ad aggiungere che il sito si trova nei pressi di una biforcazione del fiume. I due bracci corrono paralleli per poi ricongiungersi. Uno è il corso naturale, mentre l'altro è un taglio scavato nella roccia (tipo conglomerato, abbastanza diffuso in questa zona), le cui dimensioni sono circa 15 m di larghezza per 200 m di lunghezza. Le pareti dello scavo (sembra tipo un half pipe e chi è esperto di snowboard se lo può immaginare subito) mostrano da ambo le parti più file di incavi, dalla forma regolare aperti verso l'alto (15 x 15 x 15 cm), di questi non ho le foto, ma prometto di procurarmele quanto prima.

Sono benvenute tutte le ipotesi.

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...ecco un'altra foto...

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...ed ecco l'ultima

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Un saluto prima di tutto.

premetto che non sono un esperto ma ad occhio sembrano delle ruote di macina spezzate.

nella mia zona lungo il corso del lambro a volte se ne trovano sia sul fondo del fiume sia lungo gli argini.

ripeto prendila come ipotesi .

ci sono nei paraggi resti di mulini antichi ?

la pietra di cui sono fatte è conglomerato o ceppo locale?

ciao giovanni

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Grazie per l'interessamento innanzi tutto, e aggiungo che all'ipotesi delle macine spezzate ci avevamo pensato, ma l'abbiamo scartata dal momento che la forma di queste pietre sembra quella voluta, da colui che le fece, infatti, la parte col profilo rettilineo è lavorata regolarmente come quella col profilo circolare. Sono fatte di pietra e non di conglomerato. Queste pietre semicircolari giacciono nello stesso luogo da dove venne prelevata la pietra di cui sono fatte e sulle pareti della cavità dove sono state rinvenute, sono ancora evidenti i segni degli utensili con cui è stata spaccata la roccia.

Invece, in merito, all'eventuale presenza di un mulino nei dintorni, devo verificare.

Quelle che si vedono nel/lungo il Lambro hanno dei fori, che facciano pensare inequivocabilmente a delle macine?

Sai quale fosse la procedura con cui venivano fatte le macine?

ciao

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ciao

infatti pensavo che fossero state spezzate magari x il peso del trasporto in luogo

ma se mi dici che il lato piano è lavorato come la semiluna il discorso cade.

quelle della mia zona sono in ceppo locale (le vedi quasi sempre spezzate ma non in modo così preciso)

conosco un posto dove si vede ancora molto bene che venivano estratte intere dal muro in ceppo naturale

rimane proprio l'impronta incassata di tutta la ruota.

come cavolo facessero non so, sicuramente un lavoraccio!!

dimenticavo si hanno i segni del foro centrale e su una delle facce delle linee incise a scalpello a raggera.

probabile ch le tue siano altro

ciao Giovanni

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Come promesso mi sono procurato delle immagini delle pareti relative al taglio realizzato lungo il fiume Nera, per creare una deviazione del corso d'acqua rispetto a quello naturale, e che si trova non troppo distante dal sito in cui stanno le pietre oggetto della discussione.

Anche in questo ogni possibile interpretazione è benvenuta per fare luce su quello che, ormai per noi, è un vero e proprio rompi capo.

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Ecco una foto ingrandita della stessa parete, per apprezzare meglio le cavità.

Comunque, va tenuto presente che ci sono le stesse cavità sulla parete opposta a quella mostrata, ma che non ho fotografato perchè, al momento, coperta dalla vegetazione e quindi poco delucidativa.

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Non possono essere rocchi di colonna??

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Secondo sarebbe stato plausibile, anzi fuor di dubbio, se fossero stati perfettamente circolari, perchè, ripeto, la parte piatta è voluta

in quanto lavorata. Cmq, porterò ulteriori immagini, per presentare la scena con più chiarezza.

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Non potrebbero essere una specie di dolmen? Come quelli pugliesi per capirsi.

Il fiume nera non è quello dove i romani hanno deviato il velino costruendo di fatto la cascata della marmore (se non vado errato) se sono vicini alla cascata potrebbero essere resti del lavoro dei romani....la sto buttando là dato che effettivamente sembrano ruote da mulino oppure lapidi da cimitero :D

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dovrei avere un idea della morfologia del paesaggio circostante e individuare il nesso con il fiume per vallare delle ipotesi, per i fori sulle pareti del PIPE, bisogna capire innanzitutto lo scopo della deviazione del fiume, per irrigare? o più presumibilmente per trasportare su acqua materiali di cava o altro, pesanti?

per cominciare, le cavità sono proprio simili a quelle che ho visto nei pozzi etruschi, e servivano per piazzare un palo removibile di legno fissato da una parte all'altra della parete, quindi immaginiamo che quello è lo scopo. a questo punto immagina i pali disposti nelle cavità, possono servire per reggere delle strutture mobili lignee per regolare il flusso dell'acqua...

si può supporre che anche le pietre facciano parte di un meccanismo che ha a che fare con il trasporto dei materiali di cava o quant'altro.

oppure sono solo parti mai trasportate per qualche edificio che non sapremo mai.

C.

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Ciao,potrebbero essere anche pesi in pietra paragonati in molte libbre.

Spero di non aver detto una grossa cavolata,grazie riciao Ganus.

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Allora, rispondendo a Frenkminem...giusto per raccontare come andarono le cose:

Nel 290 a.C., il console Manlio Curio Dentato, dopo la conquista della Sabina da parte dei Romani, diede ordine, di far eseguire un taglio nella roccia, in località Marmore, in modo da favorire il deflusso delle acque dell'antico Lacus Velinus, formato dal fiume Velino appunto, che occupava gran parte della piana di Rieti (Reate). Il Velino, nel tratto che scorre a partire dalla zona di Antrodoco, riceve le acque termali provenienti da varie sorgenti (si pensi alle terme di Cotilia, presso cui l'imperatore Tito Flavio Vespasiano fece costruire delle terme in suo onore). Queste acque sono ricche di carbonati e solfati, che si vanno a depositare prevalentemente nella zona di Marmore (provincia di Terni) ed è proprio questo fenomeno che ha dato il nome al paese. La roccia calcarea, che si estraeva in questo luogo, è stata in vari periodi impiegata per la costruzione di edifici, come ad esempio il tempio di Nettuno lungo le sponde del ramo occidentale (ne rimane un piccolo altare, conservato al museo archeologico di Terni).

Le acque del Velino gettandosi nel Nera, compiono un dislivello complessivo di 165 m, risultando, così, la cascata più alta d'Europa. Tuttavia, si trova almeno 30 km più a monte di dove sono state rinvenute le pietre oggetto della discussione.

Invece, l'ipotesi fatta da claudiodruso, devo ammettere ha forti analogie con quanto ha provato a ricostruire il prof. Alvaro Caponi, in un suo libro, supponendo che il taglio fosse stato fatto per installarci un cantiere navale e, quindi, buchi per pali di legno a sostegno del fasciame della nave in costruzione.

Cmq, ancora non ho potuto recarmi sul posto e fare ulteriori foto, ma cercherò di essere celere.

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bene, questa breve delucidazione storica aiuta senzaltro a ricostruire quanto può essere accaduto nel sito.

quindi è plausibile, se non abbastanza ovvio, che stiamo parlando di un bacino idrico artificiale, quindi anche la regolazione delle acque, per forza di cosa era artificiosa, aiutata con chiuse, dighe ecc.

quel tipo di scanalature nella parete rocciosa, suggerisce infatti, che i pali dovevano poter essere posizionati e rimossi facilmente, con frequenza, e anche con diverse combinazioni; diversamente una struttura stabile avrebbe lasciato tracce differenti.

per quanto riguarda le pietre, non mi viene in mente nulla, potrebbe essere semplicemente materiale edile abbandonato, incompiuto. ma la forma non aiuta nemmeno questa ipotesi, l'unica cosa che mi viene in mente è che potrebbero essere basi di semicolonne.

scrivetelo se scoprite qualcosa, è curioso..

C.

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