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Guest ghira5

PAOLO III

Salve a tutti.

Non è da molto che ho ripreso a studiare e ricercare monete medievali.

Ovviamente, c’è di tutto e per tutte le tasche. Quelle italiane, sovente, sono ripetitive ed alla fine non le guardi neppure più, salvo ad incontrare quelle “importanti” ed allora il discorso cambia. Tuttavia, sono lo stesso un mezzo per ripassare un po’ di storia ed approfondire, quando serve, certe conoscenze.

Poi, ho visto le tedesche, quelle inglesi e finalmente quelle francesi: sono facilmente individuabili e la loro storia (in lingua francese, che non conosco, ma col traduttore si riesce a capire lo stesso quello che i testi dicono) mi ha appassionato parecchio. Sono belle, intriganti e… con legende in latino.

Dal mio passato riemerge un po’ di tutto ed ecco la ragione di questo intervento, ma dovrei dire, della richiesta di identificazione.

La moneta che posto è di Paolo III – anno XIII (fu il 220° Papa della Chiesa cattolica dal 1534 al 1549) e mostra il profilo di San Paolo volto a sinistra (Paulus Alma Roma) e dall’altro verso lo stemma del Papa.

Di questo Papa si può leggere molto, ma su questa moneta nulla, almeno finora.

Ecco i dati: argento; diametro: mm 22; peso: gr 1,5 e da che ricordi è stata sempre in casa.

A voi, di certo, è nota ed io vorrei collocarla nel periodo storico giusto, dovrebbe essere l’anno 1547, con il giusto valore e se è stata battuta per lo Stato Pontificio o per una qualche città italiana.

Ringrazio fin da ora chi avrà la cortesia di rispondermi.

post-6363-1276871247,65_thumb.jpg

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Paolo III - Alessandro Farnese di Roma - Papa dal 13.10.1534 al 10.11.1549

Zecca di Roma

Grosso

D/ Stemma semiovale gigliato - .PAVLVS.III._.P.M.A.XIII.

R/ Busto di S.Paolo volto a sinistra - .S.PAVLVS.ALMA.ROMA. - in basso segni degli zecchieri Lorenzo e Giambattista degli Albizi (a snistra) e Vincenzo Castelli (a destra).

Muntoni 60 - CNI 18

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Eccellente, Miro. Un grazie di cuore.

Puoi consigliarmi un testo per approfondire l'argomento? Va bene anche un sito, per il momento, che tratti questa parte della Numismatica.

Sai dirmi anche il grado di rarità?

Di nuovo grazie: federico

P.s.: mi sembra che si possano aggiungere l'immagine e i tuoi dati su "Monete italiane 1550 - 1599", se vuoi (io non sono ancora abilitato a farlo), visto che li hai forniti tu, così la scheda è disponibile per altri collezionisti.

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C'è qualcosa che non mi torna,

dal peso da te dichiarato dovrebbe essere un mezzo grosso coniato dopo il 45 quando ci fu la riduzione del grosso o giulio.

Il problema è che non trovo riferimenti a questa moneta per la zecca Roma.

Sei sicuro del peso?

Potrebbe essere una moneta abbastanza rara, è comunque plausibile che anche aroma si coniansse il mezzo grosso....

Alessandro

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Si, Alessandro, confermo il peso già riportato sopra (ho ripesato la moneta).

Grazie per l'interessamento.

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Credo che sia un problema di nomenclatura: a partire da Giulio II si comincia a partire del giulio come la moneta d'argento di circa tre grammi che precedentemente veniva chiamata grosso. A seguito di questo (ma non so quanto dopo) si comincia a parlare di grosso per indicare il mezzo giulio, quindi una moneta d'argento di circa un grammo e mezzo. Da notare che spesso (non sempre) il grosso riprende l'iconografia del giulio corrispondente, e in genere è parecchio più raro. Allego un grosso di Paolo IV (23,5 mm., 1,44 gr.) per rendere l'idea.

post-838-1276878691,52_thumb.jpg

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Grazie, Paleologo, adesso è tutto chiaro.

E grazie ancora anche agli altri: Buona serata: federico

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Di questa moneta ho riscontrato solo tre passaggi in asta:

NAC 14 9/10/1998 BB 260 fsv

Artemide 4/9/03 BB base asta 80 € - invenduta (forata)

Hess Divo 298 22/10/03 qBB 150 FSV

saluti

TIBERIVS

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Grazie, Tiberius.

Veramente pochi passaggi ed anche datati.

Se dopo tanti anni non si sono viste altre monete in giro, forse, vuol dire che non ce ne sono da vendere o chi ce l' ha se la tiene in casa, non ostante, le basse quotazioni.

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Questo grosso di Paolo III è in effetti moneta rara, soprattutto difficile da trovare in buona conservazione, si tratta infatti di un tondello leggero e sottile, facile a piegarsi e logorarsi di conseguenza.

Credo che sia un problema di nomenclatura: a partire da Giulio II si comincia a partire del giulio come la moneta d'argento di circa tre grammi che precedentemente veniva chiamata grosso. A seguito di questo (ma non so quanto dopo) si comincia a parlare di grosso per indicare il mezzo giulio, quindi una moneta d'argento di circa un grammo e mezzo.

La nascita del "grosso" come mezzo giulio è da collocarsi in contemporanea alla riforma di cui parli, attuata da Giulio II, era l'aprile 1504 e consistette nella riduzione di peso del grosso (giulio) da 3,619 grammi a 3,264 grammi.

Con questa riforma l'ex-grosso prenderà appunto il nome del pontefice Giulio II, ed universalmente rimane oggi conosciuto con tale termine.

Per i contemporanei però assegnare a questo nominale il nome dei pontefici che che attuarono riforme monetarie, rimarrà un'usanza assai in voga, vedasi il leone di Leone X, il clemente di Clemente VII, il paolo di Paolo III (nome che spesso rimase in uso nei documenti per i secoli a seguire) o anche il gregorio (Gregorio XIII) o sisto (Sisto V), per la corrispondente emissione bolognese.

Ciao, RCAMIL.

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