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francesco77

Federico d'Aragona, Carlino insolito?

Risposte migliori

francesco77

Questa sera voglio liberarmi di un dubbio che nutro da 15 anni. Una Domenica di circa 15 anni fa, l'amico Michele Pannuti notò questo carlino che riporto nella terza immagine e disse che secondo lui era del tutto inedito. Oggi sfogliando il mio archivio e confrontandolo con il Pannuti-Riccio n. 7 in effetti noto una grande differenza sul ritratto. Si tratta di una moneta venduta all'asta Civitas Neapolis al lotto n. 109. Spero che in questa immagine a colori si riesca a vedere bene. Il volto è molto più grande e di stile insolito. nella prima e seconda immagine riporto i carlini riferiti al Pannuti-Riccio 5 e 6. Cosa ne pensate? E' diverso dal Pannuti-Riccio n. 7?

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JunoMoneta

Assolutamente diverso...proprio un tipo a parte! :blink:

Il naso è molto più aguzzo e prominente, la corona più larga, la fronte sfuggente. Il busto non è sagomato, ma segue il giro perlinato (come nel secondo esemplare da te postato, che risponde al P.-R. n. 6, ma manca nel D'Andrea-Andreani). La differenza salta all'occhio se si considera lo spazio residuo nel campo, che è veramente minimo.

Ci sarebbe un terzo esemplare (forse il più raro) che è quello con il busto ancora più grande che esce dal giro e con legenda spezzata senza croce in apertura, che principia dalla spalla del sovrano (P.-R. n. 7; D'Andrea-Andreani n. 7), ma quello che hai postato mi sembra assolutamente inedito per stile. Anche il rovescio è insolito, con il libro privo delle fiammelle laterali.

Visto che siamo in argomento, approfitto per RI-pubblicare un'altra variante del carlino di Federico, che Memmo Cagiati non fece in tempo ad inserire nella sua Opera, ma pubblicò in corner in apertura del primo numero di Miscellanea Numismatica (Napoli, 1 ottobre 1920):

IMG-9.jpg

Il rovescio è regolare, ma il diritto è privo del cerchio perlinato interno. Lo stile delleffigie è rozzo se paragonato allespressività dei ritratti di Federico. I lineamenti sottili e locchio incavato ricordano persino il ritratto di Ferrandino (ipotesi mia). Memmo Cagiati lo paragonava alla rozzezza di alcuni cavalli di Federico per Napoli e Tagliacozzo, e stabiliva (sia pur arbitrariamente) un rapporto cronologico tra i due stili, arrivando ad affermare che questo carlino inedito si sarebbe coniato in fretta e furia nei primi mesi di regno dellanziano sovrano, mentre a Napoli infuriava una pestilenza e il principe di Salerno minacciava una nuova guerra di successione, tanto che nellagosto del 1497 la cerimonia dinvestitura del Regno si tenne nella cattedrale di Capua per mano di Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro e allepoca ancora cardinale (non si faceva ancora chiamare il Valentino).

Lo stesso carlino è peraltro al centro di fumose congetture sullesistenza di una fantomatica medaglia o mezzo carlino che, dal diario di Silvestro Guarino di Aversa, rimbalza di scrittore in scrittore, dal Summonte, al Vergara, al Giannone, fino alla Memoria dell'Arditi per la moneta commemorativa dell'amnistia di Ferdinando IV del 1815. Nel descrivere lepisodio dellinocoronazione, infatti, il Guarino così si esprimeva nel suo diario: Lo signore Ferrante di Aragona (questo era figliuolo di Federigo) gettava una sorte di moneta, che valeva mezzo carlino, quale moneta avea da una banda un libro dentro una fiamma di fuoco, e lo motto diceva RECEDANT VETERA, e dallaltra cera una corona, e lo motto diceva A DOMINO DATUM EST ISTUD. Tutti gli autori concordano nel riferire di non aver mai veduto una moneta o medaglia simile.

Il carlino descritto dal Cagiati (e che apparteneva alla sua collezione) non è stato riportato in nessuna catalogazione seguente. Sarebbe interessante sapere dove si trova ora.

Modificato da JunoMoneta

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vox79

Di questa tpologia di moneta esistono moltissimi conii con diverso numero di fiammelle, e con stili differenti. Sicuramente la moneta postata da Francesco è diversa da quella del PR ma è una variante, non un diverso tipo.

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francesco77

Di questa tpologia di moneta esistono moltissimi conii con diverso numero di fiammelle, e con stili differenti. Sicuramente la moneta postata da Francesco è diversa da quella del PR ma è una variante, non un diverso tipo.

In effetti, il rovescio è sempre disponibile in diverse piccole varianti e quindi non colpisce tanto, il ritratto invece è fondamentale per la distinzione di un tipo. Tra il n.5 e 6 del Pannuti-Riccio quello che sostanzialmente cambia è la capigliatura più obliqua nel secondo. Il tipo da me postato lo vedo molto più paffuto e leggermente più rozzo. Non credo sia una semplice variante. Il n. 7 del PR postato da Junomoneta ricordo di averlo visto in una vecchia asta Nomisma degli anni '90. Se trovo il catalogo posto un'immagine.

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fedafa

Moneta sicuramente interessante, ma come giustamente detto si tratta di una variante dove il volto del sovrano pare essere + giovane (?). Riguardo alla sua attribuzione al P/R n° 7 mi permetto di dissentire, infatti al n° 7 del P/R corrisponde una tipologia con il busto che interrompe il cerchio di legenda in basso e quest'ultima inizia dal basso a sx e non dall'alto come gli altri carlini, tra l'altro moneta rarissima, come già indicato da junomoneta.

Cmq sicuramente una moneta interessante.

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odjob

Salute

pare brutto affermare che la moneta in oggetto ,cioè la terza postata da Francesco ,sia falsa?

Che peso e diametro ha?

mmmmmah....le incisioni del ritratto non mi convincono

Si potrebbe confrontare la moneta anche con i ritratti presenti sul Ducato e scorgerne eventuali analogie.

Ho visto sul libro che raccoglie gli studi del Bovi e non vi è niente a riguardo,salvo che si parla delle varianti riscontrate che sono :il busto del Re può interrompere la leggenda ed al R/le fiamme che circondano il libro,possono variare di numero e posto.

Ricordo il motto al R/RECEDANT VETERA è preso dalla Bibbia e si traduce:le cose vecchie siano allontanate.Si vuole indicare il perdono ,da parte del Re,degli errori(debiti)da parte del popolo napoletano e dei tradimenti avvenuti da parte dei Baroni per l'invasione di Carlo VIII ,ed il registro in fiamme allude alla distruzione di un ipotetico libro in cui vi fossero segnati i tradimenti del popolo napoletano e dei Baroni nei confronti di Federico III D'Aragona.

Il peso medio di questi Carlini deve essere di gr.3,89 per un diam.di mm.25-27,che dovevano equipararsi ai Coronati di Ferdinando I con diam.di mm.29 per un peso medio di gr.4

--Salutoni

-odjob

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francesco77

Salute

pare brutto affermare che la moneta in oggetto ,cioè la terza postata da Francesco ,sia falsa?

Che peso e diametro ha?

mmmmmah....le incisioni del ritratto non mi convincono

Si potrebbe confrontare la moneta anche con i ritratti presenti sul Ducato e scorgerne eventuali analogie.

Ho visto sul libro che raccoglie gli studi del Bovi e non vi è niente a riguardo,salvo che si parla delle varianti riscontrate che sono :il busto del Re può interrompere la leggenda ed al R/le fiamme che circondano il libro,possono variare di numero e posto.

Ricordo il motto al R/RECEDANT VETERA è preso dalla Bibbia e si traduce:le cose vecchie siano allontanate.Si vuole indicare il perdono ,da parte del Re,degli errori(debiti)da parte del popolo napoletano e dei tradimenti avvenuti da parte dei Baroni per l'invasione di Carlo VIII ,ed il registro in fiamme allude alla distruzione di un ipotetico libro in cui vi fossero segnati i tradimenti del popolo napoletano e dei Baroni nei confronti di Federico III D'Aragona.

Il peso medio di questi Carlini deve essere di gr.3,89 per un diam.di mm.25-27,che dovevano equipararsi ai Coronati di Ferdinando I con diam.di mm.29 per un peso medio di gr.4

--Salutoni

-odjob

In effetti ci avevo già pensato all'epoca e per questo feci fare un saggio invisibile da un mio amico gioielliere nel taglio, risultò argento quasi quasi puro, la moneta venne immersa in una soluzione a base di limone e uscì splendente. In effetti i falsi d'epoca sono sempre dietro l'angolo, ma come ci insegna la cattiva moneta, erano generalmente bassi di conio e di scarsa fattura. La perlinatura di questa moneta è tagliente. Mica c'era un solo incisore alla zecca di Napoli. Le varianti sono tante ma questo è proprio una tipologia insolita.

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sesino974

In effetti, anche per me , inesperto di napoletane, la prima impressione è stata""" è falsa"".

Ho constatato che negli ultimi anni, si sono " scoperte" parecchie , varianti , inediti, ecc ecc, è bello ci siano tanti appassionati, e tutti giovani :D

sarei curioso di sapere come si effettua un " saggio invisibile" :D , ed in secondo luogo, da amante delle patine, ed avendo già la certezza del saggio, perche, "lavare" la moneta?non aveva una patina omogenea?, non sono 2 pratiche invasive?io non avrei avuto il coraggio :(

Sergio

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JunoMoneta

Mica c'era un solo incisore alla zecca di Napoli. Le varianti sono tante ma questo è proprio una tipologia insolita.

E infatti i cavalli battuti da questo principe sono tra i più inestricabili per varietà di conii dell'effigie. A queso proposito non ho mai ben compreso come si possa ritenere di suddividere la ritrattistica di un sovrano che regnò soli 5 anni (scarsi) e per di più già maturo all'epoca della sua incoronazione in "giovanile" e anziana. E' una nozione che cozza contro il buonsenso. D'altra parte esistono cavalli con l'effigie somigliantissima ad alcuni predecessori (il padre Ferrante e il nipote Ferrandino). Inoltre la monetazione di questo sovrano è squassata dalla febbrile alacrità nel sostituire il circolante emesso sotto Carlo VIII in un primo tempo, e le guerre civili contro Luigi XII, che ne funestarono l'ultimo anno di regno. Potrebbe essere plausibile che (almeno per la prima fase di regno) la necessità abbia imposto agli incisori di riadattare i ritratti dei predecessori alla legenda del nuovo sovrano, forse anche per contorti motivi propagandistici (Ferrandino era morto giovane e valorosamente)? Giro la domanda agli esperti.

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francesco77

Mica c'era un solo incisore alla zecca di Napoli. Le varianti sono tante ma questo è proprio una tipologia insolita.

E infatti i cavalli battuti da questo principe sono tra i più inestricabili per varietà di conii dell'effigie. A queso proposito non ho mai ben compreso come si possa ritenere di suddividere la ritrattistica di un sovrano che regnò soli 5 anni (scarsi) e per di più già maturo all'epoca della sua incoronazione in "giovanile" e anziana. E' una nozione che cozza contro il buonsenso. D'altra parte esistono cavalli con l'effigie somigliantissima ad alcuni predecessori (il padre Ferrante e il nipote Ferrandino). Inoltre la monetazione di questo sovrano è squassata dalla febbrile alacrità nel sostituire il circolante emesso sotto Carlo VIII in un primo tempo, e le guerre civili contro Luigi XII, che ne funestarono l'ultimo anno di regno. Potrebbe essere plausibile che (almeno per la prima fase di regno) la necessità abbia imposto agli incisori di riadattare i ritratti dei predecessori alla legenda del nuovo sovrano, forse anche per contorti motivi propagandistici (Ferrandino era morto giovane e valorosamente)? Giro la domanda agli esperti.

Si caro Giuseppe, conosco bene le infinità di varianti di Cavalli di questo tormentato periodo, in questo caso quantità non è sinonimo di qualità, non si esclude che all'inizio del 1496, qualche incisore abbia peccato di precisione e professionalità, il ritratto sembra un po' più giovanile infatti. La moneta è in argento di buona lega. In archivio ho una tabella in excel con tutta una serie di risultati di saggi effettuati su monete del periodo 1266-1647, si tratta di una raccolta dati che va avanti dal 1997. Questa ha 11/12 di argento quindi è da escludere che si tratti di un falso d'epoca. I saggi, per rispondere a Sestino974, possono essere effettuati estraendo un decimo di grammo (sotto forma di polvere) e mascherando la micro-mancanza. Se si prende un foglio di carta bianca in formato A4 e si buca con la punta di uno spillo, nessuno noterà il foro, solo l'occhio di chi lo ha effettuato andrà sempre lì sopra. Certi difetti esistono solo perchè l'occhio lo vuole ma non perchè sono evidenti.

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sesino974

Se si prende un foglio di carta bianca in formato A4 e si buca con la punta di uno spillo, nessuno noterà il foro, solo l'occhio di chi lo ha effettuato andrà sempre lì sopra. Certi difetti esistono solo perchè l'occhio lo vuole ma non perchè sono evidenti.

perfetto, quindi indistinguibile, è stato "invisibile" a forviarmi; quindi mascherato tra gli altri " segni" sul taglio

Sergio

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