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eracle62

Filippo V Grano 1701

Risposte migliori

eracle62

La monetazione di Filippo V mi ha sempre affascinato poche emissioni quasi fantasma...

Forse la scarsa reperibilità, dovuta anche in parte alla sua rarità, vedo che latita, anche fra i collezionisti e gli appassionati non viene molto apprezzata.

La figura emblematica di questo regnante, caratterizzata dalla suo breve regno e da un periodo non certo favorevole per le varie dispute al trono nel vecchio continente, rinforza maggiormente l'alone di mistero attorno all'ultimo dei Filippo......

Mi piacerebbe conosciere la vostra opinione in merito, e sarebbe interessante e piacevole poter osservare qualche tondello fantasma..di questo regnante.

Grazie, Eros

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JunoMoneta

La monetazione di Filippo V mi ha sempre affascinato poche emissioni quasi fantasma...

Forse la scarsa reperibilità, dovuta anche in parte alla sua rarità, vedo che latita, anche fra i collezionisti e gli appassionati non viene molto apprezzata.

La figura emblematica di questo regnante, caratterizzata dalla suo breve regno e da un periodo non certo favorevole per le varie dispute al trono nel vecchio continente, rinforza maggiormente l'alone di mistero attorno all'ultimo dei Filippo......

Condivido appieno la tua fascinazione per il primo Borbone di Spagna e il primo (quasi inosservato perché ancora "vicereale") Borbone napoletano. E' uno dei periodi più concitati della storia del nostro Meridione, tra guerre lontane e vicine, congiure aristocratiche, spionaggio diplomatico, spartizioni e riaggiustamenti continui tra le grandi potenze, un periodo in cui persino eventi improbabili (come la cessione "à la carte" della Sicilia ai Savoia) diventano la realtà di una ingarbugliata partita a Risiko tra le grandi dinastie europee del tempo.

Una partita che per Napoli si chiude forse solamente con la "riconquista" da parte di un altro Borbone, ancora un figlio di Filippo, ma con una ben diversa concezione (non più distaccatamente dinastica, ma quasi proto-nazionalista) alle spalle. Alla fugace visita napoletana del giovane e malinconico nipote di Luigi XIV nel 1702 (primo sovrano ad onorarla di una visita dopo 166 anni!) Carlo di Borbone, nutrito dalle ambizioni di due italiani purosangue (la madre Elisabetta Farnese e il consigliere cardinal Alberoni) darà ben altro vigore decidendo di restituire a quella splendida parte d'Italia la sua indipendenza e fissando la capitale a Napoli. Il Vesuvio che fa timidamente capolino sullo sfondo della superba serie di gettoni e medaglie che celebra la visita di Filippo avrà ben altro significato e rilievo sulle piastre DE SOCIO PRINCEPS e chiude idealmente una congiuntura storico-politica secolare restituendo Napoli al suo destino di capitale europea. Dietro queste icone numismatiche, a margine dei grandi eventi storici, scorre la storia di una piccola dinastia di incisori, i De Gennaro (Antonio, Giovanni e Gaetano), capaci di reinvestire la moneta della sua più nobile funzione di testimonianza iconica della storia e del genius loci. E tra la pompa tardo-spagnolesca della serie argentea HILARITAS UNIVERSA e la serie di piastre di Carlo di Borbone è racchiuso tutto il senso di questa "rivoluzione copernicana" della concezione politica.

http://www.mcsearch.info/record.html?id=371666

Modificato da JunoMoneta

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francesco77

Grazie mille a Jonumoneta per la bellissima sintesi storica di questo travagliato periodo, grazie soprattutto per aver linkato una medaglia che mi è rimasta nella trachea :D .

Eh si .......... un vero peccato, l'avevo battuta io fino a quella cifra ma alla fine ho mollato, ora mi pento amaramente rivedendola. Si tratta di una medaglia con un'iconografia molto significativa e forse forse ho scoperto che quella figura muliebre non è Minerva galeata come affermato da qualcuno ma ben altro. Ottima l'osservazione sugli incisori dei conii, mi sfugge però il nome di Gaetano De Gennaro (sicuramente meno noto dei ben più noti Antonio Maria e Giovanni Casimiro), se possibile avere qualche notizia in più su quest'ultimo te ne sarei davvero grato.

Il grano postato da Eracle è davvero rovinato ma, come detto nel post precedente, trasmette a chi la possiede un qualcosa di tangibile di quel periodo storico ricco di avvenimenti, intrighi, congiure e sotterfugi.

A dimostrazione di come la monetazione napoletana del periodo 1680-1734 sia da sempre stata nel cuore di chi scrive basti sfogliare il catalogo della Civitas Neapolis per comprendere l'amore e l'attenziona dedicata ad essa. In pratica, ad esclusione di qualche esemplare di grande rarità, era presente nel catalogo la serie quasi completa ed in conservazione eccezionale del cosiddetto "II periodo vicereale".

Modificato da francesco77

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JunoMoneta

mi sfugge però il nome di Gaetano De Gennaro (sicuramente meno noto dei ben più noti Antonio Maria e Giovanni Casimiro), se possibile avere qualche notizia in più su quest'ultimo te ne sarei davvero grato.

Il fatto che sfugga a te mi ha fatto pensare di essere stato vittima di un abbaglio o di un ricordo falsato :unsure:

Tuttavia, un riferimento chiaro ed esplicito a tale Gaetano De Gennaro sono riuscito infine a trovarlo. Segno che il mio ricordo un qualche fondamento (ancora tutta da dimostrare invece la sua fondatezza) ce l'aveva. Si trova in "Maestri e incisori della Zecca Napolitana" di Carlo Prota, a pagina 27 dove, discorrendo della direzione della zecca sotto Vincenzo Maria Mazzara si dice che in questo periodo "furono maestri incisori dei conii gli artisti Giovanni De Gennaro e Gaetano De Gennaro" salvo poi incorrere in un refuso quando si dice che sulle monete si firmavano con le lettere G. D., invece che D' G o De G.

Il Prota fa molto di più e riporta in nota per esteso un documento contenuto nel fascio 14° del Dipartimento della Sommaria, datato agosto 1755, in cui Gaetano De Gennaro, che si firma e si qualifica immediatamente come "M.ro dei cugni della R. zecca delle monete", dichiara di aver ricevuto il suo onorario di 25 ducati al mese per il periodo 16 febbraio - 5 luglio 1753, per il novembre e dicembre dello stesso anno e per i lavori eseguiti in zecca dal 15 febbraio al 22 marzo e dal 16 luglio al 6 agosto 1755.

Ignoro tuttavia il grado di parentela tra i 3 incisori e mi piacerebbe molto poter approfondire (anche per maggiore sintonia con il thread aperto da Eracle) l'apporto di Antonio De Gennaro, di cui sono riuscito solo a rinvenire la firma per esteso sulle medaglie di ampio modulo per la visita di Filippo V a Napoli. Risulta invece aver ampiamente operato oltralpe, come conferma la splendida medaglia viennese (suppongo postuma) dedicatagli da Johann Carl Hedlinger nel 1738:

http://www.mcsearch.info/record.html?id=111664

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JunoMoneta

Sui De Gennaro, Antonio Maria in modo particolare, ho il pallido ricordo di un'estesa trattazione nel monumentale lavoro di Leonard Forrer, Biographical Dictionary of Medallists: Coin, Gem, and Seal-engravers, etc. Opera proibitiva, che ho avuto l'occasione di consultare distrattamente molti anni fa presso la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio.

On-line sono riuscito a reperire soltanto il primo volume, ma ora non ho tempo per consultarlo attentamente. Prego chi avesse la fortuna di farlo, di cercare le pagine dedicate ai De Gennaro (dubito che siano nel primo volume) per confermarmi se il mio ricordo è corretto ;)

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francesco77

mi sfugge però il nome di Gaetano De Gennaro (sicuramente meno noto dei ben più noti Antonio Maria e Giovanni Casimiro), se possibile avere qualche notizia in più su quest'ultimo te ne sarei davvero grato.

Il fatto che sfugga a te mi ha fatto pensare di essere stato vittima di un abbaglio o di un ricordo falsato :unsure:

Tuttavia, un riferimento chiaro ed esplicito a tale Gaetano De Gennaro sono riuscito infine a trovarlo. Segno che il mio ricordo un qualche fondamento (ancora tutta da dimostrare invece la sua fondatezza) ce l'aveva. Si trova in "Maestri e incisori della Zecca Napolitana" di Carlo Prota, a pagina 27 dove, discorrendo della direzione della zecca sotto Vincenzo Maria Mazzara si dice che in questo periodo "furono maestri incisori dei conii gli artisti Giovanni De Gennaro e Gaetano De Gennaro" salvo poi incorrere in un refuso quando si dice che sulle monete si firmavano con le lettere G. D., invece che D' G o De G.

Il Prota fa molto di più e riporta in nota per esteso un documento contenuto nel fascio 14° del Dipartimento della Sommaria, datato agosto 1755, in cui Gaetano De Gennaro, che si firma e si qualifica immediatamente come "M.ro dei cugni della R. zecca delle monete", dichiara di aver ricevuto il suo onorario di 25 ducati al mese per il periodo 16 febbraio - 5 luglio 1753, per il novembre e dicembre dello stesso anno e per i lavori eseguiti in zecca dal 15 febbraio al 22 marzo e dal 16 luglio al 6 agosto 1755.

Ignoro tuttavia il grado di parentela tra i 3 incisori e mi piacerebbe molto poter approfondire (anche per maggiore sintonia con il thread aperto da Eracle) l'apporto di Antonio De Gennaro, di cui sono riuscito solo a rinvenire la firma per esteso sulle medaglie di ampio modulo per la visita di Filippo V a Napoli. Risulta invece aver ampiamente operato oltralpe, come conferma la splendida medaglia viennese (suppongo postuma) dedicatagli da Johann Carl Hedlinger nel 1738:

http://www.mcsearch.....html?id=111664

Grazie Junomoneta, in effetti Antonio Maria De Gennaro dopo la splendida esperienza medaglistica del 1702 prestò serizio alla corte di Vienna dove venne apprezzato moltissimo, tanto da meritarsi una medaglia dall'amico il cav. Hedlinger. E' probabile che sia ritornato a Napoli durante il regno di Carlo di Borbone, non è chiara l'attribuzione di alcune sigle dell'incisore DE G.

Sulle monete del periodo vicereale austriaco, e precisamente sul 24 grana del 1730, le sigle G D G. sono chiaramente attribuibili a Giovanni Casimiro De Gennaro ma le altre in versione DE G o D'G potrebbero appartenere al padre Antonio Maria, quest'ultimo morto nel 1744 e per questo pienamente rientrante nel periodo delle prime piastre e mezze piastre del Sebeto. Ovviamente tali sigle, poste sulle monete post 1744, non hanno alcuna difficoltà ad essere attribuite a Giovanni Casimiro De Gennaro.

Bisognerebbe vedere l'anno di decesso di quest'ultimo, non vorrei che il Prota abbia preso una svista. All'epoca gli incisori si alternavano e su monete e medaglie quasi dello stesso periodo troviamo firme di De Gennaro, Aveta e Bernardo Perger. Farò una capatina all'archivio storico a Napoli ......... fascio 14 del Dip. della Sommaria, agosto 1755 e ti farò sapere. ;)

post-8333-0-87146000-1300205899_thumb.jp

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MARCO B

La moneta postata da Eros ha un D con un ritratto davvero bello. Complimenti =)

Esistono moduli più grandi magari in argento su cui ammirare il Ritratto del regnate in più dettagli ?

Saluti

Marco

p.s. Grazie per la sintesi storicamolto interessante

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francesco77

Sui De Gennaro, Antonio Maria in modo particolare, ho il pallido ricordo di un'estesa trattazione nel monumentale lavoro di Leonard Forrer, Biographical Dictionary of Medallists: Coin, Gem, and Seal-engravers, etc. Opera proibitiva, che ho avuto l'occasione di consultare distrattamente molti anni fa presso la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio.

On-line sono riuscito a reperire soltanto il primo volume, ma ora non ho tempo per consultarlo attentamente. Prego chi avesse la fortuna di farlo, di cercare le pagine dedicate ai De Gennaro (dubito che siano nel primo volume) per confermarmi se il mio ricordo è corretto ;)

http://www.panorama-numismatico.com/il-dritto-e-il-rovescio-nelle-monete-napoletane-dagli-aragonesi-ai-borbone-secondo-i-documenti-d%e2%80%99epoca/

Ti posto un articolo di Panorama Numismatico di dicembre 2010 dove alla fine potrai leggere alcune osservazioni sui De Gennaro.

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francesco77

La moneta postata da Eros ha un D con un ritratto davvero bello. Complimenti =)

Esistono moduli più grandi magari in argento su cui ammirare il Ritratto del regnate in più dettagli ?

Saluti

Marco

p.s. Grazie per la sintesi storicamolto interessante

http://www.ilportaledelsud.org/francesco_di_rauso.htm

Qui potrai trovare qualche immagine di tuo interesse. http://www.ilportaledelsud.org/monete_vicereame_2.htm

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eracle62

Questo thread sta evidenziato come se pur limitata la monetazione di Filippo v, possa avere dei risvolti interessanti e pieni di curiosità.

in particolar modo la massima espressione, come in parte elencato da JunoMoneta e da Francesco 88, si ebbe attraverso le splendide incisioni coeve nella medaglistica, i tondelli per la loro ridotta tipologia non risaltano particolarmente l'operato degli artisti del bulino del periodo, ma è proprio per questa scarsa tipologia e carenza di apparizioni sul mercato, che rende sempre anche se poco apprezzata, ricercatissima dagli appassionati.

Mi pare che in questa sezione di collezionisti ne siano presenti un buon numero, anche se a volte non intervengono, ma preferiscono partecipare in modo silente, potrebbe essere questa magnifica discussione, ricca di sfumature storiche e numismatiche, il pretesto per esprimere sensazioni sul periodo e la sua monetazione, che in qualche modo stava dettando nuovi canoni stilistici ed espressivi, dando vita a uno dei momenti storici più significativi per la "cultura ".

Grazie Marco, la tua osservazione mi ha lasciato leggermente sorpreso, (se non si conosce particolarmente nello specifico il tondello..) questo Grano pur riportando il millesimo del 1701, diventa difficile reperirlo in condizioni prossime al bb, rispetto alle tipologie in argento, che se pur rarine, non mostrano i limiti dell'unico tondello in rame ( tolto il Tornese del 1703 R5), infatti l'esemplare postato evidenzia una grossa carenza conservativa dovuta a diverse ossidazioni, ma con una patina multicolore espressivissima, e un ritratto più alto della norma rispetto alla media, sempre molto ma molto bassa , infine anche la reperibilità sul mercato per quanto concerne il Grano sta diventando sempre più fantasma.... per non parlare del 1703, molto raro.

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Sanni

Buon pomeriggio

Riprendo questa interessantissima discussione per proporvi un "Grano di Filippo V 1701" e per chiedere, eventualmente, scusa al malcapitato acquirente Lamonetiano cui ho soffiato questo esemplare, messo in vendita sul noto sito. Avevo affidato incarico a un amico di acquistarlo a tutti i costi e c'è riuscito ... "peter1" sa il perché. Poco fa me l'ha dato, l'ho fotografato e ve lo mostro.

Con tutta sincerità, la spessa e scura patina che presenta non mi piace. Vorrei toglierla però, prima di farlo, desidererei sentire il vostro parere.

Certamente, il grano non presenta un'ottima conservazione e nel caso me ne dovesse capitare uno migliore sarò disponibile a cederlo a colui che glie l'ho soffiato.

Di nuovo ... scusa.

Grazie

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uncledear

Certamente, il grano non presenta un'ottima conservazione e nel caso me ne dovesse capitare uno migliore sarò disponibile a cederlo a colui che glie l'ho soffiato.

Di nuovo ... scusa.

Grazie

Complimenti per la moneta e per la tua disponibilità.

Non credo comunque che tu ti debba scusare...hai solo vinto una regolare competizione in maniera del tutto "sportiva". :)

Nulla di male insomma...anzi...evviva il vincitore! :D

Davide

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Sanni

Certamente, il grano non presenta un'ottima conservazione e nel caso me ne dovesse capitare uno migliore sarò disponibile a cederlo a colui che glie l'ho soffiato.

Di nuovo ... scusa.

Grazie

Complimenti per la moneta e per la tua disponibilità.

Non credo comunque che tu ti debba scusare...hai solo vinto una regolare competizione in maniera del tutto "sportiva". :)

Nulla di male insomma...anzi...evviva il vincitore! :D

Davide

Beh ... a me avrebbe rosicato un po'. In ogni caso c'è la mia parola per l'eventuale cessione. :hi:

Ho dimenticato di riportare: contorno, peso e diametro.

Contorno: Liscio

Grammi: 8,8

Diametro: 27,5

Modificato da Sanni

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eracle62

Caro Sanni, complimenti per l'acquisto, il tondello non di facile reperibilità sul mercato di "tutti i giorni", è una chicca che merita l'interesse di ogni appassionato.

Rispetto ai classici nominali d'argento il rame merita qualche punto in più, (calore, espressione, tecnica, grazia, colore, materia, ecc.) questo è il mio modesto parere.

Se poi associamo la qualità artistica presente in alcune tipologie, l'affresco è compiuto..

Il tuo esemplare di tutto rispetto, per i rilievi e forma regolare del tondello, accresce l'interesse e la lode che mi sento doverosamente dargli.

A tal punto, la domanda che porgi non è alquanto pertinente (ovviamente in senso lato), la patina ha creato maggior attrazione, dettata dai piani che plasmando ulteriore profondità, accrescono il suo valore artistico dando all'iride quella gioia che ogni buon collezionista vorrebbe..

Eros

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Sanni

Caro Sanni, complimenti per l'acquisto, il tondello non di facile reperibilità sul mercato di "tutti i giorni", è una chicca che merita l'interesse di ogni appassionato.

Rispetto ai classici nominali d'argento il rame merita qualche punto in più, (calore, espressione, tecnica, grazia, colore, materia, ecc.) questo è il mio modesto parere.

Se poi associamo la qualità artistica presente in alcune tipologie, l'affresco è compiuto..

Il tuo esemplare di tutto rispetto, per i rilievi e forma regolare del tondello, accresce l'interesse e la lode che mi sento doverosamente dargli.

A tal punto, la domanda che porgi non è alquanto pertinente (ovviamente in senso lato), la patina ha creato maggior attrazione, dettata dai piani che plasmando ulteriore profondità, accrescono il suo valore artistico dando all'iride quella gioia che ogni buon collezionista vorrebbe..

Eros

Grazie eracle62

Il grano, come puoi ben vedere, ha i dettagli quasi tutti ricoperti da un'intensa patina color cuoio scuro e c'è il rischio, col tempo, che i pochi rimasti siano totalmente oscurati.

La capigliatura di Filippo V è quasi sommersa e forse è il caso che riappaia per darle un po' giustizia visiva, così come il contorno dello stemma nella parte inferiore destra del rovescio. Non so se una piccola pulitina gli faccia bene. Le monete in rame non le ho mai pulite e ho paura di fare disastri, anche perché in giro ce ne sono pochissime.

Mi chiedo: un leggero lavaggio con soluzione satura di aceto e sale può andare bene? E' il caso che lo faccia, oppure la lascio così?

Un'ultima domanda.

Il grano può essere considerato in condizione BB?

Di nuovo grazie

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Rex Neap

Ciao Sanni.......... :good: vai avanti alla grande.....non credere di trovarla facilmente in condizioni migliori, all'Asta Civitas Neapolis è passato un'unico esemplare in condizioni BB e come giustamente riferito da Eracle questo nominale di Filippo V non è facile da reperire.........Per la conservazione credo che ci siamo sul BB anche se proporrei di non fare manutenzione su di essa al max un bagnetto in acqua demineralizzata, ma niente di più.

Per i dati sulla moneta diciamo che se hai riferito correttamente la trovo di pochissimo superiore ai gr. 8,05 dichiarati ma il margine ci può stare............ forse non hai pesato correttamente ? Per i cambi c'è sempre tempo, ma qui credo che non sia facile, hai fatto bene a prenderla.

Comunque ti rifaccio come al solito i miei complimenti.........bravo :hi:

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Sanni

Ciao Sanni.......... :good: vai avanti alla grande.....non credere di trovarla facilmente in condizioni migliori, all'Asta Civitas Neapolis è passato un'unico esemplare in condizioni BB e come giustamente riferito da Eracle questo nominale di Filippo V non è facile da reperire.........Per la conservazione credo che ci siamo sul BB anche se proporrei di non fare manutenzione su di essa al max un bagnetto in acqua demineralizzata, ma niente di più.

Per i dati sulla moneta diciamo che se hai riferito correttamente la trovo di pochissimo superiore ai gr. 8,05 dichiarati ma il margine ci può stare............ forse non hai pesato correttamente ? Per i cambi c'è sempre tempo, ma qui credo che non sia facile, hai fatto bene a prenderla.

Comunque ti rifaccio come al solito i miei complimenti.........bravo :hi:

Buongiorno peter1, i dati sono perfetti!

Li ho controllati più volte con calibro da tornitore e bilancia elettronica con margine d'errore 0,1 g.

Il bagnetto in acqua distillata serve a ridarle visibilità? ... Ho i miei dubbi. :unknw:

Va bene … la metto in ammollo per 48 ore e vediamo se avviene una qualche forma di miracolo.

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francesco77

Ciao Sanni.......... :good: vai avanti alla grande.....non credere di trovarla facilmente in condizioni migliori, all'Asta Civitas Neapolis è passato un'unico esemplare in condizioni BB e come giustamente riferito da Eracle questo nominale di Filippo V non è facile da reperire.........Per la conservazione credo che ci siamo sul BB anche se proporrei di non fare manutenzione su di essa al max un bagnetto in acqua demineralizzata, ma niente di più.

Per i dati sulla moneta diciamo che se hai riferito correttamente la trovo di pochissimo superiore ai gr. 8,05 dichiarati ma il margine ci può stare............ forse non hai pesato correttamente ? Per i cambi c'è sempre tempo, ma qui credo che non sia facile, hai fatto bene a prenderla.

Comunque ti rifaccio come al solito i miei complimenti.........bravo :hi:

Buongiorno peter1, i dati sono perfetti!

Li ho controllati più volte con calibro da tornitore e bilancia elettronica con margine d'errore 0,1 g.

Il bagnetto in acqua distillata serve a ridarle visibilità? ... Ho i miei dubbi. :unknw:

Va bene … la metto in ammollo per 48 ore e vediamo se avviene una qualche forma di miracolo.

Ciao sanni, miracoli no, però un miglioramento anche lieve è possibile, non spazzolarla però.

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Sanni

Ciao Sanni.......... :good: vai avanti alla grande.....non credere di trovarla facilmente in condizioni migliori, all'Asta Civitas Neapolis è passato un'unico esemplare in condizioni BB e come giustamente riferito da Eracle questo nominale di Filippo V non è facile da reperire.........Per la conservazione credo che ci siamo sul BB anche se proporrei di non fare manutenzione su di essa al max un bagnetto in acqua demineralizzata, ma niente di più.

Per i dati sulla moneta diciamo che se hai riferito correttamente la trovo di pochissimo superiore ai gr. 8,05 dichiarati ma il margine ci può stare............ forse non hai pesato correttamente ? Per i cambi c'è sempre tempo, ma qui credo che non sia facile, hai fatto bene a prenderla.

Comunque ti rifaccio come al solito i miei complimenti.........bravo :hi:

Buongiorno peter1, i dati sono perfetti!

Li ho controllati più volte con calibro da tornitore e bilancia elettronica con margine d'errore 0,1 g.

Il bagnetto in acqua distillata serve a ridarle visibilità? ... Ho i miei dubbi. :unknw:

Va bene … la metto in ammollo per 48 ore e vediamo se avviene una qualche forma di miracolo.

Ciao sanni, miracoli no, però un miglioramento anche lieve è possibile, non spazzolarla però.

Buongiorno

Appena finito il trattamento riposto le immagini per verificare se c'è stato un qualche cambiamento. Beh ... una lavatina, con acqua demineralizzata, sapone neutro e pennello morbido per barba, ci può stare. ;)

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Sanni

Buongiorno

Appena finito il trattamento riposto le immagini per verificare se c'è stato un qualche cambiamento. Beh ... una lavatina, con acqua demineralizzata, sapone neutro e pennello morbido per barba, ci può stare. ;)

Ecco il risultato!

A parere Vostro è migliorato o peggiorato?

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Rex Neap

Uhmmm........l'effetto "poroso" che si vedeva priam adesso mi sempre essere rimosso, anche se adesso si evidenziano (ma comunque già erano presenti) alcuni taglietti sul volto del sovrano; anche le macchie verdognole già presenti sono adesso messe di più in risalto e queste a mio avviso andrebbero rimosse...per il resto ok ed ha solo bisogno di tempo.

Un saluto come sempre ....Sanni !!

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Sanni

Uhmmm........l'effetto "poroso" che si vedeva priam adesso mi sempre essere rimosso, anche se adesso si evidenziano (ma comunque già erano presenti) alcuni taglietti sul volto del sovrano; anche le macchie verdognole già presenti sono adesso messe di più in risalto e queste a mio avviso andrebbero rimosse...per il resto ok ed ha solo bisogno di tempo.

Un saluto come sempre ....Sanni !!

Buonasera peter1

C'è solo un modo per togliere quelle macchie/ossidazione verdi/marrone. L'ho già sperimentato su dei falsi in argento e rame, dove c'erano punti molto resistenti. Sono venuti come nuovi ... una meraviglia!

Ho utilizzato una soluzione satura leggermente riscaldata di aceto+sale+cotton fioc. Dopo un'immersione di 5/10s li ho lavati con acqua distillata e, dove erano rimasti quei punti resistenti di ossidazione, ho lavorato con cotton fioc imbevuto della soluzione e asciugandoli subito con fazzoletto ... perfetto, sono spariti!

Non dirmi nulla :blush: ... penso che farò lo stesso per il grano di Filippo V ... tanto, comunque i risultati, ho già deciso, appena possibile, di comprarne un altro.

Una felicissima buona notte. :blum:

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