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gpittini

Princeps iuventutis

26 risposte in questa discussione

Inviato (modificato)

DE GREGE EPICURI

Tutti abbiamo notato la frequenza di questa tipologia di R per i Cesari del 3° secolo (Massimo, Filippo Figlio, Valeriano 2°, Numeriano e così via). Un tempo pensavo (come credo molti collezionisti) che fosse un omaggio abbastanza aspecifico al rampollo dell'imperatore, di solito a quello destinato a succedergli. La tipologia è sempre associata al titolo di "cesare", fino al 3° secolo; e mostra una figura del Cesare, in abiti militari, volta a dx od a sinistra, per lo più reggente nella dx un globo e nelle sinistra una lancia, o a volte anche un bastone (o uno scettro?). Ma nel IV secolo le cose cambiano: per Crispo si trova la strana scritta PRINCIPIA IUVENTUTIS, che sembra un vocabolo astratto e poco chiaro (i princìpi della gioventù? cioè i fondamenti della gioventù?). Inoltre, esiste un follis di Costantino già augusto con la scritta PRINCIPI IUVENTUTIS, che sembra contraddire quanto detto sopra.

Studiando meglio le legende, a parte quel PRINCIPIA già citato, si trovano sia PRINCEPS al nominativo che PRINCIPI al dativo, con molte diverse abbreviazioni. La cosa un po' più strana è un denario con legenda PRINCEPS IUVENTUTIS, emesso per Domiziano Cesare, che riporta la raffigurazione della "stretta di mano" ed una insegna militare.

Cercando di documentarmi, ho trovato sulla Treccani:" IUVENTUS è istituzione sportivo-militare romana simile all'efebia greca, esistente in età repubblicana e riorganizzata sotto Augusto a scopo educativo e politico. Comprendeva i giovani dai 14 ai 17 anni: ne era a capo il princeps iuventutis (di solito l'erede al trono). L'istituzione era in decadenza nel 3° secolo." Indagando in campo strettamente numismatico, risulta che i primi ad avere questo titolo durante l'impero furono Gaio Cesare e Lucio Cesare, i figli di Vipsanio Agrippa e di Giulia, e possibili eredi in pectore di Augusto. Infine: su qualche libro di storia (ma dove?) avevo letto che il titolo era, in una certa fase storica, sinonimo di comandante della cavalleria, ruolo che era comunque attribuito all'erede al trono. Tutte notizie un po' incomplete e da confermare, come spero farete. Ora mi dedico alla galleria di monete, cominciando da Domiziano.

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Rovescio.Probabilmente, l'associazione della stretta di mano con l'insegna militare esprime un concetto di lealtà e di concordia specifico, su cui si potrebbe indagare.

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Inviato (modificato)

Con un balzo arrivo al sesterzio di Maximus, con rovescio PRINCIPI IUVENTUTIS; il Cesare ha alla sua sinistra due insegne, e porta una lancia ed una bacchetta.

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Rovescio.

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Pochi anni dopo il cesare Filippo Figlio, volto a dx e con un globo in mano.

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Rovescio

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Eccoci a Numeriano, che inserisco perchè è la prima volta che lo osservo con attenzione. Anche lui regge il globo, sopra al quale potrebbe esserci un palladio o una vittoria (ma non si vede bene). In esergo: KAgamma.

post-4948-0-14160300-1306920845_thumb.jp

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Rovescio.

post-4948-0-04013100-1306920895_thumb.jp

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Inviato (modificato)

Arriviamo al già citato Costantino. E' già Augusto, e qui evidentemente i criteri della titolatura e del riferimento al PRINCEPS IUVENTUTIS sono cambiati. Moneta gallica di Treviri (PTR).

post-4948-0-71327000-1306921047_thumb.jp

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Rovescio.

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Concludo col Cesare Crispo. Purtroppo il mio bronzetto PRINCIPIA IUVENTIUTIS è quasi illeggibile, per cui vi mostro questo PRINCIPI IUVENTUTIS, bruttino anche lui (credo sia ATR).

post-4948-0-34912200-1306921328_thumb.jp

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Rovescio. E confido nelle vostre integrazioni, di notizie e di immagini.

post-4948-0-21009100-1306921391_thumb.jp

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Interessante l'ipotesi del "comandante della cavalleria". Hai memoria, almeno vaga, di dove l'hai trovata?

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In un sito di lingua inglese si dice che Gaio fu acclamato Princeps Iuventutis dagli esponenti dell'ordine equestre: "Gaius assumed the togavirilis, he was designated consul for ad 1, admitted to the senate, and acclaimed by the equestrians as princeps iuventutis". Forse il legame con la cavalleria trae origine da lì.

L'attributo Princeps Iuventutis riferito a Domiziano compare in molte monete coniate sia da Vespasiano che da Tito in tutti i metalli. Mediamente i denari sono più comuni dei bronzi.

Questo asse (R.I.C.2 931 R2 nuova edizione di Vespasiano), ad esempio, è piuttosto raro.

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Se non vado errato, non vi sono invece monete in cui il medesimo attributo venga assegnato a Tito.

In questo denario coniato da Vespasiano a Lugdunum nell'anno 71 (RIC2 nuova edizione 1124 R) la legenda del rovescio recita "TITVS ET DOMITIAN CAESARES (PRIN IVEN)" e sembrerebbe pertanto accomunare nel titolo i due Cesari.

post-22231-0-07093100-1306935248_thumb.j

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Inviato (modificato)

Ciao,

amplio un po' la galleria:

Augustus Aureus, 2 B.C. - AD 4; Lyons or auxiliary mint; 7,85 g.

Obv. CAESAR AVGVSTVS - DIVI F PATER PATRIAE Laureate head r.; linear border.

Rev. C. L. CAESARES. / AVGVSTI. F. COS. DESIG. PRINC. IVVENT Gaius and Lucius Caesar togate, standing facing as Principes Iuventutis, holding silver shields and silver spears; between their heads, cullulus and lituus.

Rare in this quality, showing even the details of the faces of the two Caesars.. Good style. Large flan.

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Il termine Principes iuventutis (principi della gioventù) fu usato per indicare due fratelli, figli di Marco Vipsanio Agrippa e di Giulia maggiore, l'unica figlia di Augusto.

Furono adottati da Augusto dopo la morte di Agrippa (12 a.C.) e nominati suoi eredi. Entrambi divennero consoli e "Principi della Gioventù" (Principes Iuventutis). In loro onore furono eretti templi e statue (come la Maison Carrée a Nimes).

Fu sotto Augusto però che lo Stato diventò l’indiscutibile fautore delle associazioni giovanili, l’imperatore infatti nominò (e furono i primi) Princeps Iuventutis, e cioè patrocinanti della gioventù, Caio e Lucio Cesare unendo in tal modo la famiglia imperiale e iuventus, fra lo stato e l’educazione della gioventù.

Da quel momento nel mondo romano prende pienamente corpo una istituzione importante la quale, riunendo i giovani in un saldo e perfetto organismo (in apparenza scolastico ma in realtà politico-militare) attraverso continue esercitazioni fisiche, sotto il vincolo di adeguati culti, con il richiamo di ricorrenti festeggiamenti e soprattutto sotto la protezione dello stato, infondeva negli iscritti la consapevolezza di appartenere ad una sorta di casta privilegiata che doveva fornire ufficiali all’esercito e magistrati allo Stato; a tal proposito Augusto impose anche riviste militari a cui volle che prendessero parte i giovani dell’ordine equestre e senatorio.

I documenti epigrafici dell’epoca ci aiutano a ricostruire un quadro abbastanza completo della diffusione delle associazioni giovanili, risultano esistenti in molte regioni della penisola italiana ed anche in molte province, dalla Gallia fino ad arrivare in Africa; il mondo ellenico aveva già proprie associazioni (Neoi ed Epheboi) prima del dominio romano, inizialmente Roma tollerò tali associazioni fino a porle in epoca imperiale sotto il proprio controllo, lasciando così intuire quanto questo fosse importante nella formazione delle associazioni giovanili.

CLAUDIUS AND NERO. 41-0. Aureus 51 AD, "TI CAESAR AVG GERM PM CLAVD TRIB POT PP, belorbeerter head of Claudius right. Rs: "NERO CAES CLAVD DRVSVS GERM PRINC IVVENT" mere draped bust of Nero Caesar left. C. 4 var (Rs. bust right = write error?). RIC 82nd Calico 391

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GETA Lucius Septimius Geta Caesar and Publius (06/198-fin209)

Denario, 200 d.C., Roma

Obv: P September GETA - CAES PONT. Bust draped, bare head of Geta right, seen three quarters back (A 21).

Rev: PRINC IVV-ENTV-TIS. Geta standing left in military dress, holding a branch of the right hand and the haste left behind him a trophy at the foot of which a shield.

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DIADUMENIANUS,as Caesar, AD 217-218. Antoninianus; 5.32 g.

Obv. M OPEL DIADVMENIANVS CAES Radiate, draped and cuirassed youthful bust r.

Rev. PRINC IVVENTVTIS Diadumenian as Princeps Iuventutis, in military attire and cloak, standing l., holding spear in his l. hand, baton in his lowered r. hand; two standards at his r. side.

Excellent portrait. Large flan.

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Modificato da Illyricum65
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Inviato (modificato)

VALERIANUS II , Publius Licinius Cornelius Valerianus Caesar (256-258)

Antoninianus , 256 d.C. (Asia mint)

RIC.49 - c.67 (3f.) Salonin - Alfldi4 P. 130, pl. 26 / 4 - RSC.67 - RC .-

Obv: VALERIANVS NOBILE CAES. Bust of Valerian removed and draped II right, seen three quarters back (A21).

Rev: IVVENTVTIS PRINC. Valerian II, Laureated, dressed in military, holding a shield and haste of the left hand and a crown in his right hand, crowning a trophy on the left.

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SALONINUS, Publius Licinius Cornelius Saloninus Valerianus César (259-260)

Antoninien , 259-260 AD, Roma

C.63 var. (3f.) - RIC.- - Eauze- - RCV.- - MIR.36/-

Obv : LIC COR SAL VALERIANVS N CAES. Bust radiated and draped right Salonin seen three quarters back (A21).

Rev : PRINC IV-VENT// P. Saloninus, wearing military standing left, holding a globe in his right hand and left hand haste;at her feet, left, seated captive turned left.

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Tetricus II, The Gallic Empire, Tetricus II, Caesar (A.D. 270-273), AE Antoninianus, 2.01g., radiate draped bust right, rev., Tetricus II standing left, PRINC IVVENT (Braithwell Report #174 (20 examples in the hoard)), very fine.

post-3754-0-55298500-1306938285_thumb.jp

CARINUS, Marcus Aurelius Caesar Carinus (10/282-03/283) Aurelianus , 282-283 d.C., Roma

C.84 var. - RIC.158 - The Venera. IV/2076 (27 ex.)

Obv: M APR CARINVS NOB CAES. Bust deleted, draped and cuirassed Carin Caesar right, seen in three quarters before (A).

Rev: PRINC-IPI VENTVT / / KAE. Carin standing in front, turned left, Laura and militarily dressed, holding a sign with his right hand and a scepter in his left hand.

post-3754-0-45158900-1306938316_thumb.jp

Ciao

Illyricum

:)

Modificato da Illyricum65

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Il mio PRINCIPI IVVENT di Filippo II

D/ M IVL PHILIPPVS CAES

R/ PRINCIPI IVVENT

Cohen 55; RIC Roma 255

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Inviato (modificato)

Salve. Il Princeps Iuventutis era il patronus di un'istituzione politico-militare: la Juventus. Questa aveva il compito di addestrare i giovani delle classi nobiliari medio-alte per farne in futuro dei valenti ufficiali dell'esercito ( non a caso tutti gli esemplari che rimandano a questa istituzione hanno al R/ sempre qualche riferimento alla vita militare). In essa si praticavano gare ginniche, ludi scenici, esercitazioni belliche e parate. I primi Principi di tale istituzione furono appunto Lucio e Gaio Cesare, nipoti di Augusto. E proprio in questo senso si deve leggere la frase del Res gestae divi Augusti: "Equites autem Romani universi principem iuventutis utrumque eorum parmis et hastis argenteis donatum appellaverunt". Col diffondersi di questo collegio, soprattutto nei municipi dell'Italia meridionale, imbevuti di cultura ellenica, si vide la nascita non della Juventus, bensì dei vεoι oppure degli εφηβoι. Questi nomi rimandano alla divinità ellenica Ebe, identificata con l'italica Giovinezza, di cui Augusto restituì un tempio sul Palatino. Molte testimonianze epigrafiche appuntano le gesta belliche di personaggi importanti in area locale facenti parte del collegio, oppure l'esaltazione dell'intera gioventù guerriera del municipium. Come era solito fare presso i collegi romani, anche la Juventus era sottoposta alla protezione di una figura divina o semidivina attinente alle pratiche che si svolgevano al suo interno. I sodales juventutis si posero sotto la custodia di Ercole. Ovvie sono le motivazioni di una tale scelta. Augusto spronò solamente la realizzazione di una tale organizzazione e i suoi successori si limitarono a seguire il suo esempio. Ma la Juventus ha origini ben più antiche, ricollegabili direttamente alla classe sociale degli equites: i cavalieri. Questi appartenevano alla piccola nobiltà ed erano direttamente sottoposti all'autorità dei senatori. Proprio Augusto definì in modo ancor più netto questa distinzione: i cavalieri erano egregi, mentre i senatori "clarissimi". Proprio per la loro ricchezza e la loro nobiltà, gli equites offrivano all'esercito il personale per la cavalleria, dato che potevano permettersi l'armamento completo per il reparto e potevano provvedere al suo mantenimento. Ben presto i cavalieri riuscirono a ricoprire le cariche più importanti nella cavalleria; cariche che potevano agevolemente essere trasmesse ai figli, sempre appartenenti all'ordine equestre. Ne è un esempio il caso di Publio Licinio Crasso, figlio minore del famoso Marco Licinio Crasso. Questi servì prima sotto Cesare in Gallia, ricoprendo anche l'incarico di praefectus equitum, ossia comandante della cavalleria. Ma più significativo è il suo ruolo nella battaglia di Carre. In questa occasione, infatti, suo padre era al comando dell'esercito romano e Publio fu messo proprio a capo della cavalleria gallica. Quindi, si può facilmente eseguire il seguente accostamento: Crasso (nella Roma Repubblicana, figura dell'uomo ricco al vertice del potere - non dimentichiamo che era un triumviro, massima carica politica) = Imperatore e Publio, figlio di Crasso (come erede designato) = figlio dell'Imperatore, suo erede e Princeps Iuventutis. Tutti sanno quale esito ebbe la battaglia di Carre. Ma Publio fu anche un triumviro monetale e su un denario coniato a suo nome si può ben vedere al R/ la figura di un equite, a sottolineare il suo rapporto con questa classe sociale e militare. Al D/ testa laureata e diademata di Venere verso destra con S.C dietro; al R/ P. CRASSVS. M.F. con un cavaliere (dubito sia una figura femminile dato che indossa una panoplia ellenistica, tipica dei generali repubblicani, soprattutto Legati e Prefetti, e, infatti, Publio Crasso fu proprio un prefetto di cavalleria) che tiene un cavallo e una lancia; ai piedi uno scudo e una corazza. Bordo perlinato. Rif.: Cr. 430/1. Syd. 929. Rara. Ne allego un'immagine tratta dal web.

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DE GREGE EPICURI

Grazie a tutti per gli interventi! A Cancun: l'ho letto di recente, per cui posso averlo trovato o in Attilio Levi (Storia Romana: dalla battaglia di Azio alla morte di Teodosio 1°), o in Santo Mazzarino (La fine del mondo antico); ma proprio non saprei dire di più.

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Inviato (modificato)

Posto di seguito questo denario di Nerone come Cesare, sempre tratto dal web, a sostegno di quanto ho detto nel mio precedente post: di come l'Ordine Equestre e la Juventus siano strettamente collegate. D/ Busto giovanile drappeggiato a destra - NERONI CLAVDIO DRVSO GERM COS DESIGN; R/ EQVESTER/OR-DO/PRINCIPI/IVVENT scritta su scudo rotondo con umbone centrale. Rif.: RIC 79 [Claudius], RSC 97, BMC 93. Raro. Zecca di Roma, 50-59 d.C.

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Modificato da Caio Ottavio

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DSE GREGE EPICURI

Ho letto solo ora l'articolo di M.Caccamo Caltabiano (Univ. Messina) : "Comunicare per immagini", comparso nel volume pubblicato dalla Soc. Numismatica Italiana "L'immaginario e il potere nell'iconografia monetale" Milano, 2004). In un lungo paragrafo dedicato all'immagine del cavaliere nella moneta greca e romana, si parla anche di Princeps Iuventutis, confermandone il rapporto con la "cavalleria" in generale: fra le prime immagini di questo tipo compaiono, vivente Vespasiano, i figli Tito e Domiziano. Essi sono rappresentati con clamide svolazzante (un po' come i Dioscuri) in un momento in cui sono già designati alla successione.

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DSE GREGE EPICURI

Ho letto solo ora l'articolo di M.Caccamo Caltabiano (Univ. Messina) : "Comunicare per immagini", comparso nel volume pubblicato dalla Soc. Numismatica Italiana "L'immaginario e il potere nell'iconografia monetale" Milano, 2004). In un lungo paragrafo dedicato all'immagine del cavaliere nella moneta greca e romana, si parla anche di Princeps Iuventutis, confermandone il rapporto con la "cavalleria" in generale: fra le prime immagini di questo tipo compaiono, vivente Vespasiano, i figli Tito e Domiziano. Essi sono rappresentati con clamide svolazzante (un po' come i Dioscuri) in un momento in cui sono già designati alla successione.

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<_< Con un po' di ritardo vorrei inserire un sesterzio di Filippo II sul cui rovescio la legenda riporta: PRINCIPI IVVENT S C ed il Cesare stante a sinistra con globo nella mano destra e lancia capovolta nella sinistra... la moneta in sé non è spiacevole, anche se non eccellente, ma la sua caratteristica è il "tondello" non molto tondo e le fratture di fusione visibili chiaramente sul bordo del rovescio (anche in altra discussione del forum si discute di queste fratture...)

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DE GREGE EPICURI

Sono di passaggio da casa e vi aggiungo questo Ostiliano, dato che non lo si vede spesso. Pesa 15,4 g. e misura da 23 a 27 mm (sesterzio di barra). Il D è abbastanza malconcio, si legge solo ...LENS HOSTIL...mentre la scritta completa è: C VALENS HOSTIL MES QUINTUS NC. Il R è un po' meglio, si legge: ..PI IUVENT... Ostiliano regge un'insegna militare. Mi pare sia il RIC 216 a.

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Rovescio.

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