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petronius arbiter

The Farmers Exchange Bank

Risposte migliori

petronius arbiter

Si fa un gran parlare oggi dei fallimenti di alcune grandi banche americane, che avrebbero innescato la spirale della crisi economica mondiale dalla quale non riusciamo ancora a uscire.

Ma pochi, anche in America, conoscono la Farmers Exchange Bank di Gloucester (oggi Glocester), Rhode Island, la prima banca fallita nella storia degli Stati Uniti.

Correva l'anno 1809, sono passati poco più di due secoli....di questa banca, e delle sue banconote, voglio raccontare la storia :)

petronius oo)

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petronius arbiter

La Farmesr Exchange Bank (d'ora in poi, per brevità, FEB) venne costituita nel febbraio 1804, con un capitale autorizzato di 100.000 dollari, diviso in 2.000 azioni da 50 dollari ognuna, pagabili in sette rate.

Gli storici dibattono ancora se la banca fosse, fin dal suo inizio, un'associazione a delinquere finalizzata alla truffa....l'opinione prevalente è che sì :rolleyes:

Soltanto una piccola parte del capitale della FEB fu effettivamente versato, e anche se gli amministratori pagarono le prime rate in monete d'oro e d'argento, lo stesso importo fu prontamente girato dalla banca agli amministratori stessi come prestito, senza nessuna garanzia.

Di fatto, delle 2.000 azioni previste, soltanto 661 furono pagate e, dedotti i prestiti agli amministratori, il capitale di 100.000 dollari ammontava a soli 3.081,11 dollari effettivi dry.gif

Ciononostante la banca provvide immediatamente ad emettere cartamoneta, per importi consistenti, e senza che nelle sue casse ci fosse il controvalore in oro e argento, come previsto dalla legge.

Negli Stati Uniti di inizio '800, in mancanza di un istituto centrale di emissione, ogni banca stampava le proprie banconote, che non avevano corso legale, ma erano accettate solo sulla fiducia, e la promessa che sarebbero state convertibili, su semplice richiesta, in monete d'oro e/o d'argento. La maggior parte delle banche fu piuttosto prudente nell'emissione e mantenne un sano livello di riserve monetarie rispetto alla circolazione della cartamoneta, ma non fu sempre così....il sistema, purtroppo, si prestava a truffe di ogni genere, per non parlare dei falsi dry.gif

Tornando alla nostra FEB, le sue emissioni ebbero subito un gran successo, anche se, per esempio, nel marzo 1805, a fronte di banconote emesse per complessivi 222.524 dollari, nelle casse della banca risultavano solo 288,50 dollari, e non in metallo pregiato, ma in biglietti di altre banche :rolleyes:

Di queste banconote inizio a mostrare il biglietto da 1 dollaro del primo tipo (due furono in tutto le tipologie emesse), dell'anno 1806.

Da notare l'intestazione del biglietto, comune in quegli anni a tutti gli istituti d'emissione.

A promettere di pagare l'importo indicato sono, tutti insieme

"the President, Directors & Co."

il Presidente, Amministratori e Soci della banca.

petronius smile.gif

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petronius arbiter

A rifornire la FEB di cartamoneta, era Jacob Perkins, singolare figura di inventore, ingegnere meccanico e fisico.

Nato a Newburyport, Massachusetts, nel 1766, Perkins, tra tante altre cose (alla fine della sua vita si contarono 21 brevetti d'invenzione americani e 19 inglesi) aveva inventato un particolare procedimento di stampa per le banconote, da lastre d'acciaio anzichè in rame, che avrebbe dovuto garantire la protezione dai falsari.....fu vero fino a quando i falsari non adottarono le adeguate contromisure :rolleyes:

Ad ogni modo, questa invenzione riscosse grande successo tra le banche americane nei primi dell' '800, e per diversi anni i biglietti emessi da molte di esse furono tutti dello stesso modello, cambiando solo il nome della banca.

Ne vedete un esempio nella foto allegata, col biglietto da 5 dollari del 1808 della FEB.

petronius :)

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petronius arbiter

A un certo punto Perkins fu contattato anche dalla Bank of England, interessata alla sua invenzione per la stampa delle banconote.

Così, nel 1819, si recò a Londra, ma un accordo con la Banca d'Inghilterra non fu mai raggiunto.

Ma Perkins non si perse d'animo, e decise di rimanere comunque in Inghilterra, dedicandosi a nuove invenzioni (come detto, ben 19 brevettate nella terra d'Albione) e impiantando a Londra, in società con altri, una sua stamperia. A questo soggiorno è dovuta, oggi, la sua fama tra i collezionisti.

Perchè se è vero che il nome di Jacob Perkins è pressochè sconosciuto ai numismatici, ben altra fama gode tra i filatelici, per i quali è stato, nel 1840, lo stampatore del celeberrimo Penny Black, il primo francobollo della storia.

petronius :)

P.S.: dopo questa digressione, dal prossimo post si torna a parlare della FEB ;)

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heineken79

Interessante discussione ;)

Il Penny è tuo? :o

E' superbo!

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petronius arbiter
Il 22/6/2011 at 16:57, heineken79 dice:

Il Penny è tuo? :o

E' superbo!

Non è il mio, anche se uno ce l'ho (o meglio, nella collezione di mio fratello ;) ). Se me lo presta metto la foto :D

petronius oo)

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collezionistabari

La storia è bellissima :rolleyes: (anche perchè riguarda gli Stati Uniti D'America :lol: ) e anche le immagini sono molto belle. I Five Dollars sono ben tenuti e il Penny è a dir poco incredibile :o

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Liutprand
Supporter

Molto interessante, grazie.

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petronius arbiter
Il 22/6/2011 at 16:50, petronius arbiter dice:

P.S.: dopo questa digressione, dal prossimo post si torna a parlare della FEB ;)

Prima però è doverosa una precisazione. Le foto dei biglietti postati finora, e di quelli che seguiranno, non sono in mio possesso, ma vengono da diversi siti web.

Mi sono avvicinato da poco al mondo delle banche private americane, ho fatto i miei primi acquisti all'ultimo Veronafil, e altri biglietti stanno per essermi consegnati, al momento giusto aprirò una discussione per mostrare i miei "tesori" :lol: ma di essi, almeno per ora, non fanno parte le emissioni della Farmers Exchange Bank ;)

petronius :)

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collezionistabari

P.S.: dopo questa digressione, dal prossimo post si torna a parlare della FEB ;)

Prima però è doverosa una precisazione. Le foto dei biglietti postati finora, e di quelli che seguiranno, non sono in mio possesso, ma vengono da diversi siti web.

Mi sono avvicinato da poco al mondo delle banche private americane, ho fatto i miei primi acquisti all'ultimo Veronafil, e altri biglietti stanno per essermi consegnati, al momento giusto aprirò una discussione per mostrare i miei "tesori" :lol: ma di essi, almeno per ora, non fanno parte le emissioni della Farmers Exchange Bank ;)

petronius :)

Aspettiamo di vederli ;)

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petronius arbiter

Ed è arrivato il momento di far entrare in scena l'eroe della nostra storia :)

Forse chiamarlo eroe può sembrare esagerato se si si considera che, al momento della sua morte, nel 1837, in prigione per debiti, il nostro uomo poteva vantarsi di essere stato il protagonista della più grande truffa finanziaria nella storia degli Stati Uniti fino a quel momento.

Ma quella truffa, non solo è quasi sconosciuta oggi, ma venne ben presto dimenticata anche dai contemporanei, e così Andrew Dexter è ricordato principalmente per aver fondato la città di Montgomery, capitale dell'Alabama, che non ha mancato di dedicargli strade e piazze in segno di gratitudine :D

Nato il 28 marzo 1779 a Brookfield, Massachusetts, ricco di famiglia, già nei primissimi anni dell' '800 provò ad ottenere l'autorizzazione per aprire una banca nel Massachusetts, ma gli fu negata. Ripiegò così sulla Banca di Detroit, Michigan, all'epoca uno sperduto avamposto al confine con il Canada, ben lontana dall'essere la città industriale che conosciamo oggi.

La Detroit Bank era un altro di quegli istituti di credito borderline, condotto piuttosto "allegramente" dal suo fondatore, il Giudice Augustus B. Woodward, che certo aveva poco da imparare, da Dexter o da chiunque altro, quanto a truffe e affini...naturalmente anche lui è oggi ricordato tra i fondatori di Detroit, e largamente onorato :rolleyes:

Nell'estate del 1807, Dexter apre una filiale della Detroit Bank a Providence, Rhode Island, e qui viene a conoscere la FEB (sono nello stesso Stato) e inizia a interessarsene.

Nel febbraio del 1808 acquista da undici amministratori della FEB le loro quote nella banca, pagando a ognuno di essi 1.300 dollari in banconote, più la promessa di dimenticarsi del debito che avevano contratto nell' acquistare il capitale della banca.

A tempo debito gli ex-amministratori ricevettero i loro soldi. Si seppe poi che Dexter non aveva cacciato un centesimo di tasca sua, ma che il denaro proveniva dai fondi propri della banca...insomma, Dexter comprò una banca pagandola non con i suoi soldi, ma con quelli della banca stessa :lol:

Uno così, merita una foto :D

Altri azionisti furono estromessi acquistando le loro azioni con lo stesso metodo. Al momento del cambio di management, risultavano in circolazione 45.821 dollari in banconote della FEB, del tutto prive di qualsiasi garanzia.

petronius oo)

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collezionistabari

. Si seppe poi che Dexter non aveva cacciato un centesimo di tasca sua, ma che il denaro proveniva dai fondi propri della banca...insomma, Dexter comprò una banca pagandola non con i suoi soldi, ma con quelli della banca stessa :lol:

Uno così, merita una foto :D

Altri azionisti furono estromessi acquistando le loro azioni con lo stesso metodo. Al momento del cambio di management, risultavano in circolazione 45.821 dollari in banconote della FEB, del tutto prive di qualsiasi garanzia.

petronius oo)

Però, furbo il Sig. Dexter :lol: :lol:

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petronius arbiter

Dexter si rese conto ben presto che avrebbe potuto fare soldi semplicemente smerciando le banconote stampate da Perkins.

Senza obbligo di mostrare ad alcuno i suoi libri contabili e con buone entrature nel mondo degli affari (aveva mantenuto i suoi interessi nella Banca di Detroit, controllava altre due banche in Massachusetts e, soprattutto, il Boston Exchange Office), Dexter riuscì a mettere in circolazione la più che rispettabile (per l'epoca, ma anche oggi) somma di 760.265 dollari in biglietti della FEB, nel primo anno in cui la banca fu sotto il suo controllo.

Attraverso il suo Boston Exchange Office e con transazioni con altre banche, riuscì a scambiare molte delle sue banconote con quelle di altri istituti.

Una parte delle banconote fu venduta come certificati d'investimento. Agli investitori era promesso un interesse del 6% se li avessero conservati a lungo, ma se invece cambiavano idea era assicurato loro il cambio immediato in monete.

Con simili assicurazioni i biglietti erano molto appetibili, e contente dell'apparente buon investimento, la maggior parte delle persone se li tenne stretti :rolleyes:

Nella foto, un biglietto (specimen) da 2 dollari del 1808.

petronius :)

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petronius arbiter

Nel frattempo Dexter si dedicava anche ad altri affari, come ad esempio la costruzione, nel 1808, del Boston Exchange Coffee House (lo vediamo in una stampa dell'epoca), un edificio con un primo piano dedicato agli affari, mentre i piani superiori erano aperti al pubblico, con bar, ristoranti, e anche camere in cui passare la notte.

Anche se il Boston Coffee House non ebbe mai successo, consentì però a Dexter di avere un posto tranquillo dove tenere i suoi conti segreti, e dove poter firmare in santa pace le banconote, soprattutto di notte, al difuori del normale orario di lavoro della banca.

petronius :)

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petronius arbiter
Il 23/6/2011 at 19:36, petronius arbiter dice:

il Boston Coffee House non ebbe mai successo.....

.....e nemmeno fortuna, distrutto da un gigantesco incendio nel 1818 :( appena dieci anni dopo essere stato edificato.

Possiamo vedere la ricostruzione dell'incendio in questo potente dipinto di John Ritto Penniman (Conflagration of the Exchange Coffee House, Boston) del 1824.

petronius oo)

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collezionistabari

Veramente una bellissima storia :rolleyes:

Per caso tu sai se gli "speciali" biglietti come per esempio quello da due dollari nella foto si trovano ancora oggi nel mercato del collezionismo? Se si, sono rari, sono costosi? :)

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petronius arbiter

La foto del biglietto in questione viene da un sito d'aste online americano, dove era offerto a una base di 65 dollari, con una stima di 125-175.

Non sono poi riuscito a trovare se e a quanto sia stato venduto, ma posso dire che, in generale, i biglietti della Farmers Exchange Bank sono considerati comuni. Vagando nel web alla ricerca di foto, ho visto che vengono offerti a prezzi variabili tra i 40 i 150 dollari a seconda della conservazione, con una buona scelta tra i prezzi intermedi, da 50 a 100 dollari.

Naturalmente sempre e solo da siti americani, trovarli in Italia credo sia tutt'altro che facile.

petronius :)

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collezionistabari

Proverò a ricercare anche io sui siti americani e vediamo cosa trovo :lol:

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petronius arbiter
Il 23/6/2011 at 19:36, petronius arbiter dice:

Anche se il Boston Coffee House non ebbe mai successo, consentì però a Dexter di avere un posto tranquillo...dove poter firmare in santa pace le banconote, soprattutto di notte, al difuori del normale orario di lavoro della banca.

Altro firmatario dei biglietti, in veste di presidente della banca, fu John Harris, un compare di Dexter che gli consegnò più di 500.000 dollari in banconote, ricevendo in garanzia cambiali della banca stessa.

Il ricavato dello smercio delle banconote fu interamente intascato da Dexter ;)

Allo stesso tempo, anche se non c'erano veri profitti per la banca (nel senso che Dexter e soci si intascavano tutto) per mantenere una facciata "pulita", agli azionisti venivano pagati dividendi dell' 8% del loro capitale, e gli amministratori continuavano a ricevere i loro pagamenti in contanti....la Farmers Exchange Bank di Gloucester era una vera macchina sforna-soldi :lol:

petronius oo)

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petronius arbiter

Come tutte le cose belle :rolleyes: anche la pacchia della Farmers Exchange Bank era destinata a finire. Brutte voci cominciarono a circolare con insistenza, e alimentarono sospetti sempre più forti.

Dexter aveva istruito i suoi impiegati affinchè, quando qualcuno si presentava a chiedere il cambio dei biglietti in moneta sonante, cercassero di dissuaderlo in tutti i modi, sconsigliando il cambio e rimandando comunque il più a lungo possibile il pagamento, ma nel marzo 1808 la situazione cominciava a essere pesante, tanto che Colwell, cassiere-capo della banca, scrisse a Dexter:

"La nostra situazione diventa ogni giorno più sgradevole. Lo scontento e l'irritazione tra le gente sono molto forti. Oggi siamo stati citati in giudizio, e la nostra banca è il principale argomento di conversazione in città."

Direttamente dalle casse di Colwell :lol: un biglietto da 10 dollari del 1808.

Notate le firme, dello stesso Colwell a sinistra, e del già citato John Harris sulla destra.

petronius :)

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collezionistabari

Bellissimo biglietto. Ma poi come va a finire? la banca chiude? :)

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petronius arbiter

Porta pazienza....almeno fino a domenica :rolleyes:

Comunque è scritto nel titolo e nel post di apertura "la prima banca fallita nella storia degli Stati Uniti" ;)

petronius oo)

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collezionistabari

Oh che sbadato non avevo letto bene il titolo :lol:

Comunque sono molto curioso di sapere come finisce :rolleyes:

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petronius arbiter
Il 24/6/2011 at 22:00, petronius arbiter dice:

Porta pazienza....almeno fino a domenica :rolleyes:

Come promesso ;)

Finalmente, all'inizio del 1809, lo Stato del Rhode Island nominò una commissione d'inchiesta per indagare sulla situazione della banca.

Il rapporto della commissione riferisce quanto trovato negli uffici della FEB:

"Il presidente e il cassiere erano costantemente impegnati a firmare banconote...e Dexter faceva continuamente pressione su di loro perchè firmassero il più velocemente possibile, che tutto dipendeva da questo; prima avessero finito e prima lui sarebbe stato in grado di vendere i biglietti al meglio.

Le banconote erano preparate con tanta precipitazione, e i funzionari erano talmente pressati, che in alcuni casi i biglietti venivano inviati a Boston senza che si fosse fatto in tempo ad apporvi la data e la numerazione.

Al momento del nostro controllo, nelle casse della banca c'erano 86,46 dollari in monete." :rolleyes:

Va da sé che 86,46 dollari in monete non erano minimamente sufficienti a coprire le le centinaia di migliaia di dollari di biglietti in circolazione. La commissione d'inchiesta non poté far altro che prenderne atto e lo Stato bloccò subito dopo tutte le operazioni della banca, dichiarandone il fallimento.

Qualche giorno dopo, un articolo della Providence Gazette affermava che Dexter

"aveva praticato un sistema di frode oltre il quale l'ingegno e la disonestà dell'uomo non possono andare." <_<

Ma si sa, gli Andrew Dexter cadono sempre in piedi e noi, lasciando la Farmers Exchange Bank con un ultimo biglietto (lo specimen da 1 dollaro del 1808) continueremo a seguire le sue avventure :D

petronius :)

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petronius arbiter
Il 26/6/2011 at 19:33, petronius arbiter dice:

Ma si sa, gli Andrew Dexter cadono sempre in piedi

Infatti, mentre la Farmers Exchange Bank diventava famosa come la più grande frode bancaria di inizio secolo in America, il principale artefice di quella frode riparava oltre il confine canadese, a Windsor, Nova Scotia, per sfuggire alla prigione per debiti.

Se ne rimase lì tranquillo per qualche anno, probabilmente a godersi i frutti del suo lavoro, ma nel 1816 eccolo tornare back in business ;)

Naturalmente il nuovo teatro d'operazioni era ben lontano dal Rhode Island. Lo ritroviamo infatti a Milledgeville, Georgia, dove, utilizzando come garanzia titoli di proprietà terriere ereditate dal padre (così diceva) riuscì ad aggiudicarsi vasti appezzamenti di terreno a 7 dollari l'acro, e inizio a costruirvi una città, cui diede il nome di New Philadelphia.

Ben presto sorse una piccola comunità, e Peter A. Remsen, un viaggiatore giunto da New York nel gennaio 1818, così la descrive:

"Ho visitato New Philadelphia, un miglio oltre il fiume. Un posto piacevole, destinato sicuramente a fiorire...I lotti di terreno fabbricabile sono venduti da 50 a 150 dollari a lotto. Ce sono 800 disponibili, e Mr. Dexter sta per far entrare in funzione mulini e segherie a circa cinque miglia di distanza."

petronius :)

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