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Caio Ottavio

Caio Giulio Saturnino.

Inviato (modificato)

VITA E IMPRESE.

Salve a tutti.

Seguendo le mie precedenti ricerche vorrei orientare anche questa verso la conoscenza di un usurpatore del potere imperiale su cui si sa davvero poco e, come se non bastasse, si fa molta confusione nell'identificarlo pure storicamente. Il suo nome ci è noto attraverso una sola fonte relativamente affidabile: la rinomata e più volte citata Historia Augusta, componimento storico-biografico che tratta di trenta imperatori redatto intorno al 285 - 337 d.C. da sei diversi autori, ovvero Aelio Lampridio, Aelio Sportiano, Flavio Vopisco - da tenere in considerazione ai fini della nostra ricerca insieme a T. Pollione - Giulio Capitolino, Trebellio Pollione - di cui prima - e Vulcacio Gallicano. La figura di Saturnino è stata sempre presente nella tradizione fin dall'antichità. Nonostante gli scritti antichi molti storici moderni dall'autorevole reputazione, del calibro di T. Mommsen, hanno risolutamente negato l'esistenza di questo personaggio e la sua azione politica come usurpatore. Oggi, invece, grazie alla numismatica, la testimonianza degli scrittori antichi ha avuto una conferma, se non totale, almeno parziale. Ma procediamo con ordine. Chi era Caio Giulio Saturnino? In che epoca operò? Per rispondere dobbiamo scomodare gli scrittori Vopisco e Pollione, gli unici ad aver trattato in modo un po' più particolareggiato di un certo Saturnino che per molto tempo è stato confuso con un omonimo "tiranno" vissuto al tempo dell'Imperatore Gallieno. E' interessante notare come questa confusione fosse già presente e testimoniata da Vopisco: << ...debbo puntualizzare una questione..., e cioè che certuni sono in errore ritenendo che costui sia il Saturnino che usurpò l'impero ai tempi di Gallieno, poichè si tratta di tutt'altra persona...>>. Infatti, la rivolta di Saturnino ebbe luogo in Oriente nel 280 d.C. ai danni del legittimo detentore del potere M. Aurelio Probo. Le sue origini sono incerte, così come discussa è la sua morte e controversa la sua vicenda. Secondo l'Historia Augusta egli era di origini galliche, mentre per lo storico Zosimo era un africano, un mauro. Nel 280 d.C., anno in cui Probo era in Oriente, Saturnino fu elevato al rango di Governatore della Provincia di Siria. Era, inoltre, uno dei più fidati generali e amici di Probo e costui teneva in modo particolare al suo rapporto con Saturnino che, stando alle uniche fonti che abbiamo, doveva essere sicuramente molto forte. Talmente profondo che l'imperatore, nell'affidare tale carica al suo collaboratore, gli consigliò di tenersi lontano dall'Egitto il cui popolo, adulatore e lusingatore per natura, l'avrebbe sicuramente corrotto e portato sulla strada dell'illegalità. Forse questo fatto può essere interpretato come un semplice aneddoto tramandato da una fazione favorevole all'usurpatore. Se la mettiamo su questo piano Saturnino apparirebbe, forse, ai nostri occhi meno colpevole di quanto fu veramente. Immancabilmente, egli si recò in Egitto e fu salutato subito come un imperatore dalla popolazione di Alessandria ( <<Saturnino Augusto, gli dei ti salvino!>> - Vopisco, Historia Augusta.). Anche se le fonti narrano la sua veloce ritirata dal pericoloso Egitto, è poco credibile pensare che questo personaggio possa essersi sottratto, almeno ideologicamente, ad una tale opportunità solamente per preservare un rapporto di amicizia che non poteva reggere, durante il critico III secolo, se confrontato con l'opportunità di innalzarsi al vertice del potere. In effetti, perchè il nostro Saturnino doveva accontentarsi di essere un semplice Governatore di Provincia quando aveva l'occasione di ritrovarsi al pari di Probo? Infatti, anche i soldati di stanza in Oriente erano scontenti: l'imperatore li aveva messi a lavorare ad alcune opere di ingegneria civile, come la costruzione di strade, ponti ed alloggi. Da sempre, nella storia dell'esercito romano, i legionari furono scontenti di lavorare come muratori e manovali. Si consideravano combattenti professionisti e per loro era gravemente umiliante essere declassati alla stregua di un semplice ed umile costruttore. Inevitabile, il malcontento si diffuse velocemente e, visto che Saturnino era l'autorià più importante per la regione e per lo stesso Probo, decisero di favorire la popolazione egiziana e rivestire un Saturnino fatalmente indeciso e insicuro <<di una veste di porpora di foggia femminile tolta da una statua di Venere, ricevendo i loro atti di sottomissione>>. La macchina dell'usurpazione era ormai avviata e non si poteva più tornare indietro. Pare che Probo fosse ancora in Oriente quando, nel 280, Saturnino ricevette l'acclamazione imperatoriale. Ed è quasta, almeno dal mio punto di vista, una strana cosa, in quanto chi mai si farebbe fautore di un atto così gravoso e pieno di pericoli come questo con un avversario ancora vicino e in piena forza? Forse, ciò può farci capire quanto fosse forte l'indecisione di Saturnino e la sua fiacca reazione ad eventi che probabilmente non si aspettava di fronteggiare. Ben presto se ne sarebbe pentito:

1) Pollione così riferisce le parole di rimpianto da lui pronunciate in questo frangete:<< Hai perso un comandante utile e guadagnato un imperatore miserabile>>.

2) Allo stesso modo Vopisco:<<Egli piangeva esclamando: "Lo Stato ha perduto, se posso parlare senza presunzione, un uomo prezioso. Io ho senza dubbio ristabilito l'ordine nelle Gallie, ho riconquistato l'Africa caduta in potere dei Mauri, ho pacificato le Spagne. Ma a che giova? Una volta che mi sono arrogato la dignità imperiale è stato cancellato" >>.

Saturnino era molto sconfortato: le cose non andavano come lui avrebbe voluto. Perennemente indeciso e di debole personalità fu triste nel confermare che il potere era ben misera cosa, solamente un tormento e non un beneficio. Bisognava guardarsi le spalle, occorreva stare attento a ciò che mangiava durante i banchetti (rischio di avvelenamento) e non poteva fidarsi di nessuno, nemmeno delle sue guardie del corpo che avrebbero dovuto proteggerlo (rischio di rimanere vittima di una congiura di palazzo). Personaggio colto, Saturnino aveva accuratamente seguito corsi di retorica prima in Africa e poi a Roma, dove si inserì anche in alcuni circoli culturali. Si tramanda, quindi, la sua abilità nel discorrere e di arringare l'uditorio. Peccato che queste sue doti retoriche furono accompagnate da un senso di scoramento che lo portò all'isolamento e, di seguito, alla sconfitta. Probo, infatti, tentò più volte di riavvicinarlo alla sua causa, dato che era, come si è detto, un buon generale e un amico fidato. Secondo alcuni studiosi, arrivò persino a coniare un aureo pesante ad Antiochia con al R/ la Vittoria in biga trionfante (RIC 919), che recava la legenda VICTORIAE AVGG: l'altro Augusto sarebbe Saturnino, indicato come tale in un ultimo disperato tentativo di riconciliazione. Che puntualmente fallì. La morte di Saturnino rimane ancora avvolta nel dubbio, ma la teoria più accreditata (e testimoniata anche da Vopisco) afferma che questo usurpatore si rifugiò nella fortezza di Apamea dove, assediato dalle truppe che Probo si vide costretto a inviare per sedare la rivolta, pare che fu strangolato dai suoi stessi soldati che poco tempo prima l'avevano scelto e sostenuto. Si conclude ancora una volta nel sangue la vicenda di un altro oscuro ribelle, dai tratti poco chiari e non ben definiti, amico-nemico di un imperatore legittimo.

Modificato da Caio Ottavio
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Inviato (modificato)

LA MONETAZIONE.

Dal punto di vista numismatico, la riscoperta degli aurei di Saturnino ha confermato alcune notizie letterarie riguardanti questo oscuro personaggio. Oltre a ribadire questo aspetto, la numismatica ha contribuito a rivalutare la figura di Saturnino, lasciato ai margini della considerazione storica nel migliore dei casi e, molto più frequentemente, addirittura rinnegato o ignorato. Stilisticamente parlando, gli unici due aurei dell'usurpatore che si conoscono sono molto vicini, secondo lo stile, a quelle emesse da Probo in Oriente, soprattutto ad Antiochia. Le somiglianze stilistiche sono notevoli soprattutto nel ritratto, ma curioso è anche il Rovescio che, probabilmente, allude alle vittorie militari riportate in Gallia, Spagna e Africa quando egli era un generale agli ordini di Probo.

AV Aureus di 5,35 gr. emesso intorno al 280 d.C.

Al D/ IMP C IVL SATVRNINVS AVG, busto laureato e corazzato a destra.

Al R/ VICTORIAE AVG, la Vittoria alata andante a destra, regge una corona e una foglia di palma.

Rif.: RIC 1, Montenegro n° 4438, pag. 427.

Rarità: R5.

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Modificato da Caio Ottavio

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Ottimo lavoro, Caio Ottavio! :)

Gli anni successivi al 278 d. C. sono stati, per l'imperatore Probo, estremamente convulsi. In quell'anno, infatti, egli aveva respinto l'ennesima invasione germanica che era stata operata dai Vandali e sulle monete si era fatto definire "RESTITUTOR ILLURICI" (Restauratore dell'Illirico). Già nell'anno successivo era partito per l'Oriente da cui provenivano notizie di altri disordini tra i quali si vedranno quelli posti in essere da Giulio Saturnino che aveva usurpato la porpora in Siria ed aveva fatto coniare ad Apamea le monete in oro con il proprio nome che possiamo apprezzare grazie alla tua generosa discussione :)

Enrico :)

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Come sempre, leggo con piacere i vostri interventi :)

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Grazie Caio Ottavio, è sempre un piacere leggerti, specialmente nella trattazione di personaggi sconosciuti ai più.

Ho aggiunto il link alla lista degli usurpatori.

Ciao, Exergus

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Grazie a tutti per i vostri contributi e le vostre opinioni che leggo sempre con molto interesse! :)

Per me è davvero piacevole scrivere questi post.

Grazie ancora. :)

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Straordinario Caio Ottavio! Oltre alla profondità dell'analisi storica hai uno stile che cattura l'attenzione! Complimenti.!

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