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gpittini

M.Lucilius Rufus

Risposte migliori

gpittini

DE GREGE EPICURI

Questo denario del 101 a.C. pesa 3,9 g. e misura 21 mm. E' classificaro come RRC 324/1. Al D, una testa di Toma elmata a sin., con elmo alato e molto decorato; a sinistra PU, che sta per PUBLICUM. Al R una biga impennata, guidata dalla vittoria. Sopra RUF, sotto M LUCILI.

Quel che volevo chiedere è: se PUBLICUM sottintende ARGENTUM, come penso, qual è il senso specifico? Si tratta di argento proveniente da un fondo erariale particolare, come credo che a volte capitasse? E per le coniazioni normali, qual era l'origine specifica dell'argento, diciamo il "fondo" o il capitolo da cui era prelevato?

post-4948-0-73980100-1318707120_thumb.jp

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minerva

Ciao Gianfranco :)

Il Babelon riporta che la legenda PV, come hai scritto, sta per "argento publico" ed indica che i denari erano stato coniati con l'argento del tesoro pubblico in virtù della legge Plautia-Papiria.

Enrico :)

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Caio Ottavio

Salve Gianfranco.

Concordo con quanto ha detto Minerva. :) Se vuoi, puoi dare un'occhiata a questa discussione in cui mi sono occupato in modo un po' più approfondito di questa legge (che mi segnalarono difficile da trovare):

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gpittini

DE GREGE EPICURI

Grazie ad entrambi. Non avevo letto la discussione di fine agosto, ora ho raccolto abbondanti notizie ed ho preso nota dei links. Però mi rimangono molti dubbi e cose da capire: d'accordo sulle coniazioni prodotte con l'argento fornito dai privati (free coinage), ma sicuramente abbondante produzione di moneta già in epoca repubblicana avveniva per pagare le spese militari, e quindi a cura dello stato. Solo dopo la Lex Plautia Papiria? Non credo.

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Rapax

Condivido le perplessità di Gianfranco.

Infatti, la sigla A.P. è apposta su esemplari d'argento e L.P.D.A.P. (sciolta in Lege Papiria De Assis Pondere) su alcuni bronzi semionciali, materiali che, in entrmbi i casi, provenivano dal tesoro dello Stato (il metallo per le monete repubblicane, di solito, era fornito da privati cittadini), secondo quanto era stato decretato dalla legge Papiria “de aere (o de argento) publico”, a seconda dell'occorrenza, emanata nell’89 a.C. dal tribuno C. Papirius Corbo.

Da quanto so il metallo è generalmente ritenuto di provenienza pubblica e la questione riguardante l'argentum publicum è attualmente irrisolta.

Si è ipotizzata la provenienza dall'Aerarium Sanctius o, più semplicemente, tale legenda potrebbe essere messa in relazione all'omissione di un qualche passaggio dell'usuale iter seguito dal metallo prima di essere monetato (ad esempio omessa autorizzazione dei questori urbani). Ad oggi però si tratta solo di teorie, non dimostrate e non da tutti condivise (tanto per cambiare! :D ).

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Rapax

...il mio precedente post non ha sortito l'effetto voluto... :( :D

Personalmente ho colto perfettamente il senso della frase "il metallo per le monete repubblicane, di solito, era fornito da privati cittadini" in quanto conosco le "rivoluzionarie" ed a mio avviso non peregrine ipotesi sul tema.

Al fine di alimentare il dibattito mi ero posto dalla parte delle teorie tradizionali che tuttavia, citando un noto studioso, potrebbero poggiare su "false certezze" e su "dogmi accettati per fede"...

Mi aspettavo che il mio post venisse letteralmente "demolito"... le basi per farlo già ci sarebbero e qualche appiglio l'avevo inserito...

Nella discussione sul ratto delle Sabine il post di Caio Ottavio, qui già citato, offre molti spunti... il tutto è stato forse condensato un po' troppo e varrebbe quindi la pena riordinare un po' le informazioni in esso contenute e magari illustrarle utilizzando qualche parola in più...

Mettendo in discussione il binomio magistrato monetario = firmatario della moneta il tutto potrebbe apparire sotto un'altra luce ;)

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L. Licinio Lucullo

Vuoi dire che il firmatario potrebbe essere stato colui che forniva (al monetario) il metallo per la monetazione?

E se sì, con quale guadagno per lui (se le monete divenivano proprietà dell'erario) oppure per lo Stato (se invece le monete venivano restituite al fornitore del metallo)?

Altra prospettiva sconcertante: senza poter collegare le monete alla sequenza dei monetari, datarle diverrebbe credo (in molti casi) impossibile!

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Rapax

Vuoi dire che il firmatario potrebbe essere stato colui che forniva (al monetario) il metallo per la monetazione?

E se sì, con quale guadagno per lui (se le monete divenivano proprietà dell'erario) oppure per lo Stato (se invece le monete venivano restituite al fornitore del metallo)?

Altra prospettiva sconcertante: senza poter collegare le monete alla sequenza dei monetari, datarle diverrebbe credo (in molti casi) impossibile!

;)

Viste le potenzialità dell'argomento ho aperto una discussione dedicata:

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gpittini

DE GREGE EPICURI

Mi sono stampato e mi sto leggendo il "possente" articolo, che mi pare molto autorevole e molto argomentato. Certo, rischiamo di dover mettere in dubbio molte certezze...

PS Scusa Rapax, avrei dovuto scrivere sulla nuova discussione dedicata, mi sono sbagliato!

Modificato da gpittini

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Rapax

Nessun problema, le due discussioni sono comunque collegate.

Sto preparando il terreno per l'altra... il Pedroni illustra una teoria alternativa e sto mettendo giù un riassuntino utile ad illustrare invece le teorie e le ipotesi tradizionali. Mi ci vorrà però qualche giorno, non tanto per la corposità del sunto ma per la scarsità di tempo libero (mi toccherà fare qualche bel ripasso! :P ), quindi c'è tutto il tempo per "assimilare" e riflettere sull'articolo in esame. ;)

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