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approfondimento CORPUS NUMMORUM ITALICORUM


Guest utente3487
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Guest utente3487

Riguardandomi i volumi del Corpus non ho potuto fare a meno di notare che molti esemplari sono stati catalogati come prove solo perchè in metallo diverso.

ALtri esemplari in metallo diverso vengono classificati come falsi d'epoca, altri indicati normalmente e ci si accorge della differenza solo leggendo il tipo di metallo.

Il bello è che non si parla di monete recenti ma anche di monete molto in la con gli anni

Un esempio: Gran Bianco (CNI, II, nr.10, pagina 28), descritto come prova o falso d'epoca.

Un po' troppo riduttivo direi.

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L'apporto del Re è stato quello di metterle assieme, di sponsorizzare la stesura del CNI e di averle trasferite al popolo italiano e non credo sia poca cosa.

Ancora oggi numisamtici professionisti prendono abbagli clamorosi, basta vedere quante monete sono state ritirate nelle ultime aste per rendersi conto di come sia difficile questo lavoro, o peggio ancora del numero di monete false che appestano le collezioni pubbliche e private. Non esiste collezione che non abbia una certa quantità di falsi; nella mia ad esempio ne ho almeno 5 pezzi forse sei che ho riconosciuto e forse una ventina di cui potrei avere pessime notizie un domani.

Ho a mia disposizione una quantità di strumenti che il Re nel 1920 neanche lontanamente immaginava; dai microscopi stereoscopici, fotografia digitale, testi a colori e relativi ingrandimenti, e rapporti con commercianti di mezzo mondo per eventualmente chiedere pareri, e risposte molto rapidamente.

Tutto questo nel 1920 non era possibile. In più non dmentichiamo che Vittorio Emanuele III era in primo luogo un collezionista, avido di monete, e meno si curava della loro bontà.

Per fortuna che ci ha pensato; che promosso la stesura di XX volumi, che Sicilia a parte, ricostruiscono il nostro patrimonio numismatico e che solo l'incuria, il menefreghismo e l'indolenza non hanno ancora pubblicato e fotografato.

Già fotografato, 6 carabinieri e 6 fotografi possono espletare alla media di 90 monete l'ora (se lavorano con un minimo di piglio) per sei ore al giorno (mica di affaticarsi troppo) fanno 3.240 monete al giorno. pari a 64.000 monete al mese, quindi in due mesi sono tutte fotografate. Sono convinto che troverebbero anche dei volontari per le fotografie, o pagati a giornata non sarebbe un costo folle.

Perchè non parliamo di questo ? Vittorio Emanuele III ci ha lasciato un patrimonio storico unico, volente o non volente; e non mi pare si sia fatto troppo per valorizzarlo.

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Guest utente3487

Sono daccordo con quello che dici, ma temo che il Corpus sia stato inquinato, se così si può dire, da collaboratori (naturalmente non tutti superficiali) che hanno svolto il compitino e nulla più.

Certo con i mezzi di oggi siamo avvantaggiati ma la mia domanda è: quanta farina di VEIII c'è nella stesura del CNI?

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Gli autori sono AA VV, non compare il nome di SM se non per il riferimento alla collezione. Il libro della Travaini, che avrai certamente letto, da le risposte che cerchi.

Le collezioni citate sono parecchie, buona parte del lavoro è fatto su rapporto epistolare con i vari musei, tantissimo con la visione diretta delle monete della collezione reale. Collaborarono i curatori del BM, BN, KHMW, Zoppola, Papadopoli, Mulazzani, Gavazzi, De NIcola, Canessa, oltre a qualche discutibile individuo, e non so quanti altri illuminati e luminari del tempo. Non ho idea quanto ci mise il Re nella stesura; l'unica cosa certa è che senza di lui non esisterebbe il CNI e noi siamo l'unica nazione al mondo ad avere un tale censimento di monete battute; con i suoi errori storici e numismatici, seguendo i capricci numsmatici di un Re collezionista.

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Guest utente3487

Verissimo...

Cosa intendi per personaggi discutibili?

Ed inoltre, ti sembra possibile definire prove monete del 1400? Forse si tratta di una sua errata interpretazione?

E' un peccato che VEIII non ci abbia lasciato articoli e altro materiale (o se l'ha lasciato chissà dove si trova)....

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Dove c'è denaro c'è muffa, la numismatica degli anni '20 non ne era certo esente. Chi produceva monete su commissione c'è sempre stato, mi pare che uno dei grandi falsari del periodo fosse Tardani il quale aveva rapporti commerciali con alcuni fornitori della real casa. Questo almeno è ciò che si legge dal libro della Travaini. E' una delle ragioni per cui si trovano monete di fantasia o falsi nella collezione di SM.

Oggi sono ancora più difficili da identificare, principalmente nel periodo medioevale, con il passar degli anni si sono ben patinate, e per di più; mentre per CIGOI o BECKER esiste grande bibliografia in merito su Tardani non mi pare vi sia un Corpus.

Sono prove le monete del '400, un testone che dovrebbe essere una moneta in argento, se battuta in rame come è accaduto per Milano e prima della produzione "ufficiale" non può che essere una VERA prova del conio. Sono molto rare, anche il rame aveva un costo ed in quanto tale se ne faceva assai buon uso.

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Guest utente3487

Sono prove le monete del '400, un testone che dovrebbe essere una moneta in argento, se battuta in rame come è accaduto per Milano e prima della produzione "ufficiale" non può che essere una VERA prova del conio. Sono molto rare, anche il rame aveva un costo ed in quanto tale se ne faceva assai buon uso.

Voorei avere le tue certezze.

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Guest utente3487

Va poi osservato che si tratta di prova di lavorazione, molto molto diversa dalla PROVA con tanto di scritta in voga soprattutto da VEIII in poi e che in sostanza con una prova ha ben poco a che vedere...

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