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Il leone


gpittini

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DE GREGE EPICURI

Il leone è "il re degli animali". Nessuna meraviglia quindi che, nel regno umano, diventi il simbolo del sovrano, e di un sovrano assoluto. Forse per questo non è stato molto popolare a Roma; oltre che, ovviamente, per l'assenza di leoni in Italia, quanto meno in epoca storica e stando a quanto ci è stato tramandato.

I primi leoni sulle monete coincidono con gli albori delle emissioni metalliche, quanto meno in occidente (come sapete, la Cina ha un'altra storia). Ad Efeso, nella Lidia del VII secolo a.C., la "protome di leone minacciante un toro" fu coniata sulle prime monete globulari di elettro (pesi: da 1/2 statere di quasi 8 g. a 1/96 di statere di 0,16 g.) Sapete la storia del ritrovamento? Una spedizione archeologica inglese, nel 1904, trovò degli oggetti di elettro, di possibile natura monetale, nel sotterraneo dell' Artemision (tempio di Artemide) ad Efeso. La spedizione rientrò a Londra portando con sè (come allora usava) tutti i reperti...che giacquero al BM fino al 1950, senza che alcuno li esaminasse con cura. Fu solo a quell'epoca, quasi 50 anni dopo, che Robinson esaminò i 96 pezzi di elettro: alcuni erano globuli lisci, altri presentavano striature profonde impresse probabilmente a caldo (specie di segni incusi), altri infine l'immagine ben definita di un leone a fauci aperte, contro la protome di un toro.

Poichè l'Artemision era stato distrutto durante un'invasione del 620 a.C. circa, le monete erano state riposte prima di tale data, e sono quindi il primo elettro monetato, o almeno contrassegnato. Si ricordi che nel corso del Meandro, che correva nei pressi, si reperivano anche piccole pepite di elettro (lega di oro e argento in percentuali variabili).

Questi leoni hanno fauci spalancate e denti sporgenti ben in evidenza, hanno un aspetto arcaico ma esteticamente molto attraente. Quale numismatico non vorrebbe averne uno in collezione? Ma accontentiamoci delle foto del British Museum (che purtroppo non sono in grado di mostrarvi, chissà se qualche amico lo può fare?)

Protomi o leoni interi continuarono poi ad essere coniati nel Regno di Lidia, in elettro, in oro e in argento (le cosiddette criseidi, da quel re Creso che ne produsse in discreta quantità). Di qui, i leoni migrarono alle monetazioni di Sardi, di Cizico, di Mileto, della Fenicia, e poi attraversarono il mare giungendo a Velia, Reggio, Reggio, Leontini, e poi in Hispania, a Massalia, e di qui nella Cisalpina attraverso le imitazioni. Qui però non avevano mai visto un leone...e in alcune popolazioni i poveri felini si trasformarono in "scorpioni" o "gamberi"!

Per cominciare, vi allego un "leone-lupo" cisalpino, di area probabilmente piemontese.

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Modificato da gpittini
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La Roma repubblicana non mostrò mai molta simpatia per l'immagine del leone, probabilmente per il rifiuto della figura regale. Tuttavia, per ricordare i LUDI MEGALENSES celebrati nel mese di aprile, M.VOLTEIUS mise sul rovescio di un denario il carro delle Grande Madre Cibele, trainato da due leoni; al diritto la testa di Attis (è la Cr. 385/4). (anche qui devo adeguare le immagini)

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Settimio Severo nelle monete "Indulgentia augustorum in Carthaginem" rappresenta un leone che balza a destra, ma è anche cavalcato, mi pare sempre dalla Gran Madre (con fulmini o tamburo). Ecco un mio denario, non proprio splendido:

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Caracalla ha un leone andante a sin, con un fascio di fulmini nelle fauci (è la C322, RIC 273d). La presenza di tutti questi leoni proprio fra i Severi non è casuale: Settimio era africano, e Julia Domna dell'Asia Minore. Occorreva sangue non italico per introdurre il re degli animali nelle monete!

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Modificato da gpittini
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Sono riuscito ad individuare un leone nella monetazione di Filippo Padre "SAECULARES AUGG" (è la RIC 12), ma non trovo immagini. L'ultimo è il leone simbolo della LEG XIII nella monetazione legionaria di Gallieno, emessa a Mediolanum nel 259. E' la Sear 5, 10265. Con questo concludo, sperando che validi lamonetiani possano completare le molte lacune e correggere gli errori.

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Ciao Gianfranco,

spesso il leone è collegato, in età romana, a divinità (come nel caso di Iulia Domna o di INDVLGENTIA IN CARTH da te già postati)...

Innanzitutto, riallacciandomi a quanto detto nei post-precedenti, allego questa moneta pre-romana:

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Celti, galli Cenomani, 200 a.C., da Massalia.

Ma, tornando alle romane, comicio con:

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Commodo, RIC 251, denario, HERCVL ROMAN AVG.

Fissato con Ercole, si acconcia con la testa del leone di Nemea e al rovescio presenta la clava dello stesso semidio.

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Torno momentaneamente sui miei passi con:

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Faustina II, RIC 704, aureo, MATRI MAGNAE. Il leone giace ai piedi della divinità, al rovescio.

Avanti un po' nella "linea del tempo" Imperiale:

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Settimio Severo, RIC 668, sesterzio, AFRICA. Il leone, come sopra, giace ai piedi della personificazione dell'Africa, che veste anche un copricapo tratto da un elefante.

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Iulia Domna, RIC 562, denario, circa 200-207 d.C.

L'imperatrice, rappresentata come Cybele, guida la quadriga trainata da leoni.

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... e per concludere due medaglioni della Tetrachia:

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Constantius I, Medaglione aureo, Trier, 293-296 d.C.

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Maximianus, Medaglione aureo, Trier, 303 d.C.

Altro imperatore con la passione per "Ercole" e infatti detto "Herculius".

Ciao

Illyricum

:)

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...dal momento che sto smarrendomi tra le discussioni degli anni scorsi, vi segnalo questa, con falso moderno e moneta di Filippo dei Ludii Saeculares.

Ciao

Illyricum

:)

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Questi leoni hanno fauci spalancate e denti sporgenti ben in evidenza, hanno un aspetto arcaico ma esteticamente molto attraente. Quale numismatico non vorrebbe averne uno in collezione? Ma accontentiamoci delle foto del British Museum (che purtroppo non sono in grado di mostrarvi, chissà se qualche amico lo può fare?)

... intendi questo?

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RJO 55. Electrum 1/12 stater (1.19 g), about 610–560 BC. Obverse: lion’s head right with “nose wart.” Reverse: square incuse punch. A clear and well-centered example of Weidauer’s Type XVI, which is distinguished by the large number of chevrons on the lion’s neck (Weidauer, 1975: 24–25, pl. 10).

Ciao

Illyricum

:)

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Settimio Severo nelle monete "Indulgentia augustorum in Carthaginem" rappresenta un leone che balza a destra, ma è anche cavalcato, mi pare sempre dalla Gran Madre (con fulmini o tamburo). Ecco un mio denario, non proprio splendido:

Sarà che non è splendido ma a me piace! ;)

Davvero interessante questa discussione!

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Awards

Da Dough Smith altri tre "leoni" romani:

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Gallienus, Zecca asiatica, 265 a.C.

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Aurelianus, Zecca di Roma, 270-275 d.C., antoniniano "post-riforma". (non so se sia quello cui accennava Crivoz)

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Leo, AE4, 457-474 d.C., rappresentazione di leone su moneta tarda.

Ciao

Illyricum

:)

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Salve a tutti.

Interessante questa discussione. :)

Per contribuire posto una tardo-repubblicana avente a che fare col leone, o, per lo meno, con ciò che ne rimane. :D E' un animale, questo della moneta, un po' particolare: raffigura, infatti, il leone Nemeo, figlio, secondo una prima leggenda, di Ortro ed Echidna oppure, secondo un' altra, figlio di Zeus e Selene, e quindi fratellastro di Eracle.

AR Denario emesso da zecca asiatica intorno al 49 a.C. da Q. Sicinius e C. Coponius.

D/ Q. SICINIVS - III. VIR, testa diademata di un giovane Apollo a destra, sotto, una stella.

R/ C. COPONIVS - PR. S.C, la clava di Ercole con sopra la pelle del leone Nemeo con, nei campi, un arco a destra e una freccia a sinistra.

Rif.: Cr. 444/1Aa; Syd. 939; Sear Imperators 3.

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Per passare, poi, a questo esemplare di epoca imperiale battuto a nome di Augusto:

AR Denario coniato intorno al 19 a.C. dal monetiere M. Durmius.

D/ CAESAR AVGVSTVS, testa nuda del Princeps a destra.

R/ M DVRMIUS III VIR, un leone che attacca un cervo.

Rif.: RIC 318; C. 431.

Rara.

Note: Il R/ riprende la tipologia di alcuni didrammi emessi dalla greca Elea/Velia.

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Modificato da Caio Ottavio
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DE GREGE EPICURI

Grazie per questa foto, e ancor più per il link che, con quanto postato da Illyricum, colma la mia lacuna. Per fortuna mi sono indirizzato a collezionare le romane: se avessi iniziato con le monete della Lidia, credo che avrei ridotto in miseria me stesso e la famiglia...Certo, anche con le romane ci si può rovinare, ma è un'altra cosa.

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Bellissima questa discussione sui leoni che ci permette di osservare monete un pò insolite e di indubbio interesse, sia estetico che conoscitivo. :)

Mentre leggevo, mi chiedevo come mai le antiche monete della Lidia evidenziassero la raffigurazione proprio di un leone. Quale significato può esserci dietro questa presenza così particolare?

Non seguo con letture ed approfondimenti personali questo tipo di monetazione, ma ho riflettuto su una possibile ipotesi che vi sottopongo e potrebbe essere interessante confrontarci in tal merito per trovare una qualche risposta.

Sono andato a sbirciare un pò nella genealogia di Creso, il sovrano della Lidia passato alla storia per le sue proverbiali ricchezze, e la si fa risalire ad Agesilao figlio di Ercole ed Onfale.

L'intento di tale ricostruzione genealogica è di certo un intento che mira a "sacralizzare" la figura della dinastia regnante che appunto viene fatta così risalire ad Eracle che divenne schiavo di Onfale per tre anni ed insieme generarono tre figli: Illo, Agelao e Tirseno.

Eracle in quegli anni fu obbligato a vestirsi da donna ed era umiliato a filare la lana mentre ONfale si vestiva della pelle del leone.

Anche Seneca ci racconta di questo evento e scrive: "Lavorò con leggera conocchia, torcendo con la sua mano tremenda l'umido stame. Egli, appunto, depose dalle spalle la spoglia della fiera nemea, la mitra strinse la sua chioma, e si ridusse a far lo schiavo, con gl'irti capelli bagnati di mirra Sabea".

Anche il grande maestro Cranach il Vecchio dipingerà Ercole intento a queste mollezze :D

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Enrico :)

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Sono riuscito ad individuare un leone nella monetazione di Filippo Padre "SAECULARES AUGG" (è la RIC 12), ma non trovo immagini.

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RIC IVc 12, zecca di Roma

Dritto: IMP PHILIPPVS AVG, busto radiato con drappeggio e corazza rivolto a destra

Verso: SAECVLARES AVGG, leone avanza a destra

Esergo: I

Contribuisco con le immagini di tre bronzi provinciali, visto che nella monetazione imperiale il leone non è frequentissimo.

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THRACE, Perinthus. Geta. 209-211 d.C., medaglione (39mm, 42.11 g) rif. Varbanov 3976

Dritto: AVT P CEP GETAC CEB, Busto laureato con drappeggio e corazza rivolto a destra

Verso: FILADELFEI A PERINQIWN, Ercole combatte con il leone di Nemea

Esergo: NEWKORW / N su due righe

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Bronzo di Viminacium, Gordiano III, 238-244 d.C.

Dritto:. PMS COL VIM, Busto radiato a destra

Verso: la Dacia con i due stendardi delle legioni che presidiavano la provincia, la VII rappresentata da un toro e la IV con il simbolo del leone

Esergo: AN IIII

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PHRYGIA, Synnada. Gallieno. 253-268 d.C. Æ 32mm (17.81 gm, 6h) rif. BMC Phrygia 66

Dritto: AVT' KAI' P' LIK GALLHNOC, C EB in campo, Busto laureato con drappeggio e corazza, visto da dietro e rivolto a destra.

Verso: l / CUN NA DE WN, scena di venationes nell'anfiteatro, un leone insegue una gazzella, un bestiarius attacca un cinghiale con una lancia, in alto Orfeo ed un orso (?)

Aggiungo anche questo splendido leone su uno statere di Tarsus.

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Tarsus in Cilicia, statere (Ag 10,80 g) a nome del satrapo Mazaeus 361-364 a.C. rif. SNG Levante 106

Dritto: in campo a destra legenda in aramaico BLTRZ, in campo a sinistra NT, M sotto la sedia. Baal di Tarsus seduto a sinistra, regge un grappolo d'uva, spighe di grano ed un'aquila con la mano destra, scettro nella sinistra.

Verso: in alto legenda in aramaico MZDI, sotto un monogramma. Un leone attacca un toro

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  • 10 mesi dopo...

come suggeritomi da @Exergus, posto qui la mia monetina di massimiano (un piccolo bronzo) della zecca di roma - seconda officina, raffigurante al rovescio un leone andante, sormontato da una clava. l'iconografia allude chiaramente a uno dei nomi dell'imperatore, ovvero erculeo. a quanto scoperto pochi giorni fa, grazie proprio ad Exergus, sembra che si tratti di una moneta abbastanza rara..

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