Vai al contenuto
  • Sky
  • Blueberry
  • Slate
  • Blackcurrant
  • Watermelon
  • Strawberry
  • Orange
  • Banana
  • Apple
  • Emerald
  • Chocolate
  • Charcoal
Accedi per seguire questo  
Exergus

SAVOIA 3 lire Sardegna 1861 rame

Risposte migliori

Exergus

Si tratta di un francobollo :)

Scusate l'intrusione filatelica ma avrei una curiosità, mi rivolgo quindi agli esperti di questa sezione.

Questo francobollo è un falso, ovvero parzialmente falso, la definizione sarebbe "scarto di stamperia con effige postuma". Venivano prima stampati con inchiostro contenente rame e nella seconda fase veniva impressa l'effige in rilievo di VEII. Non avendo passato il controllo di qualità della prima fase è stato destinato alla distruzione, ma evidentemente è stato recuperato di straforo da qualche addetto, che in seguito ha creato l'effige fraudolenta. L'annullo sembra essere autentico, quindi il pezzo potrebbe essere stato creato per essere usato, e non per i collezionisti, ricordo che il collezionismo filatelico è iniziato proprio nei primi anni '60, e 3 lire erano comunque una bella sommetta per l'epoca.

Veniamo alla "numismatic connection" La mia domanda è:

è possibile che per realizzare l'effige sia stata usata una moneta ? Se sì, quale?

La lunghezza delle due diagonali evidenziate in rosso è di 11 mm per entrambe, dalla sommità del capo alla punta della barba, e dalla base del collo alla fronte.

post-18735-0-33578800-1325689899_thumb.j

Grazie in anticipo per l'attenzione, Exergus

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Exergus

Due foto del recto con luce radente per evidenziare gli esigui rilievi

post-18735-0-66790600-1325690182_thumb.jpost-18735-0-19939700-1325690193_thumb.j

e due del verso, rovesciate per agevolare il confronto

post-18735-0-65645100-1325690201_thumb.jpost-18735-0-83696400-1325690208_thumb.j

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Exergus

Grazie Littore, credo abbiano usato proprio questa.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Littore

Ho controllato le misure indicate su un esemplare in mio possesso e risultano di 11 mm.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

savoiardo
Supporter

molto interessante....

come far fruttare una moneta da 50 cent e guadagnare 6 volte tanto.... e senza rischiare i 50 cent.....

una volpe con la possibilità di accedere ai francobolli di scarto!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Exergus

Considerando che un foglio di stampa comprendeva 50 esemplari... era sicuramente un buon affare per il gatto e la volpe, il tutto usando una sola moneta da 50 centesimi, che comunque restava in saccoccia...

Un esempio dell'effige originale di VE II, tanto per dovere di cronaca.

post-18735-0-76464500-1325705492_thumb.j

Già che ci sono, vi tedio ulteriormente con questo coriandolo :), riporto una nota su questa emissione speciale, tratta dal "Rattone - Manuale e Catalogo dei Francobolli di Sardegna". Non parla di monete, ma è comunque un interessante "spicchio" di storia del periodo.

"Con Regio Decreto n. 4466 del 26 settembre 1860 vennero emessi su nuovo modello francobolli da 1 e 2 centesimi e il complemento di valore della quarta emissione da 3 lire del modello precedente. Ho già avuto occasione di ricordare che da tempo era sentita la mancanza di un valore superiore all’80 cent. e come esistesse antica disposizione regolamentare, che prevedendo la non capienza in una busta dei francobolli necessari alla affrancatura, autorizzava in quella ipotesi, il pagamento a contanti.

Il 3 lire quindi fu un valore che, con l’accrescersi del movimento postale, esteso ormai agli ingranditi limiti territoriali dell'ampliato Regno, corrispondeva ad una reale necessità. Esso è dell’identico tipo degli altri valori, con l’effige sempre impressa col primo sistema.

La sua preparazione era fatta con una operazione in più che non per i precedenti valori. Avvenuta la stampa, che era ricavata da un galvano unico per tutto il foglio e che è di colore bruno rossiccio più o meno scuro, su di essa veniva passata una patina metallica, probabilmente rappresentata da una polvere bronzata resa adesiva al contatto della stampa ancora umida. L'operazione in due tempi spiegherebbe come vi siano scarti di stampa, completati però dalla testina originale, su cui non fece presa la patina metallica, e non fu più ritenuto di applicarla, per essersi asciugata la stampa a cui doveva aderire e per sbaglio egualmente passati alla impressione della testina, salvo poi scartati all'avvertimento della non avvenuta bronzatura. Questi scarti di stampa, con o senza effige, come le prove, senza effige aventi avuto entrambi solo impressa la stampa del fondo di

preparazione e non la bronzatura, sono interessanti.

Ufficialmente la tinta viene definita dal decreto come « color oro » ma in realtà è un color rame. Non esisteva filetto di contorno, inutile comunque, dato che non si trattava di singoli pezzi composti. Nel Museo del Ministero delle Poste è conservato, ottenuto in galvano-plastica, il tipo dell’intero foglio da 50 pezzi.

Sono nettamente distinguibili due tirature di tonalità alquanto diverse: la prima del 1861 impressa su carta biancastra, relativamente spessa, di qualità piuttosto scadente, la seconda del 1862 su carta bianca, sottile, con tinta di preparazione più scura e con patina metallica assai più brillante. Di questa seconda tiratura si possono distinguere almeno tre diverse provviste. Il francobollo allo stato di usato è uno dei più rari esemplari della quarta di Sardegna, specie quelli della seconda tiratura e fra questi, quelli usati specialmente a Milano ed in pochi altri centri lombardi, in rame scurissimo lucido, sono realmente cosa pregevole.

A contatto con l'acqua questi francobolli cedono gran parte della patina metallica."

Peccato che il mio esemplare sia falso... usato può raggiungere anche un paio di migliaia di euro, contro i circa 700 del nuovo (trovando chi te li dà...).

Si tratta comunque di un falso d'epoca dal valore discreto, e più facilmente vendibile di un originale, infatti nessuno richiede un certificato di falsità.

Ciao, grazie della pazienza, Exergus :)

Modificato da Exergus

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

savoiardo
Supporter

grazie delle notizie interessanti....

la differenza del busto comunque si può proprio vedere.... stesso è però il naso "a patata" del re....

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere registrato per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

Accedi per seguire questo  

Lamoneta.it

La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.

Hai bisogno di aiuto?

×