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gpittini

Qualità versus rarità

Risposte migliori

gpittini

DE GREGE EPICURI

Nel Forum abbiamo discusso spesso questo tema, ma senza focalizzarlo completamente. Ogni tanto, qualcuno critica i prezzi troppo elevati di monete meravigliose messe all'asta; altri, al contrario, si stupiscono che qualcuno ( come il "talebano delle monete rare in MB o meno, e duca del rottame") acquisti esemplari ridotti in condizioni miserevoli. Ma al fondo credo si possa individuare un dilemma vero ed una possibile scelta: è più importante /più interessante la rarità o la qualità? Mi riferisco principalmente alle monete antiche, romane e greche.

In modo un po' disordinato provo ad elencare gli aspetti caratteristici dell'una e dell'altra opzione. Credo che i commenti non si faranno attendere!

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FlaviusDomitianus

A mio parere se si ha un focus collezionistico specifico è giusto mettere in collezione anche alcuni pezzi in conservazione modesta, se non si riescono a trovare in condizioni migliori, tenendo conto anche dei propri parametri di spesa.

In una raccolta generalista, invece, sempre a mio modo di vedere, andrebbe ricercata maggiormente la qualità, in quanto la rarità di alcuni pezzi resterebbe fine a se stessa.

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gpittini

Chi predilige la rarità:

1.Non compera di solito alle aste o nei negozi (a parte i lotti), se non quando proprio vuole a tutti i costi un pezzo raro che non trova. Ma in genere aspetta, sperando nel colpo di fortuna.

2.Acquista un mucchio di monete (spesso a lotti)per studiarsele con calma, nella speranza di trovare dei pezzi insoliti, sfuggiti al venditore, delle varianti, o dei veri pezzi rari.Ed effettivamente ogni tanto ne trova.

3.Di conseguenza, compera anche nolte monete di bassa qualità, che così accumula, e delle quali non riesce poi a disfarsi.

4.Ritiene che le monete molto belle abbiano dei prezzi esagerati e assurdi.

5.Tende ad occuparsi delle varianti di una stessa moneta, in termini metrologici (peso, diametro, spessore) o anche qualitativi (assi di conio e marcature di conio, studio sui conii e loro numerosità, ecc.). Predilige lo studio, gli aspetti storici, iconografici, ecc.

6. Si interessa particolarmente ai significati comunicativi delle legende e delle immagini, gli interessano molto le tipologie rare (e quindi i rovesci interessanti).

7.Non ha spesso a che fare col problema "autentica o falsa?", anche per la qualità degli esemplari a cui si interessa.

8. Non apprezza affatto (di solito) le patine finte, ed è perplesso anche sui restauri in genere, che a suo avviso "inquinano" l'originalità della moneta.

9.Si interessa relativamente poco agli aspetti commerciali delle monete e all'andamento del mercato.

10.Se decide di vendere una parte o tutta la sua collezione, va incontro a gravi delusioni, perchè lo "studio" e la "passione per la moneta rara ma brutta" non sono elementi commerciali e neppure trasferibili facilmente ad altre persone, ma restano appiccicati allo studioso-appassionato.

11.Pur essendo poco interessato alla dimensione commerciale, paradossalmente rischia molto in senso legale (sequestri ecc.) perchè i suoi acquisti sono abbondanti, poco verificabili nelle fonti e spesso privi di certificazione di provenienza.

12. La collezione per lui non ha una finalità di investimento economico.

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Gallienus

Dal punto di vista meramente collezionistico, quindi estetico e/o speculativo, direi la qualità.

Dal punto di vista dell'interesse storico invece il discorso non ha senso, la qualità conta poco o nulla.

Come si sarà capito, anch'io sono un talebano del rottame :pleasantry:

(Il signor gpittini ha detto la stessa cosa in maniera più esauriente)

Modificato da Gallienus

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gpittini

Chi predilige la qualità:

1.Compera esclusivamente (o quasi) da aste e commercianti affidabili, ed è molto attento a fatturazioni, certificazione, garanzia, ecc.

2.Nonostante ciò, deve porsi spesso il problema: "Ma è buona o falsa?", perchè come si sa...non è sempre oro quel che luccica. E nemmeno è sempre buona la moneta garantita dal negoziante.

3.Compera poche monete, in quanto le seleziona molto e le paga molto, rispetto a chi cura meno il livello qualitativo. Di conseguenza, "vede" meno monete, e fa più fatica a costruirsi un'esperienza pratica ed un occhio esercitato. A meno che non trovi il modo di osservare anche molte monete che poi non acquista.

4.Si deve porre continuamente il problema : quanto è stata aggiustata/riparata/sistemata questa moneta? Come ha lavorato il restauratore? La patina è autentica o artificiale? (ancor più se acquista da aste estere).

5.Pur interessandosi a volte alle tipologie particolari ed ai rovesci rari e interessanti, può averne comunque un campionario ed una conoscenza ridotti, se non in forma culturale e bibliografica. Di solito attribuisce grandissima importanza al livello qualitativo del ritratto.

6.Invece, è molto informato e documentato su prezzi, aste, valori commerciali medi, guadagni o perdite nel rivendere, differenze di prezzo nei vari Paesi, ecc.

7.Di solito, non ha "accumuli" superflui in collezione.

8.Se decide di vendere, di solito non ci perde (o perde poco) rispetto al prezzo di acquisto, specie se è passato qualche anno; in genere anzi ci guadagna. Avendo per lo più materiale documentato e certificato, non deve avere cautele particolari al momento della vendita.

9.A volte, attribuisce alla collezione anche un aspetto di vero e proprio investimento finanziario.

Modificato da gpittini

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gpittini

DE GREGE EPICURI

Naturalmente ho elencato dei "segni caratteristici" un po' estremizzati, per farli risaltare meglio, ma non credo di aver esagerato molto.

Ma per quali motivi uno di noi si colloca nel gruppo A piuttosto che nel B? Secondo me, c'è in (B) anche una componente di maggiore disponibilità economica, ma non si tratta solo di questo. Credo esistano anche delle differenze profonde nel tipo di collezionismo, e forse mi aiuterete a capirci un po' di più. Infine, non è detto che tutti abbiamo delle caratteristiche immutabili, nel corso della nostra "carriera collezionistica".

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FlaviusDomitianus

Personalmente non mi riconosco, se non parzialmente, in nessuno dei due gruppi.

Richiamandomi alle definizioni date da Roberto Russo nella famosa intervista a Panorama, mi sembra che entrambi fotografino figure di raccoglitori,al limite studiosi, più che di collezionisti:

"Il collezionista vuole completare idealmente una serie, qualunque essa sia. Il raccoglitore compra

semplicemente cose belle che gli piacciono."

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ciosky68
Supporter

Credo che il collezionista di rarità mi calzi al 90%.....

sopratutto per le monete rottame e per il numero accumulato, stò comunque cernendo la collezione aumentando la qualità di alcuni pezzi.

bravo gianfranco

un saluto Roberto

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ggpp The Top

Io mi riconosco, in parte in entrambi. Ma cominciamo dal principio.

Il titolo di "talebano delle monete rare in MB o meno, e duca del rottame" suona un po come "difensore" delle monete in scarsa conservazione, ma a mio avviso è un po una persona da stimare perché spesso sono trattate male proprio a causa della loro conservazione quando, a volte, nascondono tanti segreti e, perché no, rarità!

Io faccio parte della categoria A fino ad un certo punto, anche l'occhio vuole la sua parte. ;)

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claudiodruso

la disponibilità economica fa il 90 per cento del collezionista, a mio avviso.

comunque, io preferisco un rottame buono che un bel rifatto finto. distinguo l'intervento per salvare una moneta dal lifting commerciale.

le rare le lascio volentieri ai musei. Il valore aggiunto della storia è impagabile anche in una bella moneta comune.

se fossi ricco, sicuramente acquisterei monete importanti, cosa che non faccio mai; ma credo che mi terrò sempre lontano dagli eccessi del commercio.

comunque non sono "morboso" nel collezionare, anzi, sono molto incostante e poco accumulatore... è per questo che mi piace una collezione che non può avere mai fine, ne doppioni, ne certezze.

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rick2

ma chi e` questo "talebano delle monete rare in MB o meno e duca del rottame" ?

comunque ci son 2 punti in cui non son d accordo , il primo e` quello della fatturazione e della garanzia che viene stressato da chi vive in italia per i noti problemi mentre all estero invece non c e` tutta questa problematica

il secondo e` quello del piano economico , non e` per forza vero che chi compra rottami ci smena per forza e chi compra qualita` ci guadagna; dipende dal prezzo che uno paga , se uno compra un rottame raro a 2 euro e` difficile che ci smeni mentre se uno strapaga per una moneta bella ad un asta e` molto facile che ci smeni dei soldi

un mio caro amico che ha una casa d aste qui in UK mi ha detto il mese scorso "a few times we made a lot of money on crap and a few times we lost money on quality" .

poi io son sempre convinto che su certe monete , sopratutto le monete rare , la conservazione ha un ruolo molto secondario.

e come esempio vi cito la monetazione di rame del V secolo dove non si trovano mai legende complete e dove la conservazione arriva al B massimo. per forza chi studia questo periodo cosi complesso e cosi interessante deve mettere la conservazione in secondo piano

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Illyricum65

Ciao Gianfranco,

non mi ritengo nè l'uno nè l'altro tipo di collezionista. E in fondo non i considero tale appieno... son malato di storia...

Ho iniziato a collezionare monete romane per gioco quasi, per "prova". E anche un comune FEL TEMP o una comune GLORIA EXERCITVS mi pareva un tesoro. Da piccolo avevo "ereditato" un antoniniano Concordia Militum (adesso so che fosse :D!) di Diocleziano di proprietà familiare. Spatinato, povero, per me era di un valore immenso. Da grande, l'idea della Storia che racchiudeva quel dischetto metallico mi continuava ad affascinare... Se avesse avuto due occhi e una bocca per raccontare ciò che aveva visto!

Mi inebria pensare al significato storico, alle vite di chi le ha maneggiate, a cosa potevano comperare con quella moneta. Chi e perchè le ha emesse, quale messaggio racchiudano nella legenda. Poi è chiaro, con il tempo cerchi di espandere i tipi che conosci, che vedi ... e quindi cerchi di acquisirne.

Poi un giorno ti accorgi di altri periodi, di altri tipi, ampli la collezione. E con il tempo cominci a puntare sulla qualità. Non eccelsa (non acquisterei mai una FDC, non mi darei pace... vera? ritoccata? falsa? me la studierei ogni giorno col microscopio binoculare :D...) bella ma imperfetta, con qualche piccolo acciacco, una bella signora di quasi 2000 anni se la può permettere qualche ruga d'espressione...

Quindi allo stato attuale direi "qualità" ma con giudizio. E se poi trovo una che mi piace, che mi manca o di una certa rarità ma di qualità minore... va beh, chiudiamo un occhio, anzi due oo)!

Insomma, nella vita ci vuole flessibilità... :D

Ciao

Illyricum

:)

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Mirko8710

Buonasera Gianfranco.

Direi che i tuoi due excursus sono, come hai detto, estremizzati. Credo anche che ne esistano di "puri" in entrambe le fazioni.

Per quanto mi riguarda, invece, sono del partito che qualsiasi cosa mi interessi entra a far parte della mia collezione, a partire dalle celtiche, alle romane, alle greche (per ora ho solo romane, intendiamoci... :D); io compro per studiare, prediligo monete con soggetti sia al dritto che al rovescio, particolari, però, siccome il mio occhio vuole la sua parte, compro monete quantomeno leggibili in ogni loro parte.

Sinceramente quando acquisto non guardo minimamente la rarità, anzi, talvolta sorvolo proprio, esattamente come sorvolo sul giudizio di qualità (lascio fare da giudice al mio occhio, ma non perché ne sappia di più, ma perché io so cosa voglio).

Per quanto riguarda il problema "denaro", se sono in vena di acquisto importante, scelgo un qualcosa che bilanci l'aspetto estetico da quello di curiosità, altrimenti, faccio un acquisto più modesto per togliermi lo sfizio, sempre mantenendomi sui canoni precedenti ma facendo riferimento a monete giudicate poco rare...

EDIT: Quoto l'amico Illy in tutto! La parte storica, proprio come ho scritto mentre lui postava, mi spinge a comprare... :D

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ciosky68
Supporter

ma chi e` questo "talebano delle monete rare in MB o meno e duca del rottame" ?

comunque ci son 2 punti in cui non son d accordo , il primo e` quello della fatturazione e della garanzia che viene stressato da chi vive in italia per i noti problemi mentre all estero invece non c e` tutta questa problematica

il secondo e` quello del piano economico , non e` per forza vero che chi compra rottami ci smena per forza e chi compra qualita` ci guadagna; dipende dal prezzo che uno paga , se uno compra un rottame raro a 2 euro e` difficile che ci smeni mentre se uno strapaga per una moneta bella ad un asta e` molto facile che ci smeni dei soldi

un mio caro amico che ha una casa d aste qui in UK mi ha detto il mese scorso "a few times we made a lot of money on crap and a few times we lost money on quality" .

poi io son sempre convinto che su certe monete , sopratutto le monete rare , la conservazione ha un ruolo molto secondario.

e come esempio vi cito la monetazione di rame del V secolo dove non si trovano mai legende complete e dove la conservazione arriva al B massimo. per forza chi studia questo periodo cosi complesso e cosi interessante deve mettere la conservazione in secondo piano

credo proprio che quel talebano sia uno attaccato alle proprie origini e di conseguenza alla storia ....anche numismatica

vero rick2?

ciao R.

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piakos

Chi predilige la qualità:

......

7.Di solito, non ha "accumuli" superflui in collezione.

8.Se decide di vendere, di solito non ci perde (o perde poco) rispetto al prezzo di acquisto, specie se è passato qualche anno; in genere anzi ci guadagna. Avendo per lo più materiale documentato e certificato, non deve avere cautele particolari al momento della vendita.

9.A volte, attribuisce alla collezione anche un aspetto di vero e proprio investimento finanziario.

........

Non direi che quanto quotato sia proprio irrilevante.

:good:

Almeno per chi di soldi non ne ha proprio moltissimi.

La storia che ci sono i super collezionisti miliardari che non sanno dove buttare i soldi è una leggenda metropolitana...messa in giro (anche...) da chi non ha monete belle da vendere.

:o :D

Chi non è miliardario...non può permettersi di rimettere...quindi ob torto collo...deve adeguarsi al mercato della qualità.

I miliardari...e pure i milionari...sono quasi sempre persone mooolto oculate...alla genovese. Non buttano i loro soldi. Anche l'aperitivo, se non hanno rappresentanza in corso, se lo stappano spesso a casa. Ci sono anche gli emiri e gli sceicchi alla mille e una notte, stanno meno attenti...ma proprio perchè sanno che i loro soldi vengono investiti molto bene.

Ecco perchè la qualità è sempre più in voga e premiata.

Per trovare il coraggio di metabolizzare codeste cosette e convincersene (mugghjiera compresa...) possono passare degli anni.

Qualcuno non ci riesce.

Probabilmente molti hanno anche altre passioni o obiettivi dove spendere. E' legittimo.

Ma a trovarsi con 100.000 euro (meno o probabilmente più...) di monete andanti non ci vuole mica molto. E spesso sono accumuli di molte monete (spendo meno e ne ho tante...)

Bene!

Provate un po' a venderle...se non siete dei venditori per professione/vocazione.

Ci siamo ;) /sono passati in molti.

Poi ci sono gli studiosi ed i collezionisti sistematici...o gli appassionati che devono/vogliono comprare comunque.

:hi:

Per questi non c'è molto da scegliere.

Anche per coloro che hanno i miliardi...le monete belle (cioè splendide ed integre) e rare...sono poche.

Devono comprare quello che trovano.

Il dott. W.J. Conte, superbo collezionista, all'epoca di monete imperiali, ha dismesso la collezione tre anni fa...perchè non trovava monete come piacevano a lui...anche pagandole.

Non ne aveva più di un centinaio, di veramente belle/integerrime non più di una cinquantina.

Ergo, ha ponderato...è molto oculato...ha cambiato genere.

Quando ha venduto...pur avendo speso molto...non ha rimesso. E' fatto accertato.

:)

Modificato da piakos
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daniloantonia

Io credo che tutti noi inizialmente siamo stati un pò talebani e poi con il tempo siamo pian piano scivolati, chi più chi meno, nella categoria che predilige la qualità. Un pò perchè l'occhio si stanca ad osservare pezzi di metallo irriconoscibili mentre è sempre attratto da un bel ritratto imperiale, un pò perchè ci si accorge che tutti i pezzetti di metallo inguardabili sono invendibili e quindi la cosa non è tanto piacevole per le proprie tasche. perchè, allora, non comprare due belle monete da tenere in mano alle diverse luci del giorno e della notte anzichè venti monetine inguardabili che una volta catalogate vengono dimenticate da qualche parte perchè l'occhio si rifiuta di guardarle?

Ovviamente insieme all'esperienza incide anche la propria disponibilità economica. Una persona normale che sogna di completare i ritratti dei principali imperatori romani dovrà per forza accontentarsi di un Pescennio Nigro bruttarello o di un Gordiano I quasi inguardabile ma gli imperatori più comuni saranno sicuramente SPL.

Io credo, in definitiva, che la qualità sia più premiante, ovviamente sempre in relazione al non trascurabile aspetto aconomico.

Un caro saluto, Antonia

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caiuspliniussecundus

Condivido i commenti precedenti e la classificazione proposta da <gianfranco, è precisa ma descrive gli opposti, le persone si distribuiscono in un range intermedio tra i due estremi (che potremmo chiamare Conte e il Talebano ;) ), ovvero nel puntare alla massima qualità tutti quanti dobbiamo, chi più chi meno, venire a patti con conservazioni inferiori allo sperato, per mettere un pezzo in collezione.

Quello che dice Piakos è sacrosanto e lo va predicando da tempo su queste pagine.

Tuttavia io trovo che le maggiori obiezioni vadano fatte ai raccoglitori di monete in alta conservazione, per la loro mancanza di costanza e dincapacità di completare una collezione a costo di ridurre la qualità.

La collezione Conte aveva delle manchevolezze imbarazzanti, ma che senso ha abbandonare?? è un consiglio dettato dalla fretta. Ma sbagliato, per me, doveva avere più pazienza e continuare, avrebbe messo insieme una collezione migliore di quella di Leo Benz o di Garrett. Sempre ilcollezionista danaroso deve stare attento a non farsi prendere la mano e collezionare di tutto un po', per non ritrovarsi con una collezione costosa, ma priva di un rigoroso significato storico. La collezione markov, recentemente venduta dalla NAC proprio non mi è piaciuta, IMHO, un danario qui, un medalgione lì, un sesterzio e un aureo, l'ho trovata inconsistente e mi stupisco che non sia stato consigliato meglio dai mercanti che lo hanno aiutato a metterla insieme. Insomma, per fare una bella collezione bisogna essere dei talebani della bella conservazione, con il portafoglio da gruppo B e la determinazione e la perseveranza del gruppo A . Questo purtroppo mi esclude dalla possibilità di avere una collezione come mi piacerebbe :sorry: , ma almeno con pazienza ci provo, chissà che tra 10 o 20 anni (a Dio piacendo) non possa riuscire a coniugare pregnanza storica, rigore classificativo e buona qualità delle monete.

Comunque collezionare monete è un lavoro a tempo pieno, altro che hobby, non mi stupisco che ad un certo punto la tensione cali e che si tirino i remi in barca.

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piakos

......Insomma, per fare una bella collezione bisogna essere dei talebani della bella conservazione, con il portafoglio da gruppo B e la determinazione e la perseveranza del gruppo A . ........

.....Comunque collezionare monete è un lavoro a tempo pieno, altro che hobby, non mi stupisco che ad un certo punto la tensione cali e che si tirino i remi in barca.

Non posso che essere d'accordo.

Tuttavia, più che di portafoglio (salvo che per le cose veramente particolari o troppo pompate...) parlerei di volontà di aprirlo, dando per scontato che dentro vi sia qualche sostanza...nonchè di capacità e decisione nel restituire al mercato gli errori o il fuori collezione.

Questo per gli amanti del bello.

Confermo, comunque, tutta la mia stima a chi nella numismatica vede studio storico approccio scientifico/sistematico.

Modificato da piakos

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rick2

io non sono d accordo su un altro punto che secondo me e` molto molto importante

cioe che la qualita paga e i rottami sono invendibili e ci si smenano soldi.

secondo me non c e` niente di piu` falso

dipende tutto dal prezzo che uno paga.

per fare un esempio un denario di vespasiano in MB comprato a 15-20 euro lo si vende sempre a quella cifra, oppure un asse o un sesterzio in B comprati a 10 euro (purche non lisci)

allo stesso modo pagare centinaia di euro per monete ben conservate espone al rischio di non recuperare l investimento una volta considerate le varie commissioni delle aste o i margini di profitto dei commercianti.

secondo me indipendentemente da qualita o rottami bisogna avere pazienza e cercare le monete prezzate male o quelle non capite.

non bisogna aver fretta e strapagare.

faccio un altro esempio , a me piace molto la monetazione di postumo e volevo mettere un doppio sesterzio in collezione , ne avro visti almeno 30 (tutti troppo cari) prima di averne trovato uno messo piuttosto bene per 26 sterline

http://www.forumancientcoins.com/board/index.php?topic=78118.0

se volessi venderlo 20-25 sterline le prendo sempre per una moneta del genere, ma non son sicuro che ci avrei preso 100 sterline per le altre 30 monete che ho visto

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FlaviusDomitianus

Caro Rick,

i conti si fanno alla fine, tenendo conto anche del tempo e delle rotture di scatole necessari per vendere uno ad uno centinaia di "rottami".

Parlo per esperienza personale: nel 2004 ho affidato ad una casa d'aste 94 monete che non mi interessavano più.

Monete di qualità media, prevalentemente sesterzi, ma non solo.

Complessivamente nell'arco di pochi mesi ho recuperato, al netto di spese e commissioni, il 91,5% del costo originario. Con il ricavato mi ci sono comprato monete che diversamente non avrei potuto avere.

Considero la minusvalenza un onesto compenso per il piacere che il pluriennale possesso di quelle monete mi aveva procurato: quali altri piaceri garantiscono comunque un ritorno anche parziale?

I rottami che anch'io avevo (una ventina tra costantiniane e antoniniani di bassa conservazione comprati agli esordi), li ho tenuti in una ciotola perché non avevo nessuna voglia di agitarmi per recuperarne qualche euro. Sono stati dunque una (modesta) perdita secca.

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Illyricum65
una ventina tra costantiniane e antoniniani di bassa conservazione comprati agli esordi

Già, quello della "sindrome da acquisto compulsivo" è una fase tipica del collezionista neofita.

Vuoi per inesperienza, vuoi per entusiasmo.

Col tempo acquisti con più meditazione. Anche se talvolta si va in "astinenza da acquisto" (da cui sono affetto in questo momento). Mi consolerò con un antoniano Braithwell, per la collezione specifica....

Ciao

Illyricum

:)

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rick2

attenzione pero` perche` anche nelle costantiniane ci sono monete belle e rare e si puo` fare l affare

anch io devo confermare che mi son lasciato prendere la mano all inizio e ho comprato monete costantiniane in basso stato per 2 sterline al pezzo , ma mi son servite per far pratica e capire la monetazione.

adesso certe monete come i campgate o i gloria exercitus non li compro a meno che non siano belle (con tutto l esergo visibile )e nella ciotola da 1 sterlina. pero` ci sono parecchie monete rare che delle volte si trovano in mezzo ai chili di costantiniane.

comunque si posson sempre fare i lotti da metter su ebay (se siete all estero) e ci beccate sempre 1 1.5 $ al pezzo

oggi mi son spostato verso il periodo precedente , dalla repubblica alla riforma di diocleziano e al periodo successivo a partire dal 380 fino alla fine con particolare attenzione al periodo da teodosio in poi, ma anche li sempre attenzione al prezzo , dove cerco sia qualita che prezzo

poi chiaramente se vedo una moneta che non conosco tante volte la prendo per scommessa proprio perche` non la conosco

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gpittini

DE GREGE EPICURI I vostri interventi numerosi e stimolanti mi hanno fatto fare un paio di altre considerazioni:

- a parte le caratteristiche "qualità" e "rarità", ne esiste indubbiamente anche una terza, che è precisamente la "quantità". Credo che riguardi un po' tutti in una fase iniziale, in cui c'è un accumulo indiscriminato; ma per alcune persone è una necessità permanente, o comunque significativa. E' chiaro che quantità e qualità difficilmente possono coesistere.

-la seconda è la grande questione della scelta, toccata da diversi di voi (Flavius, Piakos, Illyricum e altri). Io penso che tutte le "raccolte" e le "collezioni" siano comprensibili e legittime, però sicuramente non tutte sono sullo stesso piano. Devo confessare che mi esaspera un po' la moda così diffusa di avere "almeno una moneta per imperatore"; ma sopporto. Le scelte tematiche mi sembrano molto più interessanti (un solo imperatore, o un solo periodo non troppo lungo, o una sola zecca, o un solo numerario, ad es. i sesterzi; o anche un tipo più specifico: es. le CONSECRATIO, o i VOTA...) Però sono scelte che si possono compiere ad un certo livello di "maturità collezionistica".

- personalmente, ad esempio, sto raccogliendo le monete imitative del 3° e 4° secolo, che costano pochino ma sono piuttosto brutte. E poi mi sto ora interessando alle provinciali: ma è un mare magnum, dovrò scegliere, ma non mi pare di essere ancora in grado di farlo.

Modificato da gpittini

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rick2

c e` sempre e anche la quarta caratteristica che e` il prezzo

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Illyricum65
attenzione pero` perche` anche nelle costantiniane ci sono monete belle e rare e si puo` fare l'affare

Indubitabilmente. In particolare a me piacciono quelle da cesare perchè presentano un Costantino "controcorrente" rispetto all'immagine agiografica del "primo imperatore cristiano". In particolare quelle con Marte e con Sol. Non spuntano prezzi astronomici ma superiori a quelle più tarde, infinitamente più comuni.

Ciao

Illyricum

:)

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